23 gennaio 2012

Potenziamento umano: i cinque libri piu' interessanti del 2011

E' con grande piacere che introduco due nuovi guest-bloggers, dei quali pubblico qui sotto il primo contributo. Uno dei due e' una nostra vecchia conoscenza, Andrea Vaccaro, il quale ha gia' collaborato con Estropico con vari articoli e concedendoci un'intervista. Ecco i loro profili:
 

Andrea Vaccaro si occupa principalmente dell'area di intersezione tra teologia e filosofia contemporanea. È autore di Perchè rinunziare all'anima. La questione dell'anima nella teologia e nella filosofia della mente e L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalità terrena.

Giacomo Marchionni, designer (
readymademen.com), lavora nel settore dei trasporti presso Bombardier Transportation Italy. Appasionato di tecnologia e di computer - computer che rivoluzioneranno il nostro modo di vivere.

Periodo di bilanci e consuntivi. Ecco la proposta, dovutamente opinabile, della top 5 dei libri più estropici del 2011, o forse, meglio, estropici anziché no.



1. Senza obblighi gerarchici, poniamo Homo Evolutis di Juan Enriquez e Steve Gullans. Il messaggio è esplicito: regole darwiniane piegate, se non rotte, alla volontà dell'uomo, evoluzione modificata secondo i nostri desideri, pharma biotech e chimica in rapida crescita. Un'attestazione per tutte: prima c'era solo un modo per fare un bambino, oggi ce ne sono almeno 17. E altre possibilità fantasiose sono in arrivo.




2. Allen Buchanan, Beyond Humanity? The Ethics of Biomedical Enhancement. L'autore oltrepassa la domanda del se/quando arriverà il momento epocale della trasformazione per dirigersi direttamente sul come tale trasformazione dovrà essere eticamente realizzata. Al momento egli dice il dibattito etico è sterile e stantio: le argomentazione sono spesso superficiali, basate sull'istinto più che sulla meditata riflessione, pigre nel ribattere da venti anni sugli stessi temi. La domanda cruciale per l'autore concerne la liceità etica dell'impresa di enhancement in una società che si vanta di essere democratica e liberale.


 3. Steve Fuller, Humanity 2.0: What it means to be human past, present and future. In cosa siamo già una umanità di secondo tipo? L'umanità 2.0 è uno stato della mente piuttosto che una potenza dominatrice della tecnologia: è il comprendere in maniera radicalmente nuova ciò che ci realizza come uomini. L'essere umano ha sempre potenziato se stesso nei limiti della sua possibilità. Adesso si assiste ad un cambio di passo, ma il percorso è sempre lo stesso.



4. Con Visual Complexity: Mapping Patterns of Information si cambia un po' linguaggio. Manuel Lima, una delle 50 menti più creative a giudizio di Creativity Magazine, era atteso al pezzo scritto dopo le fascinose-ipnotizzanti immagini del suo VisualComplexity.com - A visual exploration on mapping complex networks. Dalla complessità che supera le capacità realizzative del cervello umano emerge l'inaspettato sempre nuovo. Siamo agli antipodi del riduzionismo ripetitivo di leggi note solo da espandere: qui si percepisce – anche se non si può dire che si comprenda – che l'apparire del nuovo è scienza.

 5. Infine, come non annotare Transhumanism and Transcendence: Christian Hope in an Age of Technologicala Enhancement, silloge a cura di Ron Cole-Turner, il teologo del sito Enhancing Theology. In un testo precedente, New Genesis, scriveva: "L'ingegneria genetica non lede lo scopo dell'attività divina. Espande, piuttosto, la sua ricchezza, ponendo un nuovo modo di contatto, attraverso la tecnologia, tra Creatore e creazione. Dio ha ora una via in più per creare, redimere e portare a compimento la creazione". Nel nuovo testo, intende contribuire – con una serie di saggi di teologi attenti al fenomeno – "alla comprensione pubblica del ruolo che la teologia potrebbe avere nel dibattito sul Transumanismo e sull'uso delle tecnologie dell'enhancement". Teologia e Transumanismo, a suo dire, aspirano con declinazioni diverse alla medesima trascendenza.

Come tutte le classifiche, anche questa è fatta per essere integrata, criticata e corretta. Secondo i gusti.

Giacomo Marchionni e Andrea Vaccaro

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