26 luglio 2012

Dieci anni dopo il primo successo con la vitrificazione, non ci sono stati altri sviluppi. Cosa e' successo?

Dieci anni fa! Estropico era in rete da un paio d'anni e in Italia l'ibernazione umana era (persino piu' di quanto lo sia oggi), una grande sconosciuta. Eppure, la microscopica comunita' crionica online, dieci anni fa, fu percorsa da un fremito di speranza ed entusiasmo quale non si e' piu' da allora ripetuto. Il motivo e' nella foto qui a sinistra, nella quale vediamo due reni di coniglio: uno, quello bianco, e' congelato, mentre l'altro, quello dall'aspetto inalterato, e' vitrificato, cioe' "congelato" senza la formazione di cristalli di ghiaccio, una procedura che ha poi permesso di "riportarlo in vita", cioe' di trapiantarlo in un coniglio, dove ha ripreso a funzionare. Lo spettacolare successo aprì le porte alla vitrificazione (parziale) in ambito crionico e indico' la strada verso un sistema per la preservazione di lunga durata di organi per trapianti. Eppure, da allora, non ci sono stati altri progressi (a parte quello con sottili "fette" di ippocampo illustrato nel video piu' sotto). La speranza che altri organi seguissero, nel giro di pochi anni, rimase una speranza... Come mai? Cosa e' successo? Un messaggio di Ben Best sulla lista di discussione del Crionics Institute (The 2012 Cryonics Asset Preservation Group Meeting - registrazione necessaria), ci aggiorna.

L'esperimento in questione non e' mai stato replicato, ne' da un altro team di ricercatori, ne' dalla stessa 21st Century Medicine (21CM). Cio' e' come minimo sorprendente se, lasciando stare la crionica, pensiamo alla tragica situazione nella quale si trovano migliaia di pazienti in attesa di un organo per trapianto, molti dei quali non lo riceveranno in tempo... Il problema e' che oggi un organo deve essere trapiantato rapidamente dopo il prelievo. La creazione di una banca degli organi ove essi fossero criopreservati indefinitivamente sarebbe nientemeno che rivoluzionaria. Eppure, dieci anni dopo il breakthrough, ancora nulla...

In genere, una rondine non fa primavera. Se un esperimento e' riuscito solo una volta, e' legittimo avere dei sospetti sulle circostanze: come minimo si puo' sospettare che qualche parametro sia stato inavvertitamente alterato nel corso della procedura. Ma in questo caso nessuno ha nemmeno provato a replicarlo, che io sappia!

A quanto pare una sfortunata serie di problemi logistici ha impedito alla 21CM di ripetere l'esperimento: prima un trasloco e poi, e piu' importante, il fornitore di uno dei componenti della loro soluzione pre-vitrificante ha smesso di produrlo. La 21CM ha provato ad utilizzare altri prodotti a base di hydroxyethyl starch, ottenuti da altri fornitori, ma senza successo. Infine e' stato necessario creare una nuova formula che non necessitasse l'ingrediente in questione. Ciliegina sulla torta, il chirurgo che effettuo' l'esperimento originale ha lasciato la 21CM e trovare un sostituto con l'esperienza necessaria in questo ambito altamente specializzato non e' stato facile. Pare che solo recentemente la 21CM sia riuscita ad individuarne ed assumerne uno. Il che, finalmente, offre la possibilita' di riprendere, dieci anni dopo, il programma di ricerca.

Tutto cio' illustra come dei banali contrattempi possano mettere il bastone nelle ruote ad un progetto di ricerca, soprattutto se condotto da una piccola azienda come la 21CM. Non spiega assolutamente, pero', come mai qualche altro gruppo di ricerca non abbia mostrato interesse per un risultato senza dubbio eclatante. Che il coinvolgimento della 21CM con la crionica abbia fatto da deterrente per i ricercatori accademici? O forse questa tecnologia in embrione e' vista come un potenziale fattore destabilizzante da quella che alcuni chiamano l'industria dei trapianti?

Nel video qui sotto la parte dedicata alla 21CM comincia al minuto 4.30:

4 commenti:

Sapereaude ha detto...

Articolo molto interessante! Se la tecnica funziona davvero è incredibile che sia stata abbandonata in questo modo... In effetti la diffidenza del mondo accademico potrebbe aver fatto la sua parte. Speriamo che la ricerca riprenda presto in una direzione così promettente! A proposito, ci sono novità sul CAS?

Estropico ha detto...

No, e' un bel po' che, stranamente, non ne sento piu' parlare del CAS freezer... Al momento la "moda" sembra essere quella della plastination/chemopreservation. Qui due post sul CAS per chi volesse saperne di piu':

http://estropico.blogspot.co.uk/2009/10/cas-freezer-il-futuro-della-crionica.html#axzz21nmEDwqI

http://estropico.blogspot.co.uk/2011/01/il-sistema-di-congelamento-cas-cells.html#axzz21nmEDwqI

Ciao,
Fabio

Sapereaude ha detto...

Ho notato...Molto interessanti i due post, però le basi fisiche del CAS non mi sono per nulla chiare, purtroppo non sono riuscito a trovare online nulla di approfondito dal punto di vista tecnico se non questo articolo: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0011224010000854#aff1 … che però è a pagamento... Qualcuno ha qualche informazione in più?

Grazie e a presto,

Giulio

Estropico ha detto...

Non ho trovato nulla sullo studio da te linkato, ma ne ho trovato un'altro che e' piu' recente, va' nella stessa direzione ed e' stato condotto da un altro gruppo (anche di questo c'e' solo l'abstract):

Determination of Cryoprotectant for Magnetic Cryopreservation of Dental Pulp Tissue
http://online.liebertpub.com/doi/abs/10.1089/ten.tec.2011.0363

Ciao,
Fabio