30 maggio 2015

La crionizzazione non distrugge i ricordi



La Crionica è uno dei temi principali di Estropico, viste le sue ovvie implicazioni mediche e scientifiche (ed etiche, e sociali, etc...).

Un dubbio mai sopito riguardo a questa tecnica, riguarda le memorie: nonostante le moderne tecniche di vitrificazione, teoricamente, dovrebbero minimizzare i danni ai tessuti al punto da non danneggiare le memorie del paziente, mancava ancora una prova pratica.

Beh, da oggi c’è n’è una.

Ecco l'interessantissimo esperimento condotto da Natasha Vita-Moore and Daniel Barranco, due scienziati Alcor già noti a chi segue Estropico.

Si è prima addestrato una popolazione di vermi C. Elegans a reagire a determinati stimoli (in questo caso, a muoversi verso un'area specifica in presenza di odore di mandorle). Poi, i vermi sono stati crionizzati, usando due specifiche tecniche: una più arcaica e meno aggressiva (basse concentrazioni di crio-preservante, lento abbassamento della temperatura), l'altra più aggressiva (alte concentrazioni di crio-preservante, rapido raffreddamento).

I vermi sono stati poi resuscitati (si, resuscitati), con questi risultati:

- il 25% di quelli crionizzati con la tecnica meno aggressiva sono sopravvissuti

- la quasi totalità di quelli crionizzati con la tecnica più aggressiva sono sopravvissuti

- in entrambi i gruppi, i vermi avevano conservato la memoria acquisita

Forse è ancora presto per poter dire con assoluta certezza che anche le memorie dei pazienti umani verranno preservate, ma e' un'ottima notizia in generale,  una prima prova che si, in linea di principio la tecnica della crionizzazione non distrugge le memorie "a prescindere".

Qui il link alla pubblicazione (in inglese, 38 pagine) dell'esperimento.

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