2 gennaio 2014

Invertito l'invecchiamento nei topi (2)

Nicotinammide adenina dinucleotide
Nel corso degli anni, molte sostanze hanno alimentato le nostre speranze longeviste, solo per poi deluderci. La delusione e' spesso smussata dal fatto che alcune di queste sostanze si sono poi  dimostrate utili nel combattere o prevenire varie condizioni, ma nessuna, ovviamente, ha mai risolto il problema dell'invecchiamento. Chi si ricorda l'ALT-711? O, piu' recentemente, il resveratrolo?

Proprio a causa del resveratrolo, non sono mancati i commenti cinico/ironici, all'annuncio dei risultati del recente studio condotto su topi con NAD+ (gia' segnalato qui). Il motivo e' che fra i ricercatori troviamo quel David Sinclair il quale, dopo vari risultati positivi col resveratrolo ha fondato un'azienda, la Sirtis Pharmaceuticals, il cui obiettivo era di creare medicinali partendo dal resveratrolo (o, piu' realisticamente, versioni modificate e quindi brevettabili di resveratrolo). L'azienda e' poi stata venduta alla GSK per 720 milioni di dollari (non e' un errore di battitura: settecentoventi-milioni-di-dollari!!!) La GSK, dopo aver investito qualche altro milione per portare avanti la ricerca, e' pero' rimasta a bocca asciutta e il resveratrolo, pur restando un'interessante sostanza, e' andato ad aggiungersi alla lista delle delusioni. Di conseguenza, c'e' chi sospetta che Sinclair "ci stia riprovando", questa volta con il NAD+. Non a caso la discussione piu' approfondita che abbia trovato in rete (su Longecity) si intitola 'David Sinclair colpisce ancora'...

Da quanto ho finora scritto, sospetterete che stia per buttar acqua sul fuoco... Invece lascio quel compito a qualcuno piu' accreditato del sottoscritto, Aubrey de Grey, il quale ha dichiarato in una video-intervista che (traduco liberamente):
C'e' molta attivita', al momento, nei laboratori di ricerca e spesso dei risultati vengono descritti dai giornali in maniera un po' troppo entusiastica. Il caso piu' recente che abbia ricevuto un'enorme attenzione mediatica e' quello di David Sinclair, di Harvard, il quale ha dimostrato un ringiovanimento della funzione mitocondriale nei topi, somministrando una sostanza (l'NAD+) con la quale Sinclair sta lavorando da tempo. Penso sia importante sottolineare che lo studio non era sulla durata della vita. Non e' stato dimostrato che i topi in questione siano vissuti piu' a lungo grazie a questo ringiovanimento. Ci sono gia' stati altri esperimenti, negli ultimi dieci anni, che hanno dimostrato come sia possibile ringiovanire i mitocondri, con altri interventi. Ma nessuno di questi ha mai aumentato la longevita' dei soggetti. Di conseguenza, non e' il caso di eccitarsi troppo. Allo stesso tempo, pero', ogni nuovo "trucco" che ci permetta di manipolare il metabolismo di animali gia' anziani, soprattutto se mammiferi, e' un'altra freccia al nostro arco, un altro fattore da tenere a mente in quanto potenziale contributo al progresso nella direzione da noi desiderata.
Morale della favola: mi spiace iniziare l'anno smorzando gli entusiasmi, ma l'invecchiamento e' un disordine complesso e multifattoriale che non sara' risolto da una pillola magica. I mitocondri hanno in esso un ruolo importante - le loro mutazioni sono uno dei cosiddetti setti volti dell'invecchiamento identificati da de Grey. L'NAD+ (iniettato a dosi elevate) ha dimostrato di migliorarne la funzionalita' (almeno nei topi), ma non di estendere la durata della vita. Se cio' avra' qualche risvolto pratico per gli esseri umani resta da vedersi. Se cercare di aumentare i livelli di NAD+ nel nostro organismo, ingerendo precursori del NAD+ quali la niacina (che se non altro e' poco costosa e ha dimostrato di abbassare i livelli di colesterolo "cattivo") o un prodotto quale il Niagen (moooolto piu' costoso e meno studiato, ma del quale sento parlare molto bene), e' persino piu' ipotetico. Temo che dovremo pazientare ancora...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Trovo invece le dichiarazione di de Grey incoraggianti, è accumulando monetine una ad una "alla Zio Paperone" che si costruiscono le fortune... La metafora delle frecce all'arco mi è piaciuta; avanti così.

GNR