30 aprile 2011

Ray Kurzweil: siamo pessimisti perché troppo informati



Una video-intervista di Wired a Ray Kurzweil (con sottotitoli in italiano), casomai vi fosse sfuggita su Wired. Mi sembra che il video si apra con Kurzweil che conclude la sua presentazione all'iLabs Singularity Summit (la sua e le altre presentazioni le trovate qui, sul sito degli amici degli iLabs).

29 aprile 2011

28 aprile 2011

Evolvi te stesso!


Nessuno dovrebbe rinunciare ad una vita normale per colpa di un incidente, e nemmeno abbandonare un sogno per una limitazione fisica. E' quello che crede David Sarif, idealista, filantropo, fondatore e direttore generale delle Industrie Sarif. Ha acquistato una fabbrica di automobili in fallimento, a Detroit nel 2007, attrezzandola per la produzione automatizzata di protesi e fondando le Industrie Sarif. Oggi l'azienda e' specializzata nella progettazione e nella realizzazione di potenziamenti meccanici avanzati per l'innesto umano. Le Industrie Sarif credono che la ricerca, lo sviluppo e l'implementazione dei potenziamenti consentiranno alla razza umana di progredire verso un futuro migliore, dove l'individuo sara' piu' forte, veloce e intelligente. [estratti dal sito delle Industrie Sarif]

Devo deludervi. Le Sarif Industries non sono un autentico complesso industriale... Esistono solo nell'universo di Deus Ex (un videogioco) e il loro presunto sito e' solo un'operazione di marketing virale in vista dell'uscita dell'ultima versione del gioco (Deus Ex: Human Revolution - a fine agosto in Italia. Qui il sito). L'unico motivo per cui ne parlo su questo blog e' che "Human Revolution si confronta con l'etica del transumanesimo" (Wikipedia) e contiene il messaggio che l'umanita' (nel videogioco) si sta spingendo troppo oltre. Non conosco i "capitoli" precedenti della serie, ma non mi sorprenderebbe troppo se si trattasse del solito reciclaggio del mito di Icaro. Su Wikipedia, pero', si cita anche Dedalo, il che fa ben sperare - se qualche lettore gamer fosse in grado di lluminarmi (nei commenti) sul 'messaggio' delle versioni precedenti, sarei grato.

Tornando al sito delle fantomatiche Industrie Sarif: se come il sottoscritto aspettate con impazienza l'arrivo dell'era postumana non potra' che piacervi... Ho trovato particolarmente affascinante la sezione "la strada fin qui" dove sone descritte, mischiando realta' e fantasia, le pietre miliari del processo che, nel corso di sessanta anni (dal 1960 al 2020), ha portato gli "innesti miglioranti" dai laboratori al mercato di massa - e come tutte le rivoluzioni, anche questa produce la sua contro-rivoluzione, sotto forma del gruppo anti-protesi Fronte per l'Umanita'. Uno scenario le cui grandi linee sono tutt'altro che assurde...

27 aprile 2011

Obesità: la prevenzione inizia ancora prima della nascita


Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo ci sono 400 milioni di obesi, e 1,6 miliardi di persone sono sovrappeso. Alla base dell'obesità c'è la mancanza di equilibrio tra l'energia che introduciamo e quella che consumiamo, con un conseguente accumulo di tessuto adiposo nell'organismo. Quest'ultimo, in realtà, svolge un ruolo fondamentale in questo senso, dal momento che agisce come un bacino di attrazione per gli acidi grassi circolanti nel sangue, e impedisce che questi vadano in massa verso altri tessuti, dove quantità eccessive potrebbero avere effetti tossici. E' stato ipotizzato che le conseguenze più gravi dell'obesità siano dovute proprio alla saturazione di questo sistema tamponante: è bene ricordare, infatti, che l'obesità non è solo un difetto estetico, ma una condizione a cui spesso sono associati disturbi molto seri, come il diabete di tipo II e le malattie cardiache.

Grazie agli studi di associazione su scala genomica (GWAS), molte variazioni genetiche sono state collegate al rischio obesità. Tra di esse la più famosa è senz'altro quella relativa allo SNP rs9939609 nel gene FTO: uno studio del 2007 che ha coinvolto quasi 40mila europei ha rivelato che avere una A in questo polimorfismo produceva in media un incremento di 1,2 chili nei soggetti eterozigoti (cioè con una sola copia della variante) e di 3 chili in quelli omozigoti (due copie). In alcuni casi le varianti sono intimamente legate all'ambiente e alla nostra nutrizione: il gene PLIN4, ad esempio, può presentarsi in una forma che predispone all'obesità, ma questa stessa variazione è in grado di portare, al contrario, a una riduzione del peso in seguito all'assunzione di acidi grassi Omega-3.

Non sempre, però, il rischio obesità è scritto nei nostri geni, delle volte si trova "al di sopra" di essi (è questo infatti il significato letterale della parola "epigenetica"). Le alterazioni epigenetiche sono delle modifiche chimiche che accendono o spengono i geni senza cambiare la sequenza sottostante, regolando in questo modo la quantità di proteine prodotte. L'esempio più classico è quello della metilazione del DNA, cioè l'aggiunta di un gruppo metile alle citosine (C) che si trovano immediamente prima di una guanina (G). In un recente lavoro pubblicato sulla rivista Diabetes, ricercatori inglesi hanno scoperto che una modificazione di questo tipo davanti al gene RXRA può alzare il rischio obesità. Non solo: questa metilazione avviene prima ancora della nascita, nel ventre materno, e sembra sia determinata dalla dieta della madre durante la gravidanza.

Gli scienziati hanno analizzato il DNA estratto dai cordoni ombelicali di 78 neonati, al fine di individuare eventi di metilazione nelle regioni a monte di cinque geni candidati. Successivamente, quando i bambini avevano ormai 9 anni, hanno misurato la loro massa grassa, nel tentativo di evidenziare qualche correlazione con le modificazioni epigenetiche registrate alla nascita. Ebbene, per il gene RXRA questa correlazione c'era ed era anche piuttosto significativa: circa il 26% della variabilità nella massa grassa dei bimbi poteva essere spiegata da un evento di metilazione davanti a questo gene. I ricercatori hanno individuato anche un'altra sorprendente correlazione, quella che legava lo stato di RXRA all'alimentazione della madre durante la gravidanza, e in modo particolare alla quantità di carboidrati ingeriti con la dieta.

Le mamme che avevano una dieta più povera in carboidrati tendevano ad avere figli con la metilazione del gene RXRA, e quest'ultima a sua volta portava i bambini ad essere più grassi una volta cresciuti. Questa scoperta rientra in quella teoria secondo la quale il feto è in grado di percepire il mondo esterno attraverso i messaggi biochimici che provengono dalla madre, e risintonizzarsi di conseguenza: in effetti, fin dagli anni 70 si sa che la scarsità di cibo in gravidanza aumenta il rischio obesità da adulti. E' come se il nostro organismo calibrasse il proprio metabolismo sulla base delle informazioni che riceve nel grembo materno, informazioni che potrebbero però contrastare con ciò che incontrerà una volta venuto al mondo e diventato adulto.

Certo questo studio è limitato, ma suggerisce un concetto forte e chiaro: la dieta e lo stile di vita tenuti da una mamma in dolce attesa possono influire sul proprio bambino in modo significativo, anche con effetti a lungo termine. Un embrione che si sviluppa può seguire "traiettorie" leggermente diverse a seconda dei segnali e dei messaggi che riceve dall'esterno, e queste traiettorie possono manifestare il proprio effetto fenotipico persino a distanza di anni. Se sapessimo di più dell'intimo legame che unisce una madre e il suo bambino, anche a livello (epi)genetico, avremmo tra le mani un formidabile strumento di prevenzione: lo stile di vita e l'alimentazione in gravidanza potrebbero infatti essere ottimizzati in modo da regalare al nascituro una vita più sana possibile.

Moreno Colaiacovo

Immagine: 32 weeks, 4 days, by Bekah267

22 aprile 2011

Buona Pasqua!

Estropico Blog chiude per qualche giorno e augura buona Pasqua ai lettori - atei, agnostici o credenti che siano. Pasqua, scusate se mi ripeto, e' probabilmente la piu' transumanista festivita' dell'anno: non sono certo il solo ad aver notato la sua forte somiglianza con parte del progetto transumanista. Morte e risurrezione da una parte, deanimazione, criopreservazione e risurrezione nanotecnologica dall'altra... :-)

21 aprile 2011

Cambiamenti: le vendite di E-book superano quelle di libri cartacei

A Picture of a eBookImage via Wikipedia
In Febbraio, le vendite di e-book negli USA hanno superato, per la prima volta, le vendite di libri cartacei. Le vendite di e-book hanno totalizzato, in febbraio 90,3 milioni di $, il 202% in più rispetto all’anno scorso, secondo la Association of American Publishers. In Gennaio, Amazon annunciò che la vendita di e-book aveva superato quella dei libri cartacei. All’inizio di Aprile, Barnes & Noble executive Marc Parrish ha previsto che le tradizionali librerie hanno solo due anni per adattarsi ad un mercato che è centrato sugli e-book.[1]
Crossposted to Extropolitica

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Etica «hacker» e visione cristiana

Veloce segnalazione di un articolo su Civiltà Cattolica

ETICA «HACKER» E VISIONE CRISTIANA
Antonio Spadaro S.I.

Ormai è convinzione comune che gli hacker siano sabotatori, se non veri e propri criminali informatici. Parlare di etica hacker può allora suonare persino ironico. L’articolo cerca di fare chiarezza sulla loro storia, la loro vera identità e la loro «filosofia», distinguendoli chiaramente dai cracker, operatori di illegalità. Indagando i modelli di vita e di ricerca intellettuale hacker, fondati sulla creatività e la condivisione, se ne discute la compatibilità con una visione cristiana della vita. Senza paragonare indebitamente comunità hacker e comunità cristiana, si conclude come i cristiani e gli hacker oggi, in un mondo votato alla logica del profitto, hanno comunque molto da darsi, come dimostra del resto anche l’esperienza degli hacker che fanno della loro fede un impulso del loro lavoro creativo.
Civiltà Cattolica via Alex Knapp’s Robot Overlords

Il sito di Antonio Spadaro ha anche altri articoli interessanti:
Crossposted to  Extropolitica

20 aprile 2011

Sei sostanze che allungano la vita - se non altro nei roditori (seconda parte)


Una recente review delle metodologie impiegate negli esperimenti per l'allungamento della vita nei roditori sembra suggerire che i ricercatori abitualmente e inavvertitamente impongano agli animali una dieta ipocalorica e che sia questa restrizione calorica la vera responsabile degli effetti longevisti ottenuti. Gli autori dello studio sostengoni di aver identificato solo sei esperimenti nei quali l'allungamento della vita puo' essere inequivocabilmente attribuito alle sostanze utilizzate e non alla restrizione calorica. Le prime due sostanze sono discusse nella prima parte di questo post. Oggi passo ad occuparmi di altre due:

Reduced oxidant stress and extended lifespan in mice exposed to a low glycotoxin diet: association with increased AGER1 expression (Abstract)

Piu' che di una sostanza "allunga-vita", in questo caso dobbiamo parlare di assenza di sostanze "accorcia-vita"... L'invecchiamento e' accompagnato da un aumento dello stress ossidativo e dall'accumulo di prodotti avanzati di glicazione (advanced glycation end-products, o AGEs - ironia della sorte, in inglese 'age' significa eta'). La formazione di AGEs nei cibi e' promossa dalla cottura a temperature elevate. I riceratori hanno ridotto del 50% la presenza di AGEs nella dieta dei loro topi da laboratorio, allungandone la vita (ma non ho dati quantitativi al proposito). Chi volesse mettere in pratica quanto illustrato da questo studio ha tre  alternative: 1) il cosiddetto "crudismo" (alimentarsi esclusivamente di cibi non cotti); 2) scegliere metodi di cottura a temperature relativamente basse (la bollitura sembra essere la migliore, dato che la temperatura non supera i 100 gradi - la presenza di liquidi sembra anche essere di aiuto nell'evitare la creazione di AGEs); 3) un mix di 1) e 2).

Levodopa, fertility, and longevity (Abstract)

Alte dosi di levodopa hanno moderatamente influenzato la fertilita' dei topi di laboratorio e ne hanno allungato la vita media fino al 50%. Questo e' praticamente tutto quanto e' dato sapere di questo studio, per lo meno dall'abstract. Si tratta, inoltre, dello studio piu' vecchio incluso dai ricercatori (1977). D'altra parte e' stato dimostrato che la levodopa protegge la substantia nigra e allunga le aspettative di vita in soggetti umani affetti da Parkinson. Se lo stesso si verifichi in soggetti sani, e tutto un'altro discorso... Cercando altre informazioni in rete mi sono imbattuto in una vecchia conoscenza, della quale m'ero quasi completamente dimenticato: la Guide to Antiaging Drugs, di Thomas Donaldson, pubblicata sul sito della Life Extension Foundation. Anch'essa e' ormai datata: mi sembra di ricordarmela dai primi anni '90 e l'autore, un noto sostenitore della crionica ed e' morto nel 2006. Nel capitolo dedicato alla levodopa, Donaldson e' scettico del potenziale della levodopa come sostanza longevista e fa notare che essa ha avuto un impatto positivo nell'87% degli animali, ma il rimanente 13% ha subito un accorciamento delle aspettative di vita.

Per le ultime due sostanze, una delle quali e' la piu' promettente dal punto di vista pratico e una mia vecchia conoscenza, dovrete tornare da queste parti settimana prossima...

L'articolo di Michael Rae sulla review della metodologia negli studi su roditori sull'allungamento della vita, sul sito della SENS Foundation: How (Not) to Run a Lifespan Study

Il paper di Stephen Spindler, da AGE (The Official Journal of the American Aging Association):
Review of the literature and suggestions for the design of rodent survival studies for the identification of compounds that increase health and life span

Image: Reese the rat in his tube, by average_jane_crafter

19 aprile 2011

L'ultimo libro di Michio Kaku (Physics of the Future), recensito da Glenn Reynolds

Michio Kaku e' un fisico, futurologo e divulgatore scientifico americano che si occupa spesso dei nostri temi, e Glenn Reynolds e' l'autore di An Army of Davids, che ho segnalato qui. Come posso resistere, quando il secondo scrive una recensione di un libro del primo? L'articolo e' apparso sul Wall Street Journal (Let's Hope the Robots Are Nice) ed e' dedicato a Physics of the Future - How Science Will Change Daily Life by 2100 (qui sul sito di Kaku). Nonostante il titolo, Physics of the Future, il libro si occupa piu' di gadgets e tecnologia che di fisica ed e' descritto da Reynolds come una vasta panoramica del progresso tecnologico prevedibile per questo secolo. Molto di cio' di cui Kaku si occupa e' ben noto a chi abitualmente scruta l'orizzonte tecnologico, ma potrebbe essere una completa novita' per buona parte del grande pubblico - la cui "educazione" su questi temi non puo' che essere benvenuta... Fra i temi trattati troviamo:

  • Realta' aumentata (Kaku prevede interfaccia basate su lenti a contatto o impianti oculari entro una o due decadi)
  • Medicina (sistemi di monitaraggio inclusi nei WC per diagnosticare in tempo reale eventuali problemi di salute; apparati per l'imaging a risonanza magnetica delle dimensioni e del costo di un fon)
  • Spazio (colonizzazione guidata dai privati, terraforming di Marte, sonde nanotecnologiche verso le stelle)
  • Nanotecnologie molecolari (d'apprima rare e costose, ma cosa di tutti i gironi ed economiche verso la fine del secolo, con conseguente ricchezza diffusa)
  • Intelligenza Artificiale (superati i limiti del silicio, fra circa vent'anni, le nanotecnologie dovrebbero dare nuovo impulso al settore - ma se cio' non dovesse accadere, Kaku prevede il declino di Silicon Valley).
Kaku non sembra preoccupato dall'arrivo di intelligenze artificiali potenzialmente ostili (cioe' di scenari alla Terminator), innanzitutto perche' potremo tenere il passo con loro tramite forme avanzate di potenziamento cognitivo che finiranno con l'assomigliare sempre piu' ad un mergersi di intelligenze biologiche ed artificiali. Secondo, perche' ritiene che lo sforzo di ricerca nel settore della "friendly AI", oggi in stato embrionale, dara' frutto. Tutto cio' mi sembra molto interessante, non solo in se', ma anche perche' Kaku sembra aver adottato due concetti prettamente transumanisti: quello del mergersi con le nostre tecnologie (popolarizzato da Ray Kurzweil) e quello di friendly AI (diffuso ed elaborato in particolare da Elezier Yudkowski del Singularity Institute). Reynolds condivide l'ottimismo di Kaku, ma non riesce a dimenticare un commento di Vernor Vinge su come le tecnologie all'orizzonte "metteranno armi di distruzione globale nelle mani di chiunque stia avendo una pessima giornata"... Possiamo solo sperare di sviluppare in tempo un "sistema immunitario" per la sicurezza, robotico/nanotecnologico - aggiungo io.

La parte piu' preoccupante di "Physics of the Future", conclude Reynolds, non riguarda il futuro, ma il presente. Kaku riporta una conversazione avuta con Freeman Dyson nella quale egli descrive come molti dei suoi compagni di classe piu' intelligenti non fossero interessati ad inventare nuovi motori elettrici o processi chimici, ma a "gestire i soldi altrui". Dyson e' del 1923 e ha passato l'infanzia in Inghilterra. Questo suo ricordo e' visto come un sintomo del declino dell'impero britannico. Oggi Dyson assiste allo stesso fenomeno per la seconda volta: oggi pero' vive in America. Non che la situazione sia molto diversa in Europa, aggiungo io...

18 aprile 2011

Il Network degli studenti transumanisti

Lampo transumanista: e' nato l'Humanity+ Student Network. Se l'inglese e' un problema, gli studenti sono benvenuti anche presso quest'altro Network! :-)

L'attivita' fisica fa bene al cuore. Ma come?


Che l'esercizio fisico faccia bene all'apparato cardiocircolatorio lo sappiamo. Quello che e' meno certo e' in che modo qualche ora alla settimana spesa in palestra o correndo per il parco possa prevenire le malattie cardiovascolari. Questo studio offre una panoramica dello stato dell'arte in questo settore: Molecular Mechanisms in Exercise-Induced Cardioprotection. Sebbene il "preciso meccanismo molecolare" tramite il quale l'esercizio fisico contribuisce alla prevenzione cardiovascolare e' ancora da scoprire, l'evidenza oggi a nostra disposizione punta verso due 'sospetti' principali: la riduzione della produzione di ossidanti e l'attivazione di sistemi di "manutenzione" cellulare.

Ecco la lista completa dei 'sospetti' (attivati o incrementati dall'esercizio fisico): heat shock proteins, capacita' antiossidante del miocardio, angiogenesi e arteriogenesi coronarica, COX-2 (ma questo candidato sembra essere stato elimitato), proteine dello stress del reticolo endoplasmatico (della stessa famigla delle heat shock proteins), ossido di azoto, "Sarco and Mito KATP Channels" (e qui confesso di essermi perso...) e mitocondri cardiaci.

Nella sezione sull'autofagia, un tema di cui mi sono gia' occupato leggiamo che l'esercizio fisico apporta i suoi noti benefici in parte grazie all'induzione dell'autofagia e che tale induzione risulta ridotta in individui affetti da sindrome metabolica, diabete, o stile di vita sedentario.

Interessante, nelle conclusioni, un passaggio che evidenzia ulteriormente la nostra relativa ignoranza: i ricercatori sottolineano l'importanza di meglio comprendere quale sia l'impatto dei vari tipi di attivita' fisica (sulla base dei livelli di intensita', durata, etc), nonche' delle differenze fra i sessi. Personalmente, per non mettere tutte le mie uova in un solo proverbiale paniere, ho recentemente aumentato la percentuale di esercizio aerobico del mio protocollo, con tanto di micro-maratone (5 km) un paio di volte al mese - almeno nella bella stagione...

Immagine: Army Reserve 2010 Best Warrior Competition Army Physical Fitness Test, by DVIDSHUB

17 aprile 2011

Frutta e verdura e ictus; N-nitroso composti e tumori; caffe' e ipertensione; peso, esercizio fisico e obesita' nell'anziano

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Frutta e verdura e rischio di ictus. Frutta e verdura sono efficaci nella riduzione del rischio cerebrovascolare, ma solo se consumate fresche

N-nitroso composti e tumori gastrointestinali. Alti livelli di N-nitroso composti della dieta, ma non endogeni, possono aumentare il rischio di tumori al retto

Consumo di caffè e ipertensione. Il consumo moderato di caffè non influenza in modo significativo il rischio di ipertensione

Perdita di peso, esercizio fisico e funzione fisica nell’anziano obeso. Dieta e esercizio fisico insieme sono importanti non solo per la riduzione del peso ma anche per il mantenimento dell’autonomia nell’anziano obeso

16 aprile 2011

L'autofagia durante il digiuno

Questo e' un post "pigro", nel senso che non e' altro che un copia e incolla da Wikipedia, ma ho trovato particolarmente interessante la sezione 'Autofagia In Vivo durante il Digiuno' della pagina dedicata all'autolisi  e spero sia altrettanto per quei quattro lettori che hanno apprezzato i miei post precedenti sul tema. Mi sembra particolarmente utile la parte finale, nella quale si descrive come l'autofagia sia indotta in vari organi in tempi diversi. Chi volesse praticare il digiuno mirato ad organi specifici, prenda nota. Si tenga a mente, pero', che la pagina di Wikipedia afferma che "Questa voce o sezione sull'argomento medicina è ritenuta non neutrale. Motivo: fonti indicate male e vaghe. POV diffuso".

Da Wikipedia: Se studi in vitro hanno identificato specificamente negli aminoacidi e negli ormoni pancreatici i più importanti modulatori del processo autofagico, studi in vivo hanno dimostrato che in generale è la carenza energetica, specie il digiuno, a essere un potente induttore del processo autofagico. Le proteine intracellulari sono infatti una delle fonti di aminoacidi più importanti quando l’assorbimento intestinale diminuisce o è assente (Mortimore et al., 1989). Questa sorgente interna di aminoacidi non costituisce uno specifico deposito, bensì è rappresentata dalle normali proteine costituenti la cellula (Mortimore and Poso, 1987). La loro degradazione - che sappiamo essere finemente regolata da ormoni, aminoacidi e altre molecole - varia ampiamente a seconda del tipo di tessuto interessato (Mortimore and Poso, 1987). Durante il digiuno le perdite proteiche più consistenti si verificano nel fegato, cali minori si presentano nel rene, nell’intestino, nel cuore e nel muscolo scheletrico (Addis et al., 1936). Nel ratto è stato mostrato che durante le prime 24 ore di digiuno si assiste alla perdita del 25-40% del contenuto proteico nel fegato senza che si verifichi un calo di proteine apprezzabile nel muscolo scheletrico (Addis et al., 1936; Hutson and Mortimore, 1982); dopo 48 ore di digiuno si verifica un incremento di proteolisi a livello del muscolo, il cui contenuto proteico diminuisce (Millward and Waterlow, 1978). Si può concludere che i tessuti rispondono diversamente alla necessità di aminoacidi e che il rapido catabolismo proteico osservato nel fegato si instaura principalmente nell’intervallo tra i pasti, mentre le risposte più ritardate come quella del muscolo si attivano nel digiuno prolungato (Mortimore and Poso, 1987). L’entità della degradazione proteica del fegato rende possibile stabilire una correlazione quantitativa tra velocità di proteolisi e alterazioni del sistema vacuolare-lisosomiale durante il digiuno e nella successiva rialimentazione: la perdita netta delle proteine può essere attribuita all’autofagia (Hutson and Mortimore, 1982) e alla conseguente accelerazione della proteolisi che risulta consistentemente più veloce della sintesi proteica (Hutson and Mortimore, 1982; Pfeifer, 1973). Con la rialimentazione l’autofagia e l’incremento proteolitico sono repentinamente soppressi (Hutson and Mortimore, 1982; Khairallah, 1978; Pfeifer and Bertling, 1977). Sebbene il fegato sia l’organo maggiormente interessato dall’incremento autofagico-proteolitico, durante il digiuno è importante sottolineare che anche altri organi presentano un aumento dell’autofagia: nel muscolo le proteine miofibrillari, che rappresentano la maggior parte del contenuto proteico, sono degradate da meccanismi non-lisosomiali. Nonostante ciò è stato mostrato che anche la proteolisi lisosomiale è elevata durante il digiuno (Wing and Goldberg, 1993): inoltre, in un recente lavoro su linee di cellule muscolari, è stato evidenziato come la carenza di leucina attivi specificamente il processo di autofagia (Mordier et al., 2000). La scoperta e lo studio dei meccanismi molecolari del processo di autofagia ha permesso di osservare che i geni coinvolti in questo processo nel lievito hanno omologie con geni dei mammiferi che sono espressi in molti tessuti; ciò potrebbe indicare che il processo potrebbe essere attivo in maniera continua ubiquitariamente (Kim and Klionsky, 2000); in aggiunta la scoperta del segnale di trasduzione aminoacidica, in comune con quello della sintesi proteica e la progressione del ciclo cellulare, suggerisce l’ipotesi che l’autofagia sia un meccanismo ubiquitario nell’organismo che si contrappone alla crescita cellulare durante la carenza di nutrienti (van Sluijters et al., 2000). In studi condotti da Mizushima e coll. sull’autofagia in vivo in condizioni di digiuno è stato utilizzato, come proteina marker per l’autofagosoma, LC3, un omologo dell'Atg 8 di lievito presente nei mammiferi (Mizushima et al., 2004). Questi studi hanno messo in evidenza che l’autofagia è indotta in quasi tutti i tessuti, benché il modello di risposta al digiuno sia differente tra i diversi organi (Mizushima et al., 2004). È stato infatti rilevato che l’autofagia può essere fortemente indotta durante le 48 ore di digiuno, come avviene nel cuore, oppure essere indotta nelle prime 24 ore di digiuno, ma ritornare a livelli quasi basali durante le restanti 24 ore di digiuno, come avviene per il fegato, oppure non essere indotta nelle 48 ore di digiuno, come avviene per il cervello. Questi diversi modelli di risposta al digiuno suggeriscono che la regolazione dell’autofagia non sia uniforme, ma organo-dipendente (Mizushima et al., 2004).

15 aprile 2011

Limitless: Hollywood e il potenziamento cognitivo



L'ho segnalato a febbraio e esce oggi in Italia. Non l'ho ancora visto, ma ho sentito dei commenti molto positivi da parte di alcuni transumanisti inglesi che l'hanno gia' visto, qui in Inghilterra - a quanto pare non e' il solito mito di Icaro riciclato, il che mi sembra incoraggiante... In genere i film li vedo quando arrivano su DVD, ma potrei fare un'eccezione per Limitless. Se andrete a vederlo, sarei curioso di sapere che impressione vi ha fatto (nei commenti).

14 aprile 2011

Stuxnet, spiegato

Abbiamo gia' accennato (molto brevemente) a Stuxnet. In questa presentazione a TED colui che ne ha scoperto i segreti spiega come l'ha fatto: Ralph Langner: Cracking Stuxnet, a 21st-century cyber weapon. Il suo messaggio, dopo le spiegazione tecniche, e' decisamente preoccupante: Stuxnet puo' essere modificato per attacchi su qualsiasi obiettivo, tranformandolo in una "arma digitale di distruzione di massa". Le piu' alte concentrazioni di obiettivi, siano essi fabbriche o impianti nucleari, si trova in USA, Europa e Giappone. Dobbiamo cominciare a preparare le difese...

Sei sostanze che allungano la vita - se non altro nei roditori (prima parte)


Ogni giorno la lista delle sostanze che allungano la vita, almeno nei topi di laboratorio, sembra allungarsi. Possiamo fidarci di questi risultati? Secondo Michael Rae (co-autore, insieme ad Aubrey de Grey, di Ending Aging), l'allungamento della vita da essi dimostrato va' preso con le pinze, dato che la metodologia che li ha prodotti contiene un errore fondamentale: si utilizzano animali da laboratorio (roditori) le cui aspettative di vita sono piu' corte di quelle dei loro cugini selvatici (wild type o 'naturali'). I topi di laboratorio, infatti, non solo sono il risultato di anni di riproduzione controllata, ma passano anche la vita in condizioni profondamente diverse da quelle dei loro cugini. E quando le stesse sostanze vengono somministrate a topi selvatici l'allungamento della vita riscontrato in laboratorio non si verifica.

In cerca di una spiegazione, Stephen Spindler ha esaminato 106 studi condotti sugli effetti longevisti di varie sostanze (su roditori) e ne ha trovati solamente sei che contengono dati su come siano stati alimentati i topi in questione e che permettono quindi di escludere che il risultato ottenuto (allungamento della vita) sia in realta' dovuto ad un qualche livello di restrizione calorica, inavvertitamente imposto dai ricercatori - si ricordi che la restrizione calorica e' il metodo piu' studiato e meno controverso per allungare la vita di un animale da laboratorio. Spindler e Rae suggeirscono che per eliminare questo dubbio e quindi individuare sostanze autenticamente longeviste, sarebbe necessario: monitorare accuratamente le quantita' di cibo somministrate e il peso degli animali; utilizzare topi geneticamente eterogenei e dotati di 'normali' aspettative di vita; sottoporre a restrizione calorica il gruppo di controllo.

Dopo questo mio brutale riassunto dell'articolo di Rae, a sua volta un breve risassunto dello studio di Spindler, vengo a cio' su cui voglio soffermarmi (ma chi fosse interessato al problema delle metologie utilizzate nel settore trovera' sia l'articolo che lo studio di grande interesse - vedi sotto per i dettagli). Essendo il sottoscritto un tipo pratico, la mia attenzione e' stata attirata da quei sei studi che, avendo escluso gli effetti della restrizione calorica, avrebbero inequivocabilmente dimostrato l'efficacia di alcune sostanze nell'allungare la vita - se non altro nei topi e se accettiamo le teorie di Spindler. Ecco i primi due, da me commentati (gli altri quattro arriveranno uno o due alla volta, nel corso di un paio di settimane - sorry, ma il tempo e' tiranno):

Marine collagen peptides prepared from chum salmon (Oncorhynchus keta) skin extend the life span and inhibit spontaneous tumor incidence in Sprague-Dawley Rats (Abstract)

Questo studio mi ha colto di sorpresa. Tutti questi anni passati a monitorare gli sviluppi del settore, ed ecco una sostanza che fino ad ora mi era completamente sfuggita! Eppure i marine collagen peptides (MCPs) traducibile, immagino, come peptidi marini (ittici?) del collagene hanno allungato la vita dei ratti di laboratorio e hanno diminuito l'insorgenza di tumori. Sono estratti dalla pelle del salmone Oncorhynchus keta e non solo ha allungato la vita media, ma anche la vita massima degli animali in questione. I ricercatori ritengono che i loro effetti siano dovuti all'inibizione del calo dell'attivita' degli enzimi antiossidanti e dell'aumento dell'ossidazione dei lipidi, normalmente riscontrati nell'invecchiamento. Dal punto di vista pratico, noto che i risultati sono dose-dependant e che le dosi che hanno ridotto maggiormente i tumori sono piuttosto alte: il 4,5% e il 9% della dieta. Non mi azzardo ad estrapolare quale potrebbe essere la dose giusta per gli esseri umani, ma temo che potrebbe essere troppo alta per essere facilmente ottenibile sia con la dieta che tramite integratori.

Mild mitochondrial uncoupling in mice affects energy metabolism, redox balance and longevity (Abstract)

Il 2,4-dinitrofenolo e' un disaccoppiante chimico, cioe' un acido debole idrofobico e ionoforo, che permette il flusso di elettroni nella catena respiratoria senza che venga prodotto ATP, fonte energetica essenziale per la vita [...] L'avvelenamento da dinitrofenolo provoca un brusco aumento del metabolismo, sudorazione intensa (con cui il corpo cerca di dissipare calore), collasso e quindi porta alla morte (Wikipedia). Questa descrizione non entusiasmera' alcun longevista... eppure, come suggerisce la descrizione stessa, se somministrato a basse dosi puo' essere un agente mimetico della restrizione calorica. Nei topi di laboratorio ha portato ad una maggiore ossigenazione dei tessuti, un migliorato livello di glucosio, trigliceridi e insulina, una diminuzione nei livelli di ossidanti e perdita di peso, nonche' maggior longevita'. Metto questa sostanza nella mia lista mentale di sostanze da monitorare, ma per il momento non ho alcuna intenzione di lanciarmi in sperimentazioni dirette...

L'articolo di Michael Rae, sul sito della SENS Foundation: How (Not) to Run a Lifespan Study

Il paper di Stephen Spindler, da AGE (The Official Journal of the American Aging Association): Review of the literature and suggestions for the design of rodent survival studies for the identification of compounds that increase health and life span

Immagine: rat, by goto10

13 aprile 2011

Nuovo studio: il TA-65 allunga telomeri e vita, senza aumentare il rischio-tumori

Lampo longevista: il TA-65, a cui ho gia' brevemente accennato qui e qui, e' un estratto di astragalo (astragalus) che, in questo esperimento, ha allungato i telomeri di topi adulti, allungandone anche la durata di vita in buona salute. Il tutto senza aumentare l'incidenza di tumori (da molti ritenuto un rischio nell'intervenire sui telomeri). Lo studio, Su Aging Cell: The telomerase activator TA-65 elongates short telomeres and increases health span of adult/old mice without increasing cancer incidence

Chi vuol vivere per sempre? Intervista al Dr Stephen Coles sulle persone piu' vecchie del mondo



Il Dr Stephen Coles studia l'invecchiamento osservando le persone piu' vecchie del mondo, i cosiddetti supercentenari, cioe' coloro che hanno raggiunto come minimo i 110 anni di eta'.

In questa video-intervista di ReasonTV, ci spiega come costoro abbiano una sola cosa in comune: genitori, nonni, fratelli e sorelle che sono anch'essi vissuti particolarmente a lungo. Il segreto della loro longevita' e' quindi nel DNA ed alcuni di loro hanno superato il secolo di vita pur fumando pesantemente. L'intervistatore chiede se allora i nostri sforzi (dieta, esercizio, integratori) non siano altro che una perdita di tempo e la risposta di Coles e' sia saggia che sorprendente: se non hai parenti stretti particolarmente longevi non c'e' nulla da fare... ma questo non vuol dire che allora tanto valga fumare, non assumere integratori, evitare l'esercizio fisico, etc, perche' la "medicina sta cambiando e devi restare in vita se vuoi trarre vantaggio dalla singolarita' in arrivo" - come dicevo l'altro giorno (vedi Obama e la Singolarita') il meme della singolarita' ormai fa capolino sempre piu' spesso e sempre piu' inaspettatamente!

Tornando ai supercentenari, Coles spiega come, dopo aver evitato i tranelli posti loro da cancro e disturbi cardiovascolari, cioe' i principali killer, essi soccombono ad una forma di amiloidosi, un disturbo caratterizzato dall'accumulo "in sede extracellulare di materiale proteico a ridotto peso molecolare ed insolubile detto amiloide" (Wikipedia). Gli amiloidi si accumulano, col passare del tempo, in tutti noi, ma molto lentamente e senza mettere a rischio la nostra vita. Solo in coloro che raggiungono eta' eccezionali l'accumulo diventa tale da essere letale. Non a caso, aggiungo io, la rimozione di questi "rifiuti extracellulari" e' uno dei sette "peccati mortali" dell'invecchiamento identificati dal biogerontolo Aubrey de Grey, il cui superamento porterebbe all'immortalita' fisica (incidenti, omicidi e suicidi a parte).

Gli altri consigli di Coles a chi volesse vivere piu' a lungo sono l'esercizio fisico (anche se consiste solo nel camminare di piu'), prendere quotidianamente un multivitaminico e olio di pesce (ma attenti alla vitamina A se prendete olio di fegato di merluzzo, aggiungo io), nonche' vitamina D3.

La parte successiva dell'intervista deve essere stata una delusione per il libertarian intervistatore: Coles difende l'americana FDA, generalmente vista da ReasonTV come una barriera al progresso medico. L'intervista si chiude con una riflessione che ho gia' sentito anche da de Grey e con la quale non sono sicruro di essere d'accordo al 100%: quando avremo l'immortalita' fisica, o anche solo quando avremo significativamente innalzato le nostre aspettative di vita, saremo tutti molto piu' attenti ad evitare gli incidenti, dato che essi saranno la nostra principale causa di morte. Non sono sicuro che questo sara' il caso, perche': 1) i giovani sono le principali vittime di incidenti, quindi, mi chiedo, in una popolazione ringiovanita, vincera' la saggezza degli anni o l'impetuosita' degli ormoni? 2) la prospettiva di una vita a scadenza indeterminata potrebbe spingere molti a cercare forme di intrattenimento e stili di vita sempre piu' pericolosi (sport estremi, il classico "sesso, droga e rock and roll", o qualche sua variante futura), rassicurati dalle capacita' rigenerative della medicina in caso di incidenti o brutte sorprese. Dopotutto, quando si parla di immortalita', c'e' sempre qualcuno che domanda "ma poi non ti annoieresti?" Personalmente, non credo che questo sarebbe un problema, ma la frequenza con cui mi devo confrontare con questa domanda mi fa sorgere il dubbio che saranno in molti coloro che prenderanno questa strada.

12 aprile 2011

Vota per Kurzweil!!

Qui troverete la "2011 Time 100 Poll", un sondaggio della rivista Time in cui si puo' votare per le figure pubbliche ritenute piu' influenti. Sia ben chiaro che non e' una cosa al 100% seria - quando sono andato a vedere, il numero uno era una maisentita pop star sud-coreana... Ma allo stesso tempo Ray Kurzweil era al 60mo posto, quindi, votate, votate, votate! ;-) Per votare cliccate sul candidato che volete e scegliete se sia influente o meno (cioe', si puo' anche votare "contro"). Le urne restano aperte fino al 14 aprile e l'unico italiano che ho trovato, scrollando la lista rapidamente, e' Silvio Berlusconi... (al 187mo posto)

Il razzo piu' potente al mondo, pronto nel 2012 - e sara' costruito dai privati



In questo cinquantesimo anniversario dell'impresa di Yuri Gagarin, mi sembra giusto parlare di spazio. Il Falcon Heavy della SpaceX sara' completato l'anno prossimo. Sara' il primo vettore pesante della ditta americana e rappresenta un'altro passo avanti nella marcia dei privati verso lo spazio (esistono gia' altri due vettori pesanti privati, anche se meno potenti). A sottolineare la crescente importanza dei privati, il Falcon Heavy arriva proprio quando l'era dello Shuttle sta per chiudersi. Il razzo non solo raggiungerebbe la stazione spaziale internazionale, ma potrebbe essere utilizzato anche per spedizioni verso la luna o persino verso Marte. La sua capacita' di trasporto e' superiore a quella di un Boeing 737 ed equivalente a quella di due Shuttle. Al decollo potra' generare tanta energia quanto 15 Boeing 747. Il costo pound to orbit scendera' a circa 1.000 dollari e un singolo lancio costera', si stima, introno agli 80 milioni di dollari. Il primo lancio sara' da Cape Canaveral verso la fine del 2013 o agli inizi del 2014.

Fonte: World's Most Powerful Rocket Ready in 2012, SpaceX Says

11 aprile 2011

Vuoi il test di 23andMe? Oggi è gratis!

Ogni giorno può essere un DNA day! Leggo su vari blog che oggi, a partire dalle 9.00 si potrà acquistare il test di genomica personalizzata di 23andMe a costo zero, pagando soltanto la spedizione e la membership di almeno un anno al Personal Genome Service a 9 dollari al mese. Qui la segnalazione precedente con i dettagli. Buon divertimento con il vostro milione di SNPs!

L'universo tecnologico in un ritratto infografico


Envisioning technology (qui sopra) e' una rappresentazione infografica dell'universo tecnologico. L'autore, Michell Zappa, la descrive come una panoramica del potenziale delle tecnologie future, uno strumento teso a a facilitare le previsioni sulla direzione di quello che Kevin Kelly ha battezzato il technium. Nell'immagine si notano vari 'nodi' principali, connessi ad altri nodi di dimensioni piu' ridotte. Ogni nodo rappresenta un settore tecnologico. Il centro della 'mappa' e' il presente e piu' ci si sposta verso l'esterno, piu' ci si sposta nel futuro. Le dimensioni dei nodi indicano l'importanza dell'impatto delle varie tecnologie. Fusione fredda, quantum computing e nanotecnologie non sono stati inclusi in quanto, secondo l'autore, e' da troppo tempo che stanno per realizzarsi "entro i prossimi 25 anni" - devo dire che in quest'ottica trovo strana l'inclusione dell'Intelligenza artificiale, visto come anch'essa sia spesso considerata parte di questa categoria di tecnologie "sempre all'orizzonte".

Per esplorare la 'mappa': clicca qui per una versione ingrandita.

10 aprile 2011

Ottimismo radicale, una presentazione di Matt Ridley alla Long Now Foundation


Ho gia' segnalato The Rational Optimist, di Matt Ridley, descrivendolo come la "proverbiale boccata d'ossigeno nell'asfissiante ecocatastrofismo imperante" e ora segnalo questa sua presentazione audio intitolata "Deep Optimism" sul sito della Long Now Foundation. Hat-tip a The Technium, di Kevin Kelly.

09 aprile 2011

Obama e la singolarita'

 

E' Vivek Kundra, il Chief Information Officer dell'amministrazione Obama e "crede nella Singolarità", almeno a giudicare dalla sua (in realta' piuttosto vaga) risposta ad una domanda al proposito in questa intervista dell'Economist. Non voglio certo dire che il governo americano sia composto da singolaritari, ma e' un sintomo dell'impatto delle attivita' di Kurzweil, nel corso degli ultimi anni. Come penso di aver gia' detto, Ray Kurzweil e Aubrey de Grey sono, secondo me, quanto di meglio sia capitato al transumanesimo negli ultimi dieci anni (e non a caso troverete dei loro scritti su Estropico: de Grey qui e Kurzweil qui, qui e qui). Hat-tip a Accelerating Future.

08 aprile 2011

Energia eolica: meno efficiente in pratica che in teoria

Segnalo questa notizia della BBC, nell'ambito delle recenti discussioni sulle varie fonti di energia. Secondo i produttori di impianti eolici, essi producono energia al 30% della propria capacita', nel corso di un anno. Ma secondo questa ricerca, la percentuale e' invece rimasta sotto al 20% per piu' di sei mesi e sotto il 10% per quattro, nei parchi eolici studiati (in Gran Bretagna).

Afganistan: il primo conflitto robotizzato (video del drone X-47B)

 

Fino al 1914, ogni conflitto e' stato combattuto a piedi o a cavallo. La prima guerra mondiale e' stato il primo conflitto in cui i carri armati sono stati utilizzati e oggi l'Afganistan e' il primo conflitto "robotizzato". Questa, in breve, l'introduzione di Rafeed Zakaria nel video della CNN qui sopra. Al momento, in Afganistan, sono presenti 2000 robot e i Marines ora hanno l'X-47B della Northrop Grumman, un incrocio fra uno stealth fighter e un drone in grado di decollare e atterrare da solo (anche su portaerei). L'unico ruolo per gli esseri umani, conclude Zakaria, e' di dirgli quando e' opportuno sganciare una bomba...

Fonte: KurzweilAi.net (War of the machines?)

07 aprile 2011

Divisi, direzione infinito? Cattolici e transumanesimo

Avrei voluto approfondire, ma poi non sono riuscito a dedicargli il tempo che si merita e ormai e' roba del mese scorso... Ergo, questa segnalazione lampo: Insieme, direzione infinito e' un articolo dell'Avvenire che si occupa, fra le altre cose, di transumanesimo e che dimostra quanto ancora frainteso sia il termine - anche se sospetto che, piu' che frainteso, essa sia usato come spauracchio, almeno in questo caso. Per fortuna neanche i cattolici sono un blocco monolitico (qui un esempio, su Estropico).

L'imminente integrazione di Umanita', Macchine e Internet: World wide mind, di Michael Chorost



World Wide Mind e' l'ultima pubblicazione di Michael Chorost e segue di qualche anno il suo Rebuilt, nel quale ha raccontato le sue esperienze di cyborg (in quanto recipiente di impianto cocleare). Il sottotitolo chiarisce subito perche' il suo libro sia on-topic da questa parti: "l'imminente integrazione di Umanita', Macchine e Internet". Qui una recensione e qui alcuni estratti, entrambi sul New York Times. Qui il libro su Amazon.

06 aprile 2011

Nuovo look e un nuovo progetto per il sito di Humanity+

Lampo transumanista: il sito dell'organizzazione mondiale dei transumanisti ha una nuova veste grafica e un nuovo progetto, il Water Liberation Prize (PDF), il cui obiettivo e' la creazione di strumenti per la purificazione dell'acqua, senza l'uso di energia elettrica, al costo di tre dollari. Commento personale: l'obiettivo e' senza dubbio meritevole, ma e' gia' nel mirino di piu' d'una associazione caritatevole... Non rischiamo di andare off-topic? E non sarebbe un errore strategico molto grave quando invece le associazioni caritatevoli che hanno nel mirino i nostri obiettivi si contano sulle dita di una mano?

Kurzweil: fra 16 anni il solare soddisfera' tutti i nostri fabbisogni energetici


Il mondo ha bisogno di energia (e non solo l'Occidente industrializzato). Cina, India, Brasile e le altre potenze economiche emergenti ne hanno bisogno adesso e ne avranno ancor piu' bisogno nei prossimi anni. Ma carbone e petrolio inquinano. Il petrolio porta con se' discutibili alleanze geopolitiche. Per non parlare degli effetti (per quanto controversi) sul clima. Il nucleare offre una soluzione. La Cina fara' da battistrada e l'India seguira' (qui un'ottima mappa interattiva dell'Economist sui reattori oggi attivi, quelli in costruzione e quelli ancora in fase di progetto a livello globale). Ma lo tsunami giapponese ci ricorda che Madre Natura e' in realta' una spesso crudele matrigna che non esita a mettere il proverbiale bastone nella ruota e le energie alternative non sono ancora mature.

Come non bastasse, il dibattito su questi temi e' particolarmente acceso, come dimostrato da un post di tre sole righe (Uccide di piu' il nucleare o il solare?), che e' in breve diventato il piu' commentato nella storia di Estropico Blog...

Secondo Ray Kurzweil, pero', la soluzione e' in arrivo, e fra soli 16 anni. In una breve intervista a Big Think  (si noti pero' che non sono riuscito ad accedervi causa continui problemi tecnici con Bigthink.com) ha sostenuto che entro il 2027 le nanotecnologie utilizzate nei pannelli solari avranno subito "otto raddoppi" in termini di efficienza, un progresso sufficiente a soddisfare i bisogni energetici del pianeta. Kurzweil sostiene che "il costo per watt dei pannelli solari sta scendendo spettacolarmente e di conseguenza il totale dell'energia solare prodotta sta crescendo non in maniera lineare, ma esponenziale. Sta raddoppiando ogni due anni costantemente da 20 anni." Non e' la prima volta che Kurzweil si occupa del problema energetico (qui un'altro esempio, di cui si e' occupato David agli inizi di marzo), ma al momento non mi vengono in mente altre sue previsioni talmente specificiche.

Personalmente mi considero un pragmatico, quando si parla di soddisfare i bisogni energetici di un mondo in continua crescita. Non mi sento ideologicamente legato al nucleare, ma non sono uno dei tanti suoi nemici viscerali e lo stesso dicasi per quanto riguarda le energie cosiddette alternative. Quello che mi sta a cuore e' che il progresso economico, tecnoscientifico e sociale continui e che ci porti a quel superamento delle limitazioni umane che su questo blog e' visto sia come possibile che desiderabile. E in una situazione di 'carestia energetica' questo scenario non e' realizzabile. Quindi, pragmaticamente, trovo difficile credere che il mondo intero decida di aspettare 16 anni sulla base di una profezia, per quanto accurate siano state le previsioni precedenti del 'profeta' in questione. Se e quando il solare potra' rimpiazzare le altri fonti di energia, ben venga. Nel frattempo, un mix di fonti di energia diverse sembra essere l'inevitabile e logica soluzione.

Immagine: Solar panel 2, by pixor

05 aprile 2011

Dieta mediterranea e sindrome metabolica; pesce, grassi polinsaturi e ossa; adiposità e diabete di tipo 2; grasso addominale e rischio cardiovascolare

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Dieta mediterranea e sindrome metabolica. Un altro studio conferma i benefici della dieta mediterranea nella prevenzione della sindrome metabolica

Consumo di pesce, grassi polinsaturi e salute delle ossa. Pesce e acidi grassi polinsaturi migliorano la densità ossea

Adiposità e diabete di tipo 2. La percentuale della massa grassa è un indicatore del rischio più efficace dell’indice di massa corporea

Grasso addominale e rischio cardiovascolare. L’obesità androide non sembra associata ad un maggior rischio cardiovascolare rispetto a quella ginoide

Sistemi di intelligenza integrati. Intervista a Barney Pell, fondatore di Powerste e consulente SIAI


Continua, su Estropico, la pubblicazione delle interviste del Singularity Institute: questo mese e' il turno di Barney Pell.

Sono Barney Pell, attualmente fondatore e CEO di Powerset, un'azienda che usa l'intelligenza artificiale avanzata per fornire al mondo un nuovo modo di ricercare le informazioni, un modo che permetterà agli utenti di effettuare ricerche usando il linguaggio naturale, invece di dover parlare in termini comprensibili per un computer. Tuttavia, non abbiamo ancora creato l'intelligenza artificiale generale e stabile, stiamo lavorando alle primissime fasi. Ma stiamo avendo aiuti da alcuni importanti progressi nell'AI che sono rimasti fermi per i trent'anni passati.

Penso che prevedere il futuro sia molto difficile. Noi possiamo al massimo fare analisi in base ai trends. Ci sono stati progressi costanti nell'AI, come mostra la legge di Moore. Ripensando alle prime ricerche sull'AI, dovevi spendere tutto il tuo tempo a cercare di fare entrare ogni cosa all'interno di poca memoria e potenza di calcolo. Quindi l'AI è diventata ora molto più malleabile grazie ai progressi in quei due settori. Un buon esempio sono gli scacchi. Quando la gente ci si cimentò, le prime volte, era uno dei primi grandi problemi dell'AI, e la gente diceva che avremmo avuto un programma di scacchi in grado di battere un campione mondiale (umano) magari entro soli cinque anni. Ma poi cinque anni passarono senza molti progressi, e così per altri 25, 30 anni. La gente si stava quasi scoraggiando, quando finalmente le cose cominciarono a funzionare. C'era stato un avanzamento importante nella Scienza, nella Legge di Moore, c'erano programmi che surclassavano in alcune situazioni campioni mondiali (umani). E' vero, alcuni di questi problemi sono davvero difficili, richiedono molto tempo, ma quel che ci aspettiamo è che la tecnologia avanzi.

Specificamente per la Singolarità, è difficile fare previsioni. Direi che entro un centinaio di anni, è quasi sicuro che avremo computer in grado di lavorare a livelli umani, assorbendo informazioni dal mondo e processandole più in fretta di noi, e il problema è solo se noi riusciremo a stare al passo. Io sono un consulente al SIAI. Il SIAI è un ente no-profit che essenzialmente prevede quali saranno le conseguenze a lungo termine quando una vera intelligenza artificiale arriverà e condizionerà il mondo. Ci sono alcune questioni davvero interessanti. Sappiamo che nei progressi tecnologici la gente ha vari interessi, di tipo accademico, intellettuale, economico. Ma prima o poi quel traguardo tecnologico arriva, e spesso ci rendiamo conto delle conseguenze solo dopo. Il SIAI si occupa di guardare lontano e cercare di fare previsioni e, sebbene le cose sembrino molto al di là dal venire, il futuro arriverà più in fretta di quanto ognuno di noi prevede; ecco, noi guardiamo lontano e diciamo "Di cosa è necessario preoccuparsi già da ora?". Magari ci sono cose da fare per prepararsi, o forse bisogna prendere in considerazione le modalità che servono per progettare questi sistemi di AI, così ci saranno le giuste AI nel futuro, invece che, potenzialmente, quelle sbagliate.

Leggi tutto, su Estropico.org

Immagine: Information, by untitledprojects

04 aprile 2011

Chernobyl è stata aperta come attrazione turistica nel gennaio del 2011

O meglio, è stata ufficialmente aperta come attrazione turistica nel gennaio del 2011 dal governo dell’Ucraina. Prima di ciò, almeno 6.000 visitatori ogni anno (dal 2000) erano già stati in visita in modo “informale” (tra cui qualche italiano). Ci sono circa 700 persone che vivono nell’area di esclusione in modo stabile. Per chi vuole, si può anche bere una birra allo spaccio locale. Immagino che le guide giocheranno un po’ a spaventare i turisti, in modo da rendere interessante la visita. Se cercate con Google “Tourism + Chernobyl” ci sono un po’ di video interessanti. Cross-post su Extropolitica.

Related articles: Kiev Sees Chernobyl as Tourist Hot Spot; Wikitravel Chernobyl

Letture: Potenziare le capacita' umane

Segnalo la pubblicazione di Enhancing Human Capacities. Il volume raccoglie i risultati del progetto Enhance dell'Unione Europea al quale hanno contribuito, fra gli altri, Nick Bostrom e Anders Sandberg, ed e' a cura, fra gli altri, di Julian Savulescu.

Enhancing Human Capacities passa in rassegna i progressi scientifici nel settore del potenziamento umano (cognitivo, affettivo, fisico e longevista) e li esamina sia dal punto di vista etico che da quello politico. Dan Brock, Professore di Medical Ethics a Harvard ha descritto il volume come la miglior raccolta disponibile di scritti sul potenziamento umano. Un'opera che chiarisce sia gli aspetti scientifici che quelli etici e politici - "un'indispensabile contributo al dibattito."

Includo una selezione di articoli che mi sembrano particolarmente interessanti, dal lunghissimo Table of Contents:
    • Enhancement, Autonomy and Authenticity (Niklas Juth).
    • Breaking Evolution's Chains: The Promise of Enhancement by Design (Russell Powell and Allen Buchanan).
    • Introduction: Cognition Enhancement--Upgrading the Brain (Anders Sandberg).
    • The Social and Economic Impacts of Cognitive Enhancement (Anders Sandberg and Julian Savulescu).
    • Smart Policy: Cognitive Enhancement in the Public Interest (Nick Bostrom and Rebecca Roache).
    • What's In a Name- ADHD and the Grey Area Between Treatment and Enhancement (Maartje Schermer and Ineke Bolt).
    • Is Mood Enhancement a Legitimate Goal of Medicine? (Bengt Brülde).
    • Physical Enhancement – The State of the Art (Andy Miah).
    • Physical Enhancement: What Baseline, Whose Judgement? (SørenHolm and Mike McNamee).
    • Le Tour and Failure of Zero Tolerance: Time to Relax Doping Controls (Julian Savulescu and Bennett Foddy).
    • Can a Ban on Doping in Sport be Morally Justified? (Sigmund Loland).
    • Looking for the Fountain of Youth: Scientific, Ethical and Social Issues in the Extension of Human Lifespan (Gaia Barazzetti).
    • Is Living Longer Living Better? (Larry Temkin).
    • Life Extension versus Replacement (Gustaf Arrhenius).
    • Lifespan Extension and Personal Identity (Gaia Barazetti and Massimo Reichlin).
    • Unfit for the Future?: Human Nature, Scientific Progress and the Need for Moral Enhancement (Ingmar Persson and Julian Savulescu).
    Qui l'annuncio della pubblicazione, sul sito del Future of Humanity Institute dell'Universita' di Oxford e qui la pagina dedicata al volume sul sito dell'editore (Wiley). A 72 Euro, non e' un investimento da poco, ma chi fosse interessato all'acquisto noti lo sconto del 20% con il codice PHL11, da inserire una volta arrivati al checkout sul sito della Wiley.

    03 aprile 2011

    La storia della fantascienza in una spettacolare infografica


    No, non e' un cetaceo alieno da Alfa Centauri... E' una storia della fantascienza in versione infografica, dalle sue origini nei miti dell'antichita', alle space opera di oggi. Temporalmente, questa "mappa" si legge da sinistra a destra. I diversi momenti e le diverse correnti della fantascienza sono marcati e includono centinaia dei piu' importani autori. Qui l'immagine ingrandita se volete esplorare (su SciMaps.org) e qui altre opere dell'autore, Ward Shelley (sul suo sito).

    02 aprile 2011

    Perche' vivere?



    Tutti i nostri sogni di longevismo, semi-immortalita', aspettative di vita illimitate, etc, sono sterili se non hanno degli obiettivi, e la loro difficile realizzazione e' ancor piu' improbabile senza da motivazioni profonde. Spesso obiettivi e motivazioni si sovrappongono. La sopravvivenza in nome della sopravvivenza non e' l'obiettivo degli immortalisti, per quanto essi non abbiano il minimo dubbio che l'esistenza sia, generalmente parlando, preferibile alla non-esistenza. L'amicizia, l'amore, la conoscenza, l'avventura, l'aiutare che e' meno fortunato di noi, o un mix di queste esperienze, sono sicuramente fra gli obiettivi piu' comuni. O forse basta anche una passione condivisa con dei vecchi amici, come nel video qui sopra. Si tratta di uno spot pubblicitario per una banca di Taiwan (in cinese, con sottotitoli in inglese), ma, come a volte succede con le pubblicita', riesce a condensare in pochi minuti quello che, se espresso a parole, puo' suonare stantìo: la vita va' vissuta - e, dal punto di vista longevista/immortalista, va' vissuta senza data di scadenza... Hat-tip a extro-chat.

    01 aprile 2011

    Cinque nuovi modi di leggere Estropico Blog

    Stanco del solito formato di Estropico Blog? Prova una di queste nuove dynamic views offerte da Blogger (in ordine di mia preferenza): snapshot, flipcard, mosaic, timeslide, sidebar.

    Negli USA la mortalità diminuisce per il decimo anno consecutivo mentre l’aspettativa di vita sale a 78 anni

    Non solo l’aspettativa di vita in Europa continua a salire, come abbiamo documentato pochi giorni fa, ma anche negli USA succede la stessa cosa. L’aspettativa di vita è aumentata di circa 66 giorni (da 78 a 78,2 anni) tra il 2008 e il 2009. La mortalità per 10 delle prime 15 cause principali di morte (aggiustata per l’età) è diminuita significativamente. Ci sono state 36.336 morti in meno nel 2009 rispetto al 2008, sebbene la popolazione sia aumentata.

    Cross-posted su Extropolitica

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    FutureMed, una nuova iniziativa della Singularity University



    FutureMed e' un'evento di cinque giorni (10-15 maggio 2011) organizzato dalla Singularity University. Si terra' presso l'Ames Research Park della NASA, in California e offre presentazioni, workshops, visite guidate, non-conferenze ed eventi sociali sul tema, come dice il titolo, della medicina di domani. Al costo di 7,500 dollari non e' cosa per tutti, ma il video qui sopra e' carino e magari, in seguito, almeno qualcosina arrivera' in rete anche per noi poveri peones... Hat-tip a MedGadget.