27 aprile 2015

Ibernazione: la criopreservazione non distrugge la memoria

Un nematode
L'ibernazione umana (crionica) e' controversa per molte ragioni. Certamente, una di quelle principali e' che non esiste (ancora) una tecnologia in grado di riportare in vita chi fosse stato criopreservato alla temperatura dell'azoto liquido. Un altro motivo dello scetticismo finora dimostrato dal grande pubblico e' il dubbio sull'impatto della procedura sulle microstrutture del cervello. A che pro farsi ibernare per risvegliarsi in un futuro piu' avanzato, ma afflitti da una totale amnesia? Ora uno studio di Natasha Vita-More (Chair di Humanity+) e Daniel Barranco, ha dimostrato che, almeno nei nematodi (Caenorhabditis elegans), la memoria sopravvive alla vitrificazione (un metodo avanzato di criopreservazione). Per sapere se funzionera' anche sul ben piu' complesso cervello umano dovremo aspettare qualche anno decennio... ma come proof of concept questo e' senza dubbio un significativo passo avanti.

Per approfondire:

Un articolo al proposito su H+ magazine: Memory Retention in C. Elegans Demonstrated Following Cryropreservation

Ecco lo studio, su Rejuvenation Research: Persistence of Long-Term Memory in Vitrified and Revived C. elegans

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