25 marzo 2013

Intervista a Justin Rattner, vice presidente e chief technology officer di Intel

Oggi, su Estropico.org: un'intervista del Singularity Institute (che nel frattempo ha cambiato nome) a Justin Rattner, vice presidente e chief technology officer di Intel, nonche' Intel Senior Fellow e alla guida i laboratori di ricerca Intel. In questo ultimo ruolo, dirige in tutto il mondo le ricerche di Intel su microprocessori, sistemi e comunicazioni, incluse le attività di ricerca potenzialmente più dirompenti.


Singularity Institute: Quanto può durare ancora la Legge di Moore?

La legge di Moore è più una "convinzione" che una legge fisica. Non discende dalla fisica fondamentale; semmai, è la constatazione che la tecnologia dei microchip migliora ad un tasso relativamente costante. 

Questo succede a causa delle pressioni concorrenziali. Se pensi che il tipo in fondo alla strada riuscirà a breve -- nei prossimi 12, 18, 24 mesi – a mettere il doppio di transistor nel suo chip, sei fortemente incentivato a investire per migliorare la tecnologia e non restare indietro. 

Quindi c'è una forza al lavoro che sprona le persone ad investire, e non parlo solo dell'investimento finanziario, ma anche del tempo che si investe e dei "cavalli-vapore" intellettuali che muovono il cambiamento. 

Ma continuiamo a confidare nel tasso di miglioramento nella legge di Moore perché possiamo fare previsioni a dieci anni circa e vedere la strada che prenderemo per continuare questi progressi. E non è una visibilità molto diversa da quella che avevamo dieci o trenta anni fa. Possiamo ancora prevedere cosa ci aspetta fra dieci anni. E quell'orizzonte di dieci anni è rimasto costante per circa 40 anni. Pertanto, è ragionevole aspettarci che, se oggi possiamo vedere a dieci anni nel futuro, ci sono probabilmente altri dieci anni oltre a quell'orizzonte.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante. Lodevole anche il fatto che è stato espresso chiaramante che la "legge di Moore" non è una legge fisica che garantisce il progresso ma che serve impegno per "seguirla" e che la "legge" riguarda il numero di transistor e non le prestazioni. Mi ha un po' sconcertato quella cosa della materia programmabile, non riesco ancora a immaginarmi una cosa del genere.
Voglio anche precisare che un trilione in inglese sono 1000 miliardi (10 elevato alla 12esima) ed è per quello che si parla di TERAscale (4 gruppi di 3 zeri ciascuno).

Anonimo ha detto...

Mi ero dimenticato di dire che, anche se quella cosa della materia programmabile in sè mi ha un po' sconcertato, sono quasi sicuro del fatto un numero di crescente di singoli oggetti (anche quelli che magari oggi riteniamo banali e già perfetti)includeranno sempre più elettronica, sensori e intelligenza (nel senso di capacità decisionali proprie) e che quindi si andrà verso un futuro pieno di smart objects, se saranno poi anche connessi si avrà una vera Internet of things. Anche se non riesco ancora a immaginarla la materia programmabile potrebbe essere il passo successivo (o anche essere direttamente l'alternativa anche se come ho detto sono quasi sicuro che assisteremo al cambiamento relativo agli smart object).