23 marzo 2012

Numero speciale del New Scientist su Dio e religione

Dicono che non ci sia nulla di piu' gratificante che vedere i propri preconcetti confermati dai fatti. In questo caso non li chiamerei preconcetti, ma ho visto alcune mie conclusioni confermate dal New Scientist, in una serie di articoli dedicati alla religione: The God issue: New science of religion.

Riassunto brutale delle mie conclusioni, con particolare attenzione al rapporto transumanesimo / religione: la fede religiosa e' innata, almeno in alcuni. Forse lo stesso puo' dirsi per la mancanza di fede religiosa. Alcuni studi genetici sembrano puntare in quella direzione. Molti transumanisti sembrano aver adottato un approccio estremo al problema, un approccio che vede gli atei come gli unici veri transumanisti e le persone di fede come naturali nemici. Tale approccio e', secondo me, minoritario e fallimentare. 

Riassumo/traduco liberamente dal sito della rivista britannica - i collegamenti sono ad altri articoli del servizio del New Scientist sulla religione e richiedono la registrazione al sito (free):

Non possiamo vivere con lui, non possiamo vivere senza di lui. Una serie di articoli illustra una nuova visione che trasforma i termini del dibattito scienza / religione.

In Gran Bretagna, il dibattito sull'ateismo militante e' furioso. In America, la religione e' di nuovo al centro della campagna elettorale. A quanto pare non riusciamo ad ignorarla. Forse abbiamo affrontato questo tema dal punto di vista sbagliato. Gli atei spesso vedono la religione come un qualcosa di imposto dall'alto, ma non e' così semplice. Piaccia o meno, la fede religiosa e' parte della natura umana, ed e' un bene: senza di essa saremmo ancora all'eta' della pietra. Guardare alla religione in questo modo apre nuovi fronti nel dibattito scienza/religione, incluso uno che sostiene che la religione ha piu' probabilita' di sopravvivere, sul lungo termine, della scienza. E uno secondo il quale l'esistenza, o meno, di dio puo' essere trattata come un'ipotesi scientifica. Nel frattempo la societa' sta gradualmente imparando come vivere senza religione, replicandone l'offerta di incontro e di attivita sociali, e questo e' un qualcosa che atei e laici dovrebbero prendere in seria considerazione.

Chiudo embeddando qui sotto una TED Talk dell'autore dell'ultimo articolo linkato qui sopra, Alain de Botton, nella quale illustra ulteriormente la sua idea di Ateismo 2.0, una "religione per atei" che sfrutta pratiche prese dalle tradizioni religiose per soddisfare l'innato bisogno umano per contatto sociale, riti e trascendenza. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

La prima cosa ovviamente è il rispetto, rispetto per chi crede e rispetto per chi non crede. Detto questo, a me l'idea di Dio davvero non convince. Spesso si introduce il concetto di Dio come causa prima dell'universo. Quando poi si chiede quale sia la causa di Dio ci sentiamo dire che Dio non necessita di causa. Allora se ammettiamo che possa esistere qualcosa che non necessità di causa, può essere l'universo stesso.