25 marzo 2016

Intelligenza Artificiale, go, scacchi e previsioni

Trovo sia informativa che divertente questa notizia che ho trovato oggi, per caso... 

Chiarisco subito che e' una notizia d'annata, precisamente del 1997, l'anno in cui Garry Kasparov fu sconfitto da Deep Blue. In un articolo del New York Times, un astrofisico dell'Institute for Advanced Study di Princeton, nonche' appassionato di go, dichiaro' che "ci potrebbero volere cent'anni prima che un computer batta gli umani a go - o forse anche di piu'. Se una persona ragionevolmente intelligente imparasse a giocare a go, in qualche mese potrebbe battere tutti i correnti programmi [per il gioco del go]. Non hai bisogno di essere Kasparov".

Il giornalista aggiunge che "quando, o se, un computer battera' un campione umano a go, sara' un segno che l'intelligenza artificiale sta veramente cominciando ad essere forte quanto quella vera."

Sospetto che le conclusioni del giornalista siano errate quanto quelle dell'astrofisico...

Per un'opinione piu' informata sul significato della vittoria di Alpha Go (Deep Mind) su un campione di go, consiglio invece questa intervista al "godfather" del deep learning, Geoffrey Hinton. Un paio di passaggi riassumono lo stato dell'arte (riassumo/traduco):

Ritengo che non avremo Intelligenza Artificiale di livello umano fino a quando non avremo dei sistemi con lo stesso numero di parametri del cervello umano, nel quale abbiamo 10^15 sinapsi. I network neurali di oggi, invece, sono circa un milione di volte piu' piccoli.  
Per quanto riguarda il raggiungimento di quella pietra miliare, Hinton dice solo che ci vorranno piu' di cinque anni, rifiuandosi (saggiamente) di azzardare alcunche' oltre quell'orizzonte.  
Il giornalista poi accenna alle inquietudini circa i rischi dell'IA, in particolare la possibile "obsolescenza dell'Umanita'" che essa potrebbe portare. Hinton risponde di essere sicuro che nulla del genere vedra' la luce nei prossimi cinque anni e che questo non sia qualcosa con cui lui dovra' personalmente confrontarsi (e' nato nel '47...), ma sottolinea che e' ora di cominciare a pensarci. Non e' questione di invertarci un modo per azzoppare questa tecnologia per renderla innocua, ma di affinare il nostro sistema politico per evitare che essa sia utilizzata a scopi dannosi.

1 commento:

Devis Pantano ha detto...

Diversamente da altri "guru" del deep-learning, che si sono affrettati ad affermare che mancano ancora alcuni decenni all'evento dell'IA con capacità paragonabili a quelle umane, Hinton fa un'affermazione diversa. Afferma che serviranno almeno più di cinque anni! Credo si tratti di una risposta ben medita: nella sostanza Hinton è possibilista.
Personalmente credo di poter ben argomentare, e forse anche dimostrare, che l'intelligenza artificiale è molto molto vicina. Il risultato ottenuto con AlphaGo è particolarmente importante. I ricercatori di deep-mind, e di molti altri gruppi che si occupano di deep-learning, stanno scoprendo, empiricamente, uno dei “trucchi fondamentali” dell’intelligenza umana. Si stanno rendendo conto che una rete neurale in grado di astrarre e osservare le “strutture emergenti” (grazie alla sua stratificazione profonda), può avere accesso a quel patrimonio di regole (sempre emergenti) che non compaiono a livello di rappresentazioni di base.
Sono queste le regole che la nostra mente usa per affrontare la complessità del mondo reale.

Ho scritto un lavoro su questo argomento che è liberamente scaricabile da questo sito
https://figshare.com/authors/Devis_Pantano/601233

Ho anche aperto una sessione per discuterne nel social academia
https://www.academia.edu/s/2255a33dd9

Eventuali critiche sono benvenute

Devis

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