8 ottobre 2012

Saremo tutti dopati. Potenziamento umano, spirito sportivo e salute.

Vi ricordate Ben Johnson?
Wired (UK) spezza una lancia a favore del potenziamento umano, o, piu' precisamente, a favore del doping nello sport: How Sports Would Be Better With Doping. L'articolo sostiene che il futuro dello sport sara' dopato e cita alcuni esperti spesso discussi da queste parti (chi volesse approfondire inserisca i loro nomi nel motore di ricerca del blog).

Julian Savulescu, dell'Oxford Centre of Neuroethics, sostiene che la guerra al doping e' fallita. Lance Armstrong ha sempre passato ogni test a cui e' stato sottoposto e quasi ogni recente vincitore del Tour de France e' stato coinvolto in storie di doping. Il doping ematico e l'uso di ormone della crescita possono passare inosservati, dato che imitano normali funzioni fisiologiche. Tanto vale, conclude Savulescu, abbracciare l'inevitabile. Inoltre, il doping non contraddice lo spirito sportivo perche', e da sempre, lo sfruttare la nostra intelligenza e il nostro sapere per migliorare le nostre prestazioni fa parte della natura umana. Il doping dovrebbe essere bandito solo quando produce danni significativi alla salute - tenendo a mente che anche molte attivita' sportive comportano dei rischi. In certi casi un intervento farmacologico potrebbe pero' essere contrario allo spirito di uno sport. Per esempio, un medicinale che rimuovesse la paura andrebbe contro lo spirito del pugilato, ma aumentare la percentuale di globuli rossi (doping ematico) del 50% non sembra comportare rischi e non contraddice lo spirito del ciclismo.

Andy Miah, professore di bioetica presso la University of the West of Scotland, sostiene c'e' bisogno di una "Agenzia Mondiale Pro-doping" per controbilanciare l'Agenzia Mondiale Anti-doping (WADA). Il motivo e' che gli atleti utilizzano sostanze dopanti, spesso acquisite sul mercato nero, che comportano rischi per la loro salute, e c'e' quindi la necessita' di regolamentarne l'utilizzo per minimizzarne l'impatto negativo. Miah cita l'esempio delle pratiche ipobariche che simulano le alte quote e che sono state approvate dalla WADA nel 2006 in quanto simulano un fenomeno naturale. Ma che differenza c'e' con l'iniettare un altrettanto naturale ormone della crescita, per esempio?

Il doping in ambito sportivo sembra destinato ad essere assorbito dal piu' ampio dibattito sul potenziamento umano. Come le innovazioni utilizzate su automobili di Formula 1 arrivano, qualche tempo dopo, alle utilitarie, così i medicinali utilizzati oggi da atleti, potrebbero arrivare, domani, nella farmacia sotto casa, prescritti per combattere un qualche aspetto dell'invecchiamento. FuturePundit, commentando positivamente l'articolo di Wired, aggiunge che la legalizzazione del doping potrebbe dare un'accelerata al progresso medico e prevede che, ad ogni modo, nel corso dei prossimi vent'anni le terapie geniche diverranno cosa normale, al punto che sempre piu' pazienti lasceranno l'ospedale non solo curati, ma anche potenziati. Per non parlare dei cosiddetti designer babies: potranno partecipare alle Olimpiadi?

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