30 dicembre 2011
Buon 2012 - alla faccia dei Maya! :-)
...e anche il 2011 sta per finire. Un anno in meno verso la singolarita' tecnologica prevista da alcuni (Vernor Vinge, Ray Kurzweil) e verso la possibilita' di tecnosalvazione implicitamente promessa dalle loro visioni del futuro. O verso l'estinzione da loro temuta e da altri prevista... O, secondo la modesta opinione di questo umile blogger, verso uno scenario ibrido, ne' utopico, ne' distopico, ma davanti al quale i nostri antenati, siano essi maya, antichi romani, o quant'altro, potrebbero solo restare a bocca aperta...
Un buon 2012 ai lettori, quindi. In un anno nel quale coloro predisposti all'irrazionalita' e al catastrofismo attenderanno la fine del mondo prevista, ci dicono, dal calendario dei Maya, noi invece assisteremo all'emergere delle molte novita' che senza dubbio arriveranno dai laboratori di ricerca di tutto questo nostro mondo sempre piu' connesso, globalizzato e antropocenizzato...
Immagine da Mangogenius.com
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venerdì, dicembre 30, 2011
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23 dicembre 2011
Buon Natale! (in versione steampunk)
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venerdì, dicembre 23, 2011
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22 dicembre 2011
Il Grande Fratello e' in arrivo
Immagine: il Grande Fratello di George Orwell
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giovedì, dicembre 22, 2011
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21 dicembre 2011
Sette scenari di declino del transumanismo
Vedo che gli amici del LifExt forum hanno tradotto/riassunto un articolo di Futurisms, un sito che critica il transumanismo da un punto vista politico di centro-destra. L'articolo di Futurisms e' illustrato con la caduta di Icaro (vedi sopra) di Pietre Brueghel il vecchio (di Icaro si vedono solo le gambe, in basso a destra...)
Riporto qui sotto con qualche mia modifica il riassunto/traduzione:
1) Non approvazione delle modifiche sul corpo troppo appariscenti. Oggi con la chirurgia plastica... ed in futuro?
2) Paure sugli OGM
3) Non approvazione di tecniche come la fecondazione in vitro et similia
4) Lentezza nella diffusione della crionica
5) Fine della "moda" corrente per la ricerca neuropsicologica, vista dall'autore come potenziale primo passo verso il mind uploading
6) Paura nell'essere operati / assistiti da robot
7) Problemi nel riconoscimento legale per tutto ciò che non sarà umano
Faccio notare come ognuno di questi scenari abbia a che fare non con ostacoli tecnici, ma con un grande pubblico e/o una classe dirigente restii ad accettare le nuove tecnologie, soprattutto quelle che aprono le porte alla cosiddetta liberta' morfologica.
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mercoledì, dicembre 21, 2011
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20 dicembre 2011
Paul Allen presenta Stratolaunch System
Paul Allen ha presentato la sua nuova azienda, la Stratolaunch-Systems. Lo scopo della sua azienda è di costruire il più grande aereo mai costruito ed usarlo come piattaforma di lancio per missili diretti verso l'orbita terrestre. Il Launch o Carrier Aircraf sarà sviluppato e costruito dalla Scaled Composites di Burt Rutan, che già ha in corso lo sviluppo e la produzione dello SpaceShip II e WhiteKnight II per la Virgin Galactic di Richard Branson. I missili che saranno lanciati saranno prodotti dalla SpaceX che li adatterà appositamente per il lancio ad alta quota, migliorando di molto l'efficienza del motore che in questo caso non deve essere progettato per funzionare sia nello spazio che a livello del mare (a differenti pressioni atmosferiche). Un' altro, importante vantaggio è che il lancio aereo permette di lanciare da qualsiasi luogo del pianeta e in qualsiasi direzione e quindi risparmiare notevoli quantità di carburante per raggiungere l'orbita desiderata e poterla raggiungere in poche ore invece che un giorno come succede adesso.
Il costo dello sviluppo e costruzione del Carrier Aircraft è previsto nell'ordine di 300 M di US$. Il patrimonio di Paul Allen è tale che questa cifra non è un problema e la sua presenza garantisce un solido impegno per il futuro e il raggiungimento dei risultati desiderati. Paul Allen ha già finanziato con 30 milioni di US$ lo sviluppo dello SpaceShip One e WhiteKnight One di Burt Rutan che gli hanno permesso di far vincere l' X-Prize alla Scaled Composites.
Questo nuovo ingresso nel campo dell'accesso civile e dello sfruttamento commerciale dello spazio permette di sperare in un futuro in cui le risorse del sistema solare potranno essere usate per migliorare le condizioni materiali degli esseri umani e permettendone lo sviluppo transumano.
Immagine: il Carrier Aircraft in progetto alla Stratolaunch-Systems. Qui una video-presentazione del progetto.
Related articles
- Paul Allen, Spacex and Burt Rutan are teaming up for Stratolaunch (nextbigfuture.com)
- Can Billionaire Paul Allen's Mega-Plane Really Launch Private Rockets Into Space? (space.com)
- Microsoft Co-Founder Paul Allen Unveils Plane for Private Space Launches (scientificamerican.com)
- Next Big Bet for Space: Airborne Rocket Launcher - New York Times (nytimes.com)
- Stratolaunch press conference highlights and other coverage (nextbigfuture.com)
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Mirco Romanato
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martedì, dicembre 20, 2011
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19 dicembre 2011
L'evoluzione umana in un ottica emergentista: un'ipotesi
La relazione è semplice: quando la popolazione umana si attesta su determinati valori, emergono nuove capacità, strutture, comportamenti. Tale dinamica è riscontrabile in numerosi altri casi in natura, per fare un esempio lampante e noto a tutti, quando un gruppo di uccelli supera un certo numero, lo vediamo disporsi a cuneo per tagliare meglio l'aria. Questi vengono definiti fenomeni (o proprietà) emergenti, e il loro studio ha generato negli anni '20 del Novecento una corrente di pensiero, detta Emergentismo, che offre una lettura dell'evoluzione proprio in questi termini: superato un certo livello di complessità la Materia origina Vita, la quale a sua volta (con la comparsa dell'Umanità) origina Coscienza.
Così, considerando le varie acquisizioni (invenzioni, scoperte...) dell'Umanità alla stregua della disposizione a cuneo negli stormi di uccelli, la domanda alla quale tento di rispondere è: esistono numeri particolari in grado di innescare l'emergere di queste nuove capacità? E se esistono, quali sono?
Dopo una (breve) serie di ricerche infruttuose, l'attenzione è caduta su un'altra frequente ricorrenza osservabile in Natura, la serie di Fibonacci, dal nome del matematico pisano (1170-1240) che la formulò. Nella serie ogni numero, partendo da 0 e 1, risulta dalla somma dei due che lo precedono, così abbiamo 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, etc. Una particolarità della serie è che, man mano che procediamo con le somme, il rapporto tra ogni numero e quello che lo precede va approssimandosi sempre più sottilmente al valore costante di 1,618, la cosiddetta sezione aurea, già nota ed utilizzata sin dall'antichità greca. Possiamo osservare tale serie nella disposizione delle foglie su uno stelo, nelle corolle dei fiori, nella spirale di molte conchiglie o di galassie...
Se analizziamo la crescita della popolazione umana nella storia (seguendo le stime che ne abbiamo) cercando i momenti in cui essa si è attestata sui valori della serie di Fibonacci, (qui per semplicità ho preso in esame solo i punti della serie in cui si è verificato un aumento nell'ordine di grandezza, cioè i passaggi dalle decine alle centinaia, dalle centinaia alle migliaia, e così via), possiamo osservare come tali momenti così identificati coincidano con quelli in cui l'Umanità ha conosciuto le sue maggiori innovazioni.
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Immagine: una mappa delle nazioni del mondo sulla base delle rispettive popolazioni
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lunedì, dicembre 19, 2011
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17 dicembre 2011
Wonderland sul transumanismo
Un servizio di pochi minuti sul transumanismo all'inizio di questa puntata della trasmissione RAI Wonderland. Non aspettatevi granche', pero', si parla piu' che altro del gioco Deus Ex. Gli altri servizi si occupano di cyberpunk, Bruce Sterling, il cyborg in film e tv. Hat-tip al Network H+.
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sabato, dicembre 17, 2011
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16 dicembre 2011
Capacita' antiossidante e ictus; alcool e asma; quercetina e rischio cardiovascolare; sodio, potassio e eventi cardiovascolari
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Capacità antiossidante e rischio di ictus. La capacità antiossidante totale è inversamente associata al rischio di ictus
Consumo di alcool e rischio di asma. Il consumo moderato di alcool può ridurre il rischio di asma
Apporto di quercetina e rischio cardiovascolare. La supplementazione con quercetina migliora alcuni fattori di rischio cardiovascolare
Escrezione di sodio e potassio ed eventi cardiovascolari. L’ escrezione di potassio e sodio è associata al rischio di eventi cardiovascolari
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venerdì, dicembre 16, 2011
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15 dicembre 2011
La dimensione antropologica della tecnosofia, di Walter Mendizza
Presento un altro transumanistissimo articolo di Walter Mendizza (qui tutti i suoi articoli ripubblicati su Estropico).
In varie occasioni ci siamo occupati di antropologia, cioè dei comportamenti adottati dai gruppi umani per far fronte alle necessità materiali e spirituali, e di conseguenza delle concezioni della realtà elaborate per spiegare e giustificare la propria posizione e funzione nel mondo. Storicamente l’antropologia si è sviluppata su due principali tronconi: l’antropologia fisica e quella culturale. La prima studiava l’uomo nella realtà biologica mentre la seconda, l’antropologia culturale, analizzava l’uomo nelle sue manifestazioni culturali e sociali. Come dire struttura biologica o naturale da una parte e struttura spirituale o storica dall’altra.
Da un certo punto di vista questa distinzione faceva entrare l’antropologia fisica nella prospettiva delle scienze naturali mentre l’antropologia culturale si collocava tra le scienze storiche caratterizzate dalla ricostruzione di processi e di contesti piuttosto che di “leggi”. Una sorta di dualismo tra corpo e anima, di contrapposizione dialettica tra ente materiale biologico ed ente spirituale. Tale dualismo ha indubbiamente aiutato a capire meglio (come tutte le volte che si procede a classificare) ma alla lunga non ha fatto altro che mostrare una dogmatica quanto insanabile distanza disciplinare: qualunque elemento di azione che influisce nell’antropologia fisica è autonomo rispetto all’antropologia culturale, cioè non incide su di essa, e viceversa. Si tratta di una divisione dell’essere umano nelle classiche due realtà separate e autonome il cui effetto è il mancato riconoscimento del corpo da parte degli antropologi culturali nella storia della loro disciplina.
Al di là di questi aspetti, pur interessanti, c’è un altro aspetto che riguarda più da vicino l’associazione Tecnosophia che è di gran lunga più importante della contrapposizione tra le due scuole classiche che suddividevano l’antropologia in “fisica” e “culturale”. Mi riferisco al pensiero di Nietzsche che per primo ha ipotizzato l’esistenza di un momento storico nel quale l’uomo assumerà il dominio di tutta la Terra. Nietzsche è il primo grande pensatore che, in vista di una storia umana emergente nel mondo, pone una domanda che è la madre di tutte le domande: egli si chiede se l’uomo in quanto uomo nella sua natura sia pronto ad assumere la signoria del pianeta. Spingendo il suo ragionamento si chiedeva, qualora non fosse ancora pronto, cosa sarebbe dovuto succedere all’uomo per renderlo capace di sottomettere la Terra? E la risposta a questa domanda non può che essere una sola: per adempiere a questo compito immane ed ineluttabile, l’uomo deve essere portato oltre sé stesso.
Ecco, credo sia arrivato il momento di affrontare definitivamente la questione. La Terra non può più aspettare, dobbiamo rapidamente portarci oltre noi stessi, dobbiamo avere il coraggio di spiccare il volo. La fase storica che stiamo vivendo si caratterizza per le critiche esasperate alle crescenti disuguaglianze sociali di cui siamo consapevoli e, allo stato attuale delle cose, siamo sempre di più testimoni impotenti per cambiare queste disuguaglianze. Lo smantellamento del welfare nei paesi europei, l’affacciarsi al benessere di miliardi di lavoratori del terzo mondo, il nefasto quanto malaugurato traguardo appena raggiunto dei 7 miliardi di persone, pongono problemi non indifferenti al nostro martoriato pianeta. Mantenere il livello di benessere raggiunto in occidente e assicurare nel contempo acqua e cibo per il resto della popolazione, è una sfida che non possiamo affrontare così come siamo, ma dobbiamo avere il coraggio di abbracciare la c.d. “terza cultura”, quella che si fa promotrice di un umanesimo tecnologico e scientifico. Un umanesimo in transizione verso il postumano.
Purtroppo attualmente stiamo assistendo ad un violento attacco contro le tecnologie rispetto all’assetto attuale del mondo. Si tratta di un assalto proveniente da certi settori della sinistra e dell’ambientalismo neoluddista perché la tecnologia è vista come il momento culminante dell’ideologia capitalistica occidentale. All’insensato attacco segue una condanna alla crescente iniquità del nostro sistema economico. Ma condannare l’iniquità non serve a niente. Anzi, è anche deleterio perché si afferma la convinzione che le iniquità tra le classi sociali sia dovuto ad una mancanza di egualitarismo. Invece non è così, l’egualitarismo è una moneta falsa che rischia di far implodere l’umanità. C’è un solo modo per venir fuori da questo stato di cose, avere coscienza della propria comunità di destino. Se l’umanità fosse consapevole che la nostra comunità di destino è profondamente legata all’autodeterminazione della persona e in definitiva al suo potenziamento intellettuale e fisico, avremmo fatto un passo decisivo verso la risoluzione dei problemi che hanno attanagliato l’umanità negli ultimi due secoli.
Stiamo parlando del nostro destino postumano, dell’unico sbocco naturale possibile: la trasformazione postumana per via tecnologica. Naturalmente questa trasformazione non può essere imposta e sarà solo per chi la desidera. In tal modo l’umanità si avvierebbe verso due diversi destini: uno prettamente umanista che riguarderà milioni o miliardi di esseri umani che legittimamente decideranno di restare tali e l’altro, invece, postumanista, che riguarderà tutti coloro che desidereranno abbracciare l’evoluzione. Qui è necessario intendersi: non si tratta di prendere i più grandi geni dell’umanità e accoppiarli per costruire un nuovo tipo di uomo che abbia il massimo della potenza fisica, dell’intelligenza, della memoria, e qualsiasi altra caratteristica misurabile (velocità, longevità, resistenza alle malattie, ecc.). No. Così facendo creiamo ancora un membro della specie homo sapiens.
Quello di cui stiamo parlando è tutta un’altra cosa: mi riferisco al coraggio di sostituirci un braccio magari infortunato con un braccio bionico oppure gli occhi con occhi bionici quando si incomincia a veder male. Mi riferisco al valore di fare esperimenti genetici, di migliorarci aggiungendo altri geni di altre specie che daranno al nuovo essere umano altre possibilità ibridandoci con altre specie. Immaginatevi di poter aggiungere ai nostri cinque sensi, qualcun altro: un sonar o un radar ad esempio se innestiamo geni di delfino o di pipistrello, o una visione notturna se innestiamo geni del ghiro. E che dire di far ricrescere arti amputati con ibridazioni provenienti da rettili come la salamandra? E’ questa la trasformazione postumana per via tecnologica di cui stiamo parlando.
Le ingiustizie presenti nel nostro sistema economico possono essere il pretesto per imporre l’egualitarismo che però rappresenta un’iniquità ancora maggiore perché utopica e irrealizzabile. E’ una dottrina politica e morale che aspira a realizzare l’uguaglianza tra i singoli, tra i gruppi e tra le classi. Fu il cristianesimo a introdurre il concetto: tutti gli uomini sono creature di Dio, uguali di fronte al Creatore. Tuttavia dobbiamo renderci conto che soltanto una comunità di destino basata sulla trasformazione postumana per via tecnologica potrà far saltare il banco dell’egualitarismo. Le ineguaglianze e privilegi sono giustificati proprio perché si collegano a una visione comune. Le persone capiscono che ciò che conta è il loro destino non la loro somiglianza, come il mozzo e il capitano a bordo della stessa nave o l’operaio e il padrone che lavorano nella stessa impresa. Le ineguaglianze e privilegi si giustificano nella misura in cui si collegano alla missione più alta e nobile, far funzionare la nave o l’impresa. In mancanza della “vision” comune, la reazione di chi è sottomesso è quella di chiedere più egualitarismo… I privilegi senza contropartita scatenano l’invidia di tutti; una sorta di “perché io no?” che scalza le basi morali della comunità.
Secondo alcuni pensatori, le recenti rivolte degli indignados contro un’oligarchia finanziaria che ha oramai preso il potere a suo proprio vantaggio con un colpo di stato silenzioso è il sintomo di inerzia morale da parte di uomini di potere. Viene spontaneo capire questi indignados, pensare con loro “se non ora quando”… e guardare i popoli arabi più coraggiosi di noi… o viceversa guardare noi per capire quanto siamo troppo sazi e addormentati per dire basta… Però dobbiamo stare attenti alle rivolte senza progetto, che vengono sollecitate e poi scippate da chi un progetto, magari indicibile, ce l’ha, progetto che il più delle volte è liberticida e viene subdolamente fuori dopo che le piazze hanno versato il loro tributo di morti. Non si esce da questa situazione solo con una rivendicazione di migliori condizioni di vita materiale, o con la ricerca astratta per ottenere una migliore distribuzione della ricchezza.
La verità è che la questione sociale non sarà mai pienamente risolta fintantoché non si crea una visione tecnosofica e postumana della società. Nel momento in cui il processo di evoluzione autodiretta raggiunge la soglia della consapevolezza, si esce dalla dimensione dei ciechi meccanismi socio-economici per raggiungere il livello del confronto politico. Per raggiungere questo livello di coscienza dobbiamo instillare nelle persone l’apertura mentale al cambiamento contro il veleno del passatismo, della tecnofobia e della nostalgia per un passato che sappiamo non potrà mai ritornare. Dobbiamo instillare la comunità di destino.
Dal sito dell'Associazione Tecnosophia
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14 dicembre 2011
Le leggi della fisica e il futuro delle nanotecnologie. Una presentazione di Eric Drexler all'Universita' di Oxford
Avevo segnalato questa presentazione di Drexler a Oxford (dove si e' trasferito, da ottobre) ed e' con piacere che ora ne segnalo il video, con introduzione di Nick Bostrom.
Vedi anche: Motori di creazione, di Eric Drexler
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mercoledì, dicembre 14, 2011
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13 dicembre 2011
Astronavi robotizzate per rilanciare la conquista dello spazio
Un articolo futurizzante di Carlo Pelanda sul futuro dell'esplorazione spaziale (qui e qui gli altri articoli di Pelanda raccolti su Estropico)
Nel 1969, epoca del primo sbarco sulla Luna, la costruzione dei primi esohabitat fuori dalla Terra era scenarizzata dopo due secoli. Oggi tale evento non e' nemmeno probabilizzabile a causa della regressione dei programmi spaziali. Questi sono ostacolati dai costi enormi richiesti per ospitare essere umani nei veicoli. Sono ridotti nel raggio da un calcolo che trova l'utilita' (militare e civile) solo per mezzi che operino nell'orbita. La presenza umana in astronavi e basi spaziali e' seriamente compromessa da problemi medici generati dall'assenza di gravita'. Che creano dubbi anche sugli effetti dell'ipogravita', tali da archiviare progetti privati quali una Las Vegas sulla Luna e la sua competitivita' commerciale principale, cioe' il sesso ad un sesto della gravita' terrestre. Restano solo, con problemi, progetti di turismo (sub)orbitale. La pressione strategica utile ad alimentare la competizione per la conquista dello spazio remoto e' poca perche' la Cina e' ancora lontana dal poter sfidare l'America e l'Amministrazione Obama ha abbandonato nel 2010 la politica spaziale di superiorita' decisa da Bush nel 2006 per problemi di budget. Il concetto di esplorazione spaziale sta tornando dal dominio all'azione puramente conoscitiva. La rubrica e' molto preoccupata da questa esoregressione perche' interrompe il progresso in un settore chiave dell'ambizione antropica. Come rilanciarlo?
Con la seguente esostrategia, proposta all'industria aerospaziale americana ed europea: (a) creare astronavi robotizzate senza umani, per questo con costi molto ridotti, guidate da intelligenza artificiale (mettere in orbita le componenti con lanciatori a basso costo per assemblarle nello spazio); (b) tale possibilita' permettera' all'industria occidentale di convincere i governi che potranno puntare al dominio spaziale oltre l'orbita a costi sostenibili; (c) dimostrare, ed e' facile, che il controllo dell'orbita, e quindi della Terra, richiede capacita' di presidio esterne estese fino a tutto il sistema solare, scatenando così una nuova esocompetizione tra potenze; (d) dotare i nuovi esorobot di capacita' costruttive nello spazio profondo, per esempio la fusione di metalli degli asteroidi, con cui creare cantieri, navi piu' grandi e esohabitat a gravita' artificiale predisposti per umani. Ma esiste un'intelligenza artificiale così evoluta? Basta amplificare la tecnologia corrente dei droni accelerando l'evoluzione di cervelli artificiali piu' capaci di decisioni autonome. Il punto piu' critico e' la scala degli investimenti: servono consorzi industriali euroamericani che spingano l'integrazione tra Nasa ed Esa. Piero?
Dal sito di Carlo Pelanda
Immagine: il modulo per 'atterraggio' lunare in fase di sviluppo presso un'azienda USA con l'obiettivo dello sfruttamento delle risorse minerarie della luna (qui un articolo al proposito).
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martedì, dicembre 13, 2011
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12 dicembre 2011
Sovrumanisti: i fascisti del terzo millennio
Mi e' stato consigliato un articolo su quell'ala del neofascimo italiano alla quale sembrano fare riferimento i "neofascisti transumanisti", meglio descritti come "sovrumanisti". Riporto qui sotto l'articolo, con l'aggiunta di miei collegamenti, immagini e commenti [questi ultimi fra parentesi quadre e in grassetto]. Lo consiglio a chi volesse capirne di piu' di questo fenomeno. I miei commenti mirano ad inserire le informazioni presentate nel contesto della presenza "casapoundina" all'interno del transumanismo italiano. Chi volesse degli approfondimenti per quanto riguarda lo strano e controverso rapporto fra Transumanesimo e Fascismo, puo' consultare le sezioni di sito e blog dedicate al tema. Chi volesse invece degli approfondimenti su quest'area dell'estrema destra non puo' perdersi il dossier intitolato Nero Quotidiano (Pdf), pubblicato da Rinascita e ospitato sul sito del Network dei Transumanisti Italiani.
Quei finti antagonisti di Casa Pound nostalgici del fascismo, da Marinetti a Salò, amici degli antisemiti. Chi sono i fascisti del terzo millennio, di Saverio Ferrari (qui, su Osservatorio Democratico)
(originariamente pubblicato su Liberazione del 16/06/2011).
Casa Pound, nel composito e assai articolato mondo dell'estrema destra, rappresenta certamente l'unica realtà in crescita. La scelta di non aver dato vita a un'esplicita formazione politica costretta a misurarsi sul terreno del consenso elettorale l'ha tenuta al riparo dalla crisi che sta coinvolgendo tutte le sigle del neofascismo italiano, ridotte, come nelle comunali del maggio scorso, a raccogliere risultati assai miseri. Complessivamente, da Forza nuova alla Fiamma tricolore a La Destra di Francesco Storace, sotto l'1%. Casa Pound, ben piu' pragmaticamente, si e' connotata come associazione e si e' collocata nell'orbita del Pdl e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ricevendone legittimita', appoggi e sostanziosi aiuti. L'ultimo in ordine di tempo, l'acquisizione a quasi 12 milioni di euro del palazzo di via Napoleone III occupato da Casa Pound. La Capitale rappresenta, infatti, il luogo in cui si concentra la quasi totalita' delle sue forze. Senza voler sottovalutare la situazione, i tentativi di costituire un circuito nazionale non hanno dato al momento i risultati sperati: sedi sono state aperte in diverse regioni, spesso con il supporto di esponenti locali del Pdl, ma non con la sufficiente presa nei territori di appartenenza, con adesioni piu' virtuali che reali nonostante il battage mediatico. Così dicasi per l'associazionismo che dovrebbe fiancheggiare Casa Pound, dalle scuole sportive ai gruppi ecologisti, a quelli escursionisti o di appassionati del paracadutismo e del motociclismo. Il proposito di aprire in forze a Napoli e a Milano, non ha portato, anche per via della mobilitazione antifascista, agli obiettivi desiderati. Un corpo dunque con una testa sproporzionata rispetto a membra ancora gracili. Questa la realta'.
Ipocritamente trasgressivi
Casa Pound gode comunque di buona stampa e considerazione, anche nel campo editoriale. Si pensi alla recente uscita per la Rizzoli del romanzo "Nessun dolore. Una storia di Casa Pound", scritto da un suo esponente di primo piano. Sulla sua natura, in questi anni, molto si è detto, anche a sproposito. C'è chi, anche a sinistra, ne ha confuso oltre misura le caratteristiche, considerando degna e utile l'interlocuzione. Si pensi alla deputata Paola Concia, al giornalista Luca Telese, fino a qualche rappresentante locale del Pd (a Varese) o di Sel (a Bari, con relativa precipitosa retromarcia, date le proteste). [mi sembra rientrino in questa sparuta categoria anche i dirigenti dell'Associazione Italiana Transumanisti (AIT) che non trovano strano avere un Segretario Nazionale - Stefano Vaj - che dichiara pubblicamente di essersi recato in "pellegrinaggio" presso la sede storica di Casa Pound a Roma (qui i dettagli) e che ospitano gli articoli di Adriano Scianca, responsabile nazionale per le attivita' culturali di Casa Pound].
Sorprendente, in questo senso, l'assoluta disattenzione nei confronti delle definizioni che proprio quelli di Casa Pound danno di se stessi ("i fascisti del III millennio"), del sistema parlamentare propugnato (con il ritorno alla Camera delle corporazioni), o peggio, del modello di paese perseguito ("contro la società multirazziale"). Il fatto è che, dietro qualche suggestione, Casa Pound, senza grande fantasia punta a ricostruire, i percorsi che portarono all'ascesa del primo movimento fascista. Il cosiddetto "Turbodinamismo", nuova presunta corrente "culturale" da essi battezzata, non fa che scimmiottare il futurismo marinettiano, che il fascismo spalleggiò fino a Salò (l'ultima opera di Filippo Tommaso Marinetti fu "Ode alla X Mas"), mentre lo "squadrismo mediatico", fatto passare per provocazione artistica, non è poi altro che una rivendicazione politica di quello vero di un tempo. I riferimenti per denominare i propri strumenti e le proprie attività sono, a loro volta, tutti ben identificabili. La libreria La Testa di Ferro rimanda al giornale dei legionari che seguirono Gabriele D'Annunzio nella impresa fiumana e il sito Vivamfarka non fa che riportarci al romanzo-scandalo di Marinetti del 1909, Mafarka il futurista (sottoposto in quegli anni a processo per oltraggio al pudore), in cui si decantavano le gesta immaginarie di un re nero che amava la guerra e odiava le donne. [Stefano Vaj e' moderatore del forum di Vivamafarka].
Ma così come Marinetti, con un linguaggio ultrarivoluzionario, sposò tutte le istanze della borghesia del Nord, a partire dalle imprese belliche in Africa da cui cercò di trarre vantaggi immediati, allo stesso modo Casa Pound, con il suo finto antagonismo "contro i poteri forti", si ritrova in definitiva a sostenere le posizioni del Pdl che di quegli stessi poteri è il rappresentante più coerente. Tra l'altro schierandosi, nel suo programma ufficiale, per il ritorno all'energia termonucleare e nel campo della giustizia a favore di drastiche restrizioni riguardo le intercettazioni telefoniche e ambientali. In questo quadro, all'insegna di un giovanilismo ipocritamente trasgressivo e antisistema, va collocato il tentativo di contendere alla sinistra alcune figure simbolo, da Jack Kerouac a Rino Gaetano, da Bobby Sands a Peppino Impastato, fino Che Guevara (non nuovo a questo genere di operazioni da parte dell'estrema destra, tesa esteticamente a vedervi il combattente pronto all'estremo sacrificio a prescindere dalle idee). Niente più che un modo strumentale per cercare qualche superficie di contatto in più con le nuove generazioni.
Il tarlo dell'antisemitismo
Rispetto all'identità di Casa Pound sono però centrali due figure di riferimento, in primis proprio quella di Ezra Pound, da cui il nome dell'associazione, poeta americano a lungo in Italia, sostenitore del fascismo e per questo internato alla fine della guerra in un campo di concentramento alleato. Dalle sue teorie economiche Casa Pound ha anche recuperato alcune proposte, tra l'altro, quelle in favore del controllo statale del sistema bancario e per la "messa fuori legge dell'usura". Basterebbe leggersi i discorsi radiofonici di Ezra Pound, pronunciati alla radio italiana, tra il 1941 e il 1943, diretti ai cittadini americani e inglesi (solo pochi anni fa ristampati), per cogliere una visione del mondo all'insegna del complotto ebraico, secondo lo stesso Pound condotto attraverso il potere del denaro, l'usura e la massoneria. Una lettura classicamente antisemita. Non da meno l'esaltazione di Robert Brasillach, la cui effige è stata affissa sui muri di Roma solo un paio di anni fa. Brasillach non fu condannato a morte, in Francia nel 1945, per le sue idee e tantomeno per i suoi romanzi, ma per la sua attività di collaboratore dei nazisti. Pubblicava sul giornale "Je suis partout", di cui era caporedattore, identità e nascondigli di ebrei e oppositori politici, favorendone l'arresto. [Stefano Vaj ha pubblicato il suo Biopolitica presso una casa editrice descritta come antisemita da un'organizzazione internazionale dedita al monitoraggio delle attivita' antisemitiche. Qui e qui i dettagli. Sia ben chiaro: non mi sono mai imbattuto in nulla di antisemitico scritto da Vaj, il che mi pone un dilemma: come interpretare questa sua decisione? Volendo essere generosi, potrei anche vederla come una gaffe, ma faccio fatica a capire come sia possibile non accorgersi che la casa editrice in questione e' specializzata in materiale di estrema destra, dalle canzoni delle SS, alla raccolta completa dei discorsi di Mussolini, etc].
Non c'è proprio nulla dunque di rivoluzionario né di antiborghese in Casa Pound, ma molto di già visto e conosciuto.
[Un ultimo chiarimento: mentre tutti i sovrumanisti sono di Casa Pound o dintorni, solo una minuscola percentuale dei militanti di Casa Pound puo' essere descritta come sovrumanista, come mi ha fatto notare un attivista di Casa Pound nei commenti a questo post.]
Immagini: due poster e il logo di Casa Pound (ehm... e' solo a me che il logo ricorda un po' troppo una certa, inquietante, bandiera?)
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lunedì, dicembre 12, 2011
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11 dicembre 2011
Humano+, il nuovo umano
Segnalo l'arrivo di un nuovo guest-blogger per Estropico Blog e di un nuovo membro del Network dei Transumanisti Italiani: Humano+ di Gianluca Rizzi. Da sempre "immerso" nel b-side del web occupandosi di web-tecnology e cercando di scoprire, da quando la ragione gli ha fatto capire la verità, se esiste una possibilità di sconfiggere la morte. Le ricerche del blog spaziano dalla Robotica all'Intelligenza Artificiale, dagli Organismi Cibernetici alla loro applicazione sul Uomo.
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domenica, dicembre 11, 2011
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Transumanisti
10 dicembre 2011
Visualizzando il postumanesimo (video)
Video finesettimanale. La registrazione di un convegno che ho segnalato qualche tempo fa: Visualizzando il postumanesimo. Agency, Genere e Differenza nel Futuro Postumano. Tenutosi a Torino il 10 novembre 2011. Faccio notare che lo segnalo a scatola chiusa, nel senso che non ho ancora trovato il tempo di guardarmi tutte le due ore della registrazione... ma mi sembra che potremmo descrivere Francesca Ferrando come una postumanista femminista - un po' sulla falsariga di Donna Haraway?
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sabato, dicembre 10, 2011
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09 dicembre 2011
Il Nuovo Ordine Mondiale transumanista...
Ogni tanto pubblico un video apertamente anti-transumanista. A volte sono intellettualmente rigorosi e pongono domande che ignoriamo a nostro rischio e pericolo (questo ne e' il perfetto esempio). Altre volte, invece, siamo in pieno territorio cospirazionale, Nuovo Ordine Mondiale e d'intorni, come nel caso del breve video di Alex Jones (del quale mi sono gia' occupato), qui sopra. Lo inserisco nella categoria Umorismo, ma c'e' poco da ridere...
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Estropico
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venerdì, dicembre 09, 2011
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08 dicembre 2011
Nanomateriali: occhio all'ossido di zinco
Hai il gene per la proteina tumorale 53 (P53)? No? O e' malfunzionante? Allora sara' meglio evitare il contatto con l'ossido di zinco in versione nanomateriale, in quanto potrebbe causare tumori. Se invece hai il gene TP53, responsabile per la proteina di cui sopra, il nano-zinco avra' un effetto antitumorale. Tipico esempio della complessita' del rapporto geni/ambiente, nonche' delle strane caratteristiche dei materiali ben conosciuti quando li usiamo al livello del nanometro. E qualcosa su cui riflettere per coloro che sono contro le nanotecnologie tout court (nonche' per quelli a favore del nanotech tout court...) Ecco i dettagli, su EurekAlert: NTU-led research probes potential link between cancer and a common chemical in consumer products
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giovedì, dicembre 08, 2011
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TEDTalks in televisione!
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michele
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giovedì, dicembre 08, 2011
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07 dicembre 2011
Computer e SmartPhone atrofizzano il cervello?
Molto interessante è il caso di una ricercatrice della Columbia University, Betsy Sparrow, che ha paragonato Internet a una "memoria esterna" del nostro cervello. Ora è chiaro a tutti quale sia l'utilità di una memoria esterna, ad esempio se il nostro vecchio notebook col suo limitato e lento hard disk da 40 gigabyte non riesce a contenere più i nostri documenti, foto e filmati, ci compriamo allora un hard disk esterno da 640 gigabyte, capiente e veloce, glielo colleghiamo via porta Usb e avremo così "esteso" la sua limitata memoria di massa.
Pare allora che la stessa cosa stia accadendo con l'uso sempre più massivo dei motori di ricerca, consultati via pc, notebook, netbook, tablet e smartphone praticamente per ogni necessità: studio, lavoro, e-commerce e svago. Il nostro cervello non deve così più ricordare numeri di telefono; essi sono memorizzati sulla rubrica dello smartphone. In effetti chi scrive si ricorda che prima del boom della telefonia almeno una quindicina di numeri telefonici principali erano tenuti a mente. Ora se ne ricordano si e no tre o quattro. Ancor più il discorso vale per i motori di ricerca: ormai per ogni cosa interpelliamo google o yahoo oppure bing, dalla ricerca per studio o lavoro alla semplice ricetta di cucina. Perchè allora memorizzare gli ingredienti del pollo con le mandorle se basta un click per rivederli ogni volta che vogliamo, con tutti i dettagli e senza l'incertezza di non ricordare bene la quantità di un particolare ingrediente?
Lo studio della Sparrow è molto serio ed è intitolato: "Google Effects on Memory: Cognitive Consequences of Having Information at Our Fingertips", ovvero "Effetti di Google sulla memoria: conseguenze cognitive nel poter avere tutte le informazioni a portata di dito". Lo studio afferma a chiare lettere che ormai, avendo a disposizioni ampi database consultabili su ogni argomento possibile il nostro cervello omette sempre più di memorizzare ciò gli serve. Google in particolare conta 47 immensi datacenter di cui 35 in USA, e 12 in Europa. Basti pensare solo che quello presente in Sud Carolina si estende per 186 ettari! In tutto si calcola che siano 450.000 i computer con sistemi operativi Unix Bsd e Linux per processare i dati di catalogazione del web e rispondere alle centinaia di milioni di richieste degli utenti ogni giorno. Accade allora che il cervello umano, avendo disponibile questo oracolo, si abitua a non ricordare più le informazioni nella loro completezza bensì a ricordare le tecniche per trovarle! Questo comporta che tenderemo inevitabilmente a dimenticare molte informazioni quando saremo sconnessi da Internet ottenendo di fatto una involuzione delle funzioni cognitive della nostra memoria.
La Sparrow ha per questo messo in campo alcuni test. Il primo test ha misurato i tempi di reazione di fronte a domande accademiche difficili. Quando la domanda diveniva particolarmente difficoltosa gli individui sottoposti al test pensavano prima di tutto a Google e Yahoo per trovare le risposte.
Il secondo test chiedeva loro di memorizzare delle frasi, dicendogli che in alcuni casi erano disponibili online e in altri no; ed è qui emersa una differenza nella qualità della memorizzazione. Il terzo test era teso a dimostrare che se crediamo che un’informazione non sarà più disponibile online, la memorizziamo meglio. Il quarto test ha invece dimostrato che le persone sottoposte al test ricordavano meglio dove cercare un’informazione piuttosto che memorizzare l'informazione in quanto tale nella memoria.
Concludendo, l'uso frequente dei motori di ricerca sembra abbia una importante influenza sulla nostra memoria e sul modo di organizzare il pensiero.
Tutto ciò però impone una riflessione: non per caso che possa essere vero il contrario? Ovvero che il nostro cervello sia gia nativamente predisposto per la cyborgazione e quindi, quando si rilevi la disponibilità di una memoria digitale esterna più capiente, più dettagliata e rapidamente accessibile esso vada a preferire quella invece della sua limitata memoria biologica nativa?
Studi nel settore relativi alla sostituzione dell'ippocampo con microchip biomimetici (utili per recuperare persone malate di alzeimher e di altri deficit cognitivi) sono già allo studio, cito ad esempio la ricerca del neurobiologo Theodore W. Berger, descritta in dettaglio in questo articolo su Futurology.it.
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Ugo Spezza
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mercoledì, dicembre 07, 2011
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06 dicembre 2011
Il mammut: clonato fra cinque anni?
Almeno secondo un team russo-nipponico (qui su NextBigFuture). E in seguito, magari anche la tigre dai denti a sciabola e l'Uomo di Neanderthal (sempre su NextBigFuture). Ma devo dire che quest'ultima prospettiva mi lascia perplesso, per motivi bioetici...)
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martedì, dicembre 06, 2011
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Biotecnologie
A favore delle biotecnologie (video)
E' una pubblicita', in pratica, e pure di parte (Assobiotec), ma qualcuno deve pur dirle 'ste cose... Verso la fine dichiara: "Se non sapremo farlo [aprire la strada all'innovazione biotech] è facile prevedere cosa avverrà: domani il resto del mondo ci venderà a caro prezzo ciò che avremmo potuto produrre noi." Personalmente non ho nulla contro il commercio internazionale, anzi, ma francamente, temo questo sia lo scenario piu' realistico se non assisteremo ad un (improbabile?) ribaltamento culturale di 180 gradi nell'opinione pubblica italiana. E poi questo scenario non sarebbe neanche nuovo: da anni acquistiamo energia elettrica prodotta col nucleare dalla Francia...
Hat-tip a Biotecnologie: Basta Bugie!
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martedì, dicembre 06, 2011
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05 dicembre 2011
Larry King vuole farsi ibernare
La stampa italiana non ne ha ancora parlato, forse perche' da noi Larry King non e' particolarmente conosciuto, ma le sue dichiarazioni hanno avuto un certo impatto sulla stampa anglosassone.
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lunedì, dicembre 05, 2011
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Crionica - ibernazione
Ibernazione umana per tutti
Quello dell'ibernazione umana e' un tema controverso. Per alcuni, l'idea di riportare in vita un paziente criopreservato e' l'equivalente di ricreare una mucca partendo da un'hamburger... (vedi qui, sotto "Dr. Arthur Rowe"), ma da queste parti essa e' vista come una "scommessa razionale": se la crionica funzionasse, potrebbe aprire le porte ad un futuro di aspettative di vita illimitate; e se NON dovesse funzionare, per qualsiasi motivo, beh... morto sei e morto rimani.
Ma accettiamo per un momento l'idea che un giorno un paziente criopreservato potra' essere riportato in vita, e curato di quanto l'ha portato alla tomba (per quanto fredda), nonche' ringiovanito. In questo scenario, e' difficile non vedere l'opzione crionica come un imperativo morale. Nel qual caso, viene spontaneo chiedersi: sarebbe possibile rendere questa opzione accessibile a tutti gli abitanti del pianeta? Oggi la crionica e' alla portata, finanziariamente, di buona parte di quegli abitanti delle nazioni industrializzate che veramente la vogliano (che sia riservata ai milionari e' una leggenda metropolitana), ma i costi di oggi sono i costi di una pratica ancora in bilico fra lo sperimentale e l'amatoriale... Fino a quanto si potrebbero abbassare se diventasse routine? Un articolo di Less Wrong (The Cost of Universal Cryonics) cerca di stimare una cifra. Dopo lunghe considerazioni e calcoli, giunge alla conclusione che basterebbero 6.000 dollari - una riduzione notevole se si considera che oggi i costi partono da un minimo di 28.000 dollari.
Ogni giorno, al mondo, muoiono 150.000 persone (54.750.000 ogni anno). A 6.000 dollari a persona (una stima comunque descritta come ottimista nell'articolo), il costo di 54 milioni e rotti di sospensioni crioniche sarebbe di 328 miliardi di dollari e mezzo, una cifra pari a meno della meta' del budget della Difesa USA, o approssimativamente lo 0.56% del PIL mondiale. L'articolo si conclude in questo modo: in un mondo ideale, una cifra del genere sarebbe accettabile? Certamente. Ma nel mondo di oggi, non rappresenta un obiettivo che possiamo sperare di raggiungere...
Infine, non si dimentichi che in Italia esistono, almeno al momento, varie barriere alla crionica il cui superamento aggiungerebbe sicuramente molte migliaia di Euro al costo finale della procedura.
Vedi anche: la sezione di Estropico dedicata alla crionica (sul vecchio sito).
Immagine: Ben Best, del Cryonics Institute, aggiunge dell'azoto liquido ad uno dei 'cryostat' in cui sono mantenuti i pazienti criopreservati dell'Istituto (da un articolo del New Scientist).
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lunedì, dicembre 05, 2011
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Crionica - ibernazione
04 dicembre 2011
Science in Seconds: I computer quantistici
Nuovo appuntamento con Science in Seconds, dedicato questa volta alle caratteristiche (e alle promesse) del calcolo quantistico.
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domenica, dicembre 04, 2011
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Singolarita' tecnologica,
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03 dicembre 2011
Snack e dieta; eventi vascolari e dieta mediterranea; fibre e cancro al colon-retto; polifenoli e funzione cognitiva
Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Consumo di snack e qualità della dieta. L’abitudine di consumare snack è associata alla qualità della dieta complessiva
Dieta mediterranea ed eventi vascolari. La dieta mediterranea riduce il rischio di eventi vascolari
Apporto di fibre e rischio di cancro al colon-retto. Un elevato apporto di fibra alimentare riduce il rischio di cancro al colon-retto
Polifenoli e funzione cognitiva. L’apporto di polifenoli si associa ad un miglioramento delle funzioni cognitive
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sabato, dicembre 03, 2011
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Longevismo pratico
02 dicembre 2011
Fantascienza immortalista: un aggiornamento sul Progetto Alfa Centauri
Ricordate il "Progetto Alfa Centauri", il romanzo di fantascienza online che ho segnalato qualche tempo fa? Nei commenti a quel post, l'autore, Marco Santini, ci aggiorna su quanto e' successo da allora, e non e' poco! Riporto sulla "prima pagina" del blog, per dare piu' rilievo al tutto:
- E' uscita una nuova edizione italiana con prefazione di Marta Rossi, degli iLabs (e guest-blogger di Estropico)
- La copertina è stata rinnovata grazie a Lilia Morales y Mori, artista transumanista messicana (vedi sopra).
- Dopo le edizioni in italiano, inglese e francese, uscirà a Dicembre anche l’ebook in spagnolo. Sarà gratis, come per le altre lingue. Le nuove edizioni non sono distribuite in formato paperback.
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venerdì, dicembre 02, 2011
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Fantascienza,
Immortalismo
01 dicembre 2011
Chi sara' il Numero Uno nel 2050: ieri il Giappone, oggi la Cina
Lampo geopolitico. Ricordate gli anni '80? Quando sembrava scontato che il Giappone fosse destinato a diventare l'economia Numero Uno al mondo? Ronald Bailey nota una strana somiglianza fra le previsioni di allora e quelle di oggi, nel suo China Derangement Syndrome - naturalmente mutatis mutandis: oggi la sfida arriva dalla Cina.
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giovedì, dicembre 01, 2011
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Geopolitica
Allarme, influenza suina!
Secondo appuntamento con Hans Rosling, dopo questo post. Le informazioni di cronaca da cui il filmato prende spunto (l'epidemia di influenza suina del 2009) sono ormai obsolete, ma la difesa del metodo scientifico di analisi contro i clamori dei mezzi di informazione resta, trovo, più attuale che mai.
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michele
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giovedì, dicembre 01, 2011
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Notizie,
Rischi esistenziali,
Varie,
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