6 maggio 2013

Fantascienza: Le Sirene cosmiche, di Giuseppe O. Longo

Dopo un estratto dal suo "Homo Immortalis. Una vita (quasi) infinita", ecco ora su Estropico.org un racconto di fantascienza di Giuseppe O. Longo. Fantascienza? Su Estropico? Perche' no, se e' intelligente e on-topic, come in questo caso? Inoltre, non e' la prima volta, vedi qui e qui...

Uscendo dalla conferenza, Martin provava un vago senso di malessere. Camminando in mezzo ai cumuli di neve sporca rifletteva alle parole dell'astrofisico italiano: il nostro universo non è l'unico, ma è uno fra i tanti che si sono formati in seguito alla deflagrazione primordiale. Universi-bolla, li aveva chiamati Bertocchi: separati tra loro, alcuni ricchi e sviluppati, capaci di ospitare forme di vita intelligente, altri rudimentali, quasi abortiti, talmente poveri da rischiare di continuo il riassorbimento nel nulla. Alla fine dell’esposizione, Martin si era alzato e aveva chiesto se ci fossero prove di questo pullulare di mondi o se fosse solo un'ipotesi. Bertocchi era stato evasivo, e aveva accennato a certe strane strutture, i Ponti di Einstein: “Vede, la relatività generale prevede che se due masse molto grandi, per esempio due universi, si avvicinano abbastanza, tra esse può avvenire un collasso gravitazionale e si forma una specie di braccio, o tentacolo, che le unisce: questo è un ponte di Einstein, un vero e proprio passaggio da un universo all’altro”. Poi, in un farfugliamento indistinto, reso ancora più sibillino dal forte accento italiano, aveva aggiunto qualcosa che a Martin era sfuggito. Aveva creduto di afferrare solo alcune parole: Harappa, Moenjo Daro, labirinto, il canto delle Sirene, i Maya, profezia... Quell'uomo sarà  anche un genio, pensò dirigendosi verso la macchina, ma certo è un po' fuori di testa.

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1 commento:

Ugo Spezza ha detto...

I racconti di Ed Merta sono veramente spettacolari. E' davvero molto bravo. Soprattutto le ambientazioni che riesce a creare sono molto realistiche.
Su BBC Science di questo mese viene riportato un progetto americano che prevede l'ausilio degli scrittori di fantascienza a degli scienziati al fine di "pensare" a tecnologie futuristiche. La fantascienza dunque non è solo un puro esercizio di fantasia, talvolta gli scrittori di Science Fiction, a distanza di decenni, azzeccano tecnologie che poi si realizzeranno nel futuro. E' il caso ad esempio della televisione, gia prevista in "Metropolis" nel 1927 e poi divenuta realtà solo un quarto di secolo dopo. Le immagini di quel film (ambientato nel 2026!) destano meraviglia ancor oggi. Grazie Fritz Lang.