26 ottobre 2015

Un transumanista alla Casa Bianca? Pro e contro


Pensate quel che volete di Zoltan Istvan, ma una cosa e' certa: e' difficile ignorarlo... (vedi qui, qui, su Estropico). Questa sua iperattivita' ha ora causato anche una reazione negativa: nella recente intervista al "candidato transumanista" alla Casa Bianca, si accenna ad una petizione online contro la sua candidatura.

Il messaggio della petizione e' forte:
Le posizioni e le attivita' di Zoltan Istvan e del suo partito politico non sono in linea con la Dichiarazione Transumanista. Non sono inclusive. Non dimostrano solidarieta' o interesse per la dignita' altrui. Noi siamo transumanisti e sconfessiamo qualsiasi partito politico o candidato che ci rappresenti falsamente o non accuratamente.
Al momento la petizione ha raggiunto solo un'ottantina di firme, ma fra i firmatari spiccano nomi ben conosciuti da queste parti come Max More, James Hughes, Natasha Vita-More e altri.

Personalmente, ho gia' parlato delle mie forti perplessita' circa alcuni passaggi del suo libro (vedi: Ho finalmente finito The Transhumanist Wager...), quindi oggi mi concentro sulla sua candidatura.

Cominciamo con un qualcosa di probabilmente superfluo, giusto per essere sicuri di intenderci... La candidatura di Istvan e' uno stunt pubblicitario. Le sue probabilita' di essere eletto Presidente degli Stati Uniti sono esattamente 0,0% e scommetto che anche lui se ne rende perfettamente conto. Se per caso un paio di lettori pensassero invece che qualche speranza ce l'abbia, consiglio di esaminare la storia dei recenti candidati indipendenti alle elezioni presidenziali USA, tenendo a mente che alcuni avevano a propria disposizione milioni di dollari e migliaia, o decine di migliaia, di attivisti.

Chiarito questo "dettaglio", la domanda e' la seguente: visto che l'attenzione mediatica la sa senza dubbio attirare, che impressione del transumanesimo sapra' dare al grande pubblico? Francamente, la sua piattaforma elettorale non dovrebbe dispiacere a molti transumanisti. E' un fritto misto che sembra voler accontentare un po' tutte le anime del movimento, sia quella di sinistra, con il reddito minimo, che quella di destra o libertarian, con l'aliquota unica (anche se, in realta', una maggioranza delle proposte mi sembrano mirate alla sinistra libertaria: oltre al reddito minimo troviamo la legalizzazione delle droghe leggere, la diminuzione della popolazione carceraria, l'incoraggiamento delle tecnologie ecologiche).

I transumanisti di fede potrebbero obiettare al secondo punto: "Diffondere una cultura pro-scienza enfatizzando la ragione e i valori laici" e non penso sia un caso che la petizione di cui sopra sia stata lanciata da uno di loro.

Di certo non mancano le proposte al 100% transumaniste: longevismo, liberta' morfologica, prevenzione dei rischi esistenziali, etc. Insomma, almeno nella piattaforma, faccio fatica a trovar traccia di quella mancanza di inclusivita' e solidarieta' di cui nella petizione.

Diamo allora un'occhiata alla versione personale del transumanesimo elaborata da Istvan e illustrata in The Transhumanist Wager. Istvan ha battezzato la sua filosofia "Funzionalismo Teleologico Egocentrico" e l'ha riassunta nelle sue "Tre Leggi del Transumanismo":
  1. Un transumanista deve difendere la propria esistenza sopra qualunque altra cosa.
  2. Un transumanista deve lottare per raggiungere l'onnipotenza il prima possibile - purche' le sue azioni non contraddicano la Prima Legge.
  3. Un transumanista deve difendere il value [come lo traduco? Pregio? Utilita'? Virtu'?] nell'Universo - purche' le sue azioni non contraddicano la Prima e la Seconda Legge.
Ecco quindi da dove vengono quelle accuse. Il suo sembra un approccio "vivi e lascia morire" che a molti non piacera'. Si noti, pero', che questa sua filosofia non mi sembra influenzi la piattaforma politica del suo partito. Potrebbe creargli delle difficolta' durante qualche intervista, casomai s'imbattesse in un raro giornalista preparato, ma non mi sembra un problema insormontabile. Il che mi fa sospettare che fra le motivazioni di qualche firmatario ci possa essere anche (oso dirlo?) un pizzico di gelosia nei confronti di quello che, rispetto a loro, e' un ultimo arrivato...

Veniamo, allora, a quello che secondo me e' il problema vero.

In America esiste una pratica democratica che recentemente si e' diffusa anche in Italia, quella delle elezioni primarie. E' una pratica encomiabile: incoraggia la partecipazione e avrebbe potuto galvanizzare il movimento e fare da catalista al suo ingresso in politica. Senza dubbio sarebbe stato difficile organizzare il tutto e ci sarebbe stato un boicotto da parte di coloro contrari all'idea stessa (io stesso ritengo sarebbe piu' produttivo "infettare" i partiti politici correnti con memi transumanisti), ma il candidato emerso alla fine del processo avrebbe avuto una legittimita' che Istvan non puo' pretendere di avere.

Ammetto che a volte serva un battistrada che si butti nella mischia di propria iniziativa, senza lasciarsi rallentare da interminabili diatribe organizzative, ma chi sceglie questa strada non puo' lamentarsi  se alcuni lo descriveranno come auto-candidato alla Casa Bianca. Gli unici ad averlo eletto al ruolo di "candidato transumanista", leggo sul sito del suo partito, sono stati i suoi party officers e questi sono tre, Istvan incluso... Ora capisco il commento di un firmatario della petizione secondo il quale Istvan avrebbe tendenze autoritarie.

Conclusioni

Questa e' una tempesta un venticello in un bicchier d'acqua. Istvan e il suo partito non conquisteranno la Casa Bianca (ovviamente). Il suo iperattivismo mediatico portera' il movimento nel suo insieme all'attenzione del grande pubblico. La sua filosofia personale puo' non essere condivisibile, ma non rischia di associare il transumanesimo con spiacevoli ideologie. Eventuali equivoci riguardanti l'autentica e variegata natura del transumanesimo saranno rapidamente risolti usando Google da chi volesse approfondire. La gestione autoritaria dell'iniziativa e' problematica, ma non esiziale.

Insomma, non sottoscrivo ne' le entusiastiche adesioni, ne' la petizione anti-Istvan. Metto invece il popcorn nel microonde, mi siedo in poltrona e mi guardo il film da spettatore (spero) imparziale...

1 commento:

Lincoln Cannon ha detto...

Many religious persons are satisfied that Zoltan's egocentric and antireligious version of Transhumanism accurately reflects the movement as a whole, thereby undermining the efforts of religious Transhumanists to build bridges with their faith communities. This is not speculative, but actual in practical detriment. We do not have the luxury of sitting back with popcorn passively and apathetically. If we do not make it clear that Zoltan's views do not represent us, it will be more effective to give up the Transhumanist identity. And that's not a choice to make lightly, given many years of investment into it.