28 ottobre 2012

Un numero di Le Scienze da non perdere

O almeno così sembra dall'editoriale, dal quale prendo qualche passaggio: "Furono i nostri bisnonni, dunque, i primi a vedere la luce elettrica, proprio negli stessi anni in cui cominciavano a solcare le strade i primi veicoli a motore. A quell’epoca non avevamo la più pallida idea di come fossero fatti gli atomi, il sistema solare si fermava prima di Plutone, per non parlare delle stelle, credevamo che i continenti fossero immobili, discutevamo selvaggiamente l’idea dell’evoluzione biologica, non conoscevamo le vitamine, non sapevamo che esistessero i virus. E, dettaglio non trascurabile, i panni si lavavano a mano, magari al fiume.
Sono bastate tre generazioni, insomma, perché accadesse tutto questo. E molto altro. [...]  siamo una specie destinata, quasi biologicamente costretta a raccogliere la sfida di superare i propri limiti. E in questo cammino la scienza è stata, è e sarà lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione. Ma ci sono limiti invalicabili alla conoscenza? E a ciò

che ci può permettere di fare? La verità è che non lo sappiamo, ma che abbiamo maledettamente voglia di superare quelli attuali. Mai come oggi tante persone sono state impegnate in questa impresa. E mai come oggi intravediamo possibilità che solo vent’anni fa sembravano confinate alla fantascienza. Una per tutte, il sogno di Miguel Nicolelis di far battere il calcio d’inizio della Coppa del Mondo in Brasile da un adolescente paralizzato con una protesi robotica mossa col pensiero. Tra due anni [...] E se qualcosa vi sembrerà francamente impossibile, ricordatevi che i vostri bisnonni non avevano l’elettricità." Qui la pagina del sommario.

2 commenti:

Simone ha detto...

"Furono i nostri bisnonni, dunque, i primi a vedere la luce elettrica..."

"...ricordatevi che i vostri bisnonni non avevano l’elettricità."

Mmmmmmm...:D Comunque questa fede cieca nella tecnologia che caratterizza il transumanismo la trovo molto pericolosa. Certo, non sono tutti così. Il problema è che anche tra chi non è così l'unico timore consiste nella paura dell'avvento del tecnofascismo in un futuro distopico alla 1984. Sebbene questo sia un pericolo reale io trovo che sia il meno. Non tutte le tecnologie sono positive. Gli OGM distruggono la salute dell'uomo e dell'ambiente e non servono a nulla se non a far fare profitti alle multinazionali che detengono il monopolio sulle sementi (Monsanto Cargill ecc..). Le nanotecnologie sono molto promettenti (sopratutto per quanto riguarda la creazione di un supercomputer quantistico o di una super IA) ma TUTTI i nanomateriali andrebbero schermati con uno strato di materiale non nanometrico. Il rilascio di nanoparticelle nell'ambiente prevedo che sarà tra le principali cause di cancro (insieme a radiazioni da Fukushima e OGM) dei prossimi anni. Così come andrebbero schermate tutte le tecnologie che producono campi o onde elettromagnetiche, c'è urgente necessità di inventare tecniche per limitare al massimo le emissioni elettromagnetiche. Quindi OGM&ingegneria genetica da combattere, nanotecnologie campi/onde da schermare. Per il resto investimenti massivi in robotica (fondamentale nei prossimi anni per la creazione di protesi che aiutino una popolazione sempre più anziana), intelligenza artificiale, ritorno alla permacultura con abbinamento alla vertical farming, produzione di cultured meat per ridurre drasticamente le sofferenze animali e le emissioni inquinanti, investimento in tecnologie per lo spazio e la colonizzazione di Marte. Ergo, usare la tecnologia con intelligenza con la consapevolezza che non è tutto oro ciò che luccica e che i nostri bisnonni non hanno visto l'elettricità ma... quanti di loro sono morti di cancro? Merito solo di una dieta migliore?

Estropico ha detto...

Mmmm... Non vedo questa fede cieca di cui parli, anzi, non mancano i transumanisti che hanno lanciato l'allarme sui rischi delle tecnologie emergenti. L'unica "fede" (o meglio: conclusione secondo me logica) e' che, in generale, le tecnologie risolvono piu' problemi di quanti creano. Quelle che fanno il contrario non hanno molte speranze di sopravvivenza... Idem con patate per gli ogm. Al proposito: chiunque sia a priori "pro" o "contro" gli ogm, si e' lasciato abbagliare dalla propria ideologia, sia essa scientista o luddista...

Ciao,
Fabio