22 agosto 2012

L'amore ai tempi del potenziamento umano

La fragilita' del matrimonio e il conseguente alto numero di divorzi possono essere spiegati, almeno in parte, dal contrasto fra la nostra psicologia e biologia (prodotte dall'evoluzione), l'ambiente (sociale, fisico e psicologico) nel quale viviamo, e i valori morali che assegnamo a matrimonio e relazioni. Tale contrasto potrebbe essere risolto da "droghe dell'amore" che agiscano su uno di questi fattori (psicologia e biologia).

Le coppie dovrebbero avere libero accesso a tali medicinali, in modo di poter mantenere e far crescere il proprio rapporto. Nel caso di coppie con figli, l'uso di tali interventi farmaceutici sarebbe addirittura un imperativo morale. Così sostengono Brian D. Earp, Anders Sandberg e Julian Savulescu in un loro paper, su Philosophy & Technology: Natural Selection, Childrearing, and the Ethics of Marriage (and Divorce): Building a Case for the Neuroenhancement of Human Relationships.

Gli autori offrono anche una panoramica dello stato dell'arte attuale nel campo del "potenziamento affettivo": ossitocina, vasopressina e dopamina sono gli ormoni la cui manipolazione sembra essere piu' promettente. 

Benvenuti ai (prossimi) tempi dell'amore potenziato! :-)

3 commenti:

Mike ha detto...

Leggere anche il mio articolo "La morte ai tempi del postumano" sul numero 17 di "Next" (giugno-luglio 2012)...
http://michelenigro.wordpress.com/2012/06/29/next-17-extreme-ways/

mmorselli ha detto...

Più facile che accadrà il contrario: saremo in grado di soddisfare la biologia senza far ricorso alla psicologia, e quel punto forse rimarrà ben poco da separare.

Maicol Cortesi ha detto...

Sembra più obbligato, che potenziato.