12 aprile 2012

Terraformazione e cyborgazione

Il pianeta Terra si va sempre più sovraffollando, si stima che nel 2050 toccheremo la soglia dei 10 miliardi di esseri umani. Le risorse energetiche, prima che quelle alimentari, potrebbero esaurirsi in breve tempo dato che paesi in sviluppo esponenziale come India e Cina vedono aumentare il fabbisogno energetico di un +3.3% all'anno.

Oltretutto c'è da fare anche la considerazione che "tenere tutte le uova nello stesso paniere", come ci ha suggerito il grande Stephen Hawking, potrebbe essere pericoloso: basterebbe un piccolo sassolino di 30 Km di diametro che colpisse il pianeta per farci passare alla storia.

Però se ci guardiamo intorno, ovvero nel sistema solare, i problemi per costruire una seconda Terra, sono davvero molti. Si tratta di modificare l'habitat di un pianeta allo scopo di renderlo abitabile per la biologia umana, e qui insorgono delle problematiche di alto livello:
  • Il pianeta non deve essere nè troppo vicino né troppo lontano dal Sole. Nel primo caso la vita biologica andrebbe arrostita, nel secondo caso non potrebbe svilupparsi per un gelo eterno. Questo per il nostro sistema solare vuol dire prendere in considerazione il raggio che va dai 105 ai 290 milioni di km di distanza dal Sole. La Terra, pianeta fortunato, si trova proprio nell'intermedio, ovvero a 150 milioni di km. Con ciò la zona abitabile, detta anche cintura verde, si restringe ai pianeti Marte e Venere, tutto il resto è out. Marte in particolare è quasi al limite della zona fredda, avendo un'orbita media di 215 milioni di km dal Sole. Venere invece si trova al limite della zona calda orbitando a 108 milioni di km dal Sole.
  • Il pianeta non deve essere troppo piccolo. Marte ha un diametro di 6800 Km, poco più della metà della Terra (che misura 12.750 km) e questo pone grossi problemi poiché anche se si riuscisse a introdurre pesanti gas serra nell'atmosfera, per far sì di aumentare la temperatura di superficie (che in Marte varia da -140° a +20° con una media di -63°) tale atmosfera non potrebbe essere del tipo respirabile. Difatti l'unico gas presente attualmente su Marte e l'anidride carbonica (CO2) perché questo gas ha un peso molecolare rilevante: 48. Azoto e Ossigeno che invece hanno peso molecolare di 28 e 32 evaporerebbero nello spazio dato che la gravità su Marte è solo 0.38 volte quella terrestre (un uomo di 70 kg su marte ne peserebbe 26).
  • Il pianeta non deve essere troppo grande: i pianeti giganti come Giove, Urano, Nettuno anche se fossero collocati nella cintura verde non sarebbero abitabili per l'elevata pressione atmosferica che schiaccerebbe le forme di vita. Oltretutto questi pianeti hanno solo un nucleo centrale roccioso, tutto il resto è formato da gas, quindi sono inabitabili di default.
Da ciò ne sembrerebbe che l'unico pianeta da prendere in considerazione è Venere perché è quasi identico alla Terra come diametro, si trova a una distanza dal Sole accettabile ed è dotato di atmosfera (di CO2). Purtroppo non è così semplice in quanto un effetto serra massivo su Venere produce una temperatura di superficie di 450° (superiore anche a quella di Mercurio) e oltretutto Venere ruota troppo lentamente (1 giorno di Venere = 116 giorni terrestri). Ci sono però studi per produrre scudi solari per raffreddarlo come proposto dagli scienziati Robert Zubrin e Paul Birch o ancor meglio buttare nell'atmosfera venusiana 4x10^16 tonnellate di idrogeno per riconvertire l'anidride carbonica in grafite e acqua. Mentre per accelerare la rotazione sarebbero necessarie delle gigantesche turbine termonucleari. Un altro progetto prevede di deviare una luna di Giove dalla sua orbita (Europa) ricca di acqua e usare poi la stessa per la bonifica di Marte o Venere terraformati.

Questi progetti non sono realizzabili con le attuali tecnologie. L'uomo peraltro non può sopravvivere nello spazio a causa del bombardamento dei raggi cosmici e quindi non si può nemmeno pensare a realizzare infrastrutture di grandi dimensioni. Una soluzione necessaria sarebbe quella di utilizzare robot (antropomorfi e non) per realizzare la terraformazione. Se però si realizzasse una Terraformazione parziale si potrebbe prendere in considerazione anche la colonizzazione di Marte e Venere ma non da esseri umani terrestri come li conosciamo oggi. La biotecnologia dovrà produrre esseri umani modificati, dotati ad esempio di super-polmoni in grado respirare in carenza di ossigeno o con uno scheletro che non si sfaldi in condizioni di bassa gravità, una peluria naturale in grado di affrontare ambienti freddi o organi interni bioartificiali, in altre parole realizzare una Cyborgazione. Questo sistema permetterebbe di colonizzare gli ambienti extraterresti più simili al nostro pianeta senza renderli de facto identici alla Terra. E' probabile che il futuro dell'umanità preveda il transumanesimo per forza di cose, perché prima o poi dovremo uscire da questo sovraffollato pianeta alla ricerca di nuovi spazi vitali. Oltretutto ciò sarà necessario in primis per trovare nuove fonti di energia e metalli di cui sono ricchissimi, ad esempio, gli asteroidi. I cinesi ci stanno già pensando. Il professor Hexi Baoyin della Università di Beijing ha proposto un progetto per catturare un asteroide vagante nei pressi della terra. La tecnologia dovrebbe essere disponibile entro il 2050. E' stato calcolato infatti che un asteroide del diametro di soli 2 km dovrebbe contenere metalli ordinari (ferro, nickel, rame) e metalli preziosi (platino, iridio) per il valore astronomico di 25 miliardi di miliardi di dollari!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

io mi chiedo se sia etico terraformare un pianeta come marte, di cui non abbiamo ancora un'assoluta certezza che sia morto e sterile.
strappare una luna come europa a giove che, x quanto ne sappiamo, potrebbe avere un oceano ricolmo di pesci mi sembra addirittura un abominio.
io credo che bisognerebbe quantomeno riflettere sulla legittimità delle azioni che l'uomo potrebbe intraprendere nei confronti di altri mondi. x carità, non voglio lasciar intendere che non bisogna far nulla x affrontare e risolvere i problemi che abbiamo qui sulla ns. terra, ma quantomeno cercare di esplorare e colonizzare con criterio e buon senso, non scelleratezza e assenza di scrupoli come accade qui.
credo che bisogni far tesoro dell'esperienza su questo ns. mondo x affacciarci agli altri con parsimonia e oculatezza (nel caso di mondi morti) e rispetto ed equità (nel caso di mondi con biosistemi anche primitivi).

serafino

Anonimo ha detto...

Mah, trovo tutto questo estremamente più difficile da realizzare del buon vecchio mind uploading e della relativa realtà virtuale.
A lungo termine, il nostro posto non è la fuori, nell'ostile universo, ma in un... universo "creato" da noi.