19 dicembre 2014

L'eclissi dell'Uomo (2)

Torno ad occuparmi del gia' presentato "L'eclisse dell'Uomo" di Charles T. Rubin, premettendo che non l'ho letto e che sto solamente commentando quanto mi e' dato sapere al momento.

A partire dal titolo stesso dell'opera, mi sembra ovvio che l'obiezione principale di Rubin al progetto transumanista sia che esso equivarrebbe all'estinzione della specie, rimpiazzata da esseri postumani che nulla hanno a che vedere con noi. E' uno scenario impossibile? Certamente no. L'ipotesi piu' discussa, in quella direzione, e' quella di una singolarita' tecnologica scatenata da una superintelligenza ostile (o fuorviata, o malaccorta, o benintenzionata ma mal programmata). Parafrasando Bostrom dal suo Superintelligence: un'esplosione di intelligenza non controllata.  E' questo lo scenario voluto dai transumanisti quando pensano al futuro? Certamente no. E' uno scenario possibile? Certamente. Ma a parte la possibilita' di una superintelligenza a noi ostile, un tema del quale sentiremo parlare sempre piu' spesso nei prossimi anni, quello che Rubin non vuole vedere/capire/accettare e' che gli esseri postumani che noi transumanisti speriamo emergano nelle prossime decadi saranno i nostri discendenti, tanto quanto noi siamo i discendenti dei nostri antenati (anzi, alcuni di noi sperano persino di... essere quei discendenti). Ma forse le paure di Rubin sono piu' sottili. Rischiamo di perdere la nostra umanita' nell'evolverci in esseri piu'-che-umani? Il rischio e' innegabile, ed e' solo uno dei molti che dovremo affrontare. Un esempio: se avra' ragione Aubrey de Grey e il primo essere umano che vivra' fino ai 1000 anni di eta' e' gia' fra noi, cosa potra' ricordare, quella persona della propria infanzia? O della terza decade del suo quarto secolo di vita, tanto per dire? Puo' un cervello umano, per quanto giovane a tempo indeterminato, far fronte ad un millennio di memorie? O dovra' per forza abbandonare il proprio passato come un serpente cambia regolarmente la pelle? E puo' un essere umano mantenere la propria umanita' in tali circostanze?

Potrei continuare con gli esempi di altri possibili pericoli all'orizzonte, ma mi limito ad uno solo: Il potenziamento che uccide? (lo trovate in fondo alla pagina). Dopo la visione consiglio di approfondire con Coscienza soggettiva.

1 commento:

GNR ha detto...

Sembra non si voglia capire, fatto invece di una banalità disarmante, quanto segue: escludendo esistenze spirituali post mortem (ma si scade nel metafisico), anche volendo "boicottare" tutte le frecce all'arco transumanista, la sola prospettiva è la morte, mai abbastanza contestualizzata da gente come il signore che ha scritto libro: la morte, infatti, è l'oblio, lo schermo nero eterno, la fine di tutto; vale la pena dunque caldeggiare il transumanesimo per un semplice motivo: è l'unica alternativa che abbiamo.

Giacché, citando Keynes sebbene in tutt'altro contesto, nel lungo periodo siamo tutti morti (aggiungo: al momento...).