13 agosto 2012

Recensione di The Singularity is Near, sul New Scientist


Segnalo una recensione, sul New Scientist, del gia' segnalato film di Ray Kurzweil, The Singularity is Near: Is the singularity near, or is it already history? L'autore descrive il film-documentario come un "affascinante e convincente punto di partenza" per chi non conosca il concetto di Singolarita' Tecnologica, ma scrive anche che, se vi sieta gia' imbattuti nel concetto, non c'e' molto di nuovo per voi. Il punto, secondo l'autore dell'articolo, e' che il concetto di singolarita' e' ormai datato. I singolaritari tratterebbero ancora la nanotecnologia come se fosse una magica promessa di salvazione per l'Umanita', mentre la Storia dimostra, invece, che la tecnologia altro non e' che uno strumento e che dopo l'entusiasmo iniziale non fa altro che amplificare la nostra umanita'.

Cito testualmente: "la singolarita' non e' vicina. In realta', potremmo dire che e' un'idea il cui momento e' passato. Non e' futuristico essere singolaritari. Oggi, questo film e' una storia sul passato."

Se qualche lettore capisce la strana logica del recensore, sono tutto orecchie...

2 commenti:

Pandemica-mente ha detto...

Forse la logica del recensore è che la Singolarità Tecnologica deriva esclusivamente da un’esaltazione iniziale dovuta alle “mirabolanti” promesse delle nuove tecnologie. In questa chiave di lettura, la naturale evoluzione delle tecnologie emergenti dovrebbe far “evaporare” l’entusiasmo iniziale e, con esso, anche la teoria della Singolarità che non sarebbe altro che una sua manifestazione. Pur non condividendo tale logica, ritengo sia lecito avere dei dubbi sull’impianto teorico della Singolarità Tecnologica. I dubbi sono sani quando servono a tener alto il livello d’attenzione e non averne affatto, a mio avviso, è pericoloso a prescindere dalla correttezza o meno delle proprie ipotesi. Inoltre bisogna ammettere che le “promesse” derivanti da un’eventuale Singolarità Tecnologica positiva sono talmente allettanti che il rischio di un effetto di auto-illusione (stile “ci credo perché ho bisogno di crederci”) non può essere escluso a priori. Alcuni dubbi, inoltre, potrebbero sorgere da punti di vista non strettamente tecnologici (ad esempio collassi economici o ecologici o sconvolgimenti socio/politici o militari di particolare gravità potrebbero stroncare la Singolarità “battendola sul tempo” cioè impedendone la nascita). Infine possono essere sollevati dubbi di ordine teorico. L’accelerazione del progresso potrebbe, ad esempio, condurre a intelligenze artificiali NON-indefinitamente migliorabili poiché “difettose” a causa della loro progressiva complessità. Si può cioè ipotizzare che all’aumentare della complessità delle intelligenze artificiali, aumentino anche le probabilità di guasti, errori e vulnerabilità varie. Non è detto che gli umani ed prime intelligenze artificiali saranno in grado, con le loro limitate risorse intellettuali, di porre rimedio ai problemi della complessità montante. Benché le “limitate capacità intellettuali” delle intelligenze artificiali (a differenza di quelle umane) non siano “fisse” e possano essere ipoteticamente espanse all’infinito, il rischio è che nei fatti divengano “finite” dinnanzi ad una sorta di muro della complessità, ossia un limite cognitivo non ulteriormente perfezionabile da entità che non siano già in possesso di intelletti altamente superiori a quelli umani. Il processo ricorsivo di auto-miglioramento ed auto-implementazione dell’intelligenza potrebbe cioè essere fortemente rallentato o addirittura bloccato da un accumulo di “guai” (scusate il termine tecnico) che finirebbe col sorpassare l’accumulo dei miglioramenti che si sarebbe in grado di escogitare fino a quel punto. Quanto esposto, si veda bene, non vuol essere una previsione, ma piuttosto l’evidenziazione di uno dei possibili rischi, per così dire, “congeniti” del concetto di Singolarità Tecnologici.

Un saluto a tutti

David De Biasi ha detto...

@Pandemicamente: Secondo me il recensore non ha capito proprio cos'è la singolarità tecnologica.

Avere dei dubbi sulla singolarità è certamente legittimo e utile ma si deve entrare con la critica nel merito delle questioni e portare dati che contrastino con quelli che indicano un progresso esponenziale tecnologico per poter confutare le previsioni kurzweiliane che finora comunque hanno retto nel loro complesso.

Molti profani pensano che la teoria della singolarità sia una sorta di fede quando è in realtà un'estrapolazione *razionale* di un macro-trend che è già in atto del quale possiamo percepire - se analizziamo con attenzione dati, statistiche e modelli - l'impatto sempre maggiore sulla nostra vita quotidiana.

Sul limite di complessità delle IA future lo ha ammesso lo stesso kurzweil scrivendo chiaramente che il progresso esponenziale a un certo punto incontrerà un muro dovuto dalle leggi della fisica quindi la capacità di auto-migliorarsi delle future entità avrà un limite ma quello su cui dovremmo soffermarci (per non andare troppo lontano con scenari remoti) è il prossimo passaggio epocale in cui le intelligenze non-biologiche supereranno in capacità e potenza le intelligenze biologiche: è questo il grande salto evolutivo sul quale siamo chiamati a prendere consapevolezza e a prepararci culturalmente e socialmente affrontandone certo i rischi ma cogliendone anche le immense opportunità.