8 aprile 2016

Il malato immaginario e l'ipocondriaco interventista

Il malato immaginario
Della serie "pigre riflessioni" (longeviste)...

E se non fossimo altro che ipocondriaci? Per "noi", intendo noi longevisti, attenti alla salute, agli ultimi studi su alimentazione, restrizione calorica (e i suoi farmacomimetici), esercizio fisico, etc, etc, etc...

Wikipedia: "In medicina, e più informalmente nel linguaggio comune, il termine ipocondria (in termini medici patofobia) si riferisce ad un disturbo psichico caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e infondata di una persona riguardo alla propria salute, con la convinzione che qualsiasi presunto sintomo avvertito dalla persona o una qualsiasi visita medica di routine possa essere segno o rivelare una qualche patologia. Chi soffre di ipocondria viene detto ipocondriaco o, nel linguaggio comune, malato immaginario, anche se in senso psicologico-psichiatrico si tratta a tutti gli effetti di un disturbo o patologia."

Non sarebbe la prima volta che ricevo questa "accusa". Una volta, vedendo la mia scorta di integratori, qualcuno esclamo': "Ma sei ossessionato!" Beh, se una "ossessione" ha un impatto positivo sulla nostra vita e se non ci impedisce di vivere una vita piena (e magari l'allunga anche!) allora benvengano questo tipo di ossessioni. Se davvero siamo ipocondriaci, quindi, forse e' una fortuna - ammesso di riuscire a sfruttare questo difetto psichico a nostro vantaggio. Una dose di ipocondria (controllata e correttamente diretta), potrebbe essere una delle colonne portanti del longevismo...

Ma non siamo semplici ipocondriaci: ci informiamo e, fondamentalmente, interveniamo quando ritenuto necessario e monitoriamo gli effetti delle nostre azioni - azioni basate su scelte informate delle quali ci prendiamo la responsabilita'. Questo e' l'opposto del malato immaginario di Moliere, un carattere passivo che non vuole altro che la continua attenzione del Dottor Olezzo e del Dottor Purgone, per motivi puramente psicologici. Inoltre, contrariamente alla creazione di Moliere, la nostra "malattia", l'invecchiamento, e' tutt'altro che immaginaria, purtroppo...

Un'altra fondamentale differenza e' che non vediamo l'ora di poter circumnavigare dottori e farmacisti al 100% grazie a intelligenze artificiali mediche (alla Watson) e a sistemi di stampanti 3D personali in grado di produrre farmaci (queste potrebbero essere un po' piu' in la'...)

Insomma, diciamolo: siamo ipocondriaci (interventisti) e ne siamo fieri! ;-)

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