4 dicembre 2013

Potenziato? In prigione!! (nei civilissimi Belgio e Svezia)

Toney Freeman

Questa proprio non la sapevo! Ne ho sentito parlare su un forum di fitness/culturismo e cercando con Google ho trovato degli articoli che sembrano confermare il tutto (vedi in fondo): nel civilissimo Belgio e nella democraticissima Svezia chi adotta le prime tecnologie per il potenziamento umano e' attivamente perseguitato.

Sia ben chiaro che stiamo parlando di sostanze dopanti quali steroidi anabolizzanti, ormone della crescita e EPO, cioe' di sostanze che dal nostro punto di vista (longevista) sono come minimo lame a doppio taglio, nel senso che anche quando sono utilizzate nel contesto di una terapia ormonale sostitutiva ancora non e' chiaro quale sia il loro impatto sulla speranza di vita - anche se il consenso sembra essere che l'impatto sulla qualita' di vita sia positivo. Come non bastasse, si tratta di sostanze spesso ottenute sul mercato nero, o grigio.

Cio' non vuol dire che possiamo permetterci di ignorare come due nazioni europee reagiscano di fronte alla diffusione di queste prime tecnologie potenzianti.

La notizia non e' nuova: Toney Freeman e' il body-builder americano che e' stato fermato dalla polizia svedese nel 2010 e costretto a fornire un campione di urina risultato poi positivo per steroidi. Il fermo non si e' trasformato in arresto (i dettagli legali non mi sono chiari) e Freeman e' potuto rientrare negli USA. In seguito al suo arresto, altri body-builder di fama internazionale hanno cancellato la propria partecipazione ad eventi in Svezia.

I controlli sugli atleti non sono certo una novita' (i primi controlli alle Olimpiadi cominciarono nel 1968) e da allora non sono mancati gli scandali da prima pagina. Quello che sta succedendo in Belgio e Svezia, pero', porta l'anti-doping al livello successivo, imponendo ad ogni cittadino le stesse regole imposte agli atleti.

Il muscle profiling

Il termine e' adattato da racial profiling, o profilazione razziale (Wikipedia): "L'espressione [...] si riferisce al peso decisivo di fattori razziali o etnici nel determinare l'azione portata da parte delle forze dell'ordine nei confronti di un individuo (per esempio un controllo o un arresto). La pratica è controversa, e la sua illegalità è al centro di numerosi dibattiti nazionali e internazionali."

Incredibilmente, nel contesto in questione, le forze dell'ordine belgo-svedesi possono fermare chiunque, secondo loro, abbia "troppi muscoli"... E hanno cominciato a rastrellare le palestre in cerca di soggetti sospettosamente muscolosi da costringere a fornire un campione d'urina. Le conseguenze, illustrate dal caso di un culturista belga citato negli articoli linkati piu' sotto, possono includere una multa di piu' di tremila Euro e, bizzarramente, un divieto di quattro anni all'iscrizione a palestre! Oltre, naturalmente, alla fedina penale sporca...

I sostenitori di tale draconiano approccio, immagino, lo difenderanno come uno strumento per la protezione della salute del comune cittadino, uno strumento teso a tutelare l'uomo della strada da sostanze efficaci ma non prive di effetti collaterali. Ma che ne e' della liberta' dell'individuo di prendere decisioni con cognizione di causa sul cosa fare del proprio corpo? A che punto lo Stato ha il diritto di intervenire? Chi decide i limiti della liberta' morfologica? E dove potrebbe portare tale approccio? Analisi del sangue per studenti "troppo" intelligenti? C'e gia' chi ne parla - addio potenziamento cognitivo... Persecuzione di chi viva "troppo" a lungo? Addio terapie longeviste... In pratica, se portato alle sue logiche conseguenze, l'approccio belga/svedese vuol dire addio transumanismo!

Parafrasando da un precedente storico senza dubbio (molto) piu' tragico: prima vennero a prendere i culturisti e io non dissi niente perche' non ero un culturista...

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