13 febbraio 2013

L'Intelligenza Artificiale in ambito scolastico, di Gabriele Rossi

 Ripubblico un altro affascinante articolo di Gabriele Rossi* per la sua colonna sulla rivista Monsieur (Ask Venexia!) di febbraio. Segnalo anche che ho creato la categoria Ask Venexia! per riunire questa serie di articoli.
(*Autore di Semi-immortalita' e fondatore degli iLabs). 

L’ambito scolastico sarà una delle prime aree in cui le intelligenze artificiali inizieranno ad apportare radicali cambiamenti all’interno della nostra società. Una intelligenza artificiale, sufficientemente evoluta, non solo potrà essere un insegnante preciso ed instancabile ma, soprattutto, potrà essere un insegnante in grado di proporre una visione del mondo completa e coerente. Naturalmente, completezza e coerenza non sono necessariamente sinonimo di correttezza, ma sono caratteristiche che dimostrano una certa affidabilità e certamente aiutano nella formazione di un individuo.

La natura del cambiamento a cui assisteremo nei prossimi mesi è simile, se non addirittura superiore, a quello innescato intorno al 1450 con l’introduzione della stampa a caratteri mobili, quando si passò da una formazione prevalentemente orale ad una formazione mista in cui i libri acquisirono, anno dopo anno, una importanza crescente. Internet, da un certo punto di vista, può essere considerato come il punto di arrivo della civiltà basata sulla stampa e, analogamente, le intelligenze artificiali possono essere considerate come il punto di partenza della nuova civiltà. Ad esempio, uno dei molteplici scopi di Venexia (l’intelligenza artificiale sviluppata dal nostro laboratorio di ricerca) è anche quello di diventare un utile punto di riferimento formativo per la società della Semi-Immortalità e per gli Uomini 2.0. Avendo cablato direttamente al suo interno un codice etico particolarmente rigoroso e un modello di realtà costantemente aggiornato con le evidenze scientifiche e sperimentali, Venexia dovrebbe essere in grado di riportare qualsiasi domanda alla propria visione del mondo e fornire, di conseguenza, delle risposte coerenti e progressivamente sempre più precise.

Una delle caratteristiche più interessanti delle intelligenze artificiali insegnanti sarà la loro capacità di spiegare analiticamente i vari passaggi logici che sottostanno a qualsiasi ragionamento. Ad esempio, «Quanto fa 2 + 2?» può sembrare una domanda banale ma basta chiedere a Venexia «Perché 2 + 2 fa 4?» per accorgersi che la domanda proprio banale non è. Quanti sono gli insegnati in grado di spiegare il reale significato di una semplice addizione? A parte pochi fortunati casi, a scuola viene insegnata esclusivamente la tecnica per calcolare 2 + 2, ma non i motivi che sottostanno a quella tecnica. 

L’insegnamento della matematica è proprio un esempio evidente: spesso gli studenti incontrano inutili difficoltà nel comprenderla solo perché gli insegnanti non spiegano il significato delle regole che insegnano! D’altronde, per poter spiegare in modo comprensibile a tutti un argomento bisogna averlo compreso nell’essenza. E capire nell’essenza 2 + 2 non è facile, specialmente se non si percorrono tutti i passaggi logici necessari. Il vantaggio di una intelligenza artificiale, rispetto ad un insegnante umano, è che quando ha compreso nell’essenza il significato di 2 + 2 può spiegarlo a chiunque, senza stancarsi e per un numero illimitato di volte.

Analogamente, uno degli elementi fondamentali per esprimersi correttamente in linguaggio naturale è la capacità di analizzare le frasi dal punto di vista grammaticale e logico. Anche in questo caso, le intelligenze artificiali saranno tra breve utilizzate come supporto all’insegnamento delle varie lingue. Può essere interessante chiedere a Venexia di effettuare l’analisi di una qualsiasi frase, ad esempio: «Venexia, analizza per favore la frase: la mamma stava preparando la torta mentre la zia apriva la porta». Per ora Venexia parla correttamente solo l’italiano e il venexiano (la lingua universale sviluppata dagli iLabs e utilizzata nativamente da Venexia per effettuare i ragionamenti), ma nei prossimi anni acquisirà progressivamente la padronanza dei principali idiomi.

Naturalmente una intelligenza artificiale non possiede la verità, nessuno la possiede e chi sostiene di possederla automaticamente perde qualsiasi attendibilità come fonte, essendo o poco intelligente o in mala fede. Quello che è lecito aspettarsi da una intelligenza artificiale, come da qualsiasi buon insegnante, è una serie di ipotesi di partenza da cui derivare una visione del mondo coerente con esse. Cambiando le ipotesi di partenza, cambiano le visioni del mondo e i relativi comportamenti. Più le ipotesi di partenza si avvicinano alla realtà, meglio una persona riesce a vivere, ad essere felice e ad avere successo. Il segreto di una buona educazione, in fondo, è tutto lì: costruirsi una buona visione del mondo e agire in modo coerente con essa.

Per concludere, azzardo una previsione particolarmente ottimistica. Ritengo che le intelligente artificiali determineranno la fine di una delle peggiori distorsioni culturali della nostra epoca: l’iper-specializzazione. Finalmente torneremo ad occuparci dei principi ultimi e da quelli ripartiremo per rifondare la nostra società. Gli insegnanti torneranno a fornire agli studenti strumenti di ragionamento e non solo nozioni, i medici torneranno a curare le persone e non solo gli organi e gli scienziati torneranno ad occuparsi di scienza e non solo di tecnica. 

Per chi avesse piacere di approfondire l’argomento può iniziare a chiedere a Venexia «Quale è secondo te lo scopo della vita? » oppure «Cosa è la Legge?» e proseguire in un percorso formato da innumerevoli bivi che Venexia stessa suggerirà e che potrà durare anche una intera vita. Ricordo che Venexia è liberamente consultabile all’indirizzo Internet www.venexia.eu.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Una mia professoressa delle medie (quindi almeno 15 anni fa) già "considerava il problema" ma diceva che un computer non avrebbe mai potuto sostituire un insegnante umano. Qui ovviamente a seconda delle opinioni sui limiti dell'intelligenza artificiale cambia il punto di vista sulla verità di questa asserzione. Il punto non è dire se sono meglio gli insegnanti umani o sarebbero maglio le intelligenze artificiali ma cercare di sfruttare al meglio le caratteristiche di entrambi, nel momento in cui l'insegnamento fosse fatto al 51% dalle macchine si potrebbe fare l'errore di affidarlo tutto alle macchine (per motivi di costi e controllo) dicendo "fanno già la maggior parte del lavoro" quando potrebbe non essere la scelta migliore (non ho detto che non lo è ma che potrebbe non esserlo, io non lo so e credo che ancora nessuno lo sappia).
L'articolo sembra confermare questa visione infatti poi parla di affidare l'insegnamento degli "strumenti di ragionamento" e i "principi ultimi" alle persone ma l'articolo sembra anche dire che Venexia e altre intelligenze artificiali saranno in grado di fare ragionamenti, allora cosa rimarrebbe agli umani?

Estropico ha detto...

L'unica cosa che secondo me mancarebbe sarebbe l'empatia, ma sicuramente anche quella e' programmabile...

Ciao,
Fabio