19 febbraio 2015

Come sopravvivere in una situazione di emergenza

Il longevismo non e' solo una versione del salutismo con una particolare enfasi sulla longevita'. E' un approccio piu' generale ai rischi, sia quelli di tutti i giorni il cui impatto immediato e' minimo (mangio questa fetta di torta, o no?), che a quelli fortunatamente piu' rari, ma il cui impatto immediato potrebbe essere catastrofico. Se per confrontare i rischi di tutti i giorni basta un po' di forza di volonta', rischiamo di non essere preparati di fronte ai rischi piu' rari, proprio perche', essendo rari, tendiamo a non pensarci, o a dedicargli le energie necessarie.

Fortunatamente, questo articolo della BBC (How to survive a disaster), ci avverte di un pericolo comune a tutte le situazioni di emergenza ed e' un pericolo inaspettato....

John Leach e' un "istruttore militare di sopravvivenza che studia il comportamento in circostanze estreme" all'Universita' di Portsmouth, in Inghilterra, e ha rilevato che in tali circostanze circa il 75% delle persone coinvolte sono talmente sconvolte da essere incapaci di pensare in maniera lucida a come sfuggire alla situazione, vittime di una pericolosissima "paralisi mentale". Solo il 15% riesce a mantenersi calmo e razionale e a prendere decisioni che potrebbero salvargli la vita, mentre il restante 10% si lascia prendere dal panico e puo' rappresentare un pericolo a se' e agli altri.

Auguro a tutti noi di non dover mai scoprire a quale categoria apparteniamo...

Ma torniamo a quel sorprendente 75%. Un esempio di questa "passivita' delle folla" viene dall'attacco dell'11 settembre 2001 alle Twin Towers: invece di correre verso l'uscita piu' vicina, molte delle vittime semplicemente non riuscirono ad adattare il proprio comportamento alla nuova situazione e procrastinarono. In un'emergenza, gli eventi spesso si susseguono piu' rapidamente di quanto sia possibile digerirli, spiega Leach. Il fatto di essere in pericolo aumenta la nostra risposta emotiva, il che limita il numero di opzioni a che riusciamo a contemplare - un ovvio svantaggio. Il che spiega perche' chi si trovi in circostanze eccezionali, spesso non prenda quelle che ad osservatore esterno sembrano ovvie decisioni. E' possibile aggirare questo ostacolo? Pare di sì...

 Gli esperti ritengono che la soluzione sia molto semplice: essere preparati.

Ovviamente, non possiamo essere preparati per ognuna delle centinaia di emergenze teoreticamente possibili, ma, in pratica, "essere preparati" vuol dire prendere semplici precauzioni quali assicurarsi di addocchiare le uscite di emergenza quando si va al cinema, o si entra in un ristorante, o in aereo; leggere le istruzioni per le evacuazioni negli alberghi e in particolare nei posti dove spendiamo la maggior parte del nostro tempo (lavoro, etc). 

Questa minima preparazione significa che, in caso di emergenza, non dovremo prendere decisioni in una situazione altamente emotiva. La decisione sara' gia' stata presa, sapremo gia' cosa fare, e il nostro povero cervello, confuso e inondato di adrenalina, non perdera' minuti preziosi valutando il da farsi.

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