19 marzo 2014

Doping sportivo: solo un problema di regole? Gemona del Friuli, 20 marzo 2014

Segnalo questo convegno organizzato dall'Istituto Jaques Maritain sul tema del potenziamento umano (in ambito sportivo).

La logica del doping guarda al fenomeno sportivo esclusivamente in termini di performance e afferma, come Al Pacino in Ogni maledetta domenica, che «vincere non è la cosa più importante, è l’unica cosa che conta». Il massimo risultato possibile sembrerebbe dunque il solo fine nel mirino dell’atleta, e tutto ciò che consente di conseguirlo è salutato con favore. Del resto, si dice, si gioca per vincere.
 

Coerentemente con tale premessa – e invocando la libertà di ciascuno di assumersi i “rischi d’impresa” tipici della propria professione – non mancano i fautori di una liberalizzazione del doping sportivo. Questo, si dice, renderebbe, da un lato, il fenomeno più controllato e sicuro e, dall’altro, non legittimerebbe le pratiche potenzianti, togliendo loro la patina dell’imbroglio. Se non c’è più una regola infranta, e uno è libero di doparsi o meno, dov’è il problema?
 

Per rispondere a questa domanda provocatoria, e ad altre ad essa collegate, Auxilia onlus e l’Istituto Jacques Maritain promuovono, in collaborazione con il corso di laurea in Scienze Motorie dell’Università di Udine, una tavola rotonda dedicata al senso e ai valori della pratica sportiva.

 


PROGRAMMA


 


Moderatore: Pietro Enrico di Prampero, Università di Udine


 


Saluti Istituzionali: Massimiliano Fanni Canelles, Presidente di Auxilia onlus


 


Lo sport fa male alla salute? Massimo Baraldo, farmacologo – Università di Udine


 


Cosa c’è nella testa degli atleti? Marcella Bounous, psicologa dello sport–IUSVE


 


Liberalizzare il doping? Luca Grion, filosofo morale – Università di Udine


 


L’incontro si terrà presso la Casa dello Studente, Via Comitato per l’Università Friulana, Gemona del Friuli (UD)

Nessun commento: