30 settembre 2011

Frutta e verdura e tumore al pancreas; grassi e gradimento dai bambini; snack, peso corporeo e rischio cardiovascolare; stile di vita e rischio diabete

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Consumo di frutta e verdura e tumore al pancreas. Un inadeguato consumo di frutta e verdura aumenta il rischio di tumore pancreatico.
Contenuto in grassi negli alimenti e gradimento da parte dei bambini. La riduzione dei grassi nei cibi non ne influenza il gradimento e il consumo da parte dei bambini.
Consumo di snack, peso corporeo e rischio cardiovascolare. Il consumo di snack a base di frutta fresca e secca migliora la qualità della dieta senza determinare acquisto di peso.
Stile di vita e rischio di diabete. Uno stile di vita sano riduce drasticamente il rischio di diabete.

29 settembre 2011

Il topo-cyborg si aggira fra noi...

Casomai vi fosse sfuggito. I risvolti per noi aspiranti cyborg sono ovvii...

Il primo italiano ibernato

La triste notizia non e' nuova, ma non me ne ero ancora occupato. Ora ho trovato alcune righe al proposito su Long Life (PDF), che traduco liberamente qui sotto:

L'attivista crionico Aldo Fusciardi e' diventato il primo paziente crionico italiano e il numero 105 per il Cryonics Institute. Purtroppo, causa la situazione legale in Italia, non e' stato possibile ottenere una dichiarazione di morte in meno di 24 ore. Inoltre, e' stato necessario trasportarlo in macchina fino in Germania, da dove e' poi partito per il Michigan [dove si trova il Cryonics Institute - Ndt], allo scopo di aggirare le regolamentazioni italiane che richiedono l'embalming [non sono sicuro di come tradurlo: imbalsamazione da' l'impressione sbagliata. Mi chiedo se il termine giusto sia tanatoprassi, ma non sono sicuro. Se qualche lettore fosse piu' informato, sarei grato per ulteriori informazioni, nei commenti - Ndt]. E' stato suggerito che una perfusione di sostanze crioprotettive potrebbe essere presentata come una forma di embalming, in Italia, come del resto succede nel Michigan, dove il Cryonics Insitute e', ufficialmente, un cimitero.
In genere, il Cryonics Institute pubblica, sul proprio sito, un rapporto delle criopreservazioni condotte, ma non ho ancora trovato nulla sulla numero 105, quella di Fusciardi, che ha avuto luogo quest'estate. Ho pero' saputo che la procedura e' stata, purtroppo, tutt'altro che ottimale, causa i numerosi ostacoli sopra descritti, il che ci ricorda della lamentevole situazione della crionica in Italia. Al momento sono in attesa di ulteriori informazioni da parte di chi, in Italia, e' stato direttamente coinvolto nell'organizzare il tutto e tornero' ad occuparmi del primo caso di crionica in Italia appena possibile.

28 settembre 2011

Inevitabile postumano - ma non per tutti... Che fare?

Lo confesso, sono uno di quelli per cui il postumano e' semplicemente inevitabile. In assenza, mi affretto a precisare, di megacatastrofi globali: impatti di asteroidi, mega-eruzioni vulcaniche, pandemie, guerre nucleari, mutamento climatico, scegliete voi... Inevitabile, perche' saranno le nostre umanissime pulsioni a portarci al superamento della forma umana, a partire dall'abolizione di quella spada di Damocle che e' la "data di scadenza" scritta nel nostro DNA o nel nostro destino, passando per l'umanissimo desiderio di essere sani, intelligenti, robusti, energetici, attraenti, etc.

Da queste parti, il postumano e' visto come un qualcosa di estremamente desiderabile: il suffisso "post" indica il superamento dei limiti umani, non della nostra umanita'. Chiarito questo frequente equivoco, si potrebbe pensare che l'inarrestabilita' della nostra marcia verso il postumano ci riempia di gioia. Invece, fra coloro che hanno "visto il futuro", l'atmosfera e' a volte meno che estatica e si incontra spesso un certo senso di frustrazione (e non e' solo ansia esistenziale dovuta agli omonimi rischi posti dalle tecnologie avanzate). Un futuro di aspettative di vita illimitate e di tecnologie indistinguibili dalla magia e' all'orizzonte, ma quell'orizzonte potrebbe essere qualche anno troppo in la' per molti di noi...

Cosa puo' fare un povero transumanista per cercare di "vivere sufficientemente a lungo per poter vivere per sempre", per dirla con Ray Kurzweil? Beh, le raccomandazioni longeviste di Kurzweil sono un'ottimo punto di partenza (ma tutto dipende da chi si decide di ascoltare - e' ben noto come un'altro longevista di punta quale Aubrey de Grey sia profondamente scettico dell'approccio kurzweilliano e non solo non assume neanche un umile multivitaminico, ma disdegni persino dieta sana ed esercizio fisico). E naturalmente c'e' sempre la crionica (o ibernazione umana) per coloro che non avranno alternative. Purtroppo la situazione della crionica in Italia e' quella che e'...

Oltre ad una strategia personale, per quanto limitata, e' anche possibile adottarne una parallela e piu' generale. Invece di tentare di estendere le nostre aspettative di vita in modo di usufruire delle tecnologie longevizzanti all'orizzonte, e' possibile tentare di influenzare il passo del progresso tecnoscientifico nelle aree di nostro interesse. Ecco quindi una selezione personale di organizzazioni apertarmente transumaniste e interamente dedicate ai "nostri" obiettivi. Se non le conoscete gia', troverete molto materiale interessante sui loro siti. Se non avete mai contribuito ai loro sforzi con donazioni, sottoscrizioni, o come volontari, cosa aspettate? :-)

SENS Foundation
Foresight Institute
Singularity Institute for Artificial Intelligence
Humanity+
Methuselah Foundation
Immortality Institute

Per chi preferisse invece l'approccio del cosiddetto egoismo illuminato, ecco tre organizzazioni che offrono vantaggi diretti ai propri membri e che allo stesso tempo portano avanti un'agenda espressamanete immortalista:

Alcor
Cryonics Institute
Life Extension Foundation

E in Italia? Beh, c'e' sempre il buon vecchio Estropico! :-) Se volete scrivere articoli sui "nostri" temi, fatevi sentire presso estropico chiocciolina at gmail punto com! Inoltre, sempre in Italia, abbiamo non una, ma ben due associazioni transumaniste, il Network dei Transumanisti Italiani (del quale faccio parte) e l'Associazione Italiana Transumanisti (dalla quale me ne sono andato per le ben note ragioni).

E se ho tralasciato la vostra organizzazione transumanista/immortalista/singolaritaria/crionica/etc/etc preferita, ci sono sempre i commenti...

27 settembre 2011

Tieniti aggiornato sugli sviluppi dell'e-cat di Rossi e Focardi

Lampo "energetico". Segnalo un gruppo Facebook per chi volesse seguire gli sviluppi sul fronte della fusione fredda, piu' specificamente il gia' segnalato e discusso e-cat di Rossi e Focardi.

Jet-pack ad acqua




Wow, questo non l'avevo ancora visto! L'idea e' semplice, ma geniale... Peccato che il sistema di propulsione ne limiti l'uso... Qui il sito dell'azienda che lo produce.

26 settembre 2011

Superata la velocità della Luce: in crisi la relatività di Einstein

La teoria della relatività generale, sulla quale si basa tutta la fisica moderna, afferma che non è possibile per un oggetto di massa M superare la velocità C della luce. Il numero C è una costante e vale 299.792,458 kilometri al secondo, spesso approssimato a 300.000 Km/sec. Se la velocità di tale oggetto si avvicinasse sempre di più al valore di C accadrebbe infatti che la forza F che lo spinge invece di incrementare la sua velocità incrementerebbe la sua massa M a valori che tendono all'infinito. Quindi secondo tale teoria ci si attenderebbe che ogni verifica sperimentale sulla velocità effettiva di oggetti dotati di massa o su forme di radiazione elettromagnetica emesse (anche la luce lo è) non superasse mai il valore di C.

In altre parole se un qualsiasi oggetto va a superare il valore di C invalida la famosa equazione di Einstein E=M x C^2 che afferma che l'energia E è frutto della massa M moltiplicata per il quadrato della velocità della Luce C. 

Ora sarebbe successo effettivamente questo! Infatti il 22 settembre un esperimento svoltosi tra l'acceleratore di particelle del CERN di ginevra e il rilevatore del INFN del gran sasso hanno rilevato che un fascio di neutrini ha invalidato il valore di C, ovvero ha viaggiato a una velocità superiore a quella della luce. Se tali risultati verranno confermati da successive osservazioni né seguirà che occorrerà rivedere completamente la teoria della relatività generale ovvero la teoria einsteniana fondante della nostra fisica. L'esperimento in dettaglio è stato eseguito facendo percorrere 732 km al fascio di circa 15.000 neutrini emesso dall'acceleratore del CERN  "Super Proton Synchrotron" a Ginevra e intercettato poi dal rilevatore "Opera" del INFN in provincia di L'Aquila sotto le montagne del GranSasso .

I risultati, poi presentati a Ginevra, dimostrano che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocita’ attesa. L’analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce. Il risultato e’ stato ottenuto con una serie di misure ad altissima precisione, fatte in collaborazione con gli esperti di metrologia del Cern e di altre istituzioni.  La distanza tra l'origine del fascio di neutrini e il rivelatore Opera e’ stata misurata con un'incertezza di 20 centimetri sui 730 chilometri del percorso e il tempo di volo dei neutrini e’ stato determinato con una precisione di meno di 10 nanosecondi, utilizzando strumenti molto sofisticati, come sistemi Gps progettati appositamente per l’esperimento e facendo uso di orologi atomici.

Bisogna sicuramente confermare questo esperimento con ulteriori prove per escludere errori di misura, in fondo i neutrini sono oggetti quasi privi di massa e sono quindi in grado di "trapassare" la materia ordinaria senza alcuna interferenza. Potrebbe quindi anche essere vero il contrario: ovvero che la vera velocità della luce C è quella rilevata sul flusso di neutrini e che le precedenti misurazioni erano sbagliate poiché misuravano velocità degli elettroni i quali, avendo una massa superiore di 500.000 volte a quella dei neutrini probabilmente subivano rallentamenti durante il percorso. Se però così non è bisognerà mettere in dubbio una parte di quella teoria della fisica, la relatività generale, che negli ultimi 110 anni aveva riscontrato solo conferme.

24 settembre 2011

Gamers 1, AIDS 0

L'avevamo segnalato quest'estate ("Foldit e' un rivoluzionario gioco per computer in cui i giocatori possono contribuire al progresso scientifico, specificamente il ripiegamento di proteine") e adesso ha dato i primi, spettacolari risultati: un farmaco contro l'AIDS.

23 settembre 2011

La biologia sintetica e l'impatto della "utility fog" nanotecnologica spiegate in due video



Due belle animazioni di divulgazione scientifica dello stesso autore, l'australiano James Hutson, di Bridge8. Quella qui sopra e' un'introduzione al tema della biologia sintetica e quella qui sotto e' ancora piu' on-topic, essendo dedicata all'impatto di una possibile tecnologia futura a noi cara, la "utility fog" nanotecnologia (qui un articolo al proposito, su Estropico.org)

22 settembre 2011

Niente invecchia velocemente come il futuro, di S.D.


“Gli androidi sognano pecore elettriche?” si chiedeva Phillip K. Dick in una sua opera. No e non sognano nemmeno quisquilie come libertà, diritto di voto o equiparazione agli esseri umani. Non ne hanno la voglia, ma soprattutto il tempo, perchè sono a scadenza ravvicinata ed il loro unico desiderio è posticipare un po' quella data di scadenza che hanno stampigliata chissà dove, in qualche microscopico circuito all'interno dei loro straordinari corpi.

Anche Dick avrebbe volentieri spostato un po' più in là la sua data di scadenza. Infatti non fece a tempo a vedere ultimato l'adattamento per il cinema del suddetto romanzo. Il film fu dedicato alla sua memoria, alla sua “spoglia immemore” perchè, si sa, quando si trapassa, la propria memoria va perduta... si annacqua e si perde nel nulla. E ciò persino se è quella di uno straordinario e visionario romanziere oppure se contiene ricordi abbacinanti e meravigliosi come “Attack ships on fire off the shoulder of Orion... c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate.”

Il film esce nelle sale e ferisce gli spettatori tanto da essere un quasi fiasco. Li ferisce così a fondo che le unghiate ancora si vedono, a distanza di decenni, nel cinema, nella letteratura, nel linguaggio, e soprattutto nel nostro modo di amare e temere la realtà. Ma come ha fatto? Come può un'opera essere un capolavoro tale da imporre se stessa e le proprie suggestioni come un pezzo imprescindibile della cultura e del sentire contemporanei? Certo aiuta avere il più grande compositore del '900, Vangelis, che partecipa al progetto in stato di grazia componendo o riutilizzando per la pellicola brani perfetti, emozionanti sino all'eccesso e semplicemente indimenticabili. Aiuta avere un'opera letteraria superba come canovaccio (e nella sceneggiatura finisce anche materiale di Nourse e Burroughs) ed aiuta anche un cast tecnico superlativo (spicca Syd Mead e spicca anche l'assenza del grande Moebius che rifiutò la sua consulenza pentendosene poi amaramente) che si supera per riscrivere a lettere di fuoco il presente ed il futuro; per demolire con un'alluvione di colpi ben assestati, decenni di fantascienza ingenua, per poi resuscitare il genere, un'istante dopo, in una forma vibrante ed imprevedibile, fusa in un'unica colata con il mondo reale. Nel buio della sala non si può dimenticare il mondo circostante, sognando di romantiche principesse dello spazio o di dorate astronavi che solcano impavide le galassie: lo spettatore ora vede sullo schermo gli stessi lerci bassifondi che dovrà affrontare all'uscita dal cinema, le stesse folle spaesate, urlanti ed anonime che cercano la loro fatiscente nicchia ecologica di fianco a casa sua... la stessa paura.

Il regista del film è giovane e brillatissimo. Un pubblicitario all'apice della fama che aveva tentato il grande passo verso il cinema in modo trionfale e che con questo film si sarebbe garantito un posto nell'olimpo della settima arte.

Il film esce nelle sale, dunque, ed essenzialmente non piace: un film di fantascienza è per definizione un film leggero e divertente, più di qualche spettatore si sarà sentito truffato di fronte tutto quello squallore, quella tristezza e quel degrado. Piace a pochi, ma quei pochi se ne innamorano. Eppure anche chi se ne innamora, non necessariamente è felice di aver visto la pellicola. E' il caso dello scrittore allora sconosciuto William Gibson. Dopo aver visto il film getterà il manoscritto che stava scrivendo nella spazzatura: si trattava di un romanzo ambizioso che avrebbe reso la fantascienza adulta, ma ormai, dopo la scioccante visione del film era diventato amaramente inutile. Fortunatamente ci ripensa e “Neuromante” vede la luce, insieme al cyberpunk.

Ma cosa sono i replicanti? Sono esseri nati per uno scopo ben preciso: svolgere lavori pesanti o pericolosi o ancora prestazioni sessuali. Perchè siano utili a questi scopi non occorre che siano longevi, anzi è meglio se la loro durata è breve. Ma loro non la chiamano durata, ma più vezzosamente “vita”. Ed hanno degli altrettanto vezzosi nomi propri, che suonano come una beffa dato che ciò che davvero li identifica è un numero di matricola. Ma se la durata di pochi anni va bene, quando, al contrario, la si intende come “vita” diviene drammaticamente breve, ed ecco allora la corsa disperata per allungarla. Una convinzione è granitica: i loro capricciosi e demiurgici creatori potranno esaudire il loro desiderio, magari non con le buone.

Li trovano dopo grandi e pericolose avventure, ma lo spettacolo è deprimente: vecchi decrepiti loro per primi, oppure giovani, ma con una rara malattia che accelera l'invecchiamento... la cura ci sarebbe ma è troppo cara. Si divertono a passare il tempo giocando una partita a scacchi rievocata dal passato che si svolse realmente a Londra nel 1851, tra Kieseritzky e Anderssen, famosa per la sua perfezione e premiata con il titolo "Il Gioco Immortale". La beffa è delle più amare: anche per i loro creatori il tempo e la senescenza sono gioghi ineludibili: anche gli uomini lottano contro l'invecchiamento e soccombono. Anche i loro nomi sono orpelli inutili: l'unica cosa che li identifica davvero è quel DNA che è stato imposto loro e contro il quale non possono far nulla. I nomi sono inutili: solo i codici che ci hanno imposto i nostri creatori hanno un senso e dicono qualcosa di reale su di noi. Mentre i nostri nomi hanno belle e nobili etimologie e riecheggiano valorosi personaggi, i numeri di serie ed i DNA parlano di funzioni precise da svolgere per un interesse diverso dal nostro e date di termine utili per far posto a modelli nuovi.

A questo punto i replicanti possono sentirsi davvero “figli” degli uomini condividendone la natura strumentale ed il destino amaro. Anche gli uomini come loro tentano di aggirare i loro limiti temporali imposti e la ricerca promette loro grandi cose... ma si realizzeranno? Queste promesse sono fatte della stessa pasta di cui sono fatti i sogni, pardon, i film di fantascienza: entrambi sono proiezioni possibili di attuali tendenze della ricerca e della società in genere.

Qualche anno dopo Neuromante, Gibson scrive il racconto “Il continuum di Gernsback” e narra di un viaggio in California alla ricerca delle vestigia del futuro, anzi, dei futuri ormai obsoleti e polverosi che sarebbero potuti essere e che non sono stati. Fanno capolino dagli edifici, dal design, e dalle pubblicità. Come sembrano vecchi i futuri ormai abortiti: niente invecchia velocemente come il futuro. Si tratti del futuro di un'opera creativa o di un futuro evocato da una promessa di longevità, ad un certo punto esso abortisce e quando diviene passato mostra crepe e rughe grottesche. Non che non ci sia un'evoluzione o un progresso, ma essi ci beffano e riescono ad eludere le nostre capacità di previsione... ma allora a che serve tutto ciò? A che serve scrivere un romanzo d'anticipazione o accanirsi sui paper scientifici on line, alla ricerca dell'elisir di lunga vita?

La risposta a questa domanda implica il confrontarsi con il capriccioso e ferino Spirito della storia hegeliano che sfugge alla logica ed alla nostra capacità di rinchiuderlo in categorie e diagrammi di flusso, ai quali è allergico. Accontentiamoci, allora, della piacevole metafora di Galeano che suggerisce che, sebbene camminare verso l'orizzonte sia infruttuoso poiché non lo si può raggiungere, l'orizzonte non è per noi inutile, perchè ci spinge a camminare. Continuiamo il nostro viaggio tutto contemporaneo attraverso i vecchi futuri di Méliès, Asimov, Kubrick, e quelli di tutte le infinite sostanze che ci hanno promesso e ci prometteranno maggiore longevità, upload della coscienza ed altro; abbracciamone di nuovi e guardiamoli fatalmente invecchiare.

Link permanente, su Estropico.org

21 settembre 2011

Viaggio nel futuro: Raffaele Mauro e la sua esperienza alla Singularity University

Ricevo e volentieri segnalo: Mercoledì 21 settembre, dalle ore 21:00 alle 22:00, Raffaele Mauro racconterà la propria esperienza come italiano selezionato per l'edizione 2011 della Singularity University. Il programma formativo, interdisciplinare e sponsorizzato, tra gli altri, dalla NASA e da Google, riguarda l'evoluzione e l'applicazione di tecnologie avanzate per la soluzione di problemi sociali e ambientali. Chiunque potrà intervenire in diretta, fare domande e votare quelle degli altri utenti. Per partecipare, sarà sufficiente collegarsi al sito www.oilproject.org all'orario sopra indicato.

L'invasione dei robot italiani

Questo volume di fantascienza che parla di Robot, Androidi, Cyborg e affini, pubblicato di recente dalle Edizioni Scudo, ha ricevuto anche l'importante rilancio da parte del sito Fantascienza.com che lo ha commentato in modo positivo.

Quale è la novità? E' che tra gli autori vi è anche Ugo Spezza, che espone in questa antologia un racconto breve.

Il racconto, intitolato Overhead, con evidenti contenuti transumanisti, parla della morte repentina di un androide la cui mente era stata derivata da un mind upload di un soldato morto dopo essere sceso su un pianeta ostile. Con questa pubblicazione Edizioni Scudo cerca di dare spazio anche a molti autori emergenti pubblicando cento racconti nello stesso volume.

Da parte dello scrivente credo di non essere particolarmente bravo con i racconti brevi ma di cavarmela meglio col racconto lungo o col romanzo.

In ogni caso l'antologia Robot Ita 01 mette a nudo una verità importante: come vedono gli autori italiani di fantascienza, emergenti e non, il rapporto tra l'essere umano e l'essere artificiale? Si tratta di un rapporto conflittuale o collaborativo? I robot "disegnati" da questi autori sono ostili macchine da guerra? Sono ubbidienti e beoti maggiordomi o forse sono addirittura buffi?

La risposta potrete averla solo ordinando la pubblicazione a questo link, disponibile sia in libro stampato di 282 pagine con cover rigida e 40 splendide illustrazioni di Luca Oleastri e Paolo Macallini (€17.90), sia in formato PDF (€ 7).

Dato il successo che sta riscuotendo la versione 0.1 gli editori stanno già pensando di mettere in cantiere la 0.2.

20 settembre 2011

I primi video di SENS5 e un resoconto su AGI 11

Un paio di segnalazioni lampo: sul canale YouTube della SENS Foundation sono arrivati i primi video delle presentazioni della recente SENS5; Ben Goertzel ha scritto un resoconto della conferenza AGI 11, dedicata all'Intelligenza Artificiale Generale, sulla rivista online h+ magazine.

19 settembre 2011

Tecnologie destabilizzanti: Charter Cities e Seasteading

Il Problema

Neil Craig, qualche tempo fa, ha stimato che il costo del parassitismo statale è del 76% della ricchezza prodotta. Cioè, per ogni 100 euro di ricchezza prodotta o che potrebbe essere prodotta, 24 euro vengono lasciati a chi la produce, mentre il resto va sprecato per mantenere lo stato, le caste al potere e i vari parassiti su cui queste si basano o non viene prodotto. Recentemente questo valore è stato rivisto e portato al 77% perché la percentuale dovuta al parassitismo statale sul costo di avere figli era stata sottostimata. Sebbene Neil Craig parli dei costi e del parassitismo statale nel Regno Unito e in particolare in Scozia, dubito che in Italia la situazione sia di molto migliore o particolarmente differente rispetto al resto del mondo industrializzato.

Se pensate che queste stime siano vere o verosimili (credo che ci voglia poco per convincervi), in questo momento state pensando a cosa fare. Emigrare? Dove? Come? Se tutti gli stati principali sono nelle stesse condizioni (cioè prossimi al disastro economico e sociale) qual’ è la via d’uscita da questo disastro?

Charter Cities

Le Charter Cities sono una idea di Paul Romer. L’idea si basa su esempi storici piuttosto famosi come Hong Kong e Lubecca. Entrambe erano lande spopolate e desolate prima di essere capitali economiche mondiali (Lubecca fu la città fondatrice della Lega Anseatica che dominò il commercio del Nord Europa per 500 anni). Oggi si preferisce chiamarle “zone speciali di sviluppo economico”, ma le loro caratteristiche fondamentali rimangono invariate dall’alba dei tempi:
  1. Un terreno vuoto grande abbastanza per contenere una città intera e i suoi abitanti (meglio se con un accesso al mare)
  2. Una Costituzione che specifichi preventivamente le regole generali che vi si applicheranno.
  3. Un impegno a permettere ai cittadini la libertà entrare ed uscire volontariamente.
  4. Un impegno all’equa applicazione di tutte le regole a tutti i residenti. [1]
I governo dell’Honduras ha modificato quest’anno la sua costituzionale per permettere la creazione di REDs (zone speciali di sviluppo economico) [2] e la modifica costituzionale è stata approvata con 126 voti a favore su 128 [3 e 4].


Il motivo principale per cui le Charter Cities sono desiderabili è semplice: è più facile creare qualche cosa che funziona partendo da zero piuttosto che lavorare per correggere il funzionamento di quello che non funziona; in un contesto politico e sociale questo è ancora più evidente (le attuali difficoltà politico, sociali ed economiche dell’Italia e di tante altre nazioni ne sono un esempio). In aggiunta a questo, la pressione concorrenziale creata dalle Charter Cities verso i governi esistenti è l’unica pressione che può spingere questi a riformare profondamente la struttura statale a beneficio delle loro popolazioni e a non ristagnare a esclusivo beneficio delle caste al potere.

Tecnologie

Recenti progressi tecnologici, in Cina, rendono la creazione delle Charter Cities un impresa molto più rapida ed economica di quanto si possa pensare. Il gruppo cinese Broad ha appena completato il test sismico di un palazzo di 30 piani sottoposto ad un terremoto del 9 grado. Il palazzo è stato costruito la tecnologia “Can be build” sviluppata dal gruppo per la produzione industriale di massa di edifici. Il gruppo ha in progetto di costruire un edificio di 200 piani utilizzando la stessa tecnologia.


Nello stesso tempo, il Renaissance Group di Mosca sta pianificando di costruire una città di 6.400 acri nella Repubblica Democratica del Congo per guadagnare dalla rapida urbanizzazione dell’Africa.
Nel 1950 Robert Anson Heinlein aveva predetto che entro 15 anni (cioè entro il 1965) la crisi edilizia sarebbe stata superata grazie ai nuovi progressi tecnologici che avrebbero permesso di ridurre il costo delle abitazioni e avrebbe permesso ad ogni persona di avere case ampie e confortevoli a basso prezzo. Era corretto al riguardo della tecnologia, ma non aveva considerato il luddismo delle classi dirigenti e il loro desiderio di mantenere lo status quo.

Seasteading

Cos’è

Il movimento che sostiene il Seasteading (in parole povere,  la colonizzazione del mare) è il passo successivo alle Charter Cities. Invece di aspettare che il governo di un paese decida agire e concedere un terreno disabitato e la libertà di vivere e lavorare, sono dei gruppi di privati cittadini a decidere di muoversi in una zona disabitata (il mare aperto) e creare la loro personale zona di sviluppo economico dove poter prosperare liberamente senza le interferenze dei governi nazionali. Ogni Seasteading sarà libero di testare l’organizzazione sociale che preferisce e verificare se funziona o meno. Sebbene questo movimento sia destinato ad incontrare forti resistenze da parte degli stati nazionali e dei loro governi (preoccupati principalmente di non permettere un precedente e la nascita di concorrenti) il progresso tecnologico rende il Seasteading sempre più probabile, abbassando il costo della creazione di tali insediamenti e rendendoli economicamente sostenibili.

Precedenti

In realtà, anche questo movimento ha precedenti molto antichi e interessanti; il più interessante dei precedenti è quello degli Olandesi dei Paesi Bassi (Netherlands) che, a partire dall’XI secolo, iniziarono a costruire dighe per strappare la terra al mare. All’epoca non esistevano nemmeno i governi come li conosciamo oggi. C’era il feudalesimo, la gente si raccoglieva in tribù, i Vichinghi razziavano le coste per il bottino e catturare schiavi da rivendere sui mercati islamici. Una situazione non molto differente da come Venezia è nata: in una laguna, su delle isolette di terra poco sopra il livello del mare, dove solo un pazzo potrebbe pensare di andare a vivere. L’unico vantaggio era dato proprio dalla presenza di paludi e acquitrini che impedivano ai nobili della terraferma di mandare un esercito a sottomettere quegli impudenti servi ribelli. In entrambi i casi, un popolo libero dal controllo esterno e da pensanti interferenze nella libertà di impresa costruì società più pacifiche e progredite sia a livello materiale che a livello sociale dei loro contemporanei.

Situazione Presente

La tecnologia per il Seasteading esiste già ed è ampiamente testata e ne sono esempio:
    Terminale GNL Adriatico una vera e propria isola galleggiante di 88 x 140 metri, alta 45 metri,  fatta di cemento armato nei cantieri navali dell’Andalusia che poi è stata fatta appoggiare sul fondale. Completamente finanziata da capitali privati. 
     
    Prelude Floating Liquefied Natural Gas In confronto il Terminale GPL Adriatico è un nanetto da giardino. Semplicemente la più grande struttura galleggiante mai costruita dall’uomo. Interamente finanziata da capitali privati, sarà lunga 488 m e larga 74 e una volta zavorrata peserà 6 volte una portaerei nucleare, in grado di resistere ad uragani di livello 5 e con uno scafo in grado di stare in mare continuamente per almeno 50 anni. La Shell ha dato il via definitivo alla costruzione e sarà pronta per il 2018 ad un costo previsto di 12 miliardi di $. Non per realizzare un sogno, ma per realizzare profitti, tanti profitti. 
     
    E molte altre strutture di ferrocemento galleggianti usate per costruire ponti e installazioni petrolifere in mare. Il vantaggio del cemento è che non necessita di continue manutenzioni al contrario dello scafo delle navi di acciaio.
La prima imbarcazione in cemento conosciuta è della metà del XIX secolo (poco prima che Jules Verne cominciasse a scrivere) e la tecnologia è stata usata per scopi commerciali e militari parecchie volte da allora. I problemi maggiori derivano dal danno causato dal moto ondoso sul cemento. Ma la tecnologia attuale permette di costruire sommergibili in cemento a prezzi veramente contenuti (330 $ al m3 – che è circa il costo al m3 di un normale appartamento, forse anche meno) che possono sottrarsi all’azione delle onde e alle tempeste immergendosi (a 20m di profondità l’acqua è calma anche se in superficie c’è il più potente degli uragani). Inoltre, in immersione,l’energia necessaria per navigare diminuisce drasticamente e quindi diventa poco costoso muoversi da un punto all’altro dell’oceano.

http://concretesubmarine.com/
http://concretesubmarine.com/

Il  Seasteading.Org ha, da alcuni anni, sponsorizzato la ricerca a livello tecnologico, economico e legale al riguardo del Seasteading, in gran parte grazie al sostegno economico di Peter Thiel, co-fondatore di PayPal. [5]
Proprio due collaboratori del Seasteading Institute hanno deciso di lasciarlo per tentare di realizzare le loro idee fondando Blueseed, una azienda che vuole dare la possibilità ad imprenditori e lavoratori di tutto il mondo di lavorare  su una nave attrezzata a breve distanza da San Francisco e dalla Silicon Valley, senza la necessità di sottoporsi alla trafila necessaria per entrare negli USA e dover pagare le tasse degli USA.

Futuro

A causa della situazione economica e sociale in via di peggioramento sia negli USA che in Europa, ma anche in Giappone e in altre zone del mondo, la tentazione di mollare tutto è trasferirsi la dove si spera di avere un futuro migliore non può che aumentare. Questo è vero sia per i giovani che vogliono scommettere su se stessi e la loro capacitò lavorativa, sia per i ricchi che vogliono intraprendere e sono osteggiati da lobby luddiste, reazionarie e conservative. Quando gruppi privati come la Shell investono 12 miliardi di $ per costruire una installazione in mare aperto, viene da chiedersi se non pensino ad un modo di rendersi indipendenti dal parassitismo statale e dalle limitazioni che questo impone loro nel lavorare, produrre e guadagnare mentre soddisfano le domande dei loro clienti. Un insediamento dove il reddito medio di un lavoratore quadruplicherebbe rispetto a quello attuale solo grazie all’eliminazione quasi totale di ogni forma di parassitismo politico e burocratico. Dove il progresso tecnologico e scientifico è sostenuto da una enorme ricchezza collettiva e da una enorme domanda economica. Un luogo dove la creazione di nuovo capitale è talmente grande da potersi, in pochi anni, permettere progetti finanziati dai privati che adesso sono impensabili da parte degli stati più ricchi. Dove una crescita economica del 10% all’anno è il minimo che ci si può aspettare.

Questo, in attesa che dal Seasteading si passi allo Spacestaeding: la colonizzazione dello spazio.
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16 settembre 2011

EVA: un film spagnolo sul rapporto robot / esseri umani



Video fantarobotico. Si tratta di EVA, un film spagnolo che uscira' a fine ottobre e che, a giudicare dal video qui sopra e dal bel sito ad esso dedicato, tocca molti dei nostri temi. Non m'azzardo a dire altro, dato che il mio spagnolo non e' all'altezza..

15 settembre 2011

Tre scenari per il Futuro

Dopo qualche mese di stasi appare un nuovo articolo di aggiornamento su Futurology.it. Riprendendo i testi degli studiosi di Intelligenza Artificiale avanzata Eliezer Yudkowsky, Hans Moravec e Nick Bostrom nonché alcuni dei più recenti testi pubblicati sul sito del Singularity Institute, ho cercato di tracciare la linea evolutiva degli studi sulla Intelligenza Artificiale, sia essa ristretta che avanzata e del rapporto che tale sviluppo potrà avere sulla nostra società.

Si tratta ovviamente di un articolo divulgativo, senza particolari tecnicismi, e che spero apra delle riflessioni su questo scottante tema, quasi del tutto ignorato nel panorama italiano.

Ho diviso strategicamente gli scenari in tre vie principali di sviluppo, la prima assolutamente positiva che ci porterebbe verso il Paradiso tecnologico, la seconda verso l'Archeofuturismo mentre la terza è quella che ci vede schiacciati da I.A. abominio. Scenario che ovviamente tutti noi ci auguriamo non debba mai vedere la luce.

Ho infine discusso di intersecazione di scenari dato che potrebbe verificarsi una dissezione temporale tra essi oppure una evoluzione incontrollata e oltremodo rapida di uno di essi verso uno scenario parallelo. Il suddetto articolo è a questo link, invito a commentare quanto scritto, sia da un punto di vista di approvazione, sia di critica nonché ad aggiungere nuove idee che si ritiene siano carenti nel testo. Per commentare si può usare il pulsante [Lascia Commento] o contattare l'autore tramite e-mail.

14 settembre 2011

Lo spirito nel guscio 1.0, di Andres Reyes


Segnalo e riporto alcuni passaggi di un articolo che dovrebbe interessare ai lettori di Estropico:

Futurologi, transumanisti e scrittori di fantascienza prefigurano un'epoca in cui l'attività del cervello si fonderà con quella dei computer. Abbiamo cominciato la ridefinizione dell'uomo servendoci di neuro-protesi per migliorare certe condizioni patologiche e alleviare alcune disabilità. Per esempio, esistono innesti cocleari per i non udenti, mani bioniche e dispositivi di stimolazione cerebrale a livello profondo (Deep Brain Stimulation, DBS) per i malati di Parkinson. Questi ultimi dispositivi, progettati nel 1987 dal neurochirurgo algerino Alim Benabid per la riduzione dei tremori e quelli di ultima generazione permettono anche di scaricare aggiornamenti di sistema tramite WiFi.

Al contrario delle neuro-protesi, che sostituiscono parti del corpo, le odierne interfacce cervello-macchina (BCI) si collegano "direttamente" al cervello, tramite elettrodi (invasivi e non) che usando le onde elettromagnetiche cerberali (in particolare la c.d. "P300") per controllare con il pensiero dispositivi esterni come sedie a rotelle o robot.

Non sappiamo fino a che punto potranno progredire gli studi in questo campo e come i dati ricavati potranno servire nella realizzazione e nel perfezionamento delle simulazioni al computer dell'attività mentale. Per ora possiamo solo sognare di "caricare dati" nel cervello (mind uploading) o di scaricarne (mind downloading) per creare una copia di backup della nostra anima - mente, come accade nel film “Johnny Mnemonic”, ispirato al Neuromante del romanziere cyberpunk William Gibson, o come in “Matrix” dei fratelli Wachowski, che s'ispira liberamente all'anime giapponese “Ghost in the Shell” di Masamune Shirow.

Leggi tutto, su BrainFactor.it

13 settembre 2011

Siamo vicini all'ultimo record. E dopo? Di Walter Mendizza


Continua la ripubblicazione su Estropico dei transumanistissimi articoli di Walter Mendizza (che saranno raccolti, nell'archivio del blog, sotto l'etichetta Tecnosophia). Oggi Mendizza si occupa della fine dei record sportivi e se per caso vi steste chiedendo cosa c'entra tutto questo con Estropico, aspettate di arrivare verso la fine dell'articolo...

Ho una amica medico, specialista in medicina dello sport, e mi diceva che presto arriveremo al limite dei record e sarà sempre più difficile battere i primati sulle piste di atletica o in piscina. Finora è sempre spuntato un nuovo super atleta in grado di polverizzare il record precedente, tuttavia sembra che a malapena possiamo aspettarci qualche nuovo record sui 100 metri di corsa e di nuoto dalle Olimpiadi di Londra 2012 e forse da Rio 2016, ma in ogni caso, dopo il 2020 sarà difficile che arrivi un nuovo Usain Bolt a farci emozionare.

Valutando i risultati in 61 gare olimpiche di corsa e nuoto dal 1900 al 2009, alcuni scienziati hanno verificato che i miglioramenti dei tempi stanno inesorabilmente rallentando e nel giro di 7-10 anni si dovrebbe raggiungere il limite invalicabile. Molto prima di quanto calcolato da altri scienziati, che avevano preannunciato la fine dei record fra 200 o addirittura 900 anni. Il margine di miglioramento si assottiglia sempre di più. Forse solo nel nuoto (disciplina alla quale siamo biologicamente “inadatti”) c’è ancora qualche possibilità di miglioramento ma nei 100 metri la cosa appare molto difficile. Gli allenamenti sono già studiati al minimo dettaglio e il gran numero di gare non consente di prepararsi con il solo obiettivo del record; le piste di atletica sono quasi perfette, le scarpe a livelli pressoché ottimali. I record nascono ormai da un mix quasi impercettibile e imprevedibile di fattori: vento a favore, condizioni dell’atleta in quel preciso momento, altitudine.

Il primo record sui 100 metri lo fece Donald Lippincott a Stoccolma nel 1912. Lippincott era uno studente all’Università di Pennsylvania e riuscì ad aggregarsi alla squadra americana grazie ai finanziamenti raccolti tra amici e compagni di studi. Il suo record, che fu il primo record del mondo, fu stabilito il 6 luglio 1912 con un tempo di 10’’6. Se andiamo a confrontare il fisico di Lippincott con quello dell’attuale campione olimpico Usain Bolt, vediamo che sono completamente diversi, non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, come se provenissero da due mondi diversi. In meno di un secolo, aspetto, struttura e fisiologia degli atleti sono completamente cambiati. Negli anni ‘70 un campione di atletica sfruttava il 70% della sua potenza, oggi si arriva anche all’88%. La massa muscolare media è cresciuta, così come l’altezza media e tutto questo ha portato ad un miglioramento delle prestazioni. Senza contare che oggigiorno per ciascuna disciplina si hanno allenamenti mirati a potenziare le caratteristiche di quella disciplina e a ottimizzare le performance.

Quarant’anni fa le previsioni davano 9”60 come tempo limite per i 100 metri piani; poi è arrivato Bolt con il suo 9”58, e quella previsione è saltata. E’ anche probabile che da qualche parte prima o poi spunti un super-atleta destinato a batterlo. Tuttavia una barriera esiste. Uno sbarramento oltre il quale la velocità dell’uomo non può aumentare, su questo sono tutti d’accordo. Quale sia però non si sa: fino a poco tempo fa il limite era quello stabilito dai modelli matematici del fisiologo R. H. Morton, secondo cui nessun uomo potrà mai correre i cento metri in meno di 9”15. Alcune stime considerano che questo fantomatico uomo-jet di Morton potrà scendere in pista tra il 2187 e il 2254.

Non credo che l’attuale società possa aspettare oltre un secolo e mezzo per vedere questo super corridore. Quindi ci si chiede, cosa accadrà nei prossimi anni? Che succederà quando i nuovi record verranno stabiliti col contagocce ad ogni morte di papa? Fino a quando ci terremo il record di Bolt di 9’’58 stabilito a Berlino il 16 agosto del 2009? E se fosse vero che i record saranno sempre più diradati, riuscirà il mondo dell’atletica a sopportare anni e magari decenni aspettando un nuovo atleta che batta un record stabilito 10, 20 o 30 anni prima? Sembra che ci attendono momenti di noia mortale nello sport.

Questa prospettiva però, darà forse l’abbrivio ad una nuova e straordinaria epoca: l’era della tecnosofia. Probabilmente ricorreremo all’ingegneria genetica: avremo atleti con i muscoli modificati oppure con innesti di tendini in materiali speciali, super-uomini che correranno oltre i 40 km orari. Si supererà la visione reazionaria sulla cui base dovrebbe essere vietato all’uomo di oltrepassare i limiti imposti da una “Natura” madre e matrigna, strumentalmente intesa, che si estrinseca nella attuale logica assurda che vieta il doping e gli aiuti tecnici mettendoli sullo stesso piano e allo stesso livello.

Finalmente si contesterà la logica che proibisce il potenziamento. Perché si tratta di una visione reazionaria del mondo, incarnata in quel dispotismo sotterraneo che alberga in molti cuori: conservatori di destra e di sinistra, atei devoti, ambientalisti militanti e in definitiva tutti coloro che hanno seppellito quel senso di progressismo che incarnò l’aspetto prometeico e faustiano che è peculiare della nostra specie. L’uomo non è altro che natura nella natura, evoluzione, adattamento all’interno della natura… La logica che proibisce il potenziamento è una discriminazione reazionaria ricoperta da ragioni pseudo sportive, come ad esempio la paura del doping. In realtà si tratta di un’altra cosa: vietare gli anabolizzanti può essere sostenuto sulla base della tutela della salute dello sportivo, giacché egli potrebbe rischiare di mettere a repentaglio la propria vita a causa delle pressioni della squadra, degli sponsor, della nazione. Nel caso di un atleta con indumenti sportivi super-tecnologici, la salute non è in causa e la prestazione è solo arricchita, migliorata, potenziata dagli indumenti tecnologici che indossa.

D’altra parte, qualunque gara deve essere fatta stabilendo delle regole. Le regole possono essere anche cambiate e se cambiano cambia il tipo di gara. Perché non ammettere allora l’uso di indumenti o di innesti super tecnologici che migliorino le prestazioni? Si dice che il gesto atletico non deve essere influenzato da elementi tecnologici che possano avvantaggiare gli atleti; ma alcuni atleti già utilizzano sottili metodi per aumentare le loro performance anche attraverso scarpe da corsa disegnate appositamente. Viene da chiedersi allora perché le scarpe da ginnastica siano tranquillamente accettate mentre le stesse scarpe magari con micro ammortizzatori al carbonio non dovrebbero esserlo? Del resto, se si vietassero gli steroidi e si gareggiasse senza scarpe, vincerebbe colui che ha il Dna migliore e questo non può certamente essere giudicato un merito sportivo.

Ci attendono nel futuro nuovi atleti cyborg che infrangeranno record su record, grazie alle tecnologie, diventeranno sempre più veloci, più forti, saranno capaci di impegnarsi su gare completamente diverse, nuove sfide, nuovi sport, al cui confronto le olimpiadi di oggi saranno una noia mortale che nessuno ormai vorrà più seguire, così come già adesso pochi seguono le para-olimpiadi. Lo sport senza supporti di potenziamento è un mito come lo fu quello del “dilettantismo olimpico” o il desueto luogo comune “l’importante è partecipare” o al più una favola come quella dello “sport al di sopra della politica”. Mai lo sport è stato al di sopra della politica, piuttosto è stato un veicolo per la politica. Tuttavia niente di tutto questo è stato finora utilizzato come strumento di riflessione. E’ certo che in un futuro ormai prossimo, gli atleti di oggi saranno visti come noi ora guardiamo i giochi paraolimpici, con un misto di tenerezza e di compatimento. Le future generazioni manderanno in soffitta quel paciugo buonista e ipocrita che caratterizza il nostro mondo perverso e inconsistente, artefatto e fasullo. Quando le persone che hanno questo nuovo orientamento di pensiero così raggiungeranno una massa critica, la specie umana sarà sulla soglia di un nuovo genere di esistenza. Certo, adesso possiamo avere anche paura di un futuro così. E’ normale. Gli atleti potenziati incarnano le nostre paure più profonde, ci parlano del nostro futuro. Un futuro dove i problemi, tutti i problemi, si dovranno risolvere con più tecnologia e non con meno. Con più ricerca scientifica e non con meno. Con più tecnosofia.

Il futuro fa sempre paura, per questo ci abbarbichiamo al presente e ci aggrappiamo con tutte le nostre forze. Le cose che già abbiamo sono una illusione e non ci rendiamo conto che abbracciarla significa morire. Aggrapparsi al presente sperando che nulla cambi significa stringersi intorno a coloro che vogliono farci ritornare a vivere nel medioevo, con più proibizioni e più divieti invece che farci godere di più libertà: non è tirando il freno a mano del progresso che risolviamo i problemi dell’umanità. Lo dimostra la sostanziale inefficacia dei proibizionisti e degli ambientalisti estremi, quelli che dicono “no” a tutto, ma non sono in grado di prendere atto della loro totale incapacità di generare un cambiamento dei comportamenti in tutto il mondo e in tempi rapidi. Dobbiamo avere il coraggio di trascendere noi stessi. La strada per questo futuro luminoso la devono tracciare gli atleti, dobbiamo lasciare che siano loro che a incominciare tale rivoluzione esplorando le nuove potenzialità della natura umana. Con la tecnosofia, la filosofia transumanista, vedremo invece la cosciente realizzazione del nostro reale destino: l’uomo che rimane uomo e pur tuttavia trascende sé stesso.

Da Tecnosophia

Immagine: 100 m final Berlin 2009 (Wikipedia)

12 settembre 2011

Il Manifesto del Rinascimento Spaziale


Noto con piacere che e' stato tradotto in italiano The Space Renaissance Manifesto della Space Renaissance International e ne presento alcuni passaggi.

Cos'è la l'Iniziativa per il Rinascimento Spaziale

La Space Renaissance Initiative1 (SRI) è un'associazione di volontari cui chiunque può aderire. La nostra missione è modificare la percezione generale e la politica dei viaggi spaziali e dell'uso dello spazio, promuovendo un salto qualitativo e quantitativo dell'investimento umano e finanziario nello spazio. Intendiamo dare l’avvio ad un nuovo rinascimento, che porti l'umanità fuori dalla sua culla terrestre, verso il sistema solare ed, in seguito, vero le stelle.

Le nostre idee

Se noi, i sette miliardi di persone costituenti l'umanità del 21° secolo, vogliamo che la nostra civiltà continui a crescere, nelle dimensioni del progresso etico, culturale e tecnologico, dobbiamo:

A) Completare la rivoluzione copernicana

a. Per beneficiare pienamente dei vantaggi dello spazio, occorre ridurre drasticamente il costo dei viaggi spaziali, in modo da aprire nuovi e importanti sbocchi commerciali.
b. La crescita del viaggio spaziale civili faciliterà tutti gli altri usi dello spazio, grazie ad una forte riduzione dei costi. Con un adeguato calendario di ricerca e sviluppo, ed investimenti coerenti, salire su un razzo per andare nello spazio potrebbe diventare banale come prendere l'aereo per recarsi in un'altra città.
c. Un programma completo di sviluppo spaziale può rilanciare l'economia mondiale e dare il via alla più grande rivoluzione economica di tutti i tempi.
d. Con l'aumento del numero di viaggiatori spaziali, la nostra visione del mondo cambierà rapidamente. Molti astronauti hanno dichiarato che un semplice viaggio di andata e ritorno nello spazio è un'esperienza che trasforma la percezione del mondo e le proprie concezioni filosofiche profonde.

B) Cominciare a pensare e ad agire al di là dell'atmosfera terrestre

In un'epoca in cui ogni nazione sulla Terra ha disperatamente bisogno di crescita economica, occorre finalmente riconoscere pienamente l’enorme potenziale di nuovi posti di lavoro e di ricadute industriali ed economiche, creato dalle attività spaziali commerciali. Tale riconoscimento è il primo passo per radunare le risorse sufficienti alla realizzazione di un vero programma di eso-sviluppo.

C) Svolgere ulteriori ricerche sulle possibilità di superare gli attuali limiti fisici e filosofici

Per sviluppare pienamente un' economia spaziale vitale, occorre accelerare e finanziare meglio i processi della ricerca e dello sviluppo spaziale, in particolare i sistemi di supporto vitale.

D) Gli insediamenti nello spazio Geo-Lunare e la sua industrializzazione sono una priorità
assoluta per l'umanità

Le risorse del sistema solare sono praticamente illimitate in termini di energia (pulita, rinnovabile, facile da raccogliere), preziose materie prime o semplicemente spazio per la vita e la crescita. Anche soltanto un decimo di queste risorse consentirebbe ad ogni persona che vedrà la luce in questo millennio di usufruire di un tenore di vita superiore a qualsiasi altro attualmente possibile sulla Terra.

Leggi tutto (Pdf) su SpaceRenaissance.org

Segnalo anche che su Estropico troverete un'intervista ad Adriano Autino, uno degli autori del manifesto, e due capitoli del suo La Terra non e' malata: e' incinta!

La Terra non è malata: è incinta! Intervista a Adriano Autino 

Astro Umanesimo - La conquista di uno status pienamente umano è possibile solo nello spazio. Il terzo capitolo di La Terra non è malata: è incinta! Di Adriano Autino

La nascita di una baby-civiltà solare. Il quarto capitolo di La Terra non è malata, è incinta, di Adriano Autino

09 settembre 2011

Simboli dell'immortalita' (2)

Oggi continuo la mia mini-carrellata dei simboli dell'immortalita' (qui l'articolo precedente). L'Ankh (vedi sopra, negli artigli dell'aquila, e sotto), anche conosciuto come chiave della vita e croce ansata, ci arriva dall'antico Egitto ed e' il carattere geroglifico che significa "vita eterna." Wikipedia italiana mette l'accento sui suoi molti altri significati, ma non tralascia di notare come fosse anche "simbolo della vita e dell'immortalità". Oggi sembra esser particolarmente di moda presso sottoculture new age al di la' del razionale...



Fra i simboli dell'immortalita' (symbols of immortality - Wikipedia) troviamo anche il Trefoil knot (nodo a trifoglio). Sebbene ci sia molto online sul nodo in se', non ho trovato gran che' circa il suo ruolo come simbolo dell'immortalita'... Qui sotto ne potete vedere un esempio vichingo (in fondo al ciondolo). Al suo fianco, una versione stilizzata.



Immagini, dall'alto: Bijou de la tombe de Toutânkhamon (musée du Caire/Egypte), by dalbera; un ankh proveniente dal tesoro di Tutankhamon; ancient Norse Mjöllnir pendant featuring trefoil-knot decorations; trefoil knot.

08 settembre 2011

In futuro godremo tutti di un'abbondanza materiale senza precedenti: il nuovo libro di Eric Drexler

Ho gia' segnalato che Eric Drexler, autore di Motori di Creazione e Nanosystems, sta per tornare alle stampe con un nuovo libro (Radical Abundance) che uscira' nel 2012 (qui l'annuncio sul suo blog). Torno ad occuparmene dopo il rallentamento estivo, con qualche dettaglio in piu'. Dal blog di Drexler (traduco liberamente/riassumo):

Il mio nuovo libro e' mirato al grande pubblico, ai miei colleghi scienziati e ai policy makers. In esso tornero' su molti temi affrontati sul mio blog (Metamodern), ma molto piu' approfonditamente.

Fra questi temi troviamo:

-le tecnologie dell'abbondanza radicale: cosa sono e cosa permetteranno

-soluzioni dirompenti ai problemi dello sviluppo economico, dell'energie, dell'esaurimento delle risorse e dell'ambiente

-la natura di scienza e ingegneria, e la prospettiva di una profonda trasformazione delle basi materiali della nostra civilta'

-le mie esperienze personali nel corso dell'emergere del concetto di nanotecnologia molecolare e la turbolenta storia del suo progresso

-la spesso inosservata avanzata delle nanotecnologie macromolecolari e il rapido progresso dello stato dell'arte

-i percorsi incrementali verso le nanotecnologie avanzate, i fattori acceleranti e le sfide istituzionali

-i rischi potenziali delle strategie nazionali; gli interessi comuni nella riduzione dei rischi e nella gestione collaborativa della transizione [ad un'era di abbondanza materiale senza precedenti]

-strategie per influenzare positivamente il dibattito sul futuro

Leggo anche, in fondo al post di Drexler, che le case editrici interessate ad eventuali traduzioni possono scrivere al seguente indirizzo: Rosa "chiocciola" GeographicEngine "punto" com (non si sa mai...)

Nell'immagine. Eric Drexler. Attribution: By Flickr user David Orban (Eric Drexler at Flickr, cropped) [CC-BY-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons

07 settembre 2011

Nick Bostrom sul Simulation Argument e Status Quo Bias

Lampo filosofico: due podcast di Nick Bostrom, uno sul famigerato Simulation Argument e uno sullo Status Quo Bias (Pdf), entrambi su Philosophy Bites.

Transumanesimo, socialismo e utopia

Quest'estate, nel giro di un paio di settimane, mi sono imbattuto in due articoli dedicati ai parelleli fra transumanesimo e socialismo. Uno (Unintended Consequences: 19th Century Socialism and 21st Century Transhumanism) e' apparso sull'ammiraglia del web transumanista internazionale, Humanity+ Magazine , mentre l'altro (Revolution! Within reason) e' su un blog critico del transumanesimo e politicamente di centrodestra, Futurism (il sottotitolo la dice tutta: Critiquing the project to reeingeneer humanity).

Innanzi tutto: il transumanismo internazionale sembra avere attraversato una serie di "cicli politici": il primo e' stato quello in cui la scena era dominata dagli extropians di Max More, un gruppo, ai tempi, caratterizzato da forti tendenze libertarian (sul rapporto estropici/libertarianismo e sulla sua evoluzione dai primi anni '90 ad oggi consiglio caldamente questo post). In seguito, la sinistra ha "scoperto" il transumanesimo e l'arrivo di numerosi attivisti ha spinto a sinistra la World Transhumanist Association (oggi Humanity+), fatto di cui mi sono anche lamentato pubblicamente, durante il lungo regno di James Hughes, autore di Citizen Cyborg (sia ben chiaro: non che non mi garbasse l'esistenza dei transumanisti di sinistra, o la loro presenza nella WTA, ma la WTA si proponeva di rappresentare tutti i transumanisti). Oggi, la situazione mi sembra piu' bilanciata che in entrambi i cicli precedenti: la sinistra transumanista ha un proprio centro di aggregazione on-line (il molto letto IEET) e il Board of Directors di Humanity+ mi sembra oggi molto piu' rappresentativo della totalita' dei transumanisti. Malgrado cio', ancora oggi e' possibile trovare chi descrive l'arcipelago transumanista come un monolitico movimento di iper-individualisti fanatici del "turbo-capitalismo", ma ormai si tratta solo, in genere, di giornalisti poco aggiornati o politicamente motivati.

Ma torniamo ai due articoli. Il primo contiene alcune inesattezze (sono anni che Max More non si considera piu' libertarian - vedi il link consigliato sopra), ma le sue conclusioni fanno riflettere: il Socialismo non e' il Transumanesimo e il Transumanesimo non e' il Socialismo, ma le somiglianze sono reali. L'impatto delle ideologie del secolo scorso e' un avvertimento (e qui, aggiungo io, si parla sia delle ideologie che misero la classe al di sopra l'individuo, che di quelle che preferirono invece la patria o la razza). Coloro che perseguono una fede laica in una salvazione tecnologica caratterizzata da ambizioni utopiche, si illudono - e potrebbero portarci alla catastrofe.

Il secondo articolo ha perfettamente ragione, ma le sue accuse possono applicarsi a qualsiasi ideologia. L'autore, Charles T. Rubin, sostiene che la visione utopica di alcuni transumanisti abbia dei paralleli con quella del marxismo e che le ideologie utopiche hanno dimostrato, storicamente, la preoccupante tendenza ad adottare l'approccio del "fine giustifica i mezzi".

Il che mi fa riflettere: il mio transumanesimo e' un transumanesimo guidato dall'individuo, nel quale le decisioni riguardanti l'adozione, o meno, delle tecnologie transumanizzanti all'orizzonte resta saldamente nelle mani della persona che dovra' poi vivere con la tecnologia potenziante in questione (purche' esse non siano utilizzate a danno di altri individui). Inevitabilmente emergeranno vari tipi di pressione, alcuni striscianti, altri apparenti. Sia lo Stato che il mercato, ma anche la famiglia, la moda, etc, eserciteranno forti e spesso imprevedibili pressioni a favore, o contro il potenziamento umano e l'aggiunta di una visione del futuro utopica potrebbe essere la marcia in piu' che una di queste forze sfrutta per cercare di imporre a tutti la propria visione.

D'altra parte capisco benissimo come questa visione utopica sia un forte strumento motivante, in grado di mobilitare attivisti ed attrarre, potenzialmente, l'attenzione di parte del grande pubblico, ma si tratta di una lama a doppio taglio di cui diffido. Inoltre, mi sembra poco credibile: in una situazione di miliardi di individui potenziati, gli scenari utopici crollano rapidamente. Il futuro non sara' privo di problemi e temo che chi promette utopie si illuda. Forse e' tutta colpa di un mio "difetto" caratteriale: nonostante il mio entusiasmo per l'ottimismo pratico*, sono un pessimista di natura e, come non bastasse, sottoscrivo la massima che l'Uomo e' un legno storto dal quale non si puo' costruire nulla di perfetto...

*Ottimismo Pratico - L'incoraggiare le nostre azioni con aspettative positive. L'adozione di un ottimismo razionale, basato sull'azione, al posto della fede assoluta e del pessimismo della stagnazione.

06 settembre 2011

7 miliardi nel 2011

Lampo demografico: un numero monografico di Science dedicato al raggiungimento della pietra miliare dei sette miliardi di abitanti entro la fine di quest'anno. Se siete di corsa, non perdetevi l'intro movie. Qui un articolo di Le Scienze al proposito.

Fritti e peso; cereali e ipertensione; cioccolato e rischio cardiometabolico; dieta portfolio e colesterolo

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Cibi fritti e aumento ponderale. Mangiare troppi cibi fritti aumenta il rischio di sovrappeso ed obesità.
Cereali per la prima colazione e ipertensione. Il rischio di ipertensione è ridotto per i consumatori regolari di cereali per la prima colazione, specie se integrali.
Consumo di cioccolato e rischio cardiometabolico. Il consumo di cioccolato si associa alla riduzione del rischio cerebrovascolare.
Dieta portfolio e riduzione del colesterolo. La “dieta portfolio” riduce maggiormente i livelli di colesterolo LDL rispetto ad una dieta povera di grassi saturi.

05 settembre 2011

Il piano strategico del Singularity Institute

Dopo il sito per il volontariato singolaritario, segnalo lo strategic plan del Singularity Institute for Artificial Intelligence (Pdf).

La tecnosofia e' sempre liberale, di Walter Mendizza

Oggi ha inizio la ripubblicazione su Estropico Blog (con permesso dell'autore) degli articoli "tecnosofici" di Walter Mendizza. Troverete questo e altri suoi articoli su: Tecnosophia - Per la promozione della scienza, della tecnologia, dell'ecologia razionale.

La tecnosofia è sempre liberale e analogamente l’homo liberalis è, quasi sempre, un tecnosofo, cioè un amante della saggezza che infonde la tecnica, un appassionato della techné. Chi ama la tecnosofia è una persona consapevole della propria (e altrui) fallibilità e di conseguenza della propria (e altrui) ignoranza. Questa consapevolezza va immancabilmente a colpire uno dei tre pilastri sui quali si regge gran parte della società italiana: il privilegio, il corporativismo e la demagogia. In effetti l’esperto di techné è un uomo liberale che ha una particolare visione del potere: “Il potere corrompe. Se il potere è assoluto allora corrompe assolutamente.” Il tecnosofo non si pone la domanda “chi deve comandare”, piuttosto cercherà di rispondere alla domanda “chi controlla il controllore”, cioè “come controllare chi comanda”. E’ evidente il parallelismo con l’uomo liberale.

Dal punto di vista dell’economia di mercato la tecnosofia la difende a spada tratta. Contro lo statalismo i tecnosofi sono liberisti, non solo perché convinti che l’economia di mercato generi il più ampio benessere, ma soprattutto perché senza economia di mercato non ci può essere Stato di diritto giacché la storia ha ampiamente dimostrato che “chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini”. Il tecnosofo, come il liberale rifiuta l’idea che sopra l’individuo ci possa essere qualche entità – lo Stato, il Partito, la Chiesa, Dio, ecc. – autonoma e indipendente dagli individui che proprio perché si colloca sopra di essi, ha automaticamente il diritto di comandarli. No, per i tecnosofi esistono solo gli individui. Individui consapevoli.

Di conseguenza il tecnosofo non può essere un conservatore: il conservatore teme le novità; il tecnosofo come il liberale, invece, assume la concorrenza come procedimento di scoperta del nuovo. Pratica la cultura politica liberale che concerne l’ambito della teoria, cioè cerca di comprendere, di orientare e indirizzare la prassi. Quindi i tecnosofi sono coloro che con le loro opere e con la loro azione affermano le ragioni della società aperta contro quelle della società chiusa. Sono quelli che hanno combattuto i totalitarismi da qualunque parte essi provenissero cioè sono stati nel contempo antifascisti ed anticomunisti; anti imperialisti e anti social-imperialisti.

Tuttavia se è possibile fare un notevole elenco di personaggi liberali: Einaudi, Croce, Salvemini, Capitini, Carlo Rosselli, Spinelli, Gobetti, Pannunzio, Bruno Leoni, Sergio Riscossa, Marco Pannella, ecc. è invece quasi impossibile fare un elenco di tecnosofi. Perché? Per l’idiosincrasia verso la scienza e la tecnica che vige nel nostro Paese. Non abbiamo ancora digerito la ragione illuministica che si rifiuta di interpretare i fenomeni come progetto di un disegno intelligente. Non dimentichiamo che il nostro è il Paese che ha avuto Galileo …ma che lo ha anche condannato.

Esempi di tecnosofi italiani non mancano di certo, e tutti si sono imbattuti nel corporativismo italico che taglia le ali e i finanziamenti a chiunque desideri mettere in pratica la cultura liberale: Cristoforo Colombo era genovese ma non ricevette una lira dalla Repubblica di Genova per andare a farsi il giro del mondo per dimostrare che la terra era rotonda (cosa che peraltro i Greci sapevano già). Oggigiorno siamo grandi consumatori di cellulari, di radio e tv, che però vengono tutti dall’estero. Eppure questi prodotti non esisterebbero senza la tecnologia radio e la telegrafia senza fili, che fu introdotta nel 1895 da Guglielmo Marconi, che tuttavia non trovò in Italia i finanziamenti per continuare le ricerche e dovette rivolgersi in Inghilterra, dove sviluppò la sua invenzione e dove nacque la Marconi Corporation, un gigante delle telecomunicazioni. Meucci fu l’inventore del telefono ma se lo fece soffiare da Graham Bell. Anche il computer fu una invenzione italiana, della Olivetti nel 1965, ma non abbiamo voluto, potuto o saputo sfruttare l’invenzione.

La ragione di questi fallimenti va ricercata nel fatto che il nostro Paese non è mai stato liberale. Anzi, non abbiamo saputo fare i conti con l’impresa tecnico–scientifica proprio perché non essendo liberali non abbiamo saputo ricavare alcun insegnamento dalle lezioni di libertà che si traggono dalla scienza che fa congetture e osservazioni, teoria ed esperimento, tecnica e comprensione del mondo. La techné toglie alla Natura il senso di “mito” che essa ha ancora nella gran parte della popolazione e la riduce a sistemi di equazioni le cui soluzioni dipendono da leggi impersonali che la ragione ha il compito di individuare formulando ipotesi e sottoponendole al controllo empirico. La mancanza di cultura scientifica ha fatto sì che siamo ancora impelagati nei tre pilastri cui si accennava all’inizio che reggono gran parte della nostra società: il privilegio, il corporativismo e la demagogia.

Cosa mai gli potrà essere passato per la testa al burocrate del ministero quando Marconi gli mostrò il funzionamento di un telegrafo senza fili fatto con arnesi rudimentali? Niente ovviamente. Abituato ad ubbidire e ad essere comandato a bacchetta, abituato al privilegio di casta, il burocrate non vedeva oltre il suo naso e guardando le forchette che facevano da antenna avrà anche scosso un po’ la testa. Probabilmente si ritrovò a guardare il dito che puntava verso la luna invece di guardare la luna, per poi andarsene pensando magari di aver perso tempo (il suo tempo “prezioso” da burocrate) inseguendo le scriteriate idee un paranoico che cercava di comunicare chissà che segnali con apparecchiature senza fili… Che dire? Un emerito imbecille, figlio dei monopoli e dei privilegi clientelari e corporativistici.

Proprio per la capacità di sottoporre le ipotesi al controllo empirico, la tecnosofia non potrà mai essere ostaggio di uno dei più spregevoli privilegi di casta, quello che ritiene di avere il possesso esclusivo della verità. Chi ama la scienza, ama il contraddittorio, che gli venga detto se sbaglia, dove sbaglia e perché; sa che è l’unico modo per progredire. Invece nell’Italia attuale non solo non abbiamo appreso la lezione del burocrate ministeriale che bocciò il genio di Marconi, ma i burocrati sono addirittura cresciuti e in maniera esponenziale pure. Siamo circondati da questa classe di figuri e quel che è peggio è che sono talmente tanti che influiscono anche se non hanno alcun potere.

La nuova sfida che la tecnosofia liberale oggi deve affrontare è quella di contrastare in modo rigoroso tutti coloro che si ritengono in possesso della verità e possono avere il consenso dei cittadini. Siamo alle soglie di una democrazia totalitaria che rischia di essere il volto moderno dell’assolutismo. Gli attuali cortei contro la TAV ne sono la dimostrazione: con sindaci in testa contro la Torino-Lione che urlano assieme ai manifestanti. Gli antagonisti sparpagliati nei boschi come fossero guerriglieri, entrano in contatto violento con gli agenti, provocando quasi 200 poliziotti feriti e altrettanti tra i No Tav. Abbiamo abdicato dal desiderare qualsiasi cosa e diciamo NO a tutto.

Come pensiamo di produrre ricchezza se siamo ideologicamente contro ogni investimento e ogni innovazione? Sono stati fatti cortei contro i rigassificatori, contro le centrali nucleari e addirittura contro l’eolico perché le pale sono brutte da vedere. Evidentemente le pale che girano fanno girare le palle a qualche ambientalista fondamentalista. Ma si chiedono questi signori dove pensiamo di prendere l’energia per far funzionare le nostre fabbriche e i nostri frigoriferi? C’è da chiedersi perché in Italia le norme formali sono incapaci di regolare i comportamenti. Anche le novità buone e innocue, le scoperte scientifiche senza rischio, vengono messe al bando: abbiamo dimostrato che la Fusione fredda può essere una realtà, ma ancora una volta, ci stiamo comportando come il burocrate con Marconi: abbiamo lasciato soli gli scienziati che se ne stanno occupando. Senza un finanziamento, senza il supporto dei media, senza che a nessuno gliene importi nulla.

La verità è che nel nostro Paese qualunque individuo, qualunque impresa capitalistica non riesce a sostenere il peso del merito, nuota male nei mari della concorrenza, non sopporta i controlli indipendenti. Qualsiasi categoria, qualunque organizzazione, qualsivoglia istituzione sogna con leggi speciali in contrapposizione a ciò che si ottiene attraverso normali percorsi concorsuali, sogna cioè ope legis, monopoli, numeri chiusi, carriere assicurate, condoni, trattamenti speciali, pensioni ad hoc e in generale, condizioni di favore. E tutto questo ha un effetto perverso perché pone in una condizione di eterna minoranza la dimensione tecnosofica del bene comune e dell’interesse collettivo.

04 settembre 2011

L'Eyeborg investiga lo stato dell'arte del potenziamento umano - e lo paragona a quello di Deus Ex



Un mini-docuentario di 12 minuti, nel quale il cosiddetto eyeborg incontra altri cyborg in giro per il mondo, paragonando lo stato dell'arte del potenziamento umano odierno (ristretto ai disabili) e quello del protagonista del videogioco Deus Ex. Qui un articolo di Punto Informatico al proposito.

03 settembre 2011

Video robotico: Swarmanoid



Un (bel) video robotico dedicato allo Swarmanoid. Hat-tip a KurzweilAI.net.

02 settembre 2011

La Dichiarazione Transumanista 2.0

Il Network dei Transumanisti Italiani, o Network H+, di cui Estropico e' membro fondatore, ha tradotto e pubblicato la versione 2.0 della Dichiarazione Transumanista (qui la versione "storica" - e gia' che ci siete non perdetevi l'FAQ Transumanista).


L'umanità sarà radicalmente trasformata dalla scienza e dalla tecnologia del futuro. Prevediamo la possibilità di ampliare il potenziale umano tramite il superamento dell’invecchiamento, delle limitazioni cognitive, della sofferenza involontaria e della nostra prigionia sul pianeta Terra.

Crediamo che il potenziale dell'umanità sia ancora in gran parte irrealizzato. Esistono possibili scenari che conducono a condizioni meravigliose, ed estremamente utili, di miglioramento umano.

Siamo consapevoli che l'umanità affronta gravi rischi, soprattutto derivanti dal cattivo uso delle nuove tecnologie. Esistono scenari realistici che conducono alla perdita della gran parte, o addirittura della totalità, di ciò che consideriamo prezioso. Alcuni di questi scenari sono drastici, altri sottili. Nonostante tutto il progresso è il cambiamento, anche se non tutto il cambiamento è progresso.

Gli sforzi della ricerca devono essere indirizzati nella comprensione di queste prospettive. Abbiamo bisogno di deliberare con attenzione il modo migliore per ridurre i rischi e accelerare le applicazioni benefiche. Abbiamo anche bisogno di luoghi dove le persone possono discutere in modo costruttivo di ciò che dovrebbe essere fatto, e un ordine sociale in cui le decisioni responsabili possano essere implementate.

La riduzione dei rischi esistenziali, lo sviluppo dei mezzi per la preservazione della vita e della salute, l’alleviamento delle sofferenze gravi, e il miglioramento della lungimiranza e della saggezza umana dovrebbero essere perseguiti come priorità urgenti, e fortemente finanziati.

La formulazione delle politiche dovrebbe essere guidata da una visione morale responsabile e inclusiva, prendendo sul serio sia opportunità che rischi, rispettando l’autonomia e i diritti individuali, mostrando solidarietà e preoccupazione per gli interessi e la dignità di tutte le persone nel mondo. Dobbiamo anche considerare le nostre responsabilità morali nei confronti delle generazioni future.

Sosteniamo il benessere di tutti gli esseri senzienti, compresi gli esseri umani, gli animali non umani, e qualsiasi intelligenze artificiali del futuro, forme di vita modificate, o altre intelligenze a cui il progresso tecnologico e scientifico può dar luogo.

Siamo favorevoli a permettere agli individui un’ampia varietà di opzioni su come condurre le loro vite. Ciò include l'uso di tecniche che possono essere sviluppate per aiutare la memoria, la concentrazione, l’energia mentale; terapie di estensione della vita, tecnologie di scelta riproduttiva; procedure crioniche, e molte altre eventuali modifiche umane e tecnologie di miglioramento.

La Dichiarazione Transumanista fu originalmente scritta nel 1998 da un gruppo internazionale di autori: Doug Baily, Anders Sandberg, Gustavo Alves, Max More, Holger Wagner, Natasha Vita-More, Eugene Leitl, Bernie Staring, David Pearce, Bill Fantegrossi, den Otter, Ralf Fletcher, Kathryn Aegis, Tom Morrow, Alexander Chislenko, Lee Daniel Crocker, Darren Reynolds, Keith Elis, Thom Quinn, Mikhail Sverdlov, Arjen Kamphuis, Shane Spaulding, and Nick Bostrom. Questa Dichiarazione Transumanista è stata modificata nel corso degli anni da diversi autori e organizzazioni. Questa versione fu adottata dal Consiglio di Humanity+ nel marzo del 2009.