8 ottobre 2016

"Uno studio sfata la credenza che la longevità stia aumentando progressivamente." Ma quante sciocchezze mi tocca sentire!

Prendo l'articolo del Corriere come esempio, ma il livello e' simile su altre fonti:

Uno studio sfata la credenza che la longevità stia aumentando progressivamente e fissa a 115 anni il limite umano (anche se in rarissimi casi è stato superato)La longevità ha un limite: 115 anni (ma qualcuno ipotizza 125)
Complice la scienza, la medicina, la genetica e l’organizzazione della società si crede da tempo che la vita sia destinata ad allungarsi sempre più, magari a un tasso di crescita più debole rispetto al passato, ma sempre e comunque ad allungarsi. E del resto così ci ha abituati la scienza negli ultimi lustri. Tanto che qualcuno ha anche immaginato un ipotetico futuro francamente un po’ inquietante e ci si chiede se veramente sia auspicabile un allungamento della vita (o forse sarebbe meglio dire della vecchiaia) oltre ogni limite. Ci piacerebbe vedere in giro (o magari farne parte) un esercito di over 200? Non preoccupiamoci, tanto non accadrà. Nonostante la scienza, nonostante la genetica, il benessere, la ricerca, la felicità, la dieta e tante altre cose esiste un limite umano invalicabile secondo l’ultimo studio sull’aspettativa di vita. 
Temo che solo a noi longevisti appaia piu' che ovvio quale sia l'errore commesso da dozzine di giornalisti pronti a saltare a conclusioni non supportate da quanto rilevato dai ricercatori in questione... Eppure e' scritto nero su bianco nell'articolo stesso:
Gli studiosi dell’Albert Einstein College of Medicine di New York hanno analizzato i dati dello Human Mortality Database, riguardanti la mortalità della popolazione di più di 40 Paesi e le morti dei supercentenari nei quattro Paesi (Stati Uniti, Francia, Giappone e Regno Unito) con il più alto numero di anziani. Come nota Jan Vijg se nella media l’età di morte è cresciuta di molto, oltre i 105 anni il tasso di crescita è stato minimo.
Sei un lettore di passaggio che non ha mai sentito questo strano neologismo (longevismo)? Sei uno dei giornalisti in questione? Ok, capisco ed esplicito ulteriormente: lo studio non fa altro che rilevare i limiti delle aspettative di vita naturali, o al massimo le aspettative di vita possibili con le tecnologie mediche di oggi. Il che non ci dice nulla su quanto sara' possibile in futuro. Ovviamente, 'in futuro', tutto e il contrario di tutto e' possibile... Se non fosse che le cause di quella malattia degenerativa meglio nota come 'invecchiamento' sono state identificate ormai da anni (vedi 2.3.2 qui), e se non fossimo gia' nella fase di superamento degli interventi su animali da laboratorio e se non ci fossero gia' gruppi di ricerca (qui uno all'avanguardia, SENS) che stanno studiando applicazioni su umani.

Prima di chiudere tolgo un altro pelo dall'uovo... Sempre dal Corriere:
Da anni si ipotizza che l’aspettativa di vita non si arresterà più o comunque che possa continuare a crescere sempre un pochino. Se all’inizio del 1900 era sui 55 anni e oggi è più di 82 anni significa evidentemente che la progressione è galoppante.Da anni si ipotizza che l’aspettativa di vita non si arresterà più o comunque che possa continuare a crescere sempre un pochino. Se all’inizio del 1900 era sui 55 anni e oggi è più di 82 anni significa evidentemente che la progressione è galoppante.
Nooooooooo! E' un classico e persistente errore - anche fra longevisti! Quei dati includono la mortalita' infantile, che in passato era altissima. E' solo perche' oggi, almeno in molte nazioni, essa e' stata drasticamente ridotta, che si ottengono cifre del genere, ma non ci dicono gran che' sulla progressione, "galoppante" o meno, dell'aspettativa di vita.

Lo studio, su Nature: Evidence for a limit to human lifespan

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Prevedere la durata della vita dell'uomo in futuro senza considerare i "Ponti" (biotecnologie, nanotecnologie ecc.) è come prevedere il futuro delle carrozze a cavallo senza considerare l'uso della benzina nel campo della locomozione...
A proposito di vita media e mortalità infantile: ma Kurzweil continua sempre con quella assurda affermazione? («La vita media nel Medioevo era di 23 anni, oggo è di 80». Ovviamente ho scritto numeri a caso). È uno dei pochi punti facilmente smontabili del suo ragionamento complessivo...

Estropico ha detto...

Non saprei, ma e' talmente radicata che temo dovremo rassegnarci a vederla riapparire a regolari intervalli... Il problema e' che e' un meme molto semplice ed efficace. Forse dovremmo tapparci il naso, ignorare il fatto che e' semplicemente sbagliato e cominciare ad utilizzarlo anche noi! :-)

Anonimo ha detto...

Sarà un argomento usato fintanto che non vedremo il primo essere umano arrivare sui 140-150 anni usufruendo della biotecnologia, presumo :D
Ora che ci penso: forse¹ il discorso di Kurzweil va letto un attimo diversamente, e inserito nel contesto ampio della sua tesi sul Progresso; cioè, in questa ottica, il passaggio dai 23 anni dell'antichità agli 80 attuali è segno delle migliorate condizioni igienico-sanitarie e tecnologiche che hanno abbassato la mortalità infantile (non credo proprio Ray sia così ingenuo da ignorare che chiunque può accedere a Wikipedia e controllare l'età della morte di alcuni personaggi illustri del passato anche poco recente, diversi dei quali anche in epoca lontanissima arrivano ai 70 od 80 anni), dopodiché l'accelerazione del progresso farà sì che l'età massima raggiungibile (e NON solo quella media!) aumenti ma per altre vie e nello specifico i famosi ponti, un po' come se si trattasse dei vari paradigmi (cinque o sei, mi sembra) della computazione di cui parla che consentono alla Legge dei ritorni accelerati di proseguire inesorabile.

¹: dico «forse» perché qui emerge il mio solito limite, e cioè di conoscere il pensiero di Kurzweil tramite questo blog e blog simili, siti, interviste, video su YouTube... Niente libri se non estratti reperibili in rete... ^^'

P.S.:
Comunque, in che senso "utilizzarlo anche noi"? Per «convincere» qualcuno in una discussione...?

Estropico ha detto...

>Comunque, in che senso "utilizzarlo anche noi"? Per «convincere» qualcuno in una discussione...?

Si, ma scherzavo... O forse non del tutto! Da genitore ho scoperto che quando i bambini piccoli ti chiedono qualcosa, per esempio il classico "da dove vengono i bambini?" la cosa migliore e' dirgli qualcosa che soddisfi la loro curiosita' senza travolgerli con una marea di informazioni che non sono in grado di digerire. Quindi, un "i bambini vengono dalla pancia della mamma" e' una risposta perfettamente semplice, comprensibile e sembra soddisfare la loro curiosita'. Se poi fanno altre domande, allora si puo' certamente dare altri dettagli, ma in caso contrario vuol probabilmente dire che non sono ancora pronti. Ecco, questo fatto dei 23>80 anni e' l'equivalente del "bambini/pancia della mamma". E' vero e comunica bene il concetto, anche se la storia e' ben piu' complicata, e se questo e' tutto quanto il grande pubblico puo' digerire...

Purtroppo sono troppo pignolo/ingenuo/onesto per poter sfruttare questo "trucchetto" mediatico... :-)

Ciao,
Fabio


Anonimo ha detto...

Infatti, anche perché non ce ne viene nulla :D
Piuttosto che convincere qualcuno, l'obiettivo è sperimentare in prima persona "il futuro"... ;)