14 novembre 2012

Legge di Moore o legge di Wright? Quale predice piu' accuratamente il progresso tecnologico?

Passato e presente del computer
La Legge di Moore torna molto utile, a futurologi e scenaristi, per prendere il polso del progresso tecnologico, ma e' facile dimenticare che si tratta di una "legge" applicabile solo ed esclusivamente ad un settore. Eccone la definizione di Wikipedia: "le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi."

Certo, computer piu' potenti e veloci hanno un indiretto, ma significativo, impatto su innumerevoli altri settori (dove' che non si usano computer oggigiorno?!), ma se la legge di Moore ci traesse in inganno? Se ci facesse intravedere un'accelerazione del progresso in tutti i settori, mentre in realta' essa e' presente, a tali livelli, solo in uno di essi? Esiste una "legge" in grado di monitorare e prevedere il passo del progresso tecnologico piu' in generale, e che non sia una semplice estrapolazione della Legge di Moore?

Un gruppo di ricercatori del Santa Fe Institute ha deciso di rispondere a questa domanda, mettendo alla prova la legge di Moore e cinque altre simili "leggi", facendo una previsione al contrario, cioe' applicando le varie leggi alla storia passata del progresso in 62 tecnologie diverse, allo scopo di verificare quale delle sei leggi abbia "visto il futuro" piu' accuratamente: "Statistical Basis for Predicting Technological Progress" (PDF). Il risultato, leggo in un articolo della World Future Society, e' che la soluzione esiste e non da oggi.

La "legge di Wright", proposta da Theodeore Wright nel 1936 per cercare di predire il progresso nel settore dell'aviazione, e' quella le cui previsioni hanno seguito piu' da vicino la realta'. Il fatto che non sia stata la legge di Moore a risultare prima in classifica dovrebbe allarmarci, visto quanto comunemente viene invocata ed utilizzata. La differenza fra le due e' che se la legge di Moore sostiene che i costi diminuiscono esponenzialmente, indipendentemente da altri fattori, la legge di Wright sostiene che i costi diminuiscono in funzione alla produzione cumulativa. E' possibile che l'aumento della produzione sia influenzato dalla diminuzione dei costi.

La differenza e' relativa...

Dobbiamo quindi rottamare la legge di Moore? Da una parte, essa si e' posizionata al secondo posto, a breve distanza da quella di Wright. Dall'altra, nelle conclusioni dello studio, i ricercatori affermano che la legge di Moore "offre approssimazioni ragionevoli solo su brevi periodi di tempo" (come legge del progresso tecnologico in generale) e che "potrebbe avere una performance significativamente inferiore a quella di Wright sui lunghi orizzonti temporali".

In un articolo di IEEE Spectrum, pero' (dal quale ho preso i grafici qui sopra), leggo che, ironicamente, la legge di Moore si e' dimostrata meno efficiente di quella di Wright nel predire i costi dei transistor - ma il motivo di tale inefficenza dovrebbe far piacere a chi vede il progresso tecnoscientifico come un fattore positivo. Contrariamente alla legge di Wright, la legge di Moore ignora i rapidi incrementi in densita' di transistor per unita' di superficie che, insieme all'aumento della loro produzione, hanno causato una crescita super-esponenziale nel settore - in altre parole, ne ha sottostimato la crescita...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come si inserisce, in questo discorso, la legge dei ritorni accelerati?

Estropico ha detto...

Sostanzialmente, la legge dei ritorni accelerati sostiene che il progresso e' esponenziale. Dato che sia la legge di Moore che quella di Wright, mi sembra di capire, puntano entrambe ad una simile curva di crescita, direi che esse corroborano (o come minimo non incrinano) l'ipotesi kurzweilliana.

Ciao,
Fabio