9 novembre 2016

Intelligenza Artificiale: miti e realta'


Da qualche tempo, il dibattito sui possibili rischi (e benefici) della ricerca nel settore dell'Intelligenza Artificiale (IA), non e' piu' ristretto a qualche forum online transumanista o futurologico. Grazie agli interventi di accademici come Nick Bostrom (qui qui), in seguito alla pubblicazione del suo Superintelligence, e di imprenditori/celebrita' quali Elon Musk (qui) e altri, fra i quali anche Stephen Hawking (qui), ormai il tema e' discusso regolarmente sui mass media. Con la benvenuta diffusione del dibattito, pero', si sono anche diffuse molte idee inesatte. Per fare chiarezza, il Future of Life Institute ha creato una lista di miti e realta' sul tema, riassunti nella tabella qui sopra.

Traduco liberamente per i non anglofoni, dall'alto in basso:

Mito: la Superintelligenza e' inevitabile, entro il 2100. La Superintelligenza entro il 2100 e' impossibile.
Realta': potrebbe realizzarsi fra decadi, secoli, o mai. Gli esperti di IA non sono d'accordo e una risposta non esiste.

Mito: solo i luddisti sono preoccupati dagli sviluppi nel settore.
Realta': molti ricercatori del settore hanno anch'essi espresso apprensione.

Preoccupazioni 'mitiche': IA malefiche. IA autocoscienti.
Preccupazioni reali: IA competenti, ma con obiettivi non allineati ai nostri.

Mito: l'apprensione riguarda soprattutto i robot.
Realta': l'IA con obiettivi non allineati ai nostri e' la preoccupazione principale. Non ha bisogno di corpi [robotici], gli basta una connessione a internet.

Mito: una IA non potrebbe controllare gli esseri umani
Realta': e' l'intelligenza che abilita il controllo. E' cosi' che noi controlliamo le tigri (per esempio)

Mito: le macchine non hanno obiettivi.
Realta': un missile con sistema di inseguimento a calore (heat seeking) ha un obiettivo (per esempio).

Preoccupazione 'mitica': la Superintelligenza arrivera' fra qualche anno.
Preoccupazione reale: ci vorranno almeno alcune decadi, ma ci vorra' altrettanto per renderla sicura.

Ecco la tabella, con un articolo di approfondimento: The Top Myths About Advanced AI

1 commento:

Anonimo ha detto...

L'intelligenza artificiale è una ricerca, una sfida, un obiettivo talmente epico, talmente ambizioso per il genere umano, e da cui possono nascere talmente tante implicazioni radicali (energie totalmente pulite ma soprattutto immortalità biologica, solo per citarne due), che vale la pena a prescindere impegnarsi per raggiungerlo; smetterla di perseguirlo per paura che ci distrugga sarebbe nient'altro che una colossale insensatezza, perché senza IA e sue conseguenze, verosimilmente, continueremo comunque a morire proprio come tutti coloro che hanno calcato questa terra: sarebbe come se un uomo, arso dalla sete e girovago per il deserto, smettesse di andare alla ricerca d'acqua per il timore di berla da una fonte avvelenata. Insomma, è una scommessa in cui se vinceremo, vinceremo tutto, e se perderemo, avremo lo stesso identico danno che ci toccherà se non "inventiamo" l'IA, e cioè l'oblio perpetuo.
E a dispetto di chi, religioso o ateo che sia, dice che solo la morte dà un senso alla vita (com'era la favola della volpe dell'uva acerba?), è doveroso constatare che in realtà è sommamente vero il contrario: solo l'immortalità darebbe (darà?) senso alla vita.

GNR