3 giugno 2016

Homo Deus: una breve storia del domani

Uscira' a settembre, ma sembra interessante, almeno a giudicare dalla pagina dedicata al libro dal sito della Penguin (traduco liberamente):

Yuval Noah Harari, autore del best-seller Sapiens: A Brief History of Humankind, prevede un mondo nel quale dovremo affrontare nuove sfide. In Homo Deus, esamina il nostro futuro con il suo tipico approccio multidisciplinare.

Homo Deus esplora i progetti, i sogni e gli incubi che daranno forma al 21mo secolo, dalla sconfitta della morte, alla creazione dell'intelligenza artificiale, e si pone domande fondamentali: quale direzione prendere? Come proteggere questo fragile pianeta dai nostri poteri distruttivi? Questo e' lo stadio successivo della nostra evoluzione. Questo e' Homo Deus.

La guerra e' obsoleta. Hai piu' probalita' di suicidarti che di essere ucciso in un conflitto armato.

Le carestie stanno scomparendo. Hai piu' probabilita' di morire per colpa dell'obesita' che di fame.

La morte non e' altro che un problema tecnologico. L'uguaglianza non e' di moda, ma l'immortalita' lo e'.

Promettente, no? E tutto cio' da un autore che non puo' essere descritto come transumanista, almeno a giudicare dalla sua pagina di Wikipedia. Se pero' passiamo per il suo sito (anche in versione italiana), siamo accolti dalla seguente scritta: La storia iniziò quando gli uomini inventarono le divinità e finirà quando gli uomini diverranno divinità.

Classico esempio di come, ormai, i memi transumanisti non siano piu' limitai a quello che, una volta, chiamavo il ghetto transumanista...

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