10 marzo 2017

Nuovo modello matematico dimostra come sia possibile vivere dieci volte piu' a lungo

Da sinistra a destra: Speranza di vita selezionata dall'evoluzione; allungamento della vita
con interventi medici; speranza di vita con la (potenziale) sconfitta dell'invecchiamento.
Un nuovo modello matematico suggerisce che e' l'evoluzione che ci ha programmati a morire e che il programma e' modificabile.

Lo studio sara' probabilmente controverso dato che sostiene che i modelli matematici alla base della nostra comprensione dell'evoluzione sono fondamentalmente sbagliati. Oggi come oggi, partiamo dal presupposto che la selezione naturale favorisca gli organismi dotati di speranza di vita maggiore, e che, quantunque lunga, la speranza di vita di una specie sia quella massima permessa dal suo Dna.

La nuova teoria, invece, propone che la speranza di vita di una specie animale sia regolata dall'evoluzione, sulla base delle risorse disponibili ad una certa popolazione e del suo tasso di riproduzione. In questo scenario la morte non e' altro che un programma genetico mirato a garantire che una singola generazione non possa esaurire le risorse del proprio ecosistema, condannando la generazione successiva alla fame. Questo spiegherebbe perche' alcune specie, come per esempio i salmoni, muoiono subito dopo essersi riprodotti, mentre altre, come per esempio i coccodrilli, non dimostrano segni di invecchiamento.

Le risorse limitate e la concorrenza agguerrita in una data regione, con una popolazione in lotta per la sopravvivenza, risultano in una durata della vita più breve. "Nel nostro modello, la mortalità intrinseca lascia risorse per i discendenti, i quali hanno più probabilità di trovarsi nella stessa regione, aumentando il successo [della specie] sul lungo termine." In altre parole, quando le risorse sono scarse, una specie nel suo complesso ha piu' alte probabilita' di sopravvivenza se la sua popolazione si organizza in modo di per promuovere la sopravvivenza a lungo termine della specie, limitando la durata della vita dei singoli individui, cioe' se si evolve per limitare la sovrappopolazione e l'esaurimento delle risorse.

Il che, aggiungo io, spiega le inquietudini di molti ambientalisti di fronte alla prospettiva della longevita' estrema... Ma torneremo a parlare di sovrappopolazione etc, piu' sotto.

Uno degli autori dello studio (Yaneer Bar-Yam, del New England Complex Systems Institute), ha dichiarato che "se e' l'evoluzione a determinare le nostre aspettative di vita, allora possiamo decidere di cambiare la situazione, intervenendo sui meccanismi utilizzati per controllarle [...] L'invecchiamento non e' inerente, e' genetico. La prospettiva di estendere significativamente la speranza di vita e' una ragionevole conclusione."

Ma quanto sarebbe possibile estenderla? La stima di Bar-Yam e' che sia "ragionevole aspettarsi incrementi multipli, per esempio di cinque o dieci volte. Abbiamo gia' esempi di mutazioni che estendono la vita dei nematodi di cinque o dieci volte." L'autore ipotizza anche che gli interventi necessari non debbano necessariamente essere genetici: "e' possibile che [certe] vitamine o medicinali possano bastare", in altre parole, interventi epigenetici.

Ed eccoci al tormentone della sovrappopolazione. Bar-Yam ammette che la distribuzione attuale delle risorse e' tutt'altro che equa, ma sottolinea che gia' produciamo abbastanza cibo per sfamare senza problemi la popolazione mondiale." E quella non e' certo l'unica ragione per non fare della sovrappopolazione una scusa per contrastare la ricerca longevista. Ecco qualche articolo al proposito:

Su Estropico.org: Allungamento della vita e sovrappopolazione, di Ramez Naam

Su Estropico blog: L'implosione demografica prossima venturaLe conseguenze demografiche della sconfitta dell'invecchiamento.

L'articolo di Motherboard: The Math That Shows Humans Could Live Ten Times Longer

Dato che sono matematicamente negato, non tento nemmeno di addentrarmi nei dettagli e mi limito a linkare lo studio, sul sito del New England Complex Systems Institute: Programmed death is favored by natural selection in spatial systems (pdf)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Inoltre il nostro futuro a lungo termine, come specie umana, non è su questo pianeta, ma in altri mondi, reali o virtuali :)

GNR