26 novembre 2013

Cari robot, non dateci ordini. La carta dei diritti e dei doveri robotici della UE.

Da un blog del Corriere della Sera (per il momento mi limito a dare la notizia e a ripubblicare le linee guida, ma molti punti mi sembrano, come minimo, discutibili... e spero di trovare il tempo di tornare ad occuparmene nei prossimi giorni. Nel frattempo non esitate ad usare i commenti):

...le linee guida ufficiali potrebbero arrivare in primavera. Alla stesura dei 19 articoli ha contribuito la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, all’interno del consorzio RoboLaw finanziato dall’Unione europea. L’obiettivo è stabilire le regole per una pacifica e vantaggiosa convivenza con le macchine intelligenti che ci affiancheranno sempre più spesso in case, ospedali, posti di lavoro [...]

LE LINEE GUIDA PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA ROBOTICA

1) I robot servono per svolgere un servizio o un lavoro. Non può esistere robot se non c’è un lavoro o servizio da svolgere.

2) I servizi compiuti dai robot devono essere rilevanti per la società e/o l’ambiente (salute, inquinamento, disuguaglianze, catastrofi naturali ecc.).

3) Il robot deve essere sempre un mezzo e mai un fine.

4) I robot devono rispettare le regole degli esseri umani.

5) I robot non possono essere programmati per uccidere gli esseri viventi.

6) Il profitto non deve essere mai posto prima della rilevanza sociale e/o ambientale

7) I servizi o lavori svolti dai robot non dovranno diminuire l’occupazione delle persone ma migliorarla.

8) Un robot deve essere sempre riconosciuto come tale. Non deve mai ingannare le persone, né per le sembianze fisiche, né per le capacità cognitive né per i sentimenti che può comunicare.

9) Se un robot causa un danno per via di un errore la colpa deve essere sempre riconducibile ad un persona: progettista, costruttore, programmatore, assemblatore, manutentore, venditore, proprietario, utilizzatore (il problema sarà riuscire a capire chi).

10) I robot dovranno essere dotati di una scatola nera da cui sarà possibile risalire alle cause di un mal funzionamento.

11) Se non è possibile risalire ad un colpevole la decisione di utilizzare il robot deve essere condivisa e accettata da tutti.

12) L’impossibilità di risalire a uno o più colpevoli non può essere motivo per evitare responsabilità civile o penale.

13) Gli esseri umani non potranno mai tramutarsi in robot, né totalmente né in parte. L’utilizzo di protesi robotiche dovrà essere consentito solo per scopi terapeutici.

14) I robot non dovranno essere progettati nell’aspetto e nelle funzioni per riproporre stereotipi sociali (razziali o di genere).

15) Le possibilità percettive e di accrescimento derivanti dall’utilizzo di sistemi robotici indossabili o collegabili al sistema nervoso dovrà rispettare la dignità degli individui e comunque mai creare discriminazione o disparità tra gli esseri viventi.

16) Gli esseri umani non dovranno mai essere impiegati al servizio dei robot

17) Per quanto intelligenti i robot non potranno mai dare ordini agli esseri umani ma solo consigli.

18) I robot non potranno mai essere utilizzati per sostituire gli esseri viventi nei legami affettivi. Sono esclusi specifici casi patologici in cui è dimostrato che l’interazione con robot produce effetti benefici, come nel caso della demenza senile o dell’autismo.

19) La roboticizzazione di un compito comporta sempre una percentuale di imprevedibilità che determina un certo rischio. Il rischio deve essere sempre espressamente dichiarato e l’utilizzo del robot accettato solo dopo un’attenta valutazione dei costi, benefici e pericoli per gli esseri umani e l’ambiente.

3 commenti:

Bugbearvirus ha detto...

See, buonanotte. mi raccomando, devono raccogliere fiorellini, aiutare le vecchiette ad attraversare la strada (ma non se ci son già boy scout umani che lo stanno facendo).

Questa lista di articoli non è un disegno di legge, è la fiera del fricchettone: fa piacere sapere che i soldi dell'unione europea vengono gettati alle ortiche.

per parafrasare un grande pensatore: disgustorama

Bugbearvirus ha detto...

e spiego il mio commento precedente così chiarisco che non è inteso a creare un flame o un trolling: ci sono le leggi della robotica di asimov, ci sono altri racconti, e poi c'è la realtà.
La realtà è che questo tipo di scelte sono dettate dal business, e il business misura: nessuno di questi articoli misura nulla, è tutto lasciato all'immaginazione, il che significa che quando si va ad applicarlo in una corte ci si perde in cavilli.
Parlo di corte perchè i tribunali saranno ciò che succederà quando le aziende cercheranno di fare un push delle boundaries e l'ente (tra l'altro: quale ente?) per il rispetto delle robot laws interviene su un brevetto.
O hanno in mente un discorso di censura al livello di brevetto?

Ci sarebbero tutta una serie di aree che mi piacerebbe approfondire, ma la bottomline per me è che questa sfilza di ingiunzioni è così slegata dalla realtà in cui viviamo da essere il tipico progettino di ricerca fatto da poche persone, rinchiuse in una torre d'avorio.

La consolazione principale è che, a mio parere, non funzionerà: se anche queste regole dovessero essere implementate, non sopravvivranno una generazione

gabriele rossi ha detto...

difficile leggere qualcosa di più stupido sull'argomento... pensate davvero che a qualcuno abbiano dato dei soldi per elaborare quella sequenza di banalità? dai... è uno scherzo vero?

GR