1 febbraio 2013

L'Umanita' e' un virus

C'e' un'idea insidiosa che si aggira nel nostro subconscio collettivo. Che sia esplicitamente espressa o meno, e' data praticamente per scontata in alcune (ripeto, alcune) parti dell'universo ambientalista/animalista, ma questa infezione memetica si e' ormai diffusa anche ben oltre. L'avrete sicuramente incontrata anche voi: l'Umanita' e' un virus (o un parassita, o un tumorre) che sta devastando il corpo del pianeta. L'Uomo, da quando e' apparso, non ha fatto altro che sfruttare e distruggere tutto quanto la Natura ha creato, riducendo in schiavitu', uccidendo e spingendo all'estinzione altre specie animali (il video qui sopra riassume benissimo il concetto, in soli tre minuti). Se millenni di storia sono visti esclusivamente in quest'ottica, e' inevitabile che l'idea stessa di progresso diventi, come minimo, sospetta e che qualcuno cominci a sognare ad occhi aperti di una Terra senza esseri umani (vedi video, qui sotto). Si tratta di un meme profondamente anti-umanista le cui conseguenze potrebbero essere altrettanto profondamente anti-transumaniste...

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Probabilmente lo sanno quasi tutti ma visto che non l'avete fatto voi lo cito io per i pochi che non lo sanno. Anche l'agente Smith nel film Matrix paragona l'umanità a un virus.

Ugo Spezza ha detto...

Infatti da un paio d'anni a questa parte non solo in TV sulle reti dedicate (Focus) e persino su Quark ma anche sulle riviste scientifiche specializzate campeggiano articoli idioti del tipo:

"La Terra dopo l'uomo..."

Che fanno vedere una terra deserta, le città svuotate delle persone ed edifici che marciscono. Però NON fanno vedere i miliardi di cadaveri di uomini, donne e bambini che nel frattempo si sarebbero formati (come se una mano divina ci avesse cancellato selettivamente in modo PULITO). Ebbene se questo è il termine ultimo dell'ambientalismo io NON sono un ambientalista. In realtà non è così, ci sono ambientalisti ragionevoli che ritengono, come noi, che l'umanità sia il termine ultimo dell'evoluzione e non un virus. D'altronde la natura non è generosa con le specie non in grado di adattarsi, se fosse vero quello che pensano questi vetero-ambientalisti saremmo stati spazzati via decine di migliaia di anni fa e ciò fortunamente per noi (e anche per loro che che ne dicano con la loro ipocrisia) non è accaduto.

Anonimo ha detto...

Non ho capito con chi ce l'hai, di solito gli ambientalisti pongono l'attenzione sul fatto che anche noi facciamo parte dell'ambiente e danneggiarlo equivale a danneggiare noi stessi infatti le "prediche" finiscono sempre con "altrimenti anche noi un giorno...".
Esiste un movimento che si propone come scopo l'estinzione vlontaria dell'uomo che è stato citato qui
http://estropico.blogspot.it/2012/07/dieci-strani-scenari-
per-il-futuro.html#axzz2JfjOiwNS
ma è proprio una minoranza della minoranza degli ambientalisti (ammesso che si possano definire così). Qual è la rivista specializzata a cui ti riferivi?
Sono lo stesso anomimo di prima, chiarisco che io non volevo esprimere una posizione citando Matrix ma la esprimo adesso, per risponderti io posso dire che non siamo sicuri di essere noi il fine ultimo dell'evoluzione e che a volte sembra veramente che ci comportiamo come un virus e questo dovrebbe farci riflettere e farci cambiare alcune cose per garantire la sopravvivenza della nostra specie.

Estropico ha detto...

Non che l'ho con nessuna organizzazione ambientalista in particolare. Come giustamente fai notare, quelle che apertamente diffondono il meme anti-umanita' a cui accenno nel mio post sono una minuscola minoranza. Il problema sono quegli ambientalisti che lo diffondono meno apertamente, o implicitamente, o senza neanche accorgersene. Un perfetto esempio e' quello di David Attenborough, autore di bellissimi documentari inglese, il quale oltre a filmare quelli che sono dei veri e propri capolavori, diffonde ormai da anni un malthusianesimo che, per il sottoscritto, puzza un po' troppo di misantropia... Leggevo un articolo al proposito proprio ieri:

David Attenborough’s demographic determinism
http://www.spiked-online.com/site/article/13302/

Ad ogni modo, giusto per evitare equivoci: non penso che transumanesimo e ambientalismo siano nemici, ma non vedo come *alcuni* ambientalisti potranno mai accettare alcune visioni del futuro transumaniste.

Ciao,
Fabio

Anonimo ha detto...

Personalmente considero l’ambientalismo ed il trans-umanismo un tutt’uno. Non solo non trovo motivi di contrasto, ma perso che siano due aspetti della stessa medaglia. Certo le conclusioni a cui si tende a giungere adottando solo uno dei due punti di vista può far apparire le due filosofie incompatibili in certi ambiti, ma penso si tratti di pura vemenza retorica e faziosità ideologica che inevitabilmente si tende a sviluppare aderendo fortemente ad un proprio “appetito culturale”. Sia l’ambientalismo sia il transumanismo (ma lo stesso potrebbe valere per tantissimi altri ambiti) non sono altro che “spazi” culturali, all’interno dei quali c’è ampio margine sia per errori colossali sia per intuizioni sublimi. Spetta quindi ai singoli evitare estremismi ed errori e tendere possibilmente al sublime. Attribuire tale responsabilità allo specifico “spazio culturale” in cui si opera è assurdo. L’uomo nasce dalla Natura e tende, come un ponte verso qualcosa che va oltre di essa e che noi chiamiamo Tecnologia. L’umanità e la sua intera storia è come un ponte che traghetta l’evoluzione dal biologico all’artificiale. Questo però è solo il nostro relativissimo punto di vista: per l’Universo, tra un passaggio e l’altro non ci sono “frontiere”, è tutto un continuo evolversi. Ogni aspetto a i suoi pro e i suoi contro e non si possono mai separare gli uni dagli altri. L’evoluzione non elimina gli aspetti negativi, ma li pone in un contesto adeguato, in modo che pro e contro si bilancino in modo armonioso. Anche la tecnologia dovrà imparare a fare altrettanto se vorrà raggiungere e poi oltrepassare il grado di complessità che attualmente è esclusiva del regno naturale.

Quindi l’umanità è un virus pericoloso?

Sì, ma solo perché è instabile e deve esserlo per poter rappresentare la svolta evolutiva più significativa dopo la materia fisica , la biologia e l’intelligenza animale. Essere virus è un male solo fuori dal giusto contesto (che per me è quello evolutivo). Se si accetta quel contesto e le inevitabili conseguenze di lungo periodo si vedrà del “bene” dove prima si vedeva solo “male” e del “male” dove prima si vedeva solo “bene”.