16 aprile 2013

La caffeina allunga la vita

Quello di bere piu' caffe' e' stato il mio buon proposito longevista per il 2012. Da allora il mio consumo e' passato dalle 2 - 3 tazze al giorno alle 4 - 7 (tutte rigorosamente senza zucchero), ma ogni tanto mi preoccupo degli effetti di tutta quella caffeina. Beh, adesso smetto di preoccuparmi e mi faccio un altro caffe'... Secondo un articolo su Extreme Longevity, infatti, Caffeine Extends Lifespan Through Key Cell Pathway, almeno nel lievito, e il "percorso cellulare chiave" e' nientemeno che mTOR, o bersaglio della rapamicina nei mammiferi (infatti lo studio utilizza sia rapamicina che caffeina con risultati simili). Lo studio e' stato pubblicato su Aging Cell: TORC1 signaling inhibition by rapamycin and caffeine affect lifespan, global gene expression and cell proliferation of fission yeast (PDF).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ok, assumiamo che la caffeina allunghi davvero la durata della vita anche agli esseri umani, ma le possono essere imputati effetti collaterali che (al crescere delle dosi) possano peggiorare la qualità della vita?

Estropico ha detto...

Come tutte le droghe, anche la caffeina ha i suoi effetti collaterarli (vedi sotto). Ma e' la dose che fa il veleno... Inoltre ci sono due effetti collaterali che a me piacciono molto: piu' energia e chiarezza mentale ;-)

Da Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Caffeina#Effetti_collaterali

Effetti collaterali

L'effetto sulla capacità dei ragni di tessere ragnatele dopo assunzione di caffeina, è spiegabile col fatto che la stessa nasce come veleno vegetale contro insetti e altri artropodi potenzialmente dannosi alle piante stesse, ciononostante è stato studiato come metodo per la determinazione dei effetti tossici, risultando, per gli aracnidi, un disorientante[9]

Il consumo di grosse quantità di caffeina - generalmente più di 250mg al giorno - porta alla condizione conosciuta come caffeinismo. Il caffeinismo generalmente combina la dipendenza da caffeina con un ampio di spettro di spiacevoli effetti fisici e mentali come nervosismo, irritabilità, agitazione, insonnia, mal di testa e palpitazioni cardiache dopo l'uso di caffeina.

L'overdose di caffeina può causare una sovrastimolazione del sistema nervoso centrale, chiamata intossicazione da caffeina, comunemente conosciuta come "tremori da caffeina". I sintomi dell'intossicazione da caffeina sono comparabili ai sintomi da overdose di altri farmaci stimolanti: questi includono irrequietezza, agitazione, ansia, eccitazione, insonnia, vampate di calore al viso, aumento della minzione, disturbi gastrointestinali, contrazioni muscolari, un flusso sconnesso di pensiero e di parola, irritabilità, battito cardiaco irregolare o rapido, e agitazione psicomotoria. Nei casi di overdose massiccia possono verificarsi stato maniacale, depressione, mancanza di giudizio, disorientamento, disinibizione, illusioni, allucinazioni o psicosi, e può provocarsi rabdomiolisi.

L'overdose estrema si risolve in morte. La dose media letale (DL50) per via orale, è di 192mg/kg di peso nei topi. La DL50 di caffeina nell'uomo dipende dalla sensibilità individuale, ma è stimata essere intorno ai 150-200mg/kg di peso corporeo ovvero 80-100 tazzine per un adulto. Anche se il raggiungimento della dose letale di caffeina è eccezionalmente difficile con un normale caffè, sono state riportate morti per overdose di pillole di caffeina, con sintomi di overdose tanto gravi da richiedere l'ospedalizzazione con poca o fino a 2 grammi di caffeina. Nel caso di assunzione di farmaci contenenti fluvoxamina o levofloxacina, che bloccano l'enzima epatico responsabile del metabolismo della caffeina, si assiste ad un aumento degli effetti a livello centrale e delle concentrazioni sanguigne di ben cinque volte. La morte tipicamente avviene per fibrillazione venticolare, causata dall'effetto della caffeina sul sistema cardiovascolare.

Il trattamento dell'intossicazione massiccia da caffeina è generalmente sintomatico, ma se il paziente ha elevati livelli sierici possono essere necessari la dialisi peritoneale, l'emodialisi o l'emofiltraggio.

Uno dei pochi casi documentati di avvelenamento da caffeina è quello di una donna di 37 anni che ha provato a suicidarsi[10] ingerendo 27g di caffeina (l'equivalente di circa 350 tazze di caffè espresso), andando incontro a ipotensione, convulsioni, aritmie e a diversi episodi di arresto cardiaco.

Un ragazzo inglese è morto dopo essersi avvelenato con due cucchiai di polvere di caffeina comprata in Internet.[11]