29 novembre 2012

Makers. Il futuro della produzione secondo Chris Anderson


Sta per uscire un nuovo interessante libro di Chris Anderson, qualcuno lo conosce forse per i concetti da lui inventati di "surplus cognitivo" e di "coda lunga", giornalista e saggista, ex direttore della rivista Wired USA. Il nuovo saggio dell'autore, che uscirà in edizione integrale digitale e su carta a gennaio 2013, si intitola Makers. Il ritorno dei produttori e su store online quali Amazon e Google Play è possibile leggerne gratuitamente in anteprima (in italiano) il primo capitolo. Ecco di seguito la quarta di copertina:

Una nuova rivoluzione industriale è alle porte. Anzi, è già cominciata. Dopo aver sovvertito il mondo dei bit – e quindi l’industria della musica, dei video e l’editoria – la cultura digitale sta per trasformare il mondo degli atomi, degli oggetti fisici. E come nella prima rivoluzione industriale fu una macchina, quella a vapore, a innescare un cambiamento epocale, anche in questo caso c’è di mezzo una macchina: la stampante 3D, che consente di stampare oggetti come si stamperebbe un foglio, dando vita alla “fabbrica personale”. È questo l’importante annuncio di Chris Anderson, l’osservatore che prima di tutti ha definito i trend più avanzati della nostra era – dalla coda lunga di Internet alla gratuità della Rete -, in un libro che spiega come, nel prossimo decennio, gli innovatori più brillanti, coloro che hanno “visioni” di nuovi prodotti in grado di cambiare il futuro, non dovranno più affidare ad altri la realizzazione delle loro idee, ma potranno produrre e distribuire da soli, sfruttando il web e le nuove tecnologie e capovolgendo il mondo della produzione industriale. Alla base di questa rivoluzione - una sorta di “ritorno” dal virtuale al reale – oltre alle stampanti 3D, ci sono tutti i principali trend nati in rete - dalla peer production, all’open source, dal crowdsourcing al crowdfunding – che permetteranno a chiunque di finanziare e produrre un singolo oggetto a costi bassissimi. La conseguenza per il futuro: tante piccole fabbriche personali e un movimento inarrestabile di “artigiani digitali” che soppianterà la produzione di massa.

Nessun commento: