12 giugno 2012

Il vaccino per il morbo di Alzheimer e' una realta' (e potrebbe anche essere una prima tecnologia longevista)

Il vaccino per il morbo di Alzheimer e' (quasi) una realta'. Ricercatori svedesi hanno ottenuto risultati positivi mobilitando il sistema immunitario contro il peptide beta-amiloide, il principale componente delle placche amiloidi tipiche dell'Alzheimer.

Ecco i dettagli da un paio di siti italiani - piu' sotto spieghero' perche' questo sviluppo e' particolarmente interessante anche a scopi longevisti.

Dal sito della AipsiMed: "Secondo il team di scienziati del Karolinska Institutet di Stoccolma che ha portato avanti lo studio, il vaccino non dà effetti collaterali. Si accende così una nuova speranza per i malati di Alzheimer. Questo vaccino è meno costoso di quelli sperimentati in precedenza e ha un effetto più prolungato. Dopo un primo esperimento compiuto con ottimi risultati su un campione di trecento pazienti svedesi, ora il vaccino viene testato su migliaia di altri malati in tutto il mondo."

Da MedicinaLive: "Il morbo di Alzheimer è una delle malattie neurodegenerative causanti demenza più diffuse nel globo. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità si tratta di una vera e propria epidemia. Una cura ancora non è stata trovata, e secondo gli scienziati, la sua degenerazione è legata alla proteina precursore dell’amiloide, l’APP, che invece di essere distrutta contribuisce all’accumulo di un suo sottoprodotto, chiamato beta amiloide che si raccoglie a placche sulle cellule nervose e le uccide."

Ed ecco perche' questa e' un'ottima notizia non solo per le vittime dell'Alzheimer e per le loro famiglie, ma anche per noi aspiranti ultracentenari: l'accumulo di placche amiloidi non si limita al cervello ed e' uno dei "sette volti dell'invecchiamento" identificati dal biogerontologo Aubrey de Grey (vedi alla voce "Rifiuti extracellulari") che affligge tutti noi dopo una certa' eta'. Una terapia che ne garantisse la rimozione o ne limitasse l'accumulo sarebbe un primo passo verso le "strategie per una senescenza negligibile" perseguite dalla SENS Foundation.

Qui un articolo sul sito del Karolinska Insitutet e qui lo studio, su Lancet Neurology: Safety, tolerability, and antibody response of active Aβ immunotherapy with CAD106 in patients with Alzheimer's disease: randomised, double-blind, placebo-controlled, first-in-human study

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