12 dicembre 2012

Peak Oil, RIP

Ricordate le cassandre del Peak Oil? Eccone l'epitaffio di Ronald Bailey (riassumo/traduco liberamente): nei primi anni di questo secolo non mancavano i profeti di sventura pronti a giurare che i pozzi di petrolio stavano per esaurirsi. Eccone un esempio, da un servizio di CNN del 2007: "Il mondo ha raggiunto il punto di massima produzione petrolifera e, entro il 2030, essa sara' dimezzata, un situazione le cui conseguenze saranno guerre e disastri. Secondo il Energy Watch Group il "peak oil" e' stato raggiunto nel 2006 ed e' destinato a scendere del 3% annuo."

E' passato qualche anno e la produzione di petrolio, negli Stati Uniti e in altre nazioni, e' in una fase di crescita talmente rapida da avere ribaltato le previsioni delle cassandre. Secondo Leonardi Maugeri del Belfer Center di Harvard: entro il 2020 la produzione globale sara' cresciuta del 20% (con connesso rischio di crollo dei prezzi). Questo sara' l'incremento piu' significativo dagli anni '80 e rappresenta meno del 40% dei nuovi progetti di estrazione oggi in via di sviluppo.

L'articolo di Bailey, su Reason: Remembering "Peak Oil" Madness

4 commenti:

Alessandro Corradini ha detto...

Temo purtroppo che sia una notizia più positiva che reale. Le stime ufficiali della Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA), seppur pesantemente gonfiate in senso “tranquillizzante”, rivelano ad un osservatore accorto un drastico calo di disponibilità energetica (nonostante l’aumento dei volumi estrattivi) negli anni e decenni a venire. Preciso che dico ciò senza intenti polemici. Per me, questa non è una questione di “aver torto o ragione”, ossia “spero tanto di aver torto” e che l’autore del post e le fonti da lui citate abbiano ragione. L’esternazione continua sui media di previsioni vivacemente ottimistiche sulla produzione energetica derivante da fonti fossili senza il supporto di fatti documentati o ragionamenti tecnici credibili, mi fa però temere il peggio. Estrapolazioni lineari derivanti da fenomeni irrilevanti come le estrazioni non convenzionali possono far gridare al miracolo, come quando si è parlato degli Usa come l’Arabia Saudita del futuro. Si tratta però di clamorosi abbagli quando non di avvedute bugie da dare in pasto agli investitori. Sfortunatamente, per ora, un’analisi superficiale della situazione sbriciola tale ottimismo con estrema facilità. Personalmente amo la tecnologia, ma la tecnologia non è “magia”: non basta dire che qualcosa non ci piace per far si che non sia più reale.

Alessandro Corradini ha detto...

Aggiungo rispetto a quanto da me sostenuto nel primo commento che ritengo che problemi come la questione climatica ed il picco del petrolio siano argomentazioni che impongono il raggiungimento di una Singolarità Tecnologica Benevola in tempi ragionevoli. Non sono quindi visioni incompatibili con la visione transumanista, ma piuttosto complementari ad essa. Tentare di negare il fatto che le risorse non rinnovabili, se sovrasfruttate, si esauriscono e quelle di più facile estrazione (e minor costo) lo facciano prima di quelle di più difficile estrazione (e a costi maggiori) mi pare una fuga dinnanzi alle sfide del futuro piuttosto che una dimostrazione di fiducia nell’ingegno umano. Non ho mai capito il divario ideologico che sembra contrapporre sterilmente il transumanismo dall’ambientalismo (sia in un verso che nell’altro). Non lo capisco e non lo condivido: una tecnologia veramente superiore, in fin dei conti, non sarebbe altro che un’ecologia di tipo diverso da quella biologica: diverso sì, ma pur sempre un ecosistema.

Green ha detto...

Questo ottimismo irrazionale mi fa venire in mente la barzelletta del tizio che sta cadendo dalla finestra e durante il volo si autoconsola ripetendo "beh, fin qui tutto bene"...

É il caso che cominciamo a guardare al problema del petrolio con un po' piú di realismo, perchè con l'ottimismo la pancia non ce la riempiamo...

Ugo Bardi
Petrolio: la grande illusione di abbondanza
www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/10/petrolio-grande-illusione-di-abbondanza

La terra vista dal cielo
La fine del petrolio
www.youtube.com/watch?v=LPyTcSaQQuY (parte 1 di 8)

Estropico ha detto...

Quello delle risorse *finite* e' un mito illogico. A parte il fatto che le nuove tecnologie hanno la tendenza a trasformare materiali inutili in nuove fonti energetiche. A parte il fatto che le quantita' di alcune risorse non-rinnovabili disponibili su un pianeta sono, non letteralmente, ma praticamente "infinite". Lasciamo stare petrolio, gas e carbone per un momento. Penso siamo tutti d'accordo che il solare e' una (se non *la*) energia del futuro. Ebbene, se la Terra fosse un sistema chiuso il solare non esisterebbe - e neanche la vita su questo pianeta!

Eppure sono moltissimi coloro che pensano al nostro futuro come se fossimo prigionieri di un sistema chiuso...

Ciao,
Fabio