3 marzo 2013

La specie artificiale, di Riccardo Campa


Gli aficionados di Estropico sanno che, nel corso degli anni, ho avuto piu' d'una... ahem, divergenza d'opinioni con Riccardo Campa. Tanto per cominciare lui e' con l'AIT, mentre io preferisco il Network H+, per non parlare di altre, vecchie, polemiche... Questo non vuol dire che non sia disposto a fargli un po' di pubblicita' quando necessario. Non ho letto il suo "La specie artificiale", ma, a giudicare dal sito della Deleyva Editore, sembra interessante: "La specie artificiale" è un libro che si propone di affrontare le tematiche bioetiche e biopolitiche secondo una prospettiva diversa. Lo scopo della ricerca non è argomentare pro o contro questa o quella biotecnologia, come fanno la maggior parte dei libri in circolazione, ma studiare da un punto di vista sociologico le varie posizioni in campo, tutte trattate alla stregua di “bioideologie”. Oltre che sociologico – ovvero descrittivo più che prescrittivo – l’approccio della ricerca è anche “neoantropologico” (da neoantropo-logia), perché parte dalla consapevolezza che l’interazione dinamica tra biotecnologie e bioideologie ha quale effetto finale l’evoluzione autodiretta dell’uomo, la continua generazione di un uomo nuovo. Assumendo questo punto di vista, la classica contrapposizione di campo tra “laici” e “cattolici”, pur essendo analizzata in dettaglio, passa in qualche modo in secondo piano, giacché una volta che le tecniche sono state forgiate, non importa se si è contrari o favorevoli: qualunque scelta determinerà l’evoluzione della nostra specie. Quello che davvero importa è capire da dove veniamo, dove stiamo andando, dove vogliamo andare. Ad ispirare le pagine di questa ricerca non è dunque l’orizzonte breve della politica, che piega queste problematiche all’interesse elettorale immediato, ma l’orizzonte lungo delle scienze umane."

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