9 marzo 2015

L'invecchiamento e' il principale responsabile di patologie e mortalita' al mondo. E' ora di confrontarlo.

Traduco/riassumo dalla dichiarazione di chiusura della International Conference on Aging and Disease, tenutasi a Pechino il novembre scorso.

Il processo dell'invecchiamento e i relativi disturbi sono oggi la minaccia piu' grave per la salute pubblica. L'invecchiamento non causa necessariamente specifiche malattie, ma contribuisce ad un alto numero di disturbi cronici. I processi degenerativi conessi all'invecchiamento sono la causa sottostante di varie malattie non trasmissibili quali tumori, malattie cardiovascolari, diabete, Alzheimer, etc. Il deterioramento della salute mentale causato da malattie neurodegenerative e' il principale responsabile di disabilita'. Le malattie non trasmissibili causate dall'invecchiamento sono la principale causa di mortalita' al mondo e causano, ogni anno, la perdita di 35,5 milioni di vite (il 66% della mortalita' globale, o circa 100.000 morti al giorno). Una delle priorita' dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' e' "confrontare la sfida della malattie non trasmissibili." L'invecchiamento aumenta anche i rischi di patologie e mortalita' causate da malattie infettive, quali polmonite e influenza, nonche' la suscettibilita' a traumi (cadute), dovuti ad equilibrio instabile. In conclusione, il declino causato dall'invecchiamento e' il principale responsabile di patologie e mortalita' al mondo e deve essere confrontato in linea con la gravita' del problema. 

L'invecchiamento globale e la futura crisi sanitaria mondiale 

La crisi causata dalle malattie non trasmissibili e' esacerbata dal fatto che la popolazione mondiale e' in fase di rapido invecchiamento. Fra il 2000 e il 2050, la popolazione sopra i 60 anni di eta' raddoppiera' (dall'11 al 22%, o da 605 milioni a due miliardi). Il problema e' piu' grave nei paesi sviluppati. Se, al mondo, due terzi delle morti sono dovute a malattie croniche collegate all'invecchiamento, nei paesi sviluppati esse raggiungono il 90%. L'invecchiamento puo' essere confrontato con modifiche dello stile di vita (dieta, esercizio fisico) e con interventi socio-economici, ma con risultati modesti. E' quindi necessario incoraggiare la ricerca sulla biologia dell'invecchiamento e dei disturbi ad esso collegati. 

Strategie per promuovere la ricerca su invecchiamento e disturbi collegati.

1) E' necessario assicurare un significativo aumento dei finanziamenti governativi per progetti specificamente mirati alla prevenzione dei processi degenerativi dell'invecchiamento e delle malattie non comunicabili ad esso collegate e per l'estensione delle aspettative di vita produttiva (in buona salute). 

2) Sviluppare e adottari un ambiente legislativo e di regolamento che incentivizzi la ricerca e sviluppo, l'approvazione e l'accessibilita' di medicinali e terapie in grado di lenire i processi dell'invecchiamento e di estendere il periodo di vita sana. 

3) Stabilire strutture di coordinamento nazionale e internazionale per promuovere la ricerca e l'educazione su invecchiamento e disturbi correlati, e per lo sviluppo di guide cliniche mirate a correggerli e a prolongare le aspettative di vita sana e produttiva.

The Need to Promote Research of Aging and Aging-related Diseases as a Way to Improve Health of the Global Elderly Population. Resolution of the International Conference on Aging and Disease of the International Society on Aging and Disease - ICAD 2014, November 1-2, 2014, Beijing, China

1 commento:

Omar Gatti ha detto...

Non nutro grandi speranze sugli interventi politici, visto che essi si basano sul consenso e la guerra contro l'invecchiamento non ne ha uno politicamente rilevante.

Per questo sono più favorevole all'impegno attivo dei sostenitori, sia con le loro tasche sia con le tasche delle persone che convincono.