6 settembre 2012

I tempi sono maturi per un partito longevista?


Ho ripetuto piu' di una volta, su varie liste di discussione, che non penso i tempi siano maturi per un partito transumanista, in Italia o altrove. Un partito longevista, pero'? Il problema con il transumanismo e' che incorpora al suo interno troppi concetti troppo radicali perche' il grande pubblico li digerisca senza subire un brutto caso di future shock. Divenire piu' che umani, ibernazione umana, superintelligenze, cyborgazione, singolarita' tecnologica? I proverbiali "uomo della strada" e "casalinga di Voghera" prenderebbero il tutto per delirii fantascientici e si affretterebbero a mettere la loro croce sul simbolo di un altro partito. Ma l'idea di investire nella ricerca sul, e contro, l'invecchiamento, con il dichiarato obiettivo non solo di "invecchiare bene" (e quindi ridurre anche l'impatto finanziario dell'invecchiamento globale), ma anche di estendere le aspettative di vita sana ben oltre il secolo, potrebbe essere piu'... digeribile. L'iniziativa e' nata in Russia, ha trovato seguito in Israele e ora anche negli USA grazie ad alcune nostre vecchie conoscenze, Natasha Vita-More, Tom Mooney (fondatore della gia' segnalata Coalition to Extend Life) e un altro transumanista che conosco meno. Mi resta il dubbio che forse un think-tank o un gruppo di pressione sarebbero strumenti piu' idonei ad iniettare memi longevisti in tutti i partiti e movimenti, ma d'altra parte la storia dei Verdi (a livello internazionale) dimostra che anche un piccolo partito puo', se decolla, diffondere le proprie idee molto al di la' del proprio successo elettorale. Ad ogni modo, mi sembra un'iniziativa da tener d'occhio - e se vorrete degli aggiornamenti, nei prossimi mesi, non dovrete far altro che tornare da queste parti...

La pagina Facebook del partito longevista.

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