3 marzo 2017

Essere una macchina. Cyborg, utopisti, hacker e futuristi cercano una soluzione al problema-morte.


Uscira' il 30 marzo e sembra interessante.

Traduco da Amazon:

Cos'e' il transumanesimo? Semplicemente un movimento il cui obiettivo e' l'uso della tecnologia per modificare fondamentalmente la condizione umana, per migliorare i nostri corpi e le nostre menti, al punto di divenire qualcos'altro, qualcosa di meglio, degli animali che siamo. E' una filosofia che, a seconda di come vuoi vederla, puo' sembrare speranzosa, terrificante, o assurda. In To Be a Machine, Mark O'Connel presenta la prima esplorazione in profondita' del transumanesimo: le sue radici filosofiche e scientifiche, i personaggi chiave e i suoi possibili futuri. Dai nerd carismatici decisi a potenziare il corpo, agli immortalisti convinti di poter 'risolvere' il problema della morte; dai programmatori che tranquillamente ri-progettano il mondo, ai convegni di robotica competitivi; To Be a Machine è un'avventura nel paese delle meraviglie per i nostri giorni.

To Be a Machine presenta il ritratto di un movimento internazionale spinto da strane e spesso inquietanti idee, ma la cui ossessione con il trascendere i limiti umani puo' essere vista come un microcosmo, una radicale intensificazione della nostra fede nel potere della tecnica come motore del progresso umano. To be a Machine e' uno studio dell'eccentricita' degli esseri umani, e una meditazione sul desiderio immemorabile di trascendere i fatti fondamentali della nostra esistenza animale - un desiderio tanto primordiale quanto le religioni più antiche, una storia vecchia come i primi testi letterari.

Uno splendido nuovo saggio che affronta una questione urgente ... Quale futuro per l'umanità?

Su Amazon: To be a Machine: Adventures Among Cyborgs, Utopians, Hackers, and the Futurists Solving the Modest Problem of Death, di Mark O'Connell.

Sia ben chiaro che l'autore non e' un transumanista (dichiarato o meno) e che il suo approccio sembra essere tutt'altro che acritico (non che questo sia necessariamente un male). In un'intervista su The Verge (‘They want to be literally machines’: Writer Mark O’Connell on the rise of transhumanists. Biohackers, cryonics, brainuploading and more) dichiara infatti che "per me, essere umani significa essere inestricabilmente legati alla condizione di essere un mammifero, di essere fragile e di essere debole, e con l'amare gli altri per la loro fragilita' e per le loro debolezze."

Interessante un commento verso la fine (traduco/riassumo): c'e' un sacco di gente che non si considera transumanista, ma che condivide con loro molto idee circa il futuro. Silicon Valley ha creato sia enormi quantita' di capitale e di potere culturale, che la sensazione di poter risolvere tutto con la tecnologia, al punto che cercare di sconfiggere la morte - la condizione umana - sembra cosa naturale.

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