27 marzo 2015

La corsa al riarmo dell'Intelligenza Artificiale

Questo e' il mio ultimo articolo fino a dopo Pasqua/meta' Aprile. Auguri e a presto!

Zoltan Istvan, su MotherBoard, affronta un tema oggi poco discusso, ma che scommetto sara' presto di attualita', un tema ai confini fra Intelligenza Artificiale e geopolitica, il tema di una futura corsa al riarmo che, questa volta, non sara' condotta con testate termonucleari sempre piu' letali, ma con sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) sempre piu' avanzati: A global arms race to create a superintelligent AI is looming.

Istvan apre il suo articolo consigiando di abbandonare l'illusione che la prima superintelligenza sara' creata da un'azienda, da un'universita' o da un ricercatore geniale e solitario. Quelle sono storie da Hollywood. La realta' e' che, come con altre tecnologie, saranno l'industria della difesa e i programmi di ricerca militari a sviluppare i prodotti piu' avanzati e/o ad ottenerne per primi l'uso. l'IA sta attirando e sempre piu' attirera' l'attenzione di generali e politici, visti i vantaggi che una vera superintelligenza offrirebbe in applicazioni militari, ma non solo: man mano che tali vantaggi diverranno evidenti, il complesso militare-industriale-politico vorra' assicurarsi che tale arma non cada in mani nemiche.

Passaggio chiave: utilizzare il potenziale dell'IA per la sicurezza nazionale non e' solo necessario, ma essenziale a mantenere una posizione di guida sul piano geopolitico.

Istvan e' il candidato transumanista alla presidenza USA per le elezioni del 2016 (non che abbia la minima speranza di essere eletto, ovviamente, immagino l'iniziativa sia semplicemente mirata ad attirare l'attenzione dei media), e ha dichiarato di volere che "l'IA [intesa come superintelligenza] appartenga esclusivamente all'America" e chiarisce che non avrebbe problemi nel condividere le applicazioni non-militari con il resto del mondo.

Sospetto che molti troveranno quanto sopra come minimo controverso. D'altra parte, come fa giustamente notare Istvan, potete immaginare una Corea del Nord, o una sempre piu' autoritaria Russia, dotate di superintelligenza militare? Spero saremo tutti d'accordo nel descrivere tali prospettive come poco allettanti...

Gli USA non sono certo l'unica democrazia al mondo, aggiungo io, ma ne' l'Unione Europea, ne' il Giappone, o alcun'altra nazione che mi venga in mente, ha dimostrato la volonta' o la capacita' di sostituire gli USA nel ruolo di egemone mondiale - su quell'orizzonte, al momento, c'e' solo la Cina...

L'imperativo dell'Intelligenza Artificiale

Alcuni esperti ritengono che una supertintelligenza potrebbe emergere di laboratori di IA nei prossimi 10-20 anni. Supponendo di poter controllare tale superintelligenza, chiunque l'avra' lanciata sara' probabilmente destinato a mantenere un vantaggio strategico permanente sui competitori - ammesso e non concesso che non blocchi o elimini completamente gli altri gruppi di ricerca. In questa particolare corsa agli armamenti, arrivare secondi potrebbe voler dire arrivare ultimi. L'allarme lanciato da Istvan puo' essere riassunto in queste due righe:

Qualunque nazione lancera' e controllera' un'Intelligenza Artificiale superintelligente diverra' la superpotenza dominante.

Le opzioni, secondo Istvan, sono le seguenti:

1) Un bando globale alla ricerca nel settore dell'IA. Poco realistico visti gli incentivi economici e umanitari.

2) Essere i primi a creare una superintelligenza. Questa e' l'opzione che Istvan vuole sia perseguita dagli USA, indipendentemente da quale partito sia al governo e indipendentemente dalla situazione economica.

Nel secondo scenario, vedremmo investimenti multimiliardari da parte delle forze armate americane, insieme ad un influsso di scienziati, programmatori e persino hackers nei ranghi dell'esercito. I nuovi guerrieri saranno geeks al lavoro 24 ore al giorno in strutture di alta sicurezza, piccoli ingranaggi di uno sforzo ordini di magnitudine piu' complesso del Progetto Manhattan.

Esistono anche due altre possibilita':

3) Un progetto cooperativo multinazionale. Purtroppo, l'esperienza della proliferazione nucleare suggerisce che tale prospettiva sia poco realistica. Non stiamo parlando di un progetto mirato a stabilire una stazione orbitale internazionale, o ad eliminare la fame nel mondo, ma di un progetto con dirette applicazioni militari...

4) Allo scopo di sviluppare le tecnologie "che introdurrano l'era transumanista", tutte le nazioni del mondo si uniscono sotto un democratico governo globale.

Quest'ultima e' la prospettiva che Istvan trova piu' allettante. Condivido, ma la trovo anche la meno realistica, un problema riconosciuto dallo stesso Istvan: tale scenario potrebbe anche essere realizzabile, ma solo su tempi piu' lunghi di quelli previsti per l'emergere di una superintelligenza. Inevitabilmente, dobbiamo tornare allo scenario di un gioco a somma zero, un gioco intorno al quale si giochera' il nostro destino nel 21mo secolo.

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