3 agosto 2012

Morire per rinascere come robot


Un lettore mi segnala un articolo in italiano sul gia' discusso progetto di Ken Hayworth: "Lo scienziato americano  Ken Hayworth (ex collaboratore della NASA) ha deciso di compiere un esperimento estremo: si sottoporrà a un processo (di sua invenzione) per fossilizzare il proprio cervello, in modo da preservarlo per poi essere trasferito (nel senso di trasferire le informazioni contenute in esso) su un robot, non appena la tecnologia lo permetterà (circa un centinaio di anni secondo le sue previsioni). La cosa più sconvolgente è che il principale effetto collaterale di questo processo di fossilizzazione, è una morte istantanea." Qui il resto, su ZioGeek.

Un paio di precisazioni:

1) "fossilizzare" non mi sembra il termine adatto, quello che Hayworth propone e' una versione di quella che in inglese si chiama plastination;

2) l'articolo dice che "si tratta di una sorta di evoluzione della conservazione criogenica, soggetta al deterioramento dei tessuti (seppur lento) che rende altamente improbabile un risveglio senza danni cerebrali", ma alle temperature impiegate per la crionica (-196 gradi centigradi), il deterioramento e' negligibile.

Vedi anche:  The Strange Neuroscience of Immortality, l'articolo di The Chronicle of Higher Education citato, ma non linkato, da ZioGeek.

Immagine dall'articolo di The Chronicle.

1 commento:

forzalube ha detto...

Ma quando/a che età ha intenzione di farlo?