28 febbraio 2012

“Le scimmie? Si’ alla libertà di ricerca”

Dal sito dell'Associazione Luca Coscioni: Si’ alla libertà di ricerca scientifica, no ai polveroni, alle speculazioni, alle strumentalizzazioni e alle demagogie [...] Lo afferma Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onoraria dell’Associazione Luca Coscioni, commentando la vicenda delle 900 scimmie destinate alla sperimentazione scientifica. ‘Ancora una volta [...] si fa una gran confusione, equiparando sperimentazione scientifica a vivisezione [...] l’Italia non e’ ancora uscita dal Medio Evo e ha verso la scienza un atteggiamento schizofrenico: buona, quando cura le malattie; perversa, sadica quando usa gli animali e utilizza gli Ogm, poco importa se poi da questi ultimi si ottengono coltivazioni migliori e in maggiore quantità, che salvano da morte per fame certa milioni di esseri umani’.

6 commenti:

David De Biasi ha detto...

Viviamo in un'epoca in cui a forza di picconare l'umanesimo si è aperto il campo all'animalismo fanatico perdendo ogni senso di priorità: più importante la vita di qualche animale o la vita umana?

Hitler e Himmler erano entrambi vegetariani rigorosi e amanti degli animali, attratti dal misticismo della natura e dalle cure omeopatiche, fortemente contrari alla vivisezione e alla crudelta’ sugli animali. Non stupisce che avessero perso completamente di vista il rispetto della vita umana...

Lorenzo Galoppini ha detto...

Amare e difendere gli animali non implica affatto perdere il rispetto della vita umana (anche se magari si possono pure preferirli agli uomini, ma questo significa poco o nulla). Dubito fortemente che nei casi di Hitler e Himmler la loro disumanità e ferocia fossero dovute a questo.
Così come ci sono "belve umane" per niente amanti neppure degli animali.

Nel caso dell'articolo, se alle scimmie non viene fatto nulla di male in nome della "scienza" non c'é nulla di strano, anzi, ben venga la sperimentazione, e certe reazioni possono essere a ragion veduta considerate come animalismo fanatico.
Del resto non trovo l'uccisione di animali compatibile con un atteggiamento scientifico e razionale (se non, al limite, per legittima difesa).

David De Biasi ha detto...

Caro Lorenzo,
la mia provocazione era un modo per mettere in guardia dall'animalismo *fanatico* che tratta de facto gli uomini come animali e gli animali come gli uomini (proprio questa mentalità era alla base di Hitler e Himmler).
L'amore per gli animali non dovrebbe mai perdere il senso della priorità, un filosofo animalista contemporaneo è arrivato a dire che se mi trovo davanti un bambino con tare mentali o fisiche irriversibili e un vitello in perfetto stato di salute devo scegliere di sopprimere in culla il bambino senza farlo soffrire... Non c'è bisogno poi di ricordare l'ipocrisia di alcuni animalisti che fanno finta di ignorare che TUTTE le medicine sono state PRIMA testate su animali e che loro sono vivi grazie a quelle medicine. Per il resto, sinceramente spero che un giorno la sperimentazione scientifica possa fare a meno di testare sugli animali, ma fino a quando non sarà possibile io dico: non perdiamo di vista le nostre priorità etiche!

Lorenzo Galoppini ha detto...

Esatto. Dal fanatismo e dall'estremismo bisogna sempre guardarsi: sono irrazionali per definizione. Di qualunque idea, filosofia, corrente di pensiero o culturale di tratti.

Animal Rights ha detto...

Lo specismo non è compatibile con il transumanesimo:

Transhumanist Declaration
7. We advocate the well-being of all sentience, including humans, non-human animals, and any future artificial intellects, modified life forms, or other intelligences to which technological and scientific advance may give rise.

Transhumanist FAQ
Transhumanists reject speciesism, the (human racist) view that moral status is strongly tied to membership in a particular biological species, in our case homo sapiens. What exactly does determine moral status is a matter of debate. Factors such as being a person, being sentient, having the capacity for autonomous moral choice, or perhaps even being a member of the same community as the evaluator, are among the criteria that may combine to determine the degree of somebody’s moral status (Warren 1997). But transhumanists argue that species-identity should be de-emphasized in this context. Transhumanists insist that all beings that can experience pain have some moral status, and that posthuman persons could have at least the same level of moral status as humans have in their current form.

David De Biasi ha detto...

@Animal Rights: Se significa superare l'essenzialismo della natura umana allora siamo anti-specisti. Se invece significa sacrificare la libertà di ricerca scientifica per salvare aprioristicamente gli animali impedendo così il miglioramento della vita umana allora questo è anti-umanesimo, e ricordo che noi siamo trans (oltre)- e *non* anti (contro)- umanisti. In altre parole: vogliamo arrivare al benessere degli esseri post-umani e a trascendere i nostri limiti senza rinunciare alla ricerca scientifica che richiede (attualmente, chissà in futuro...) anche la sperimentazione animale.