5 giugno 2012

Le "fonderie viventi" biotecnologiche della DARPA


Si stima che la prima cellula artificiale, creata un paio d'anni fa da Craig Venter, sia costata 40 milioni di dollari. Altri progetti di biologia di sintesi possono richiedere sette o piu' anni di lavoro e costare decine o centinaia di milioni di dollari.

E' facile lasciarsi entusiasmare dalla rapidita' del progresso nel settore, ma fino a quando questi risultati resteranno nei laboratori, nessuno ne potra' beneficiare. A questo punto, leggo su Wired, entra in gioco il complesso militare-industriale: la DARPA ha assegnato 15,5 milioni di dollari a sei gruppi di ricerca (fra i quali quello di Craig Venter). Il programma si chiama Living Foundries e mira alla standardizzazione e industrializzazione delle procedure biotecnologiche che potrebbero offrire nuovi materiali, carburanti e medicinali. Il progetto prevede la creazione di tre piattaforme: una 'biblioteca' di "parti modulari genetiche" (una specie di Lego per la creazione di nuovi materiali); una serie di parti piu' complesse, circuiti e sistemi genetici; un sistema per il testing. L'idea e' quella di una catena di montaggio biotech e la speranza e' che abbia lo stesso effetto sulla produzione bioingegneristica che la catena di montaggio originale ebbe sulla produzione industriale: enorme incremento, abbassamento dei costi, prodotti piu' complessi.

Immagine da SyntheticBiologiy.org

Nessun commento: