24 ottobre 2012

Su Le Scienze: La longevità umana dal punto di vista dell'evoluzione

Dal sito di Le Scienze, con [miei commenti fra parentesi quadre]:

"La riduzione della mortalità umana è un fenomeno che non ha eguali nel mondo biologico perché è avvenuta a partire dal XX secolo e ha coinvolto solamente le ultime quattro delle circa 8000 generazioni di esseri umani. Il fenomeno andrebbe quindi indagato per le sue cause e le sue conseguenze non solo sociali, economiche e sanitarie, ma anche evolutive."

"...nei paesi più longevi, la speranza di vita alla nascita ha conosciuto un miglioramento incredibilmente lineare a partire dal 1840 per arrivare ai giorni nostri, con un tasso di circa 3 mesi all’anno." [In altre parole: ogni anno che passa, guadagni tre mesi di vita in piu'! E questo e' solo l'inizio... Il passo successivo sara' il raggiungimento della velocita' di fuga della longevita'.]

"...la riduzione della mortalità è stata molto rapida e molto recente: gran parte di essa è avvenuta infatti a partire dal XX secolo, riguardando quindi solo quattro circa delle 8000 generazioni di esseri umani vissute finora." [Saremo noi una delle ultime generazioni a morire?]

"...la recente diminuzione della mortalità umana è un fatto che non ha eguali nel mondo biologico e testimonia una straordinaria plasticità del genoma umano in questo particolare aspetto della vita." [Epigenetica, Watson! ;-)]

I ricercatori si chiedono, alla fine dello studio discusso da le Scienze: "Per quanto tempo ancora potrebbe continuare a migliorare la speranza di vita?" [Eccola qua, la domanda da cento milioni! E si noti che e' posta senza prendere in considerazione la prospettiva di terapie longeviste alla SENS.]

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