1 aprile 2014

I primi test per “l’animazione sospesa”

Molte persone che giungono in pronto soccorso con ferite gravi da arma da fuoco o da armi da taglio, non hanno davanti a sé molto tempo prima che le loro ferite diventino fatali. I medici spesso, nonostante intervengano rapidamente, non hanno a volte il tempo necessario per salvare la vita di questi pazienti. Per ovviare a questo problema, i ricercatori hanno scoperto una metodologia che potrebbe “creare“ il tempo necessario a salvare la vita di questi pazienti a rischio. Si tratta di una specie di tecnica di ibernazione nella quale il sangue dei pazienti verrebbe sostituito da una soluzione salina fredda che bloccherebbe l’attività cellulare del paziente. In questo modo, per circa due ore, non ci sarebbero battiti cardiaci né attività neurologica e l’equipe di urgenza avrebbe una specie di time-out della vita, in cui poter operare per salvare il soggetto ferito o comunque in grave situazione.

Nessun commento: