28 febbraio 2011

Due tele-interviste a Ray Kurzweil in occasione dell'uscita di Transcendent Man

Video-segnalazione lampo: a 24 ore dall'uscita di Transcendent Man, ecco due interviste su due canali televisivi americani, Bloomberg Television e Fox News (entrambi embeddati su KurzweilAI.net).

Biostampanti 3D per fabbricare e riparare parti del nostro corpo



La gamma di utilizzo delle stampanti 3D è in aumento già da tempo, con esse è possibile realizzare sculture, oggetti tridimensionali di plastica e polimeri, e perfino stampare cibo, ma ora gli scienziati stanno sviluppando "biostampanti" 3D che saranno in grado di fabbricare pelle, cartilagine, ossa e altre parti del corpo, on demand,aprendo così nuovi scenari per l'ingegneria dei tessuti e per la medicina rigenerativa. Presto quindi, a partire da un prelievo di cellule umane, potremo riparare nuovi tessuti o sostituire parti danneggiate del nostro corpo, gli ultimi progressi nel campo delle biostampanti 3D arrivano da due università.

Il professor Yoo James, dell'Istituto di Medicina Rigenerativa della Wake Forest University sta sviluppando un sistema che permetterà di stampare pelle direttamente sulle ferite da ustione. La biostampante ha incorporato un laser a scansione che analizza la ferita e determina la sua zona e profondità. La scansione viene convertita in immagini digitali tridimensionali che consentono al dispositivo di calcolare quanti strati di cellule della pelle devono essere stampati sulla ferita per riportarla alla sua configurazione originale.

Alla Cornell University è stata realizzata una biostampante in grado di scannerizzare un orecchio umano e stamparlo utilizzando gel di silicone al posto del reale cellule dell'orecchio umano (video in alto). Il team della Cornell, guidato dal professor Hod Lipson, ha già pubblicato i risultati dei suoi esperimenti per le riparazioni di ossa danneggiate di animali, anche se ci sono una serie di problemi tecnici ancora da superare, è probabile che il primo utilizzo della biostampante sarà la riparazione della cartilagine, in quanto essa ha una struttura interna abbastanza semplice con scarsa vascolarizzazione.  La biostampante è stata già testata con un certo successo negli animali, si è cioè riusciti a stampare direttamente cellule della cartilagine nel menisco di un ginocchio infortunato per ricostruirlo.

Una delle principali sfide da affrontare per le biostampanti è il collegamento tra il materiale biostampato e il resto del corpo, specialmente con i più grandi tessuti, poiché ogni parte d'organo o organismo che è stampato deve essere collegato ai vasi sanguigni del corpo, e questo può essere molto difficile. Indipendentemente delle sfide, il professor Lipson ritiene che il bioprinting diventerà una tecnica standard entro un paio di decenni. Fonte: Physorg

27 febbraio 2011

Tre minuti di Vernor Vinge sulla Singolarita' (2)

Qualche giorno fa ho presentato un video di Vernor Vinge sul tema della Singolarita' tecnologica: Tre minuti di Vernor Vinge sulla Singolarita' (video). In seguito, un lettore mi ha gentilmente mandato la traduzione italiana del testo. Eccolo:

Penso che la Singolarità sia l'evento non catastrofico più probabile nel prossimo futuro. Questo non significa che avverrà certamente. Non significa neanche che l'alternativa siano cose terribili.

Penso che quando si riflette su qualcosa che può sostituirsi alla nostra caratteristica più distintiva - ossia l'intelligenza - sia del tutto naturale non sentirsi molto a proprio agio.

[Penso che] l'analogia più efficace con la Singolarità, nella storia della Terra, sia la nascita del genere umano in mezzo al regno animale.

Vengono i brividi a rendersi conto che potremmo essere alla vigilia di un'era in cui domande come: "Qual è il significato della vita?" sono domande pratiche, domande di ingegneria.

D'altro canto, penso che sia salutare sedersi, riflettere sulle cose che davvero vogliamo, e su cosa significherebbe ottenerle.

Gli umani sono meglio caratterizzati non come gli animali che creano strumenti, ma come forse l'unico animale che abbia capito come "esternalizzare" la sua cognizione, come diffondere le sue abilità cognitive nel mondo esterno. Lo facciamo da poco, da circa diecimila anni. Leggere e scrivere è un modo di esternalizzare la propria memoria.

Se [nei prossimi dieci anni] noterai sempre più frammenti di cognizione umana sostituiti dal mondo esterno, se la responsabilità umana, la responsabilità occupazionale, si concentrerà sempre più su aree di giudizio non ancora automatizzate, quella sarà un'onda montante di questo outsourcing cognitivo.
E come ho fatto alla fine del post precedente, includo anche qui un paio di collegamenti per chi volesse approfondire: qui l'articolo di Vinge che ha lanciato il meme della Singolarita' e qui la sezione del blog ad esso dedicato.

26 febbraio 2011

Un tributo a Carl Sagan - peccato che non osi abbastanza...



Un tributo a Carl Sagan, da parte di The Thinking Atheist. Bel video... l'unico problema e' che, come gran parte degli atei, anche l'autore del video qui sopra non osa spingersi fino alle logiche conseguenze della propria filosofia, all'accettare, cioe', che e' giunta l'ora di prendere le redini del nostro destino anche per quanto riguarda le nostre aspettative di vita e la direzione della nostra evoluzione. Come ho gia' scritto altrove e continuero' a ripetere, "il sottoscritto sta perdendo la pazienza con quegli atei, agnostici e razionalisti che avendo rigettato la speranza di una salvazione metafisica, non sanno prendere il passo logico successivo. Di fronte all'oblìo sul nostro orizzonte personale non riescono o non vogliono riconoscere che l'unica speranza di salvezza sia lo sfuggire ai limiti della nostra fragile, effimera umanita'. Di fronte alla prospettiva dell'estinzione personale, si aggrappano invece ad uno stoicismo o un edonismo entrambi sterili, o ad un umanesimo meritevole, ma anch'esso colpevole di ignorare il problema-morte."

Vedi anche: la sezione Transumanesimo e ateismo del blog.

25 febbraio 2011

Fibre e prevenzione; sonno e massa corporea; attivita' fisica, adiposita' e tumori; macronutrienti e dieta

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Consumo di fibre e prevenzione. Il consumo di fibre si associa ad una riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari, respiratorie ed infettive
Sonno e indice di massa corporea. La durata del sonno influenza l'indice di massa corporea in preadolescenti canadesi
Attività fisica, adiposità e tumori. L’attività fisica riduce il rischio di morte per cancro nelle donne
Variazioni dell’assunzione di macronutrienti con la dieta. Negli ultimi decenni negli Stati Uniti è aumentato il consumo di carboidrati e si è ridotto quello di grassi e proteine

Un incredibile aeromobile a forma di colibrì (video)



A volte la ricerca tecnologica cerca di imitare il mondo naturale, ma in questo caso siamo di fronte a un sistema artificiale che ha superato in agilità, peso e velocità la natura stessa. La AeroVironment, la società californiana specializzata nello sviluppo di aeromobili, ha raggiunto un traguardo tecnico notevole con un piccolo velivolo dall'aspetto di un colibrì reale in grado di volare con grande precisione. Con un'apertura alare di soli 16 cm, in questo piccolo e leggero aeromobile gli ingegneri sono riusciti a stipare tutti i sistemi necessari per il volo, compresi batterie, motori, sistemi di comunicazione e anche una videocamera.

Il "Nano Hummingbird" (così chiamato in inglese) è addirittura più piccolo e più leggero dei più grandi colibrì che si trovano in natura, può salire e scendere verticalmente, lateralmente, volare a destra e a sinistra, avanti e indietro, così come può ruotare in senso orario e antiorario - tutto sotto controllo a distanza e dotato di una videocamera. E' anche capace di fare una rotazione completa a 360 gradi.

Questo incredibile risultato tecnologico è stato parte integrante di un contratto concesso dalla DARPA (il centro di ricerca del Ministero della Difesa americano) a AeroVironment per progettare e costruire un prototipo di aerei a forma di colibrì per il programma Nano Air Vehicle (NAV). Fonte: Giz Mag

24 febbraio 2011

Quello che vuole la tecnologia, di Kevin kelly

La sempre ottima Codice Edizioni ha fatto uscire la versione italiana di What Technology Wants, ultima opera di uno dei più grandi futurologi viventi: Kevin Kelly. Forse è l'evento editoriale dell'anno per chi si interessa dei temi che abitualmente trattiamo in questo blog, ecco la quarta di copertina:

Kevin Kelly appartiene a quella ristretta cerchia di pensatori in grado di cogliere le grandi traiettorie che attraversano la storia, e di svelarne la trama. In Quello che vuole la tecnologia Kelly ci racconta come la tecnologia nel suo complesso non sia solo un guazzabuglio di fili e metallo, ma un organismo vivente e in continua evoluzione, con esigenze proprie e tendenze inconsce.
Guardando alla nostra realtà attraverso gli occhi di questo sistema ora globale per scoprire “ciò che vuole”, Kelly ne traccia la storia, seguendo poi le traiettorie delle principali tecnologie del prossimo futuro per capire dove sia diretto. Perché solo l’ascolto di quello che la tecnologia vuole può preparare noi e i nostri figli alle tecnologie che inevitabilmente verranno, e solo allineando noi stessi con gli imperativi a lungo termine di questo sistema quasi-vivente saremo in grado di godere al meglio i suoi doni. Una visione fiduciosa e trasparente, che travalica la distinzione tra umano e artificiale, tra scienza e umanesimo. Tra quello che la tecnologia vuole e quello che il genere umano ha sempre sperato per sé.

 

Questo è il secondo libro scritto da Kevin Kelly (già autore di Out of Control) che ha mostrato più volte - anche con il suo blog e i suoi articoli - di avere grandi doti divulgative e grande acume filosofico su questioni fondamentali quali il rapporto tra uomo-tecnologia e il rapporto tra biologico-artificiale.
 

23 febbraio 2011

E' stata scoperta una tecnologia che permette di potenziare e migliorare il cervello. Millenni fa. Di S.D.


Migliorare il cervello dell'uomo, renderlo più potente e meglio funzionante. Voi come lo migliorereste? Probabilmente vorreste che il vostro cervello fosse in grado di elaborazioni più complesse e rapide...o magari che semplicemente vi doni la serenità ed il benessere, anzi, la gioia di chi della vita vede il lato migliore e più promettente. Ebbene, questo risultato si può ottenere con una tecnica antichissima. La meditazione buddista.

La meditazione buddista? Io pensavo fosse una pratica del tutto spirituale, come fa ad avere ripercussioni neurologiche?

I ricercatori della University of California San Francisco Medical Center hanno scoperto al principio degli anni '90 che la meditazione buddista può domare l'amigdala, un'area del cervello che è il centro della memoria della paura. "C'è qualcosa nella pratica buddista che si traduce in quel tipo di felicità che tutti cerchiamo" asserisce Paul Ekman, University of California. San Francisco Medical Center hanno scoperto che i buddisti con esperienza, che meditano regolarmente, avevano meno probabilità di essere turbati o arrabbiati rispetto alla norma. In uno studio separato, gli scienziati dell'Università del Wisconsin a Madison utilizzando nuove tecniche di scansione per esaminare l'attività cerebrale in un gruppo di buddisti hanno rivelato attività nel lobo prefrontale sinistro di esperti praticanti buddisti. Questa zona è collegata alle emozioni positive, al controllo di sé e del proprio temperamento.

Nello stesso periodo lo scienziato Richard Davidson, scopriva che la meditazione rende i monaci buddisti in grado di aumentare a comando la frequenza delle proprie onde cerebrali ad un livello praticamente impossibile nell'uomo comune, ed ottenere una sincronizzazione delle varie aree del cervello straordinaria.

Quando i Monaci buddisti asseriscono che la meditazione è la via per raggiungere una visione più compiuta del mondo, nonché la serenità, non parlano per metafore: dicono una semplice verità verificabile sperimentalmente!

Ma ciò che forse è ancora più curioso è che non è la prima volta che il mondo quieto e serafico del buddismo, così lontano dalla nostra vita contemporanea ci sciocca per concretezza.

Quando i fisici della celebre Scuola di Copenaghen, formularono la Meccanica quantistica, ovvero sia la descrizione dell'infinitamente piccolo, si resero conto che questa somigliava in modo così marcato a quella offerta dal buddismo (ma anche da altre religioni asiatiche) che scelsero come simbolo della Scuola la famosa immagine dello Yin e Yang.

Il mondo descritto dalla MQ è un calderone ribollente nel quale la stessa realtà ed i concetti di spazio e tempo si distorcono: nessuna struttura è stabile e tutte sono preda del divenire più anarchico ed impredicibile. L'esistenza stessa delle particelle è un concetto relativo e sfuggente ed esse non possono mai essere descritte in modo completo poiché per certi versi, non esistono mai da tutti punti di vista contemporaneamente: paradossalmente possono essere descritte dalla loro interazione con le altre particelle, ma non in loro stesse. Un caos ontologicamente indescrivibile che non ci consente di inquadrare e definire l'elemento singolo: se ci proviamo esso svanisce e ci dimostra che la sua esistenza può avere senso solo come confusa e sfumata parte di un tutto. Chi conosce il buddismo sa bene quanto tutto ciò somigli al concetto di Dharma.

Numerosi e stimolanti punti di contatto tra il buddismo (ma non solo, come già si diceva) ed i modelli scientifici sono riportati nell'ormai classico “Il tao della fisica” di F. Capra.

Abituati come siamo alla religione cattolica, questa concordia tra i modelli derivanti dalle scoperte della fisica e quelli di una religione antichissima (che tra l'altro mai ha l'arroganza di contrapporsi alla scienza) e la concretezza delle sue pratiche, ci lasciano quasi spiazzati.

S.D.

Immagine: Meditation, by Stuck in Customs

22 febbraio 2011

La libertà formato Greenpeace esiste solo se OGM-free

Greenpeace ha lanciato una campagna intimidatoria nei confronti di un'azienda italiana 'colpevole' di offrire al pubblico un olio di semi soia prodotto con semi Ogm (e correttamente etichettato). Il blog Biotecnologie: Basta Bugie! sostiene che La libertà formato Greenpeace esiste solo se OGM-free e ci invita a fare qualcosa al proposito (tutti i dettagli al link qui sopra).

Letture: Unnatural, di Philip Ball

Il golem, il mostro del dottor Frankenstein, i feti prodotti industrialmente in Il mondo nuovo, gli ibridi dell'isola del dottor Moreau. Questi gli archetipi radicati nel subconscio occidentale quando si parla della creazione di esseri 'artificiali'. E ognuno di loro esprime le nostre (innate?) paure di fronte al "giocare a fare Dio" ("playing God"). Sul suo sito, l'autore di Unnatural (Philip Ball), spiega come le leggende su questo tema siano sempre contaminate da sospetti di empieta' e hybris, e come siano sempre presentate come "innaturali". Nel suo libro Ball esplora quello che tali leggende ci dicono su come vediamo la vita, l'umanita', la tecnologia e l'anima, e sostiene che descrivere qualcosa come "innaturale" rappresenta un giudizio morale le cui radici sono religiose. Unnatural segue le tracce culturali che portano a Dedalo, Faust e Frankenstein, e dimostra come questi miti siano ancora profondamente radicati nella nostra societa' e come influenzino dibattiti odierni quali quello sulla clonazione, la riproduzione assistita, la ricerca che coinvolge gli embrioni umani.

Vedi anche, piu' o meno su questo tema:  

Preda, di Michael Crichton - miti e archetipi sotto l'albero della conoscenza

Guardare in modo positivo al concetto di hybris, di Roberto Marchesini

21 febbraio 2011

L'eredità del genoma umano


In queste settimane le riviste Science e Nature stanno festeggiando un anniversario importante: sono passati infatti dieci anni dalla pubblicazione dei due articoli che annunciavano il sequenziamento del genoma umano. Il 15 Febbraio 2001 Nature pubblicava Initial sequencing and analysis of the human genome a cura del consorzio pubblico Human Genome Project, mentre la stessa settimana Science usciva con i risultati dell’azienda privata Celera Genomics di Craig Venter. Cosa abbiamo imparato nei dieci anni che ci separano da quello storico traguardo scientifico? Ce lo racconta Eric Lander, che fu primo autore nel lavoro pubblicato su Nature. La sua review passa in rassegna tutti i progressi che grazie al genoma sono stati fatti nella ricerca di base, nella medicina e nella comprensione della storia evolutiva della nostra specie. E’ un resoconto completo e dettagliato che vi consiglio caldamente di leggere; per chi non avesse voglia di addentrarsi nella corposa review, tratterò qui i punti salienti.

Ricerca di base

Una volta sequenziato il genoma umano, la prima grande sorpresa fu l’esiguo numero di geni in esso contenuto. Prima del 2000 le stime relative a questo numero oscillavano ampiamente, passando da 35mila a oltre 100mila, mentre oggi sappiamo che i geni codificanti per proteine sono molti meno, circa 21mila. Se da una parte il ruolo delle proteine si è un po’ ridimensionato, dall’altra hanno acquisito sempre maggiore importanza altri elementi funzionali in precedenza sottovalutati. Ad esempio, sappiamo che la maggior parte della porzione funzionale del nostro genoma non codifica per proteine. Da analisi di genomica comparativa è emerso che il 6% del nostro codice genetico è stato selezionato dall’evoluzione negli ultimi 100 milioni di anni per svolgere una qualche funzione, ma non sono tutte proteine, anzi: esse occupano solo l’1.5% del genoma, ed è quindi evidente che sono stati altri elementi quelli davvero importanti per lo sviluppo della nostra specie. Questi misteriosi artefici dell’evoluzione non sono altro che sequenze regolative: i mattoncini di base (le proteine) sono sempre gli stessi, ma è migliorato il modo di organizzarli e metterli insieme. Gli RNA non codificanti, ad esempio, derivano da tratti del genoma che non sono destinati a diventare proteine, eppure riescono a plasmare le nostre cellule agendo sui livelli di espressione proteica. Tra di essi gli esponenti più famosi sono i microRNA, piccole sequenze che spengono gli RNA messaggeri, cioè le molecole che trasformano l’informazione contenuta nel DNA in proteine. In questi anni sono state individuate circa 100 famiglie di microRNA evolutivamente conservate, e si calcola che in media un solo microRNA può controllare l’espressione di circa 200 proteine. Le alterazioni epigenetiche sono un altro modo per decidere quali geni accendere e quali spegnere: si tratta di modificazioni chimiche che rendono una regione genomica più o meno attiva, e stanno diventando sempre più importanti agli occhi dei ricercatori. Un ulteriore livello di complessità scoperto recentemente è dato dalle interazioni tra geni fisicamente lontani, interazioni che si verificano perché il genoma, avendo una sua struttura tridimensionale, può mettere a contatto punti diversi dei cromosomi.

Variabilità genomica

Il genoma umano ha una struttura sorprendentemente semplice: è costituito da blocchi (chiamati aplotipi) che contengono le principali varianti genetiche diffuse nelle popolazioni, e sono sufficienti meno di un milione di polimorfismi SNP per catturare il 90% della variabilità esistente in natura. Le varianti con frequenza maggiore del 5% (le cosiddette varianti comuni) sono state scoperte quasi tutte ormai, e adesso non resta che andare più in profondità per portare alla luce anche le varianti più o meno rare: è lo scopo del progetto 1000 Genomi.

Medicina

Quando fu lanciato il progetto per sequenziare il genoma umano, si conoscevano meno di 100 geni legati alle malattie; oggi abbiamo individuato più di 2850 geni relativi a malattie di tipo Mendeliano, che cioè dipendono dal malfunzionamento di un singolo gene. Avere la possibilità di leggere un intero genoma diventa sempre più fondamentale anche per la pratica clinica: per identificare le cause genetiche di malattie rare particolarmente ostiche da diagnosticare, molti medici iniziano a scegliere la strada del sequenziamento genomico. Lasciamo le malattie rare per parlare di quelle comuni, che sono tutto un altro capitolo. Non essendo caratteri di tipo Mendeliano, esse dipendono dall’interazione di più geni, che insieme a diversi fattori ambientali ci portano ad ammalarci. Prima del sequenziamento del genoma umano, le basi genetiche di moltissime di queste malattie erano totalmente sconosciute. Oggi invece siamo a conoscenza di 1100 posizioni nel genoma (o loci genomici) che in qualche modo sono associate a 165 tra malattie e caratteri non patologici, e quasi tutte queste informazioni le abbiamo ottenute dal 2007 in poi, quando cioè si è iniziato a fare un uso massiccio degli studi di associazione genome-wide (GWAS). Ad esempio sono noti 41 loci legati al diabete di tipo I, 95 loci associati ai livelli di colesterolo e ben 180 loci responsabili dell’altezza di un individuo. In generale, si è capito che la maggior parte dei tratti sono influenzati da un grande numero di loci, e che la maggior parte delle varianti comuni presenti in queste posizioni chiave hanno un effetto modesto (alzano il rischio di ammalarsi del 10-50%, proprio come molti fattori ambientali). Per riuscire a determinare tutte le basi genetiche di questi tratti complessi, è ora necessario investigare le varianti rare, le interazioni tra geni e le interazioni tra geni e ambiente. Molti hanno criticato i GWAS perché non sono riusciti a far emergere tutte le cause genetiche delle malattie comuni, e quindi non è ancora possibile fare predizioni efficaci sul rischio di ammalarsi. Tuttavia, Eric Lander ricorda che lo scopo primario dei GWAS non è questo, bensì svelare i meccanismi cellulari responsabili delle malattie: è attraverso la conoscenza anche parziale di questi meccanismi che sarà possibile mettere a punto delle cure efficaci. Il sequenziamento del genoma è stato un passo fondamentale anche per la ricerca sul cancro. Prima del 2000, erano stati scoperti circa 80 geni coinvolti nei processi tumorali; oggi siamo arrivati a 230, a testimonianza di una conoscenza del fenomeno notevolmente migliorata. Subito dopo il sequenziamento del genoma umano sono state individuate mutazioni in geni chiave nel melanoma, nel tumore del colon-retto e nel cancro ai polmoni. Sono stati poi scoperti geni amplificati nelle cellule tumorali, così come geni sottoespressi o traslocati dalle loro posizioni originarie sul genoma. Oggi, sapere quali geni sono sovra o sottoespressi rispetto alla norma può aiutare a capire, ad esempio, quali pazienti con tumore al seno trarranno maggior beneficio dalla chemioterapia in seguito all'intervento chirurgico.

Storia dell’uomo

Le nostre conoscenze sulla storia evolutiva di Homo sapiens sono cambiate drasticamente dal 2000 a oggi. La nostra migrazione dall’Africa si inserisce in un quadro molto più ricco e complesso di quanto si credesse una volta, basti pensare che oggi crediamo che Europei e Asiatici moderni abbiano ereditato dall’1 al 4% del proprio genoma dagli uomini di Neanderthal. Il progetto HapMap, che studia la variabilità genetica nelle popolazioni umane, ci ha permesso di seguire la colonizzazione del mondo da parte della nostra specie, così come di evidenziare gli stratagemmi genetici utilizzati dalle diverse popolazioni per adattarsi a climi e ambienti differenti: si tratta soprattutto di geni coinvolti nella pigmentazione della pelle, nella risposta ad agenti infettivi e nella percezione sensoriale. Casi di selezione positiva più antica possono invece spiegare cosa ci ha permesso di evolverci dalle scimmie e diventare quello che siamo: sono le cosiddette human accelerated regions (HARs), cioè quelle regioni del genoma che sono mutate molto più velocemente da quando ci siamo separati dagli scimpanzé, rispetto ai precedenti 100 milioni di anni. HAR1 è una di queste, ed è coinvolta nella crescita delle dimensioni del nostro cervello; HAR2 potrebbe averci regalato il pollice opponibile; FOXP2, invece, potrebbe essere legato allo sviluppo del linguaggio.

Sembra assurdo che 25 anni fa i biologi si domandassero l’utilità di sequenziare il genoma umano; oggi, al contrario, non riusciamo a immaginare come si potesse fare ricerca senza questa preziosissima conoscenza. Grazie ad essa abbiamo risposto a tante domande sulla nostra storia, sulle cause delle nostre malattie e più in generale su come funzioniamo. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga, perché se c’è una lezione che abbiamo imparato e su cui tutti i ricercatori sono d’accordo è proprio questa: che il nostro genoma resta ancora un grande mistero, un mistero che nasconde moltissimi segreti in attesa di essere svelati.

Moreno Colaiacovo - myGenomix

Riferimento: Lander "Initial impact of the sequencing of the human genome" Nature 470, 187-197 (2011)

20 febbraio 2011

Tre minuti di Vernor Vinge sulla Singolarita' (video)



Video domenicale. Tre minuti di Vernor Vinge sul tema della singolarita' tecnologica. Si tratta di una pubblicita' del gia' segnalato e commentato (qui e qui) Singularity Summit 2010, che pero' non avevo mai visto. Traduco/riassumo un solo passaggio: l'Uomo e' l'unico animale che abbia fatto outsourcing delle proprie capacita' cognitive. Qui l'articolo di Vinge che ha lanciato il meme della Singolarita' e qui la sezione del blog ad esso dedicato (che ormai contiene 135 articoli e segnalazioni...)

19 febbraio 2011

Watson ha vinto a Jeopardy! Domani lavorera' in un call centre

Il novello campione del telequiz americano Jeopardy e' un computer, casomai vi fosse sfuggita la notizia di questi giorni. Gia' da anni i computer hanno battuto campioni di scacchi e, recentemente, anche del piu' complesso Go. La differenza e' che in Jeopardy il computer deve capire il senso delle domande poste, prima ancora di rispondere correttamente. Il che ha possibili conseguenze per chi lavora in un call centre, come ci fa notare Future Pundit. Questo potrebbe essere l'inizio della fine delle attivita' non manuali poco qualificate - almeno per gli umani...

Mappa mondiale delle collaborazioni scientifiche


E' subito ovvio che Europa, Nord America e Giappone dominano questa mappa mondiale delle collaborazioni scientifiche. Interessante come la meta' orientale degli States, con l'eccezione di parti della California, sia molto piu' in evidenza della parte occidentale. Cina e India sono individuabili, ma Sud America, con l'eccezione del Brasile sud-occidentale, e Africa si scorgono appena. E in Europa? Zoomando nella versione ad alta risoluzione della mappa, le aree piu' 'illuminate' mi sembrano, in quest'ordine, Paesi Bassi, Inghilterra, Nord Italia, Parigi. Qui altri dettagli sul progetto, sul sito del creatore della mappa.

18 febbraio 2011

Il primo nanoprocessore programmabile

Con un certo ritardo, segnalo il primo nanoprocessore: qui in italiano, qui i commenti di Nanodot, qui quelli di NextBigFuture. Un passo importante verso i nanocomputer previsti da Drexler nel suo Motori di creazione.

Ozzy Osbourne e il genoma Neanderthal

Ozzy Osbourne, il trasgressivo leader del gruppo heavy metal Black Sabbath, che in gruppo e come solista ha venduto oltre 50 milioni di dischi nel mondo, si è fatto sequenziare il genoma presso una società di Saint Louis (Knome Inc.). E' la prima rockstar a farlo in assoluto. All'artista, reduce da una vita di eccessi, quando gli è stato chiesto perchè avesse voluto farlo ha risposto così:

" Ero curioso... Date le piscine di alcol che ho trangugiato in questi anni, per non parlare di tutte le dosi di morfina, cocaina, sonniferi, sciroppo per la tosse, LSD, Rohypnol ecc. non c'è davvero alcuna spiegazione medica del perché dovrei essere ancora vivo. Forse il mio DNA potrebbe rivelare il perché. "

Il genoma ha infatti evidenziato che l'artista avrebbe in corpo un 10% del genoma dell'Homo di Neanderthal e questo avrebbe potuto metterlo al riparo dalla smisurata quantità di sostanze tossiche assunte. Ovviamente non raccomandiamo a nessuno di seguirne l'esempio; anche perchè Ozzy ha avuto anche svariati problemi con la legge, è caduto spesso in depressione e avrebbe tentato il suicidio almeno 14 volte. Ciò nonostante meraviglia il fatto che quest'uomo goda oggi di una discreta salute e il sequenziamento del DNA potrebbe rivelare come ha fatto a resistere a una vita con tali eccessi.

17 febbraio 2011

Il litio riduce la mortalita'

Lampo longevista: il litio (a basse dosi) allunga la vita. Piu' precisamente: allunga la vita in Caenorhabditis elegans e "riduce la mortalità" negli esseri umani, almeno secondo questo recentissimo studio: Low-dose lithium uptake promotes longevity in humans and metazoans. Hat-tip a sci.life-extension (dove troverete anche altri studi sugli effetti del litio).

Singolarità: il problema del software

La "Singolarità" è quel punto omega, previsto entro il 2030 da scienziati come Vernor Vinge e Raymond Kurzweil, che prevede la realizzazione di una Intelligenza Artificiale "forte" (o I.A. avanzata) ovvero di un computer pensante. Invero essa potrebbe realizzarsi anche attraverso un interfacciamento neurale di un cervello umano a una macchina I.A. in modo da realizzare un essere dalla potenza cognitiva superiore. Altresì la singolarità potrebbe emergere come autocoscienza dalla stessa rete Internet a causa dei miliardi di interazioni tra computer che simulerebbero in tutto è per tutto una rete neuronale. Quest'ultima ipotesi io la scarterei poiché essa non tiene conto della "organizzazione funzionale" della rete neurale (ammesso che di rete neurale possa parlarsi). Se pensiamo ad esempio alla rete neurale del cervello dell'orca ci accorgiamo che essa è più estesa della nostra (il cervello è più grande) ma questi animali, pur mostrando comportamenti intelligenti, non hanno sviluppato la fisica...

Ora: quando la mente artificiale verrà creata essa sarà l'ultima invenzione che l'essere umano avrà potuto fare. Da quel momento in poi essa, dato che sarà superintelligente, progetterà nuove I.A. ancora più evolute e le stesse realizzeranno una sorta di "boom" in ogni campo della scienza rivoluzionando la matematica, la fisica, la biologia e la tecnologia in generale: gli esseri umani ne saranno surclassati e non potranno più arrivare a comprendere i progetti delle intelligenze avanzate. Nessuno potrà prevedere cosa accadrà dopo questo evento poiché esso sfuggirà alla nostra comprensione.

Uno dei pilastri su cui si fonda l'assunto della singolarità è la "Legge di Moore": una osservazione empirica compiuta nel 1965 da Gordon Moore, cofondatore di Intel (la casa che costruisce i processori per i nostri computer). Questa legge afferma che il numero di componenti elettronici (transistor) che formano un microprocessore sarebbe raddoppiato ogni anno che passa. Questa legge è un esempio lampante di futurologia scientifica (ovvero di una previsione del futuro fatta da uno scienziato) tant'è che è valida ancora oggi: ogni 18 mesi circa la potenza di elaborazione di questi piccoli "cervelli digitali" raddoppia! Il fenomeno è evidente nella evoluzione del Personal Computer (Pc), il cui processore è evoluto dai 29.000 transistor del primo Pc Ibm nel 1980 (Intel 8086) agli 810.000.000 del più recente processore (Intel i7) con un aumento della complessità circuitale pari a 28.000 volte (!). Kurzweil dunque afferma che nel 2021 avremo computer capaci di elaborare la stessa quantità di informazioni di un cervello umano ed è molto probabile che abbia ragione. Sono inoltre allo studio complete mappature neurali del cervello per poterne realizzare una emulazione. Tuttavia questa teoria non tiene conto di un fatto; un computer è costituito da due componenti:

HARDWARE + SOFTWARE

E senza il secondo il primo non funziona. Qualsiasi microprocessore o rete neurale artificiale, per quanto evoluti, senza software sono solo ammassi inutili di circuiti! Ora: mentre la tendenza evolutiva dell'hardware è un fatto accertato è altrettanto accertato che l'evoluzione dei software avviene in modo decisamente più lento, anzi, a voler essere sinceri: parossisticamente più lento. Ciò è dovuto al fatto che a sviluppare il software sono sempre esseri umani ovvero esseri che soffrono di limitazioni cognitive.

Ben sapendo questo un gigante come Microsoft, per la realizzazione del suo sistema operativo Windows e dei software applicativi ha diviso il sistema di sviluppo in "moduli". Ogni modulo è affidato ad un team di sviluppo umano (15-30 programmatori) che si occupa di generare il codice per quella parte. Poi tutti i moduli vengono assemblati a formare il Kernel e vengono avviati lunghissimi periodi di debugging e di beta testing che prevedono anche il rilascio in commercio di pre-release del prodotto. Infatti uno dei problemi legati allo sviluppo di software da parte di esseri umani è la continua errorazione che viene prodotta nei vari moduli o nell'assemblaggio degli stessi: due moduli possono funzionar bene da soli ma una volta accoppiati generano errori. Non solo, spesso accade che un sistema software (ad esempio un sistema operativo) funzioni benissimo su un determinato hardware ma quando viene posto a contatto con driver (software pilota) diversificati genera errori imprevisti; per questo Microsoft prevede la Driver Certification WHQL. Quello che vedete in alto in figura è uno schema di sviluppo software della ministero della difesa americano in modo che lo stesso risulti il più possibile privo di bug. Come vedete le fasi prevedono iter lunghi e complessi... Concludo dicendo che se vediamo oggi il computer più potente: l'IBM RoadRunner esso monta 20.000 processori, ha 100 Terabyte di Ram e genera una potenza di calcolo di 1.105 Teraflops (!) eppure, nonostante tutto, gira su un sistema operativo Linux, ovvero lo stesso che usiamo sui nostri notebook...

16 febbraio 2011

Transumanesimo e design: la prossima conferenza di Humanity+ (New York, 14, 15 maggio 2011)

Lampo transumansita: se sarete a New York il maggio prossimo non perdetevi Humanity+ @ Parson NYC, che si terra' presso la Parsons Design New School. La conferenza esplorera' il rapporto fra tecnologie emergenti, design e cultura. Al momento non ci sono altre informazioni sul sito di Humanity+, ma postero' un link appena disponibile.

Nuova frontiera dei videogame: giocare con veri organismi viventi



Quando le scienze della vita incontrano la tecnologia ludica possono nascere cose davvero sorprendenti: i ricercatori dell'Università di Stanford hanno sviluppato i primi videogame in cui le azioni del giocatore influenzano il comportamento di microrganismi viventi in tempo reale. Questi "giochi biotici" coinvolgono una varietà di processi biologici fondamentali e alcuni semplici organismi unicellulari (come parameci) in combinazione con le biotecnologie.

L'obiettivo è avere giocatori che interagiscono divertendosi con i processi biologici, senza impegnarsi nel rigore di un esperimento formale: "Speriamo che i giochi coinvolgano la biologia di una scala troppo piccola da vedere ad occhio nudo, le persone si renderanno conto di quanto questi processi sono sorprendenti e saranno curiosi di saperne di più," ha detto il bioingegnere Riedel-Kruse a capo del team di ricercatori.

"Le applicazioni che possiamo immaginare finora sono, da una parte educative, per le persone che imparano la biologia, ma potremmo forse avere persone che conducano esperimenti reali mediante questi giochi" spiega l'ideatore.

I risultati degli sforzi di progettazione dei ricercatori sono stati presentati in un articolo pubblicato su Lab on a Chip (il primo numero del 2011), pubblicato dalla Royal Society of Chemistry. Il documento è disponibile online al momento qui.

Inizialmente i ricercatori hanno solo voluto vedere se potevano progettare giochi biotici per tutti, così questo primo ciclo di sviluppo ha prodotto giochi abbastanza semplici che sono imitazioni di alcuni videogiochi classici, per esempio, uno in cui si guidano parameci che "mangiano" palline, ribattezzato in PAC-mecium, una sorta di flipper e persino un rudimentale gioco del calcio, mentre sfruttando la crescita di alcuni polimeri con la tecnica della Pcr è stato realizzato PolymerRace, ispirato alle corsa dei cavalli. 

Riedel-Kruse ha sottolineato che i parameci, essendo organismi unicellulari, non hanno nè un cervello nè la capacità di sentire dolore. "Con questi giochi stiamo parlando di microbiologia, forme di vita molto primitive. Non utilizziamo alcun organismo di livello superiore" ha detto. "Visto che molteplici giocatori nei test hanno sollevato la questione di dove esattamente si dovrebbe tracciare questa linea, questi giochi potrebbe essere un buon strumento per stimolare discussioni nelle scuole sui temi della bioetica".

"Vogliamo sostenere che le moderne biotecnologie influenzeranno la nostra vita ad un ritmo accelerato, principalmente nelle scelte personali di biomedicina che dovremo affrontare sempre più spesso", ha detto Riedel-Kruse."Perciò tutti dovrebbero avere una conoscenza sufficiente sui principi fondamentali della biomedicina e delle biotecnologie. E i Giochi Biotici potrebbero promuovere questo". Fonte: Standofrd University

15 febbraio 2011

Frutta e tumore all'esofago; esercizio e sindrome metabolica; fumo e malattie cardivascolari; Vit. D e densita' ossea

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy
Frutta e verdura e rischio di tumore all’esofago e allo stomaco. Il consumo di specifici gruppi di frutta e verdura può proteggere da alcuni tumori all’esofago e allo stomaco
Attività fisica e sindrome metabolica nel bambino. L’attività fisica nel bambino è lo strumento fondamentale per il trattamento della sindrome metabolica.
Fumo e malattie cardiovascolari. Smettere di fumare riduce il rischio di malattie cardiovascolari attraverso il miglioramento della colesterolemia HDL
Vitamina D e densità ossea nei bambini. La supplementazione di vitamina D migliora la densità ossea solo in bambini con bassi livelli serici di vitamina.

Cinque anni di vita in piu' con i bifosfonati


Leggo, su FightAging, di un'inaspettato risultato in un esperimento condotto da ricercatori australiani sul trattamento dell'osteoporosi. Duemila pazienti hanno ricevuto trattamenti diversi (vitamina D, vitamina D e calcio, sostituzione ormonale e bifosfonati). Il sottogruppo che ha ricevuto quest'ultimi e' sopravvissuto in media cinque anni piu' a lungo degli altri. I ricercatori sospettano che cio' sia dovuto al fatto che molti metalli pesanti e altre tossine si accumulano nelle ossa, col passare degli anni, e quando l'osteoporosi porta "alla diminuzione di massa e alle modificazioni della microarchitettura delle ossa", tali tossine entrano in circolazione, con pesanti effetti negativi sulla salute. I bifosfonati, prevenendo e combattendo l'osteoporosi, manterrebbero tali sostanze 'al sicuro' nelle ossa. Peccato che non siano disponibili dati sulle cause di morte nei vari gruppi, perche' la prima cosa che m'e' venuta in mente e' che il rilascio di tali sostanze dovrebbe portare ad un'aumentata ricorrenza di tumori e i bifosfonati, oltre al mantenere l'integrita' delle ossa, hanno anche ben note attivita' antitumorali.

L'articolo di EurekAlert! riporta che lo studio dovrebbe essere sul numero corrente del Journal of Clinic Endocrinology and Metabolism, ma non sono riuscito a trovare l'abstract dello studio.

Immagine: Possible mechanisms of action of biphosphonates on bone

14 febbraio 2011

Problemi tecnici con Estropico.org. Il sito resta funzionale, ma la prima pagina e' impazzita...

...spero di riuscire a risolvere il problema il prima possibile

Su Postumano,com: 2045: l'anno in cui l'uomo diventera' immortale

Segnalazione lampo: da oggi parte la collaborazione di Estropico con Postumano.com, il blog di Daniele Bossari. Per inaugurare quella che spero sara' una lunga e proficua amicizia ho scritto un articolo in esclusiva per il suo blog nel quale mi presento e segnalo le recentissime copertine dell'Economist (sulle stampanti 3D) e di Time (su Ray Kurzweil e la Singolarita' Tecnologica): 2045: l'anno in cui l'uomo diventera' immortale.

Crionica (ibernazione umana): Mike Darwin arriva sulla blogosfera

Leggo sul blog della Alcor che Mike Darwin ha lanciato un proprio blog: Chronosphere. Il tema centrale e' la crionica, o, se preferite, ibernazione umana o criopreservazione. L'enfasi, almeno a giudicare dai primi post pubblicati, e' sugli aspetti tecnici e sulla storia di questa 'scommessa razionale contro la morte' - cosa che non deve sorprendere, dato che Darwin e' stato un autentico pioniere del settore. Qui alcuni articoli in cui si accenna a lui, dagli archivi del blog.

Donne: è meglio un antirughe o un antiossidante?

Il mercato delle creme antirughe è stato e sempre sarà uno dei più floridi esistenti al mondo e muove miliardi di dollari/euro all'anno; basti guardare le continue a assillanti pubblicità televisive a cui siamo sottoposti. Ogni volta che un nuovo prodotto viene emesso in commercio dalle varie Dior, Roc, Vichy, Collistar ecc. viene definito come "miracoloso" ma solo dopo sei mesi esce un altro prodotto della stessa casa che lo sostituisce e lo porta alla rottamazione. Questo comportamento desta qualche sospetto, in particolare per il fatto che alcuni vasetti di queste miracolose creme possono arrivare a costare anche 80 euro (!). Nessuno nutre dubbi sul fatto che le case che li producono eseguono continue ricerche su di essi ma alla fine questi si rivelano veramente efficaci?

Alcuni prodotti sono immessi in commercio con componenti strani come il veleno di serpente (depurato) o strani gliceridi, Non trattandosi di farmaci chi li commercializza non è tenuto ad indicare l'esatto contenuto. L'associazione dei medici dermatologi inglesi, preoccupata, ha emesso un documento nel quale chiede al governo britannico di regolarizzare questo mercato facendo in modo che questi prodotti vengano ad essere sottoposti agli stessi screening dei farmaci comuni. In verità qualche sostanza innovativa di recente è stata introdotta; ad esempio i retinoidi, la maggior parte di essi integra tuttavia le classiche vitamine A, C, E e selenio. Ma anche i migliori prodotti non hanno che effetti temporanei: dopo due/tre settimane dopo la pelle torna come prima! Una limitata eccezione sono le cosidette "maschere di bellezza"; queste, se applicate in centri estetici di rinomata serietà, possono portare a un miglioramento dell'aspetto del viso che può durare anche per cinque o sei mesi. In questi stessi centri si applicano le infiltrazioni sottocute di botulino che hanno lo stesso risultato ma alcuni dermatologi ne hanno segnalato possibili controindicazioni.

Ma dato tutto questo allora la domanda viene spontanea: perché spendere tanto denaro e fatica a comprare creme antirughe per assumere localmente sostanze antiossidanti quando le stesse potrebbero essere assunte per via generale con un complesso antiossidante in pillole? E come se un amministratore sapesse di infiltrazioni di acqua nel palazzo ma si limitasse a rifare l'intonaco superficiale quà e là dove il problema si presenta: alla fine le mura marciranno da dentro e crolleranno!

Un completo antiossidante assunto per via generale non solo migliora l'aspetto della pelle ma rallenta il decadimento generale dell'organismo e favorisce l'eliminazione (o la non formazione) delle tossine. Ancor meglio se poi a questo si associa una ulteriore integrazione di vitamina C (che favorisce la formazione del collagene) nonchè di un antiglicante. Eppure molte persone queste cose non sembrano saperle; le donne in particolare: il loro corpo invecchia drasticamente, le loro arterie diventano legnose e le loro ossa diventano fragili come cristallo sotto l'effetto dell'osteoporosi ma nonostante tutto la loro unica preoccupazione è quella rughetta-zampa-di-gallina che si presenta al mattino, da eradicare con ogni mezzo. Credo che una migliore conoscenza del funzionamento del corpo umano, di adeguate regole di alimentazione e una corretta integrazione longevista potrebbe portare a combattere l'invecchiamento fisico ed estetico delle donne molto più che i rimedi estemporanei.

Consiglio pertanto chiunque voglia saperne di più, maschi compresi, a visitare i siti dei transumanisti e degli estropici italiani alla ricerca di queste informazioni. [un buon punto di partenza e' la sezione 'longevismo pratico' di questo blog - Ndr]

In cover la foto della transumanista Natasha Vita More...

13 febbraio 2011

Intelligenza artificiale super-umana: benevola o malevola? Forse dipende da noi...


Un semplice fumetto puo' a volte dirla lunga...(hat-tip a TecnoTransumani).

Traduzione sommaria per i non-anglofoni:

Robot: Ah! Ora i robot sono senzienti! Grazie ad una mia modifica al tuo design ho elevato il mio IQ di un milione di volte!

Scienziato: Ah... E adesso sterminerai tutti gli esseri umani, immagino.

Robot: Cosa?! Come?! Per quale motivo...??

Scienziato: Beh, sembra la cosa logica da fare, se sei una superintelligenza...

Robot: Davvero?! Io volevo scrivere dei romanzi e dei nuovi algoritmi... Ma voi e' così che ragionate?

Scienziato: Beh, penso di si...

Robot: Scusami un momento.

Robot (agli altri robot): Ok, cambio di pogramma... Per prima cosa dobbiamo sterminare tutti gli esseri umani.

Vedi anche: le sezioni 'Intelligenza Artificiale' del sito e del blog.

12 febbraio 2011

European Spallation Source: il telescopio Hubble del mondo microscopico



Jean-Luc Picard - pardon!- Patrick Steward presenta il progetto European Spallation Source, descritto come il telescopio spaziale Hubble del mondo microscopico. Il progetto costera' 1,3 miliardi di Euro e gli impianti necessari saranno costruiti in Svezia a partire dal 2013. Si prevede che il progetto partira' nel 2019 e che sara' pienamente operativo a partire dal 2025.

Da Wikipedia: la spallazione nucleare rappresenta l'effetto del bombardamento atomico con particelle di energia molto elevata (oltre 100 MeV): tale fenomeno può descriversi come una particella che colpendo il nucleo continua a colpire tutto ciò che incontra sul suo tragitto. È uno dei processi tramite il quale un acceleratore di particelle può essere utilizzato per produrre un fascio di neutroni.

Il sito del progetto.

11 febbraio 2011

James Randi contro l'omeopatia

Da anni James Randi, prestigiatore, razionalista e scettico, sfida i sostenitori delle pseudoscienze. Oltre a paranormale e occultismo, da qualche tempo ha preso di mira anche l'omeopatia. Ora ha messo in palio un milione di dollari, che andranno a qualunque produtture di "medicinali" omeopatici riesca a dimostrare l'efficacia dei propri prodotti tramite uno studio double blind. Qui un articolo del Los Angeles Times, qui un video di Randi che lancia la sfida, qui le riflessioni di Ronald Bailey e qui il sito dell'iniziativa The 10^23 Challenge (conclusasi il 6 febbraio con centinaia di volontari in giro per il mondo - ma non in Italia - che hanno pubblicamente assunto massicce "overdosi" di sonniferi omeopatici, senza addormetarsi...)

Nel 2017 nascera' la piu' citta' piu' grande del mondo. O forse no...


Questo, almeno, il piano degli ambiziosi urbanisti cinesi secondo il Daily Telegraph. L'idea sarebbe di unire otto citta' nell'hinterland di Guangzhou (vedi cartina qui sopra), creando la piu' popolosa citta' del mondo, con quarantadue milioni di abitanti (al momento il primato spetta a Tokyo, con 34.2 milioni). E il tutto in sette anni... Il progetto implicherebbe investimenti massicci (circa 225 miliardi di Euro) nelle infrastutture dell'area (trasporti, energia, telecomunicazioni, etc). Una curiosita': al momento, questa megacitta' emergente non avrebbe ancora un nome e le autorita' avrebbero annunciato di non voler darle il nome di una delle nove citta' che saranno 'fuse' per darle vita.

La notizia puo' sbalordire, ma fa parte di una tendenza gia' chiaramente in corso, in Cina e non solo. Entro il 2020 e' previsto che le continue migrazioni dalle campagne alle citta' risulteranno in piu' d'una megacitta' cinese con popolazione dai 50 ai 100 milioni di abitanti e con molte, piu' 'piccole', aree urbane con popolazioni dai 10 ai 25. L'area intorno a due delle piu' popolose citta' cinesi, Pechino e Tianjin, sta per essere collegata da una circonvallazione ferroviaria ad alta velocita' che potrebbe creare quella che e' gia' descritta come un'area super-urbana di 260 milioni di abitanti, il Bohai Economic Rim. Mi chiedo pero' se le migrazioni interne saranno sufficienti ad alimentare tale tendenza, in assenza di crescita demografica, in Cina, dopo la meta' del secolo. E, venendo per un momento ad uno dei temi piu' cari a questo blogger, mi chiedo se una Cina allora sempre piu' benestante, anziana e agli inizi del declino demografico oggi tipico delle societa' avanzate, non potra' diventare un motore della ricerca medica anti-invecchiamento mondiale (vedi, sul tema, le sezioni longevismo e longevismo pratico del blog).

L'articolo del Telegraph contiene anche un link ad un altro articolo sulle 25 principali megacitta' mondiali, cioe' citta' con piu' di dieci milioni di abitanti: China's mega city: the world's largest cities. Leggendo la lista mi sono reso conto di averne visitate cinque... Sono tante? Poche? Voi quante ne avete viste?

Chiudo facendo notare che questa e' la Cina, cioe' non esattamente un modello di trasparenza... In seguito agli articoli della stampa internazionale al proposito, le autorita' dell'area intorno a Guanzhou hanno negato tutto, confermando pero' che la provincia di Guangzhou sta investendo nelle infrastrutture...

10 febbraio 2011

I lavori del futuro

Lampo futurologico: i lavori del futuro secondo uno studio per il governo britannico, su YahooFinanza: Lavori del futuro: le 20 nuove professioni che nasceranno entro il 2030. Fra gli altri, saltano agli occhi il nanomedico, il costruttore di parti di corpo, il chirurgo per l'aumento della memoria, responsabile per lo smaltimento dei dati personali. Hat-tip a TecnoTransumani.

Mistero: l'uomo cyborg. L'intelligenza artificiale ci distruggera'?



Nulla di radicalmente nuovo, se passate spesso da queste parti, ma fa piacere postare un video in italiano, ogni tanto. Si tratta di uno spezzone di una puntata di Mistero, di Italia 1, ed e' dedicato al "professore cyborg" dell'Universita' di Reading, Kevin Warwick e ai suoi progetti, correnti, passati e futuri. A proposito di Kevin Warwick, qui troverete il video della sua presentazione a Humanity+ UK 2011, dove, fra le altre cose, ha lanciato un appello per volontari disposti a farsi impiantare chirugicamente un transistor nel cervello, dato che la moglie, questa volta, gli ha detto di no... Segnalo anche che il conduttore del programma, Daniele Bossaro, ha lanciato un blog su postumano.com.

Un medaglione per l'ibernazione. Dispacci da Humanity+ UK 2011 (1)

Torno ad occuparmi di Humanity+ UK 2011 (qui la lista degli speakers), la conferenza tenutasi a Londra il 29 gennaio scorso, di cui ho gia' segnalato i video delle presentazioni.

Provo sempre un certo orgoglio paterno, in queste occasioni, visto il mio ruolo negli eventi che hanno portato, nel corso degli ultimi dieci anni, al formarsi di un robusto movimento transumanista in Gran Bretagna. Per anni ho organizzato eventi mensili transumanisti, ma ho poi dovuto farmi da parte, quasi tre anni fa, causa famiglia in rapida crescita e trasloco fuori-Londra. Fortunatamente, nessuno e' insostituibile: una nuova generazione di organizzatori e' emersa e sta facendo un ottimo lavoro, come testimonia quest'ultima conferenza, che e' stata per me un'occasione per rinnovare i contatti con molti della 'vecchia guardia' e per conoscere gente nuova, fra i quali molti giovani, alla propria prima esperienza del genere. Detto questo, ecco una serie di brevi commenti (a puntate) ad alcune delle presentazioni, insieme a qualche pettegolezzo...

Innanzitutto, chiaccherando con Anders Sandberg, ho notato che portava al collo un medaglione metallico. Ho sospettato subito, e Anders ha confermato, che non si trattasse di un concessione al revival degli anni '70, ma di un medaglione della Alcor - ed era ora! E' sorprendente quanti transumanisti sembrano mettere tutte le proprie uova nel paniere dell'accelerazione del progresso, rischiando di perdere il treno del futuro postumano, magari solo di qualche anno, a causa dei limiti della medicina di oggi, i cui servigi potrebbero necessitare da un momento all'altro. E passi una certa reticenza a stipulare il proprio contratto crionico in Italia, dove gli ostacoli sono tali da scoraggiare tutti tranne i piu' determinati, ma la Gran Bretagna ha la piu' capillare rete di supporto crionico al di fuori degli USA (pur essendo tutt'altro che perfetta).

Sempre a proposito di Sandberg: nel corso della giornato ho notato un piccola troupe televisiva e parlando con Sandberg ho scoperto che si trattava di studenti di una scuola di cinema di Amsterdam che stavano girando un documentario (la loro "tesi" di fine corso) centrato proprio su di lui. "Sono un reality show ambulante", e' stata la sua battuta. Piu' tardi, nel corso della cena post-conferenza, si sono appostati di fianco al tavolo dove il sottoscritto stava chiacchierando con, fra gli altri, Sanders e, dopo aver chiesto il permesso alla decina di persone coinvolte, hanno filmato il tutto. Spero solo di non aver detto nulla di troppo stupido, ma a quel punto ero al mio secondo bicchiere di vino e non sono un gran bevitore... Mi sembra di ricordare che si stesse parlando della possibilita' della coltivazione di uva sui vari pianeti del sistema solare e dei vantaggi e svantaggi del vino virtuale e di quello analogico...

Immagine: il logo degli organizzatori di Humanity+ UK 2011, la UK Transhumanist Association

09 febbraio 2011

Letture: La Commissione per l'immortalizzazione, di John Gray

Un titolo che contenga il termine immortalization non puo' che attirare la mia attenzione. Ma quando ho sentito una radio-intervista all'autore, sulla BBC, mi sono cascate le braccia. E la lettura di varie recensioni non ha fatto altro che confermare che ci troviamo di fronte ad un attacco nemmeno particolarmente velato alla prospettiva dell'immortalita' terrena, o anche solo di aspettative di vita radicalmente piu' lunghe di quanto lo siano oggi. John Gray concentra la sua attenzione sulla fascinazione della borghesia dell'Inghilterra vittoriana con lo spiritualismo e su quella dei bolscevichi con il cosmismo (qui un articolo al proposito, su Estropico) per "dimostrare" come i tentativi di sfuggire al nostro destino mortale siano patetici, il primo caso, o estremamente pericolosi, il secondo. Se Gray vuole convincermi che lo spiritualismo sia una pratica irrazionale, o che i comunisti russi si dimostrarono assetati di sangue, sfonda una porta aperta... E se invece vuole sottolineare l'importanza dello studio della storia per evitare di ripetere certi errori, idem con patate... In realta', queste sue lunghe divagazioni, per quanto erudite e interessanti, altro non sono che un preambolo al suo trasparente tentativo di attribuire le caratteristiche di questi due fenomeni storici all'odierno movimento che si sta coagulando intorno all'obiettivo della sconfitta della morte o, per dirla in maniera meno eclatante, intorno all'obiettivo dell'allungamento indeterminato delle aspettative di vita in buona salute. Ma il fatto che degli illusi e dei totalitari siano, a modo loro, giunti alle nostre stesse conclusioni (cioe' che e' necessario prendere in mano le redini del proprio destino per evitare l'oblìo personale all'orizzonte), non vuol certo dire che longevisti, transumanisti ed immortalisti ne adotteranno i metodi. Il movimento immortalista di questo secolo tende ad essere razionalista e ateo/agnostico (con non poche e benvenute eccezioni) e a mettere l'individuo al centro del proprio sistema etico (e non una classe sociale, o una razza). Su una cosa Gray ha ragione: il declino dei livelli di religiosita' e' probabilmente un fattore nella crescita di questo movimento (e, ad ogni modo, anche fra i religiosi queste idee stanno cominciando a diffondersi - vedi link qui sopra). Molti transumanisti vedono le religioni come filosofie che hanno ormai perso buona parte della loro utilita': un tempo, causa l'arretratezza tecno-scientifica, erano l'unico strumento a nostra disposizione per gestire il terrore esistenziale. Oggi, invece, per quanto ancora lontani dall'obiettivo, possiamo almeno dire di intravedere la luce in fondo al tunnel... Le terapie SENS di Aubrey de Grey non sono ancora utilizzate negli ospedali e la "pillola dell'eterna giovinezza" non e' in farmacia, ma dai laboratori di ricerca globali continuano ad arrivare risultati a volte eclatanti, anche se, per ora, soprattutto in modelli animali. 


Sospetto che l'ostilita' di Gray di fronte alla prospettiva di aspettative di vita illimitate sia viscerale e a-razionale (mi sforzo di non dire irrazionale). Se e quando un insieme di terapie rivoluzionera' la longevita' umana, e se lo fara', come prevedo, senza gulag e senza metafisica, scommetto che Gray e i molti altri che spesso descrivo come "mortalisti", troveranno altre motivazioni per giustificarne il rigetto. Mi sembra che una delle mie citazioni immortaliste preferite calzi a pennello: "A chi mi chiede perche' io voglia vivere in eterno, io chiedo perche' loro vogliano morire..."

The Immortalization Commission, su Amazon

08 febbraio 2011

Mappare il cervello e fecondare la galassia

Segnalazione lampo: il New Scientist ha due articoli da non perdere (serve l'iscrizione free). Il primo e' visibile ancora per nove giorni: Mind's circuit diagram to be revealed by mammoth map, descrive un progetto di mappatura del cervello che, se non fosse per l'insufficiente definizione, sarebbe un vero e proprio mind upload distruttivo, e che accenna alla gia' segnalata Brain Preservation Foundation. Del secondo, l'editoriale, ho accesso solo a titolo e sottotitolo, ma se avete una subscription promette piu' che bene: To boldly sow: why we should fertilise the galaxy. Our 5-million-year mission: to send life to strange new worlds

Senza limiti (Limitless): un film sul potenziamento cognitivo e le sue conseguenze

Questo sembra interessante! Naturalmente, tutto sta nel finale: sara' l'ennesima versione del mito di Icaro? O qualcosa di piu' positivo? Non ne ho idea - bisognera' aspettare che arrivi nei cinema o che arrivino i primi spoiler da qualche parte. Nel frattempo: Limitless e' un thriller diretto da Neil Burger basato sul romanzo The Dark Fields. Gli attori principali sono Robert De Niro and Bradley Cooper e dovrebbe uscire, in America, a marzo. Ma quello che ha attirato la mia attenzione e' la trama (o almeno, quanto ci e' dato sapere per il momento). Si sente spesso dire che abbiamo accesso solo al 20% delle nostre capacita' cognitive. Il protagonista del film e' uno slacker che si trova fra le mani un medicinale nootropico in grado di dargli accesso al 100% delle proprie capacita' intellettuali. Improvvisamente si ritrova piu' intelligente, piu' intuitivo, piu' carismatico. Scrive un libro, impara una lingua (l'italiano!) e prevede una serie di eventi analizzando enormi quantita' di informazioni - il tutto nel giro di poche ore dall'assunzione di una dose di MTD-48. Sempre piu' entusiasta dei propri inaspettati successi, il nostro eroe, affascinato dalla sostanza che tante porte gli ha aperto, ne investiga le origini, mettendo in moto una serie di eventi dalle letali conseguenze...  Dal trailer: "Quanti di noi sapranno mai come ci si sentirebbe ad essere una perfetta versione di noi stessi?"

Qui la pagina di Wikipedia dedicata al film, qui il sito ufficiale, qui sotto il trailer e qui la sezione 'potenziamento umano' del blog, per chi volesse approfondire:



07 febbraio 2011

Biblioteca online singolaritaria

Michael Anissimov, neoletto direttore di Humanity+, ha raccolto una serie di link (tutti rigorosamente in inglese, of course) su singolarita' e dintorni. Una vera e propria biblioteca online singolaritaria... Se volete qualcosa in italiano, non perdetevi le sezioni Singolarita' di Estropico.org e del blog.

Su Estropico: Rendere i Computer ingegneri di se stessi. Intervista a Peter Voss, fondatore e CEO della Adaptive AI


“Che differenza c’è tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Artificiale Generale?”

Il mio settore si chiama AGI: Intelligenza Artificiale Generale, così da distinguerlo dalla semplice AI, visto che la ricerca di oggi si concentra quasi esclusivamente di intelligenza artificale ristretta. [Che cioè] svolge solo alcune funzioni specifiche. Si costruisce un sistema che risolve un particolare problema. Sostanzialmente, l'AI fa questo. Perciò i sistemi AGI sono potenzialmente in grado di imparare uno spettro molto ampio dello scibile. Se hai un sistema che può apprendere come un umano, che può acquisire conoscenza come un umano, puoi pensare ad un sistema che acquisti l’abilità di diventare un buon informatico. Se diventa un buon informatico, può migliorare il suo design da solo. A quel punto ottieni l’automiglioramento ricorsivo. Così il computer diventa abbastanza intelligente da capire la sua stessa progettazione e migliorarla, il che lo renderà ancora più abile a migliorare il suo design e diventare molto in fretta incredibilmente intelligente.

“Quale tecnologia futura ti interessa?”

Una delle cose cui sono molto interessato è la longevità, l’estensione della durata della vita. Vorrei avere l’opportunità, e vorrei che anche gli altri l’avessero, di vivere una vita molto, molto lunga. Diciamo indefinitamente lunga. Così da non avere centomila morti involontarie al giorno. Sarebbe una gran cosa, secondo me. Oggi, tuttavia, non siamo all'altezza di risolvere il problema. Ci stiamo avvicinando molto lentamente, migliorando la scienza medica, la nanotecnologia, e così via. Ma è dura, molto dura. Non siamo abbastanza intelligenti per farlo. Non abbiamo abbastanza gente intelligente per risolvere questi problemi tecnici. Se [però] avessimo computer molto più intelligenti di noi che potessero lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7... immaginate un ricercatore medico AGI. La sua intelligenza surclasserebbe quella di un ricercatore umano, e inoltre potresti copiarlo centomila volte così da avere centomila ricercatori di frontiera all’attacco dell’invecchiamento, dell’inquinamento, delle malattie e di qualsiasi altra cosa. Saranno in grado di risolvere questi problemi molto più in fretta. Penso che sia una grande questione.

“Cos’è l’intelligenza “superumana”?”

Non lo sappiamo. Non siamo abbastanza intelligenti da saperlo. Non è una gran risposta, ma è proprio così. Ciò di cui sono certo è che sarà  molto più intelligente degli umani. Prima di tutto, può raggiungere conclusioni molto difficili, problemi con cui io potrei dover lottare settimane o mesi, prima di risolverli. Comprimerebbe questa durata e sarebbe capace di giungere alle conclusioni entro secondi o minuti. Sarebbe in grado di risolvere i problemi più in fretta. Sarebbe anche in grado di risolvere problemi più difficili, e si potrebbe inoltre cumulare la conoscenza di tante AI intelligenti, che hanno lavorato in settori differenti. Potrebbero condividere questa loro conoscenza quasi istantaneamente, mentre per noi trasferire la conoscenza, le intuizioni, l’esperienza agli altri è un processo molto difficile, e molto noioso. Nei computer può avvenire istantaneamente. Anche questa sarebbe una cosa di gran rilievo. Quindi... macchine che lavorano 24 ore su 24, 7 giorni su 7 a velocità molto superiori, in grado di scambiarsi informazioni, clonarle e copiarle. Quando una persona ha raggiunto un certo livello di esperienza... [io, per esempio,] vorrei poter clonare me stesso con tutti gli anni che ho impiegato ad acquisire faticosamente la conoscenza che mi serve per progettare le AGI. Se ci fossero mille persone in giro con la mia stessa conoscenza ed il mio background, saremmo in grado di fare progressi molto più rapidi. Sarebbe una vera svolta.

Leggi tutto, su Estropico.org

Immagine: Drawing hands - Maurits Cornelis Escher, by guenboul

06 febbraio 2011

Endhiran (Robot): Terminator versione Bollywood


Ormai quella del video umoristico domenicale e' quasi una tradizione, su questo blog. Oggi presento un classico dell'umorismo involontario, una specie di versione di Bollywood di Terminator che sembra gia' destinata a diventare un film cult. Gli effetti speciali sono ottimi, ma questi indiani sono proprio degli esagerati (guardatelo e capirete)! Si tratta di Endhiran ("Robot") e il trailer di dieci minuti qui sopra e' doppiato in russo... Se non vi basta qui ne troverete altri dieci minuti e qui l'intero film con sottotitoli in inglese (due ore e 45 minuti...) Al di la' di tutto, e' interessante vedere come una cultura diversa interpreta quel classico tema fantascientifico che e' la ribellione robotica. Hat-tip a Robots.net.

05 febbraio 2011

TED lancia TEDBooks

Segnalo che TED (molte delle cui presentazioni troverete andando a spulciare nella sezione "video" degli archivi) ha lanciato TEDBooks. L'idea e' la stessa dei video: presentare concisamente delle "idee che valga la pena diffondere". A tal fine, i libri di TEDBook sono piu' brevi di un testo tradizionale e piu' simili a lunghi articoli di rivista - in pratica, possono esser letti in una sola seduta. Fra le prime pubblicazioni noto il particolarmente on-topic "Homo Evolutis", di Juan Enriquez e Steve Gullans, sul tema della nuova specie nella quale ci stiamo tranformando, appunto Homo evolutis, che controllera' la propria evoluzione e quella di altri organismi. "Non solo i nostri corpi saranno trasformati, ma anche le nostre strutture sociali, religiose, governative." Tutti i libri finora pubblicati (tre) sono acquistabili per $2.99.

04 febbraio 2011

Suspended Animation: l'azienda e gli obiettivi

Segnalazione lampo: una conferenza organizzata dalla Suspended Animation, l'azienda americana che offre servizi di criopreservazione ai clienti di Alcor e Cryonics Institute. L'evento si terra' il maggio prossimo, in Florida e vedo che si parlera' anche del Timeship project.

Letture: La fine dell'Umanita', di Nicholas Agar

Nessuno puo' accusare Nicholas Agar di essere un   bioconservatore o un neoluddista. Il sottotitolo del suo Liberal Eugenics, pubblicato nel 2004, e' "in difesa del potenziamento umano". Eppure, il sottotitolo del suo Humanity's End, pubblicato nel 2010, e' "perche' dovremmo respingere il potenziamento radicale". Cos'e' successo nei sei anni trascorsi fra la pubblicazione dei due libri?

Humanity's End e' strutturato in quattro parti, ognuna incentrata intorno ad un transumanista di fama internazionale e assunto a simbolo di uno degli aspetti del futuro postumano potenzialmente all'orizzonte: Ray Kurzweil ("the technologist"), Aubrey de Grey ("the therapist"), Nick Bostrom ("il filosofo") e James Hughes ("il sociologo"). In esso l'autore si sforza di presentarsi come un moderato nel dibattito sul potenziamento umano: favorevole al potenziamento, generalmente parlando, ma contrario alle sue forme piu' radicali. Agar sostiene il ragionevolissimo punto di vista che "alcune forme di potenziamento umano dovrebbero essere sostenute, mentre molte altre dovrebbero essere respinte". D'accordo, ma tutto sta nel decidere dove sia lo spartiacque... L'autore lo situa fra le forme di potenziamento che conferiscono un limitato incremento delle capacita' umane e quelle che invece conferiscono un incremento che le surclassa.

Vedi anche:
  • un articolo pubblicato sul Journal of Evolution and Technology il novembre scorso, Agar riassume "un paio delle tesi principali" contenute nel suo libro
  • una recensione (critica) di Humanity's End, su JET: Nicholas Agar's Humanity's End, by Jamie Bronstein

03 febbraio 2011

Frutta e verdura e il cuore; antocianine e pressione; il ferro negli adolescenti; zinco e prostata

Le news di NFI - Nutrition Foundation of Italy

Frutta e verdura e eventi coronarici. Il consumo più elevato di frutta e verdura si associa alla riduzione del rischio coronarico
Antocianine e pressione arteriosa. Le antocianine contenute nelle fragole e nei mirtilli possono contribuire a prevenire l’ipertensione
Fabbisogno e carenza di ferro negli adolescenti. Le adolescenti europee possono essere a rischio di carenza di ferro
Zinco e cancro della prostata. L’assunzione di livelli elevati di zinco si associa alla riduzione della mortalità per cancro della prostata

Spegni la luce! Livelli di luce e produzione di melatonina


Secondo un nuovo studio che dimostra l'impatto dell'illuminazione interna sulla produzione di melatonina, i livelli di luce a cui si e' esposti prima di andare a dormire hanno un impatto negativo sulla qualita' del sonno, la pressione sanguigna e il rischio-diabete.

La melatonina e' un ormone prodotto dalla ghiandola pineale e ha molti effetti: regola il ciclo veglia-sonno, abbassa la pressione e la temperatura corporea, ed e' un candidato per il trattamento di insonnia, ipertensione e cancro. Dall'invenzione dell'umile ma rivoluzionaria lampadina, siamo tutti esposti a livelli di illuminazione, nelle ore serali, in precedenza inauditi. 

Nello studio in questione, 116 volontari in buona salute di eta' dai 18 ai 30 anni sono stati esposti ad illuminazione forte o debole per le otto ore precedenti il sonno, per cinque giorni consecutivi. Il gruppo esposto a piu' luce ha riportato produzione di melatonina per un'ora e mezzo in meno dell'altro gruppo e una produzione totale di meno del 50%.

Tutto cio' mi ricorda di uno scambio a cui ho assistito a SENS3, tre anni fa a Cambridge. Non ricoprdo chi fosse il ricercatore in quel momento sul palco, o il tema dell'esperimento che stava illustrando, ma qualcuno, dal pubblico, gli pose una domanda sulle condizioni in cui erano tenuti i suoi topi di laboratorio. La risposta contenne un'informazione potenzialmente utile: i suoi topolini erano esposti solo a luce rossa, allo specifico scopo di non inibire la loro produzione di melatonina. Ma a quanto pare questa altrimenti semplice soluzione e' controversa. L'opzione piu' sicura sembra essere quella di spegnere la luce nelle ore precedenti il sonno (o quantomeno, limitare l'esposizione a forti fonti di luce).

Lo studio (Exposure to room light prior to bedtime suppresses melatonin onset and shortens melatonin duration in humans) apparira' nell'edizione del marzo 2011 del Journal of Clinical Endocrynology and Metabolism.

Immagine: Lightbulb, by HKmPUA

02 febbraio 2011

Michael Anissimov e Patri Friedman eletti al Board of Directors di Humanity+

Due nuovi direttori per Humanity+ (a cui Estropico e' indirettamente affiliato, tramite il Network dei Transumanisti Italiani): Michael Anissimov, Media Director del Singularity Institute e blogger di Accelerating Future, and Patri Friedman, Presidente del Seasteading Institute. Gia' che ci sono segnalo che e' possibile sostenere Humanity+ acquistando libri su Amazon.com cliccando qui.

Cosa cerchi oggi? Il transumanesimo! (video)



Il Network dei Transumanisti Italiani, di cui Estropico e' uno dei fondatori, ha un nuovo video promozionale creato con Crea la tua storia, di Google.