15 febbraio 2016

Enorme passo in avanti per la criopreservazione (ibernazione umana)


La Brain Preservation Foundation ha annunciato il vincitore del premio "Preservazione del cervello di un piccolo mammifero" (Small Mammal Brain Preservation Prize).

Rullo di tamburi e... il vincitore e' una nostra vecchia conoscenza, la 21st Century Medicine, i cui ricercatori hanno per la prima volta dimostrato la possibilita' di una criopreservazione quasi perfetta dell'intero cervello di un mammifero (coniglio), utilizzando un metodo basato su un "ultra-rapido fissaggio chimico (chemical fixation) e criopreservazione". Qualche lettore ricordera' che si tratta dello stesso gruppo del "primo rene vitrificato" di qualche anno fa.

"Ogni neurone, ogni sinapse e' magnificamente preservata in tutte le regioni del cervello", ha dichiarato il Dr. Kenneth Hayword, presidente della Brain Preservation Foundation. "Questa non e' la crionica di una volta."

In pratica la procedura, battezzata Aldehyde ­Stabilized Cryopreservation, utilizza una tecnica crionica d'avanguardia (la vitrificazione) insieme ad una tecnica da  alcuni proposta come economica alternativa alla crionica (la chemical fixation - trad: fissaggio chimico?)

Il successo della 21st Century Medicine e' dovuto alla rapida diffusione nel sistema cerebrovascolare della sostanza chimica utilizzata per il "fissaggio", il glutaraldeide, una sostanza, si noti bene, altamente tossica. Insieme ad altre sostanze, il glutaraldeide ha permesso alle sostanze crioprotettive di diffondersi in maniera soddisfacente (quello della limitata diffusione di queste sostanze e' ancor oggi il principale problema del processo di vitrificazione).

Il paper e' stato pubblicato il dicembre scorso su Cryobiology.

Trovo incoraggiante il fatto che anche un'altro gruppo di ricerca, del Max Planck Institute, abbia ottenuto risultati quasi altrettanto validi con un sistema basato su fissaggio chimico e plastic embedding (trad: incorporamento in plastica??)

Qui l'abstract, su Nature: High-resolution whole-brain staining for electron microscopic circuit reconstruction

Il prossimo passo nella strategia della Brain Preservation Foundation e' un premio per la preservazione dell'intero cervello di un maiale, la fase Large Mammal. Il successo su questa scala significherebbe che la tecnica potrebbe essere rapidamente applicata a pazienti umani ("rapidamente" fra virgolette...) Il responsabile del team di ricerca vincitore, Robert McIntyre, ha lanciato una sua start-up per perseguire l'obiettivo (Nectome).

Faccio anche notare come ormai questo filone di ricerca sia uscito dal ghetto dell'ibernazione umana/crionica e faccia finalmente parte del mainstream della ricerca biomedica: i due studi sono stati pubblicati su Cryobiology e Nature...

Penso che potremmo descrivere questo passo in avanti come la fine dell'inizio... Nel senso che e' stata finalmente dimostrata la fattibilita' della preservazione del cervello di un piccolo mammifero mantenendone intatte le strutture neurali. Tutto questo, pero', ignora un "piccolo" dettaglio... Se la prima parte del progetto crionico e' sempre piu' vicina alla realizzazione pratica, la seconda, come riportare in vita un cervello criopreservato, e' ancora pura ipotesi... L'inizio della fine e' ancora lontano.

Il che ci porta ad un altro problema...

....come gia' fatto notare piu' sopra, il problema con la vitrificazione e' che e' difficilmente applicabile all'intera massa di un cervello, a causa delle difficolta' nella distribuzione delle sostanze vitrificanti. Tali  difficolta' risultano in un restringimento, una contrazione, del tessuto cerebrale. Esaminati con microscopio elettronico, i tessuti mostrano severe distorsioni dei circuiti neurali. E' questo che ha spinto la ricerca verso nuovi approcci i quali, pero', hanno come obiettivo la preservazione della struttura del cervello (in pratica, il connettoma) e non la preservazione di tessuti che possano essere "facilmente" riportati in vita, un giorno. E' una differenza apparentemente sottile, ma importante. Invece della rianimazione "biologica" prevista (sperata) dalla crionica classica, una preservazione di questo tipo si presta meglio, invece, ad un ritorno in vita "sintetico", cioe' sottoforma di mind-upload o trasferimento della mente (Wikipedia, Estropico.org)

In pratica, si sacrifica, o come minimo si ostacola ulteriormente, la possibilita' di riportare in vita un cervello criopreservato nella sua forma biologica, ma si innalza la quantita' e la qualita' delle informazioni preservate sulle memorie e la personalita' dell'individuo in questione - informazioni che sarebbero, in futuro, utilizzate per riportarlo in vita sottoforma di software... (o informorfo).

Al momento nessuna delle organizzazioni crioniche offre ai propri iscritti la procedura della 21st Century Medicine e leggo sul blog della Alcor che lo stesso McIntyre ha recentemente sconsigliato l'adozione del suo approccio, almeno per il momento. Se e quando una o piu' delle organizzazioni crioniche cominceranno ad offrirlo come opzione, gli iscritti dovranno decidere quale sia la scommessa piu' razionale...

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