25 marzo 2015

Peter Thiel investe contro l'invecchiamento



Peter Thiel e' famoso, da queste parti, soprattutto per le sue donazioni alla SENS Foundation, ma e' una buona idea tener d'occhio anche i suoi investimenti. In un articolo di Technology Review, leggo che considera la ricerca anti-invecchiamento "strutturalmente sotto-esplorata" e che le nuove aziende biotecnologiche, grazie all'innovazione tecnologica, assomigliano sempre piu' ad aziende software, il che sta portando ad un boom del settore.

Secondo Thiel, il settore biotech deve confrontare un problema fondamentale: l'enorme costo necessario allo sviluppo di terapie che potrebbero poi dimostrarsi inefficaci. L'implicita complessita' della biologia non offre certezze... Molte aziende sono rassegnate a questo "paradigma dell'incertezza". Thiel, invece, preferisce le aziende che identificano una semplice e ben studiata, ma ancora potenziale, applicazione per poi metterla in pratica. Esempio: Counsyl offre test per futuri genitori, test di poco costo per rare malattie genetiche. I suoi test sono ora utilizzati in circa il 3% delle gravidanze negli USA.

Gli investimenti di Thiel sono anche collegati al suo interesse per la ricerca sull'invecchiamento. Oltre al suo supporto per SENS, Thiel ha un contratto di crionica e inietta ormone della crescita quotidianamente (pratica controversa, ma diffusa). L'articolo riporta che queste scelte sono da lui descritte come prendere in mano le redini, per quanto riguarda l'invecchiamento, invece di non fare nulla pensando che nulla sia possibile. "La gente affronta l'invecchiamento con un misto di accettazione e diniego. Accettano che non c'e' nulla che possano fare, e allo stesso tempo negano che accadra' anche a loro."

Nel 2011, la Thiel Foundation ha creato Breakout Labs per offrire investimenti alle piccole e piccolissime aziende, allo scopo di incoraggiarle nella ricerca fino a quando saranno pronte ad ottenere ulteriori investimenti. Ad oggi, ha investito 7 milioni di dollari in due dozzine di aziende, nel tentativo di "liberare" tecnologie "imprigionate" nei laboratori di universita' o di piccole aziende senza le risorse di svilupparle.

Nessuna delle aziende in cui il Breakout Labs ha investito ha ancora lanciato un medicinale o terapia, ma si tratta di un processo che richiede anni di studi per ottenerne la certificazioni, per cui e' presto per decidere se la strategia di Thiel avra' successo. Secondo un analista del settore, questo tipo di investimenti e' "audace, ma temprato da realismo"

Da longevista frustato, ancora in attesa di terapie rivoluzionarie che sembrano sempre dietro l'angolo, la mia impressione e' che l'analista abbia ragione e che siamo fortunati ad avere un alfiere di questo approccio.

A Contrarian in Biotech. Peter Thiel was the first large investor in Facebook. Now he’s turning his investing skills to biotechnology.

1 commento:

Omar Gatti ha detto...

"prendere in mano le redini, per quanto riguarda l'invecchiamento, invece di non fare nulla pensando che nulla sia possibile"

Questo è cià che dovrebbe fare ogni longevista a "chiacchere"