27 febbraio 2015

Gli esseri umani non servono. Traduzione di Humans need not apply, un video sulla disoccupazione robotica all'orizzonte




No, non sto parlando di robot disoccupati... ma di futura disoccupazione causata dalla diffusione di sistemi di produzione robotici - e se pensate che i "colletti bianchi" saranno esenti, ripensateci!

Quella qui sopra e' la traduzione italiana di Humans need not apply, un video dedicato alla disoccupazione tecnologica. Per i sottotitoli italiani cliccate sulla freccia di fianco a "English" e selezionate "Italiano dal menù a tendina.

Se invece preferite leggere la traduzione, eccola qui sotto:

Gli esseri umani non servono

Per millenni abbiamo dovuto sopravvivere di caccia o raccolta. Ma siamo intelligentemente pigri,così abbiamo costruito strumenti per alleviare la fatica. Con bastoni, aratri, trattori,siamo passati dal lavorare tutti la terra, a un'agricoltura moderna, dove la terra non la lavora quasi più nessuno -e tuttavia il cibo resta abbondante. Questo non vale solo per il cibo, ovviamente. Abbiamo speso gli ultimi millennia costruire strumenti che riducessero ogni tipo di fatica. Questi sono "muscoli meccanici" -più forti, affidabili e instancabilidi quanto quelli umani potrebbero mai. E questo è un bene. Affidando lo sforzo fisico ai muscoli meccanicici siamo potuti specializzaree questo fa stare meglio tutti, anche se la fatica fisica non scompare. Così le economie crescono e il tenore di vita sale. Alcuni si specializzano in programmazione e ingegneria, e lavorano alla costruzione di "menti meccaniche". E dopo aver reso quasi obsoleta la fatica fisica, ora le macchine stanno rendendo obsoleto il pensiero umano. È una rivoluzione economica. Potreste pensare che ci siamo già passati, ma non è così. Questa volta è diverso.

Lavoro fisico

La parola "Automazione" probabilmente vi fa pensarea robot giganti, dedicati, costosi, efficienti ma molto stupidi, ciechi al mondo e al loro stesso lavoro. Fanno impressione, ma non hanno invaso il mondo perché sono convenienti solo in situazioni specifiche. È un'automazione superata, comunque: ecco la nuova generazione. Ti presento Baxter. A differenza di questi giganti, che richiedono personale qualificato e milioni di dollari, Baxter “vede”e impara il compito che vuoi fargli svolgere guardandotelo fare. E costa meno del salario annuo lordo medio. A differenza dei predecessori, non è pre-programmato per un lavoro specifico, e può fare ogni lavoro che le sue braccia possano raggiungere. Potremmo definire Baxter un robot a uso generico,e l'”uso generico” è un grosso affare. Pensa ai computer: anche loro, all'inizio, erano costosi e dedicati; ma quando sono apparsi PC generici a basso costo, sono rapidamente diventati indispensabili per ogni cosa. Un PC generico può, con la stessa facilità, calcolare il resto, assegnare i posti in un aeroplano, giocare o fare ogni altra cosa, cambiando solo il software. E questa enorme domanda di computer di ogni tipoli ha resi più potenti ed economici anno dopo anno. Baxter, oggi, è il PC degli anni '80. Non è l'arrivo, ma l'inizio. Anche se è lento, il costo orario è qualche centesimo di elettricità, mentre il suo rivale in carne ed ossa costa il salario minimo. A un decimo della velocità già conviene, visto che costa 100 volte meno. E benché non intelligente quanto gli altri robot di cui sopra, può sostituire molti lavori a bassa specializzazione. E abbiamo già visto come robot anche più limitati possano togliere occupazione. Nei nuovi supermercati, le 30 cassiere umane di una volta sono sostituite da un umano che controlla 30 robot. E le centinaia di migliaia di baristi al lavoro nel mondo? Sta arrivando un robot anche per loro. Certo, magari il tuo bar fa un doppio macchiato da urlo, e non faresti cambio con nessuno-ma a milioni di persone non interessa, vogliono solo una tazza di caffè decente. Ah, e per inciso questo robot fa parte di una rete gigante di robot che ricorda chi seie le tue preferenze, dovunque ti trovi. Comodo, direi. Pensiamo al progresso come ai nuovi gingilli costosi; ma la svolta è stata negli ultimi anni, che hanno vistot ecnologia migliore a minor costo. Ora lo stesso sta succedendo ai robot. E siccome le loro menti meccaniche sono in grado di prendere decisioni, stanno scalzando l'occupazione umana come i muscoli meccanici non avrebbero mai potuto.

Cavalli Luddisti

Immaginate due cavalli, nei primi anni del 1900, che parlano di tecnologia. Uno teme che questi "muscoli meccanici" renderanno i cavalli inutili. L'altro gli ricorda che tutto, finora, ha semplificato le loro vite -ricordi la fattoria? La consegna della posta da costa a costa? Andare al massacro in battaglia? Che orrore. Questi nuovi lavori in città sono comodi-e tutta questa gente darà più opportunità di lavoro che mai. Anche se arrivasse l'automobile, potresti dire, si creeranno posti di lavoro per noi che ora nemmeno immaginiamo. Ma tu, che li guardi dal terzo millennio, sai com'è andata -qualche cavallo lavora ancora, ma niente rispetto a prima. La forza lavoro equina ha raggiunto il picco nel 1915 -da lì in poi, il declino è stato inesorabile. Nessuna legge dell'economia dice: "migliore tecnologia = più, e migliore, occupazione equina". Sembra persino stupido dirlo, ma sostituite “equina” con “umana”e improvvisamente, a molti la frase sembra aver senso. I muscoli meccanici hanno "licenziato" i cavalli; le menti meccaniche faranno lo stesso agli umani. Non subito, non ovunque, ma abbastanza presto e ad abbastanza persone da crearci un enorme problema se non siamo preparati. E non siamo preparati. Anche tu, come quel cavallo, osservando la tecnologia di oggi, potresti dubitare che minaccerà mai il tuo posto. Ma potenza, velocità e costo migliorano a un ritmo inarrivabile per la biologia. L'automobile ha già decretato la fine dei cavalli; ora mostra a noi che aspetto avrà il futuro.

Automobili

Le auto automatiche non sono il futuro: sono qui, e funzionano. Hanno già percorso centinaia di migliaia di miglia, su e giù per le coste e le città della California, senza alcun intervento umano. La domanda non è “se” sostituiranno le nostre auto, ma quanto in fretta. Non saranno perfette, ma basta che guidino meglio di noi. Gli umani, per inciso, uccidono guidando 40.000 loro simili all'anno, solo negli Stati Uniti. E dato che le auto non si addormentano, non mandano SMS, non fanno idiozie, è facile immaginarli come autisti migliori di noi, perché già lo sono. In realtà, descrivere le auto senza pilota come “automobili”sarebbe come chiamare le prime automobili “cavalli meccanici”. Le auto di ogni tipo sono talmente migliori dei cavalli che quel nome limiterebbe le nostre idee sulle loro potenzialità. Chiamiamo le auto senza pilota per quello che davvero sono:“Autos”, la soluzione al problema “trasportare-oggetti- dal-punto-A-al-punto-B”. Le auto normali sono a misura d'uomo, perché servono a noi; ma esistono piccole “autos” nei magazzinie “autos” giganti che girano nelle miniere. Spostare cose è il lavoro di chissà quante persone: l'industria dei trasporti, negli Stati Uniti, impiega circa tre milioni di persone. Estrapolando al mondo, stiamo parlando di 70 milioni di occupati, come minimo. Questi posti di lavoro sono finiti. Di solito, si obietta che i sindacati lo impediranno. Ma la Storia è piena di lavoratori in lotta contro la tecnologia destinata a sostituirli, e hanno sempre perso. È l'economia che vince sempre, e ci sono enormi incentivi, in molte industrie diverse, ad adottare le autos. Per molte aziende di trasporti, il personale costituisce un terzo dei costi totali. E parliamo dei soli salari. La gente che dorme in motrice costa altro tempo e soldi. E anche gli incidenti. E le distrazioni. Se pensate che le assicurazioni si opporranno, indovinate un po'? Il loro cliente ideale è uno che paga il premio senza mai fare un incidente. Le “autos” arriveranno, e saranno il primo settore in cui molti di noi vedranno i robot cambiare la società. Ma ci sono molti altri settori dell'economia che stanno cambiando, solo in modo meno eclatante. Succede per le auto, succederà per ogni cosa.

L'aspetto del futuro

È facile, guardando le Autos e Baxter, pensare che la tecnologia ha sempre sostituito quei lavori che comunque non vorremmo più fare. Così potremo formarci e svolgere mestieri più qualificati, come è sempre successo. Anche trascurando il problema di rimandare a scuola 100 milioni di persone, nemmeno il lavoro d'ufficio è più tanto sicuro. Se di mestiere stai davanti a un monitor, scrivendo e cliccando,come forse si presume tu stia facendo ora, i robot sono in arrivo anche per te, amico. I "software bot" sono intangibili, e molto più rapidi ed economici dei robot fisici. E visto che gli impiegati sono, per un'azienda, più costosi e numerosi, l'incentivo a sostituirli è maggiore che per gli operai. E gli ingegneri dell'automazione sono lì per questo. Sono programmatori esperti il cui unico lavoro è sostituire il tuo lavoro con un robot. Potreste pensare che nemmeno l'ingegnere più esperto potrebbe sostituirti con un bot, e forse hai anche ragione; ma i migliori programmatori non scrivono bot che fanno cose: scrivono bot che sono addirittura in grado di apprendere da soli come fare cose che nessun umano potrebbe mai insegnar loro. Spiegare come va oltre lo scopo di questo video, ma l'idea generale è che è possibile mostrare al bot un serie di compiti da svolgere, qualche esempio di lavoro svolto correttamente, e il bot capisce da solo come svolgere il lavoro. Basta dare un obiettivo, senza istruzioni per raggiungerlo, e i bot apprendono. La Borsa, ad esempio, sotto molti aspetti non è più roba da esseri umani. Sono soprattutto bot che si insegnano a scambiare azioni, scambiandole con altri bot che insegnano a se stessi. Di conseguenza, l'area del New York Stock Exchange non è più affollata da trader al lavoro, ma è più che altro un set televisivo. I bot, dunque, conoscono il mercato e sanno scrivere: se avete letto un giornale, di recente, probabilmente avete già letto un articolo scritto da loro. Li stiamo programmando a scrivere di tutto: articoli sportivi, bollettini di collaudo, persino quei report trimestrali che scrivi al lavoro. Compilare moduli, decidere, scrivere -molto lavoro umano ricade in questa categoria, e la richiesta di lavoro mentale umano, in questi settori, è in caduta libera. Ma le libere professioni sono certamente al sicuro, vero?

Robot Professionisti

Tendiamo ad associare “avvocato” con “processi”. In realtà passano la maggior parte del tempo preparando documenti, cercando di intuire risultati e conseguenze dei processie facendo 'indagini conoscitive', nelle quali scatole piene di carta atterrano sul loro tavolo e devono trovarne lo schema,o rintracciare quella transazione su mille. Tutto lavoro automatizzabile. L'indagine conoscitiva, in particolare, non è più cosa da umani in molti studi. Non perché manchino carte da leggere (ce ne sono più che mai), ma perché algoritmi ben programmati navigano tra milioni di e-mail, memo e account in ore, non settimane- surclassando gli umani in termini non solo di costi e tempo ma, che è ancora più notevole, di accuratezza: i robot non si stancano a leggere un milione di e-mail. Ma questa è roba semplice: IBM ha creato un bot chiamato Watson, che forse avete visto in TV distruggere gli umani a Jeopardy! .Ma quello era solo un gioco, un progetto minore. La vera missione di Watson è diventare il miglior dottore del mondo:capire quello che persone dicono con parole loroe restituire diagnosi accurate. E lo sta già facendo allo Sloan-Kettering, dove collabora al trattamento dei cancri polmonari. E come le Autos non devono essere perfette-basta che facciano meno errori di noi-lo stesso vale per i dottori robot. I dottori umani non sono affatto perfetti-la frequenza e la gravità degli errori sono terrificanti-e i dottori umani sono in grave difficoltà, quando fanno i conti con la complicata storia medica di qualcuno. Capire ogni farmaco e l'interazione di ogni farmaco con ogni altro farmaco è fuori dalla portata dello scibile umano. Specie coi ricercatori robotici di adesso che fanno test tutto il tempo, su migliaia di farmaci alla volta. E mentre noi possiamo imparare solo dalla nostra esperienza,i robot possono imparare dall'esperienza di ogni altro robot,aggiornarsi da ogni fonte,tener traccia di cosa succede a ogni loro paziente nel mondo e scoprire correlazioni impossibili da trovare in altro modo.Non tutti i dottori spariranno,ma quando i robot terranno testa ai dottori umani e staranno dentro al tuo telefono, la richiesta di medici generici diminuirà. Quindi professionisti, impiegati e lavoratori non qualificati hanno tutti qualcosa da temere dall'automazione. Ma forse la cosa ancora non ti turba, perché tu sei un creativo, speciale come un fiocco di neve. Beh, sai una cosa? Non sei così speciale.

Robot Creativi

La creatività potrebbe sembrarvi magica, ma non lo è. Il cervello è una macchina complessa-forse la più complessa dell'Universo-ma questo non ci ha impedito di provare a simularlo.Molti credono che, come i muscoli meccanici ci hanno liberato dal lavoro manuale, le menti meccaniche ci permetteranno di diventare tutti creativi.Anche assumendo che la mente umana sia magicamente creativa-non lo è, ma tanto per chiarire il punto-la maggioranza degli impieghi non sono artisticamente creativi. Il numero di poeti, scrittori, attori, registi e artistiche vivono del loro lavoro è una frazione della forza lavoro pressoché irrisoria. E siccome queste professioni dipendono dalla popolarità,saranno sempre una quota minuscola della popolazione.Non può esistere un'economia di poeti e pittori. Ah, a proposito - hai notato la musica in sottofondo? È stata composta da un robot. Si chiama Emily Howell, e può scrivere un'infinità di nuova musica in continuazione, gratis. E la gente non distingue, nei test a doppio cieco, le sue opere da quelle umane. Parlare di creatività artificiale suona strano- cosa può mai significare? È un settore in sviluppo, tuttavia. La gente pensava che gli scacchi fossero un gioco creativo,impossibile per una macchina,finché una macchina non ha vinto il miglior umano. Lo stesso avverrà per ogni talento umano.

Conclusione

Certo, tutto questo può essere duro da digerire,e potreste volerlo rifiutare- è facile essere cinici dopo tante, e stupide,previsioni fallite. Ecco perché è importante ribadirlo con forza: questa roba non è fantascienza. I robot sono tra noi già ora.C'è una quantità spaventosa di automazione funzionante nei laboratori e nei magazzini di tutto il mondo.Abbiamo già attraversato diverse rivoluzioni economiche, ma quella robotica è differente. Non abbiamo licenziato i cavalli perché sono diventati pigri come specie,ma perché adesso sono inoccupabili.Non hanno a disposizione molti lavori per guadagnarsi una stalla e il fieno.E molte menti brillanti e perfettamente capaci si ritroveranno ad essere i nuovi cavalli: inoccupabili senza colpa. Ma se ancora pensate di salvarvi coi nuovi lavori,ecco un ultimo punto da considerare. Il censimento americano del 1776 contemplava solo pochi tipi di lavoro. Ora ci sono centinaia di mestieri diversi,ma complessivamente non occupano molta forza lavoro.Ecco una lista di lavori, elencati in ordine decrescente di occupati,nero su bianco: in cima vedete il settore dei trasporti. Continuando a scendere, tutti questi lavori esistevano in qualche forma già un secolo fa, e quasi tuttisono facilmente automatizzabili. È solo quando arriviamo al numero 33 della lista che troviamo finalmente un lavoro nuovo.Non pensate che ogni barista o colletto bianco debba perdere il lavoro, prima di avere dei guai. Durante la Grande Depressione, il tasso di disoccupazione era del 25%; la cima di questa lista rappresenta il 45% della forza lavoro.Le cose di cui abbiamo parlato oggi,che già funzionano, possono farci superare velocemente quel numero. E dato che anche nell'odierno paese delle meraviglie tecnologiche i nuovi tipi di impiego non assorbono molta forza lavoro,abbiamo un grosso problema. Questo video non vuole condannare l'automazione-piuttosto spiega perché è inevitabile. È una strategia per produrre abbondanza col minimo sforzo. Dobbiamo cominciare a prepararci già ora a quando larghi strati della popolazione si ritroveranno inoccupabili senza colpa. A un futuro in cui, per quasi ogni lavoro, gli esseri umani non saranno necessari.

Nessun commento: