4 marzo 2015

Ibernazione umana sul Corriere: «Rinascerò fra 300 anni» speranze e certezze dei futuri ibernati italiani.

Gli amici di Cryonic-it sono stati intervistati sul Corriere, con tanto di video. L'articolo e' sorprendentemente positivo, o almeno imparziale (a parte per la solita musica inquietante utilizzata come sottofondo per il video). Gli intervistati sono molto bravi nello spiegare sia le ragioni della crionica, che i propri motivi personali. Unica critica, spero costruttiva: non sono un fan delle previsioni futurologiche di Vitto Claut, previsioni che ha gia' citato in occasione di altre interviste. Vivere sottoterra? Mangiare alghe, o pillole? Si tratta di visioni del futuro strettamente personali e tutt'altro che comuni fra i futuri ibernati, mi pare. Lo scenario piu' diffuso, direi, e' invece un futuro di superabbondanza e di tecnologie sufficientemente avanzate da essere indistinguibili dalla magia, parafrasando Arthur C. Clarke. Ma soprattutto non mi sembra contribuiscano a "vendere" il concetto di ibernazione. Ma e' una quisquiglia: nell'insieme questo e' un altro bel colpo da parte di Cryonic-it e spero porti sangue fresco ad un 'organizzazione che oggi come oggi non esito a descrivere come la miglior speranza per la crionica in Italia. E dato che, purtroppo, l'articolo non include un link al loro sito, lo includo io qui di seguito, nella speranza che i lettori del Corriere passino anche da queste parte cercando "ibernazione" con Google e poi arrivino al sito degli intervistati: Cryonic-it.
«Rinascerò fra 300 anni» speranze e certezze dei futuri ibernati italiani. Non sono pazzi, credono fortemente nella scienza e hanno stipulato onerosi contratti di ibernazione con società americane. Ecco chi sono.

Forse c’è vita dopo la morte. Tra 500 anni potremmo risorgere, magari tra mille. E quando ci risveglieremo, potrebbero esserci le cure che ci faranno guarire dai mali per cui siamo morti. Così continueremo a vivere ancora a lungo, dopo un decesso soltanto temporaneo. Immortali, o quasi. Per qualcuno è fantascienza, per altri una speranza, per pochi ancora una certezza. «Siamo sicuri di rinascere nei prossimi secoli».  

Vitto Claut, avvocato friulano, è uno dei primi italiani ad aver scelto l’auto-congelamento. Daniele Chirico, romano, si farà ibernare insieme alla moglie Rita e alla figlia Ilenia. Tutti loro andranno a morire negli Stati Uniti, negli ospedali delle società che si occuperanno della conservazione del loro corpo a -196 gradi, dentro silos d’alluminio pieni di azoto liquido, dove attualmente sono già conservati un centinaio di cadaveri. Anzi, pazienti in attesa di risorgere.
Leggi tutto e guarda il video sul sito del Corriere della Sera.

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